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Assemblea - XVII Legislatura

ORDINE DEL GIORNO

Martedì 27 giugno 2017

845a e 846a Seduta Pubblica

alle ore 11

Discussione della mozione n. 705, Malan, sulla partecipazione di Taiwan a organizzazioni internazionali(testo allegato)

alle ore 16,30

I. Seguito della discussione dei disegni di legge:

Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate (Approvato dalla Camera dei deputati) (2134 )

- Silvana AMATI ed altri. - Norme in materia di destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali a finalità di tutela dell'infanzia e dell'adolescenza (456 )

- CARDIELLO ed altri. - Interventi urgenti in materia di beni della criminalità organizzata e a favore dell'agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (799 )

- GASPARRI. - Norme per la utilizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata al fine di agevolare lo sviluppo di attività produttive e favorire l'occupazione (1180 )

- Lucrezia RICCHIUTI ed altri. - Istituzione dell'Albo nazionale degli amministratori giudiziari e degli amministratori dei beni confiscati alla criminalità organizzata (1210 )

- Anna FINOCCHIARO. - Modifiche al codice delle leggi antimafia in materia di trasferimento di beni confiscati al patrimonio degli enti territoriali (1225 )

- Lucrezia RICCHIUTI ed altri. - Modifiche al codice delle leggi antimafia di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di competenza del tribunale distrettuale per l'applicazione di misure di prevenzione (1366 )

- FALANGA ed altri. - Modifiche agli effetti inibitori ed escludenti derivanti dal procedimento di prevenzione nei confronti dell'attività di impresa (1431 )

- Misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti (1687 )

- MIRABELLI ed altri. - Modificazioni al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (1690 )

- DAVICO. - Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, volte a rendere più efficiente l'attività dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, a favorire la vendita dei beni confiscati e il reimpiego del ricavato per finalità sociali nonché a rendere produttive le aziende confiscate. Delega al Governo per la disciplina della gestione delle aziende confiscate (1957 )

- Alessandra BENCINI ed altri. - Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, volte a rendere più efficiente l'attività dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, a favorire la vendita dei beni confiscati e il reimpiego del ricavato per finalità sociali nonché a rendere produttive le aziende confiscate. Delega al Governo per la disciplina della gestione delle aziende confiscate (2060 )

- CAMPANELLA ed altri. - Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di misure di prevenzione personali e patrimoniali in relazione ai delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione (2089 )

- Relatori LUMIA e PAGLIARI (Relazione orale)

II. Discussione di mozioni sulla proliferazione delle armi nucleari (testi allegati)




MOZIONE SULLA PARTECIPAZIONE DI TAIWAN A ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

(1-00705 ) (Testo 2) (27 giugno 2017)

MALAN, SANGALLI, AMORUSO, ARRIGONI, BELLOT, CALEO, CERONI, COMAROLI, CONSIGLIO, DIVINA, FATTORINI, GAMBARO, MARINELLO, MERLONI, MUNERATO, PAGLIARI, RAZZI, DEL BARBA, GIANNINI, MICHELONI, TRONTI, VERDUCCI - Il Senato,

premesso che:

l'Italia intrattiene con Taiwan, che è la 22ª economia del mondo e il 18° partner dell'Unione europea per volume di interscambio, significative relazioni commerciali, industriali e culturali, promosse e coordinate dai reciproci uffici di rappresentanza a Taipei e a Roma e dal Foro di cooperazione economica che, dal 2010, si riunisce annualmente sotto la presidenza dei rispettivi direttori generali responsabili del commercio estero;

l'interscambio bilaterale, secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico, è stato nel 2015 di circa 3 miliardi di euro e, nei primi 6 mesi del 2016, esso ha superato 1,6 miliardi con un incremento di circa 200 milioni sullo stesso periodo dell'anno precedente;

questo andamento positivo sarà ulteriormente favorito dalla piena efficacia, decorsa dal 1° gennaio 2016, della legge n. 62 del 2015 sull'esenzione della doppia tassazione;

i dati inerenti all'interscambio con Taiwan collocano l'Italia, nell'ambito dell'Unione europea, al 5° posto dopo Germania, Olanda, Regno Unito e Francia, in un'economia complessiva, tra UE e Taiwan, che nel 2015 ha raggiunto i 44 miliardi di euro;

anche nelle attività culturali, sono numerose e crescenti le iniziative che coinvolgono realtà locali, istituzioni ed enti delle due parti, mentre, ad oggi, vi sono 30 accordi tra università italiane e taiwanesi per la collaborazione accademica e lo scambio di docenti e di studenti;

Taiwan è un'autentica e funzionante democrazia, dove si eleggono, ad ogni livello, i responsabili della vita pubblica e sono costantemente promossi i diritti umani, civili, politici, religiosi, sociali e sindacali dei suoi 23,5 milioni di cittadini;

attraverso pragmatiche modalità, Taiwan partecipa costruttivamente alle attività di diversi organismi multilaterali, tra questi l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), l'Assemblea mondiale della sanità (WHA), la Conferenza economica dell'Asia-Pacifico (APEC), la Banca asiatica di sviluppo (ADB), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), il Sistema di integrazione centroamericana (SICA), il Comitato olimpico internazionale (CIO) e altre;

nel contesto internazionale, l'Italia guarda con favore ad una significativa partecipazione di Taiwan ai fori multilaterali specializzati (ICAO, UNFCC, INTERPOL), compatibilmente con l'adesione del nostro Paese e degli altri Stati membri dell'Unione europea alla "One China policy";

in quest'ottica, si colloca il sostegno dell'Italia e dell'Unione europea al perseguimento di soluzioni pragmatiche, attraverso il dialogo tra le due sponde dello stretto, alle questioni riguardanti la partecipazione di Taiwan ai predetti fori internazionali,

impegna il Governo a continuare a considerare attivamente, insieme ai partner UE, modalità compatibili con la "One China policy" per consentire la partecipazione come osservatore di Taiwan nei contesti multilaterali (ICAO, UNFCC e INTERPOL), in cui la sua presenza corrisponda all'interesse della popolazione taiwanese e della comunità internazionale.


MOZIONI SULLA PROLIFERAZIONE DELLE ARMI NUCLEARI

(1-00405 p. a.) (29 aprile 2015)

COTTI, DE CRISTOFARO, AIROLA, BAROZZINO, BENCINI, BERTOROTTA, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BONDI, BOTTICI, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASALETTO, CASTALDI, CATALFO, CERVELLINI, CIAMPOLILLO, CIOFFI, CIRINNA', CORSINI, CRIMI, DE PETRIS, DE PIN, DI MAGGIO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GAMBARO, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MASTRANGELI, MINEO, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETRAGLIA, PETROCELLI, PUGLIA, PUPPATO, REPETTI, RICCHIUTI, ROMANI Maurizio, RUTA, SANTANGELO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, STEFANO, TAVERNA, URAS, VACCIANO, CASSON, DE PIETRO, TARQUINIO, BOCCARDI, D'AMBROSIO LETTIERI, SCILIPOTI ISGRO', BRUNI, MILO, PERRONE, ZIZZA, LIUZZI, PALERMO, LANIECE, DIRINDIN, TOCCI, AUGELLO, SOLLO, D'ADDA, AMATI, VALENTINI, GRANAIOLA, CAPACCHIONE, CARDINALI, VACCARI, BORIOLI, CUOMO, CHITI, IDEM - Il Senato,

premesso che:

la Lockheed Martin, uno dei leader mondiali nella produzione di sistemi d'arma, ha denominato Joint Strike Fighter (JSF) F-35 Lightning II una famiglia di tre velivoli d'attacco mono-pilota destinati a essere utilizzati da operatori diversi quali le aeronautiche e le marine militari di molti paesi;

l'F-35 Lightning II è stato principalmente finanziato dagli Stati Uniti. Inoltre, altri paesi, tutti stretti alleati degli Stati Uniti, quali Regno Unito, l'Italia, il Canada, l'Australia, la Norvegia, la Danimarca, i Paesi Bassi e la Turchia, hanno in diversa misura contribuito allo sviluppo del programma JSF. Ancora altri Paesi hanno poi deciso, oppure stanno valutando, l'acquisto di velivoli di questa famiglia;

l'Aeronautica Militare Italiana (AMI) e la Marina Militare Italiana (MMI) hanno in programma la messa in linea di due dei tre velivoli di questa famiglia. L'AMI intendere schierare l'F-35A, che si caratterizza per decollo e atterraggio convenzionale ed è dotato di un solo motore. La MMI intende invece schierare l'F-35B, che si caratterizza per decollo corto e atterraggio verticale ed è dotato di due diversi motori;

anche per via del fatto che non tutti gli operatori destinati a utilizzare l'F-35A e l'F-35B possiedono un qualche tipo di capacità nucleare, nazionale o condivisa, il programma F-35 Lightning II è strutturato in modo da rendere questa famiglia di velivoli anche in grado di trasportare l'arma nucleare;

considerato che:

il programma "JSF/F-35 Lightning II" prevedeva, oltre a una fase di sviluppo di nuove tecnologie in materia di Difesa, l'impegno da parte italiana all'acquisto di 131 velivoli F-35 (69 F-35A e 62 F-35B);

il 15 febbraio 2012, il ministro pro tempore della difesa Di Paola, in un'ottica di riduzione di spesa del Ministero, ha proposto di ridurre l'impegno di acquisto a 90 unità;

il 28 marzo 2012, la Camera dei deputati ha approvato alcune mozioni sul contenimento delle spese militari con specifici interventi tra cui la riduzione a 90 unità dell'acquisto degli F-35 proposta dal Governo;

ricordato che il sistema costituzionale della Repubblica Italiana, in conformità alle istituzioni di una repubblica parlamentare, oltre al potere legislativo assegna al Parlamento anche la funzione di indirizzo politico e di controllo sull'operato del Governo;

considerato inoltre che:

è poi noto come il programma "JSF/F-35 Lightning II" preveda la capacità di trasportare operativamente all'interno di ciascun velivolo F-35 due bombe nucleari di tipo B61-12;

tale capacità è ad oggi annunciata come caratteristica dei lotti di produzione convenzionalmente denominati "Block 4A" e "Block 4B", la cui produzione è prevista a partire dall'anno 2021;

almeno alcuni dei 90 velivoli F-35 previsti per il nostro paese apparterranno ai lotti convenzionalmente denominati "Block 4A" e/o "Block 4B";

rimane indefinito l'onere finanziario relativo all'acquisizione di tali eventuali capacità aggiuntive necessarie per il ruolo nucleare;

rimane altrettanto indefinito se a sostenere tale onere sarà esclusivamente il nostro Paese oppure uno o più Paesi terzi;

alcuni paesi alleati, quali il Regno Unito, hanno da tempo rinunciato alle capacità nucleari condivise dell'Alleanza Atlantica, mentre altri come la Germania, il Belgio e l'Olanda hanno già espresso tale intenzione;

il Parlamento olandese ha chiesto al governo del proprio Paese che il velivolo F-35 scelto come successore degli attuali F-16 non sia dotato delle capacità necessarie per svolgere il ruolo nucleare;

l'Italia ha sottoscritto il Trattato internazionale di non proliferazione nucleare;

la legge 9 luglio 1990, n. 185, vieta espressamente la fabbricazione, l'importazione, di armi biologiche, chimiche e nucleari, nonché la ricerca preordinata alla loro produzione o la cessione della relativa tecnologia;

il divieto di cui alla legge n. 185 del 9 luglio 1990 si applica anche agli strumenti e alle tecnologie specificamente progettate per la costruzione delle suddette armi;

l'Italia ha da sempre dichiarato di non far parte del "club atomico" con tutti gli obblighi internazionali che ne derivano;

per ben due volte il popolo italiano ha rifiutato, con due referendum, l'opzione nucleare, anche solo per fini civili,

impegna il Governo a non procedere all'acquisizione dei requisiti hardware e software necessari per equipaggiare le varie versioni del velivolo F-35 delle capacità necessarie per trasportare e sganciare armi nucleari del tipo B61-12, il cui schieramento operativo sul territorio europeo è previsto a partire dalla fine del presente decennio nell'ambito dei programmi di condivisione nucleare dell'Alleanza Atlantica.

(1-00739 ) (8 marzo 2017)

DE PETRIS, PETRAGLIA, BAROZZINO, BOCCHINO, CAMPANELLA, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MASTRANGELI - Il Senato,

premesso che:

la sussistenza delle armi nucleari su questo pianeta rappresenta una minaccia per la sopravvivenza della stessa umanità: liberarsi di tale minaccia rappresenta dunque, per i popoli della terra, un diritto istitutivo e costitutivo della stessa vita sociale;

l'articolo VI del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, ratificato con legge n. 131 del 1975 (Gazzetta ufficiale n. 113 del 30 aprile 1975) impegna ciascuna parte a perseguire in buona fede negoziati per definire, nel più breve tempo possibile, misure effettive che conducano alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e al disarmo nucleare, nonché ad un trattato sul disarmo generale e totale sotto il severo ed effettivo controllo internazionale;

secondo il parere della Corte internazionale di giustizia de L'Aja dell'8 luglio 1996, in applicazione del diritto internazionale ius in bello, sono illegittimi la minaccia o l'uso delle armi nucleari. Pur non volendo la Corte esprimersi in merito al caso estremo di legittima autodifesa, viene inoltre chiarito come gli Stati debbano, comunque, rispettare il diritto umanitario internazionale;

ciascuno degli Stati militarmente non nucleari che risulti parte del Trattato di non proliferazione "si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente";

l'Italia, in contrasto con tale obbligo e con l'articolo 26 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 23 maggio del 1969, mette a tutt'oggi a disposizione il suo territorio per l'installazione, il transito, la detenzione e l'uso di armi nucleari, in attuazione di accordi con gli Stati Uniti e conformemente alle dottrine della "condivisione nucleare NATO";

l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il voto del 23 dicembre 2016 sulla risoluzione A/C.1/71/L.41, ha avviato un nuovo, storico percorso per attuare l'obiettivo conclamato del Trattato di non proliferazione, mediante la predisposizione, come primo passo, di strumenti giuridicamente vincolanti per la proibizione delle armi nucleari, in grado di condurre alla loro totale eliminazione,

impegna il Governo:

1) a partecipare attivamente, nelle sessioni previste (marzo e giugno-luglio 2017), alla conferenza ONU di New York programmata attraverso la citata risoluzione L41, supportando gli Stati non nucleari e la Campagna ICAN (International campaign to abolish nuclear weapons) nel pervenire all'abolizione giuridica degli ordigni nucleari, e adempiendo in tal modo agli obblighi del Trattato di non proliferazione;

2) ad avviare, nell'immediato, un percorso che porti alla totale rimozione, da parte degli Stati Uniti, delle armi nucleari presenti nelle basi e nei porti italiani, essendo necessario che il nostro Paese, che ricopre attualmente il ruolo di membro temporaneo del Consiglio di sicurezza, sia coerente e credibile nel supportare la volontà manifestamente maggioritaria degli Stati di pervenire ad un mondo libero dalla minaccia della guerra nucleare, innescabile oggi persino a causa di incidente, per il caso o per errore.

(1-00795 ) (1 giugno 2017)

COTTI, BLUNDO, BUCCARELLA, CIAMPOLILLO, GIROTTO, LUCIDI, PUGLIA, SERRA, PAGLINI, CAPPELLETTI - Il Senato,

premesso che:

il 23 dicembre 2016 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione A/C.1/71/L.41 "Taking forward multilateral nuclear disarmament negotiations" ("Portare avanti i negoziati per il disarmo nucleare multilaterale"), presentata dal Messico e sottoscritta, tra gli altri, da Austria, Irlanda, Brasile, Nigeria, Nuova Zelanda, Sudafrica;

la risoluzione prevede la convocazione di una conferenza a cui affidare il compito di approvare un testo giuridicamente vincolante per rendere illegale lo sviluppo, la produzione, l'uso o la sperimentazione di armi nucleari, disponendo per la progressiva eliminazione totale di quelle esistenti;

la prima parte della conferenza si è svolta a New York dal 27 al 31 marzo 2017 con la partecipazione di 132 Stati;

nella seconda sessione dei lavori della conferenza, di prossimo inizio, verranno avviati i negoziati sulla base di una bozza di trattato denominata "Draft convention on the prohibition of nuclear weapons", redatta il 22 maggio 2017 sotto la responsabilità della presidente della conferenza, Elayne Whyte Gómez del Costa Rica;

la bozza di trattato, sostenuta da una grande maggioranza di Stati, richiede che i Governi facciano ogni sforzo per garantire che le armi nucleari non siano più utilizzate, in nessun caso. Il testo rileva che gli effetti delle armi nucleari trascendono le frontiere nazionali, comportano gravi implicazioni per la sopravvivenza umana, l'ambiente, lo sviluppo socio-economico, l'economia globale, la sicurezza alimentare, e per la salute delle generazioni future, evidenziando altresì le conseguenze delle armi nucleari, come ad esempio l'imprevedibile impatto delle radiazioni sulla salute materna e sulle donne, rilevando come necessari l'assistenza medica, la riabilitazione e il sostegno psicologico per le sopravvissute ad attacchi e test nucleari, con la previsione di un recupero ambientale delle aree contaminate;

il testo si fonda sul diritto umanitario internazionale e sulle esperienze già in vigore di proibizione di armi inaccettabili, come quelle chimiche e biologiche, le mine anti persona, le munizioni cluster;

la società civile internazionale e nazionale che si occupa di disarmo nucleare, con in prima fila International campaign to abolish nuclear weapons (Ican), Parliamentarians for nuclear non-proliferation and disarmament (PNND), "Senzatomica", "Rete italiana per il disarmo", "Disarmisti esigenti" e Women's international league for peace and freedom Italia, ma anche la stessa chiesa, hanno accolto positivamente la pubblicazione della bozza di trattato;

in occasione dell'ultima "giornata internazionale per la totale eliminazione delle armi nucleari", il Segretario generale pro tempore dell'ONU, Ban Ki-moon, dichiarava: "Impegniamoci a lavorare per l'eliminazione totale delle armi nucleari con urgenza e con un senso di scopo collettivo. La nostra stessa sopravvivenza dipende da questo";

per ben due volte il popolo italiano ha rifiutato, con due referendum, l'opzione nucleare anche solo per fini civili, e la comunità internazionale ha oggi un'occasione concreta per un accordo di divieto delle armi nucleari, seguendo la strada già adottata in passato per il divieto di possesso e di uso di altre armi di distruzione di massa;

appare fondamentale la partecipazione del maggior numero di Stati al prossimo appuntamento ONU per la definizione di un trattato per il disarmo nucleare multilaterale,

impegna il Governo:

1) a partecipare attivamente in sede ONU al percorso già avviato e in via di definizione, per la redazione di un trattato giuridicamente vincolante per rendere illegale lo sviluppo, la produzione, l'uso o la sperimentazione di armi nucleari, disponendo per la progressiva eliminazione totale di quelle esistenti, pronunciandosi favorevolmente sullo stesso trattato;

2) ad avviare un percorso giuridico-diplomatico per la revisione di tutti gli accordi e trattati in essere che consentono il transito, la sosta e il ricovero nel territorio italiano di armamenti nucleari;

3) a promuovere in Italia azioni, progetti e programmi, di concerto con la società civile, per la promozione di politiche di pace e disarmo nucleare.

(1-00799 ) (20 giugno 2017)

CENTINAIO, DIVINA, STUCCHI, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, STEFANI, TOSATO, VOLPI - Il Senato,

premesso che:

la situazione internazionale non accenna a migliorare, continuando piuttosto a caratterizzarsi per la numerosità e complessità dei teatri di crisi, su molti dei quali le maggiori potenze mondiali e regionali si misurano attraverso vere e proprie forme di guerra "per procura";

dal 1945 ad oggi, le armi nucleari hanno contribuito a mantenere la pace tra le maggiori potenze del pianeta, anche se costituisce motivo di preoccupazioni crescenti l'interesse dimostrato nei confronti della loro acquisizione da parte di Paesi che spesso non condividono la medesima cultura e razionalità strategica "occidentale";

le ragioni di fondo che indussero l'Alleanza atlantica a poggiare la propria strategia di mantenimento della pace sul possesso e la disponibilità ad usare le armi nucleari degli Stati Uniti non sono ancora venute meno. La proliferazione delle armi di distruzione di massa sembra anzi aggiungerne di nuove;

furono gli europei ad esigere a suo tempo lo stazionamento nel continente europeo delle armi nucleari americane e non gli Stati Uniti ad imporlo;

l'intenzione annunciata dal presidente americano Donald Trump di riorientare la Nato in modo tale da renderne più agevole l'impiego a sud e sudest dell'Europa, non necessariamente contro la Federazione russa ma, anzi, anche in collaborazione con la Russia, offre ulteriori incentivi al mantenimento delle armi nucleari americane nel continente europeo;

dubbi concernenti la presunta diminuzione dell'interesse degli Stati Uniti alla sicurezza europea hanno già provocato in Germania l'apertura di un dibattito sull'opportunità che la stessa Repubblica federale tedesca si doti di un proprio deterrente nucleare nazionale;

esiste quindi il rischio potenziale che il ritiro delle armi nucleari americane dall'Europa provochi una corsa al riarmo nucleare anche fra alleati europei della Nato, dalle conseguenze politiche e strategiche imprevedibili, ma sicuramente dannose per la coesione complessiva dell'Occidente;

in seguito alla "Brexit", il nostro Paese si trova oggi a disporre di una posizione geopolitica che potrebbe permettergli di assumere un ruolo di mediazione tra gli Stati Uniti e la Germania, ed in senso più ampio l'Unione europea, tra i quali sta emergendo un'evidente contrapposizione di interessi e visioni;

il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza in Estremo oriente potrebbe spingere anche il Giappone a riconsiderare la propria opzione contraria all'acquisizione delle armi nucleari;

in assenza dell'ombrello nucleare americano, anche l'Italia sarebbe chiamata ad effettuare nuove ed impegnative scelte sul piano della propria politica di sicurezza;

non è chiara la posizione del nostro Paese per il caso in cui si pervenisse effettivamente ad un'integrazione europea anche nel campo della difesa e, conseguentemente, all'europeizzazione del deterrente nucleare francese,

impegna il Governo:

1) ad intensificare i propri sforzi in tutte le sedi competenti, affinché venga progressivamente depotenziata la spinta ad allargare e modernizzare gli arsenali nucleari militari;

2) a favorire il dialogo tra le maggiori potenze nucleari del pianeta, quale miglior precondizione della progressiva e bilanciata riduzione degli ordigni atomici nel mondo;

3) a confermare l'impegno del nostro Paese a scoraggiare il fenomeno della proliferazione nucleare tra le potenze emergenti ed altresì nei confronti di Stati nostri alleati, come la Germania ed il Giappone, che starebbero riflettendo sull'opportunità o meno di dotarsi di propri arsenali atomici;

4) a non rinunciare, data la criticità dell'attuale situazione internazionale, alla garanzia comunque ancora offerta dalla disponibilità statunitense a proteggere anche nuclearmente l'Europa, ed il nostro stesso Paese, non necessariamente rispetto alla Russia, ma, più in generale, contro qualsiasi aggressore potenziale;

5) a chiarire la posizione del nostro Paese in merito all'eventualità che un giorno la "Force de frappe" francese divenga il nucleo del deterrente nucleare di un'Europa integrata anche dal punto di vista militare.

(1-00801 ) (20 giugno 2017)

MANASSERO, SANGALLI, VATTUONE, GUALDANI, ROSSI Luciano, BUEMI, VALENTINI, ASTORRE, PUPPATO - Il Senato,

premesso che:

il disarmo nucleare costituisce uno degli obiettivi principali di politica estera del Governo italiano;

tale obiettivo deve essere perseguito tenendo conto dell'articolata cornice degli impegni internazionali assunti dall'Italia e considerando gli aspetti umanitari e di sicurezza collegati al tema;

l'obiettivo della totale eliminazione delle armi nucleari può essere raggiunto solo gradualmente, attraverso una serie di passi, concreti e progressivi, diretti ad accrescere la fiducia e la percezione di sicurezza internazionale e, dunque, a favorire la creazione di un ambiente idoneo al disarmo nucleare;

il disarmo nucleare, per essere realistico e sostenibile, deve essere trasparente, verificabile e irreversibile; esso presuppone, altresì, un impegno universale e il pieno coinvolgimento dei Paesi militarmente nucleari;

appare opportuno preservare la centralità del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), che ha costituito la cornice essenziale dei risultati sinora raggiunti nel disarmo nucleare, continuare a perseguire la sua universalizzazione e insistere sull'interdipendenza dei suoi tre pilastri (disarmo, non proliferazione e uso pacifico dell'energia nucleare), a fronte dei rischi di erosione politica del Trattato connessi a processi non inclusivi;

il potenziale impatto della conferenza per negoziare uno strumento legalmente vincolante per la proibizione delle armi nucleari sul regime di non proliferazione e disarmo nucleare in vigore suggerisce di continuare a monitorare con attenzione l'andamento e gli esiti del processo negoziale;

l'Italia ha convintamente sostenuto la dichiarazione di Hiroshima dei Ministri degli esteri del G7 del 2016, che, con forte valenza simbolica, ha riaffermato l'impegno a creare le condizioni favorevoli a un mondo privo di armi nucleari, in un quadro di stabilità internazionale, e la piena applicazione del Trattato di non proliferazione nucleare in tutte le sue componenti, disarmo incluso;

tale posizione ha ispirato la presidenza italiana della riunione dei Ministri degli esteri del G7, tenutasi a Lucca il 10 e 11 aprile 2017, il cui comunicato congiunto menziona i principali elementi dell'approccio progressivo e ricorda, compatibilmente con le varie sensibilità rappresentate dai partner, l'obiettivo di un mondo senza armi nucleari;

il comunicato dei Ministri degli esteri del G7 è stato, successivamente, avallato dai leader in occasione del vertice del G7 di Taormina del 26-27 maggio,

impegna il Governo:

1) a continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari, attraverso un approccio progressivo e inclusivo al disarmo, che riconosca la centralità del Trattato di non proliferazione nucleare e attraverso modalità che promuovano la stabilità internazionale;

2) ad impegnarsi con i partner per favorire l'universalizzazione ed il rafforzamento del Trattato di non proliferazione nucleare, l'entrata in vigore del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), la conclusione di un Trattato sulla messa al bando del materiale fissile idoneo alla fabbricazione di armi nucleari (FMCT), il consolidamento e la creazione di zone libere da armi nucleari, soprattutto in Medio oriente, e altre misure di trasparenza e costruzione della fiducia.

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