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Assemblea - Comunicato di seduta (Resoconto sommario)

Mercoledì 11 marzo 2026 - 398ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 9:33)

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente, l’Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione n. 1 della maggioranza, che impegna il Governo: a favorire iniziative diplomatiche per la stabilizzazione del Medio Oriente, sostenendo i partner regionali, condannando le violazioni dei diritti umani in Iran e garantendo il rientro dei cittadini italiani; a rafforzare sicurezza, difesa e protezione delle rotte marittime europee, sostenendo l’Ucraina, la pace in Medio Oriente e la stabilità internazionale; a rafforzare competitività e sicurezza economica dell’UE, ridurre i prezzi dell’energia, contrastare pratiche commerciali sleali e gestire i flussi migratori tramite cooperazione con Paesi terzi.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha richiamato anzitutto l’esigenza che il confronto parlamentare avvenga con senso di responsabilità e spirito di coesione nazionale; il Governo rivendica un’azione improntata alla prudenza e al coordinamento costante con i partner europei e regionali, attraverso strumenti diplomatici, militari e di sicurezza. Il Presidente Meloni ha inquadrato la crisi nel più ampio contesto di progressiva destabilizzazione dell’ordine internazionale, già compromesso dall’aggressione russa all’Ucraina e dall’indebolimento del sistema multilaterale, evidenziando le preoccupazioni legate al ruolo dell’Iran e al suo programma nucleare, ribadendo che l’Italia non partecipa ad azioni militari contro Teheran e continua a sostenere il ricorso alla diplomazia per favorire una de-escalation. Tra le priorità immediate ha indicato la tutela dei cittadini italiani presenti nell’area di crisi, il rafforzamento della sicurezza e il sostegno ai partner regionali. Parallelamente, sul piano interno, ha richiamato le misure di monitoraggio dei prezzi dell’energia e dei carburanti, con l’obiettivo di contrastare eventuali fenomeni speculativi e contenere le ricadute economiche della crisi, con particolare attenzione ai prezzi dell’energia e dei carburanti. Nel contesto europeo, ha confermato il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina, ritenuto essenziale per la difesa della sicurezza e dell’ordine europeo, nonché l’impegno a proseguire la pressione economica sulla Russia. Quanto alla competitività dell’economia europea, la Presidente si è focalizzata sulla necessità di ridurre gli oneri burocratici, rivedere il sistema ETS sul carbonio e intervenire sui costi dell’energia per rafforzare la capacità produttiva delle imprese e dell’industria europea. Ha quindi affrontato le questioni della difesa europea e della gestione dei flussi migratori, ribadendo la linea del Governo sul contrasto all’immigrazione irregolare e la legittimità dei centri per migranti realizzati in Albania. L’Italia continuerà a svolgere un ruolo centrale nel coordinamento internazionale, operando nell’ambito dell’alleanza euro-atlantica con l’obiettivo di tutelare gli interessi nazionali e contribuire alla stabilità del contesto internazionale.

Hanno preso parte al dibattito i sen. Monti (Misto), Terzi di Sant’Agata, Scurria, Speranzon (FdI), Calenda (Az), Gasparri, Licia Ronzulli (FI-BP), Dreosto, Claudio Borghi (LSP), Misiani, Alfieri (PD), Renzi (IV), De Poli (Cd’I), De Cristofaro (AVS) e Patuanelli (M5S). Il sen. Monti ha accusato il Governo di privilegiare il richiamo all’unità dell’Occidente, mentre a suo avviso favorisce divisioni in Italia e nell’UE; il sen. Calenda ha lamentato la mancanza di un’analisi della crisi dell’Occidente, attribuendone l’origine soprattutto alle scelte degli Stati Uniti e alla leadership di Trump; il sen. Renzi ha valutato positivamente l’apertura al confronto della Premier, ma ha rilevato diverse criticità, in particolare sui temi della sovranità energetica e dell’approvvigionamento delle materie prime; il sen. De Cristofaro ha accusato l’Esecutivo di non aver condannato con chiarezza l’attacco militare all’Iran, denunciando i rischi di una deriva verso la militarizzazione e il riarmo; il sen. De Poli ha rilevato l’impegno del Governo nel coinvolgimento del Parlamento e nel sostenere iniziative europee come il tetto al prezzo del gas per contenere i costi; il sen. Patuanelli ha invitato il Governo a prendere una posizione chiara sull’intervento militare in Iran e a concentrarsi sugli effetti economici del conflitto, in particolare sul caro energia e sull’aumento del costo della vita per famiglie e imprese; FI-BP ha sostenuto l’azione del Governo nella gestione della crisi internazionale, difendendo la centralità dell’alleanza con gli Stati Uniti e promuovendo un approccio realistico alla politica internazionale; LSP ha criticato alcune politiche europee come green deal ed ETS, difendendo la sovranità nazionale, il diritto di veto nell’UE e incitando alla cautela sull’allargamento dell’Unione; il PD ha chiesto una posizione più netta sul rispetto del diritto internazionale e sostenuto il rafforzamento dell’integrazione europea, il sostegno all’Ucraina e un impegno multilaterale per la stabilità internazionale e per affrontare l’impatto economico delle crisi; FdI ha lodato la leadership di Giorgia Meloni nella gestione delle crisi internazionali, rivendicando il ruolo dell’Italia nel contesto europeo e occidentale ed enfatizzando la difesa degli interessi nazionali. In replica, il Presidente del Consiglio ha ribadito la centralità dell’unità dell’Occidente come interesse strategico anche per l’Europa, pur nella consapevolezza della necessità di rafforzarne progressivamente l’autonomia strategica; ha sottolineato il ruolo attivo dell’Italia nel promuovere soluzioni condivise con i principali partner; ha richiamato il valore di un confronto politico responsabile nelle fasi di forte instabilità internazionale, pur nel rispetto delle differenze tra maggioranza e opposizione. Sul piano economico ed energetico ha ribadito la disponibilità del Governo ad adottare strumenti per contenere l’impatto economico della crisi. Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Foti ha accolto la proposta di risoluzione n. 1 della maggioranza e ha espresso parere contrario sulle proposte nn. 2 (sen. Raffaella Paita (IV) e altri), 3 (sen. De Cristofaro (AVS) e altri), 4 (sen. Boccia e altri) e 5 (sen. Pirondini (M5S) e altri), specificando che alcuni punti delle proposte nn. 2 e 4 trovano accoglimento nella risoluzione di maggioranza.

Nelle dichiarazioni di voto sono intervenuti i sen. Spegnolli (Aut), secondo cui l’Italia può incidere solo attraverso un’Europa più unita e più forte; Renzi (IV), che ha invitato il Governo a una posizione più ferma nei confronti degli Stati Uniti quando sono in gioco gli interessi europei; Michaela Biancofiore (Cd’I), che ha sottolineato l’appartenenza dell’Italia al blocco occidentale, enfatizzzandone il ruolo di guida l’Europa verso la stabilità; Stefania Craxi (FI-BP), che ha sostenuto il coordinamento euro-atlantico, la difesa delle rotte energetiche e il sostegno all’Ucraina nel quadro della stabilità internazionale; Pirondini (M5S), che ha accusato l’Esecutivo di subalternità agli USA, denunciando l’impatto economico della crisi energetica e chiedendo maggiore autonomia in politica estera; Stefania Pucciarelli (LSP), che la richiamato la centralità dell’Italia nello scenario mediterraneo e nel sistema di sicurezza occidentale, evidenziando il ruolo delle basi NATO e della cooperazione con gli alleati; Boccia (PD), che ha criticato il Governo per una posizione ambigua sull’attacco all’Iran, accusandolo di allineamento agli USA e di scarso protagonismo europeo, e invitandolo al rispetto del diritto internazionale; Malan (FdI), che ha difeso la scelta della Presidente del Consiglio di riferire in Parlamento, elogiando la linea di equilibrio adottata dall’Italia e ribadendo il sostegno alle democrazie occidentali.

L’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1737 recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025, e la risoluzione n. 1 della maggioranza, che approva il contenuto della relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'UE per l'anno 2025 (Doc. LXXXVI, n. 3) e della relazione consuntiva riferita all'anno 2024 (Doc. LXXXVII, n. 2).

Il ddl di delegazione europea 2025, composto da 19 articoli, delega il Governo al recepimento di 24 direttive dell’UE e all’adeguamento dell’ordinamento nazionale a 12 regolamenti europei, prevedendo criteri specifici per l’attuazione di sei direttive. La relazione consuntiva 2024 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea consente al Parlamento di valutare l’azione svolta dal Governo nelle sedi europee mentre la relazione programmatica 2025 illustra le priorità dell’azione italiana. (v. comunicato n. 397).

Nella seduta di ieri il Governo ha accolto la proposta di risoluzione n. 1 della maggioranza. Oggi, durante l’esame dell’articolato sono stati accolti, in testi riformulati, gli ordini del giorno G1.100, G1.103, G6.100, G6.101 e G14.101, a firma del sen. Sensi (PD) e altri, e il G14.100 (testo 2) del sen. Rosso (FI-BP).

Nelle dichiarazioni finali i sen. Licia Ronzulli (FI-BP), Claudio Borghi (LSP) e Scurria (FdI) hanno annunciato un voto favorevole, ritenendo la legge di delegazione europea uno strumento politico necessario per rafforzare il ruolo dell’Italia nell’UE: FI ha sostenuto l’importanza di rafforzare diritti dei consumatori, cybersicurezza e tutela del made in Italy; secondo LSP la legge recepisce direttive ritenute utili, pur criticando l’eccesso di vincoli UE e il sistema delle sanzioni europee; FdI ha rivendicato anche la scelta di non includere alcune norme UE ritenute dannose, quali quelle sulle case green. Il sen. Magni (AVS) ha dichiarato un voto contrario, contestando il recepimento incompleto della direttiva contro le querele temerarie e la riduzione della tutela del lupo, contrari alla libertà di stampa e alla tutela ambientale. I sen. Lombardo (Az), Silvia Fregolent (IV), Lorefice (M5S) e Tatjana Rojc (PD), pur con posizioni diverse, hanno annunciato l’astensione quale atto di responsabilità, evidenziando criticità nel metodo e nei contenuti: Az ha denunciato l’uso troppo tecnico dello strumento e il ritardo italiano nel recepire le direttive, che costa sanzioni elevate; IV ha criticato alcuni contenuti che penalizzerebbero settori produttivi (farmaceutica e cosmetica) e il mancato contributo del Parlamento alla legge; M5S ha denunciato il rischio di nuove procedure di infrazione e accusato l’Esecutivo di incoerenza tra dichiarazioni europeiste e scelte politiche, in particolare su energia e transizione ecologica; il PD ha rilevato criticità legate ai ritardi nel recepimento delle direttive, alle numerose procedure di infrazione e alla mancanza di una strategia europea chiara del Governo.

L’Assemblea ha approvato in via definitiva il ddl n. 1694 recante disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento.

La relatrice, sen. Stefani (LSP), ha illustrato il ddl, composto di tre articoli, che introduce misure per rafforzare la tutela dei minori in affidamento, nel rispetto del loro superiore interesse e del diritto a crescere nella famiglia di origine. Il provvedimento prevede l’istituzione di un registro nazionale delle famiglie affidatarie, delle comunità familiari e degli istituti di assistenza per monitorare i collocamenti dei minori; introduce registri presso i tribunali per tracciare ogni procedura di affidamento e le relative decisioni giudiziarie; istituisce un osservatorio nazionale con funzioni di analisi dei dati, segnalazione alle autorità e promozione di ispezioni. Il Ministro per le pari opportunità e la famiglia Eugenia Maria Roccella ha sottolineato la necessità di creare un sistema stabile di raccolta dei dati sull’affido, finora frammentari e disponibili solo tramite richieste ai singoli tribunali: un flusso informativo strutturato consentirà maggiore trasparenza e una migliore conoscenza del fenomeno per orientare le politiche pubbliche e garantire il superiore interesse del minore.

Approvato l’articolato, nelle dichiarazioni finali i sen. Zanettin (FI-BP), Clotilde Minasi (LSP) e Lavinia Mennunci (FdI) hanno annunciato un voto favorevole: il provvedimento è un primo passo per migliorare il sistema e prevenire anomalie, su cui costruire ulteriori interventi normativi. I sen Scalfarotto (IV), Ilaria Cucchi (AVS), Ada Lopreiato (M5S) e Bazoli (PD) hanno dichiarato l’astensione: pur riconoscendo l’utilità del registro, hanno giudicato la legge priva di interventi strutturali su servizi sociali, sostegno alle famiglie e disuguaglianze territoriali.

L’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1695 recante modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e altre disposizioni concernenti la valorizzazione sussidiaria dei beni culturali e l'istituzione del circuito «Italia in scena».

La relatrice facente funzione, sen. Bucalo (FdI) ha riferito sul provvedimento, composto da sei articoli, volto a favorire la partecipazione dei cittadini alla valorizzazione dei beni culturali e dell’impresa culturale creativa, nel rispetto della sussidiarietà orizzontale. Si introduce un’anagrafe digitale dei luoghi e beni culturali pubblici e un albo dei soggetti privati coinvolti nella valorizzazione; si prevede una strategia nazionale denominata “Italia in scena” per la valorizzazione dei beni culturali, con finanziamento di 4,5 milioni annui dal 2026, e misure di semplificazione per prestiti e circolazione delle opere, con soglia per l’uscita elevata a 50.000 euro.

Approvato l’articolato, nelle dichiarazioni di voto sono intervenuti, a sostegno del provvedimento, i sen. Occhiuto (FI-BP), Marti (LSP) e Anna Maria Fallucchi (FdI): il ddl introduce strumenti di modernizzazione e semplificazione nella gestione del patrimonio culturale, favorendo la collaborazione tra pubblico, privato e comunità locali. Le sen. Sbrollini (IV), Cucchi (AVS), Aloisio (M5S) e D’Elia (PD) hanno dichiarato contrarietà ritenendo che le misure siano prevalentemente simboliche e prive di risorse adeguate, con il rischio di scaricare responsabilità sugli enti locali e sul volontariato, privilegiando logiche di mercato e di esternalizzazione nella gestione del patrimonio culturale.

(La seduta è terminata alle ore 19:22 )