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Assemblea - Comunicato di seduta (Resoconto sommario)

Martedì 5 agosto 2025 - 338ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 9:35)

L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1591 recante modifiche alla legge 9 agosto 2023, n. 111, recante delega al Governo per la riforma fiscale.

Il relatore, sen. Antonella Zedda (FdI), ha illustrato il testo, composto di un solo articolo, comprensivo delle modifiche approvate dalla Camera, che proroga di dodici mesi i termini della delega fiscale previsti dalla legge del 2023, estendendo così il tempo per l'attuazione della riforma e per l'adozione dei relativi decreti correttivi. Vengono ampliate le norme sui debiti tributari, includendo quelli regionali e nuovi istituti della crisi d'impresa; si modificano anche i criteri per la regolazione del settore giochi, rendendo più flessibili i limiti di giocata e rafforzando il sistema sanzionatorio; si uniforma lo status dei magistrati tributari a quello della magistratura ordinaria e si proroga di un anno il termine per il riordino dei testi unici fiscali.

Hanno preso parte alla discussione generale i sen. Enrico Borghi (IV), Croatti (M5S) e Losacco (PD), che hanno criticato la proroga della delega fiscale come escamotage per evitare responsabilità politiche, rinviando le scelte impopolari. Hanno denunciato l'aumento della pressione fiscale nel 2024 e l'iniquità del sistema, che penalizza il ceto medio e i lavoratori, mentre premia grandi imprese e interessi particolari, contestando l'abbandono del principio di progressività. In replica, il relatore ha chiarito che il gioco d'azzardo va regolato per rispettare gli accordi con le Regioni e contrastare la ludopatia; ha inoltre criticato il payback sui dispositivi medici, costato 1,5 miliardi, voluto dai Governi Renzi e Draghi.

Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti gli ordini del giorno G1.100 (sen. Turco (M5S) e altri), G1.101 e G1.102 (sen. Croatti (M5S) e altri), G1.106 (sen. Cristina Tajani (PD) e altri) e G1.107 (sen. Paola Mancini e Francesca Tubetti (FdI)).

Nelle dichiarazioni finali i sen. Trevisi (FI-BP), Garavaglia (LSP) e Melchiorre (FdI) hanno annunciato voto favorevole: FI-BP ha difeso la proroga definendola una scelta strategica nell'ambito di una riforma attesa da decenni: il Governo sta portando avanti una visione di lungo periodo, fondata su sostenibilità del debito, semplificazione, equità e competitività; LSP ha enfatizzato l'importanza di intervenire su due fronti: il contrasto al gioco illegale, attraverso un equilibrio normativo che non alimenti l'illegalità, e la gestione del magazzino fiscale, sottolineando la necessità di sostenere chi è in difficoltà economica pur avendo dichiarato i propri debiti; FdI ha rivendicato i risultati già ottenuti in termini di semplificazione, riduzione del cuneo fiscale, equità e fiducia tra Stato e contribuente, richiamando l'importanza della riforma della giustizia tributaria e degli interventi su tributi locali e gioco pubblico, volti a contrastare l'illegalità con regole trasparenti. I sen. Dafne Musolino (IV), Magni (AVS), Turco (M5S) e Cristina Tajani (PD) hanno dichiarato voto contrario, ritenendo la proroga della delega fiscale l'ennesima dimostrazione dell'incapacità del Governo di attuare riforme strutturali. Secondo IV la politica fiscale perseguita dall'Esecutivo penalizza soprattutto i lavoratori dipendenti, che rappresentano la parte più consistente della base imponibile: mancano misure efficaci a sostegno della crescita, della concorrenza e della giustizia sociale; AVS ha denunciato la mancanza di un disegno di equità redistributiva, ricordando che il principio costituzionale della progressività fiscale è di fatto disatteso, stigmatizzando in particolare la pericolosa scelta di puntare su entrate legate al gioco d'azzardo, con gravi ricadute sociali; M5S ha criticato una politica fiscale priva di risultati concreti in termini di equità, semplificazione e riduzione della pressione fiscale, che è invece aumentata; ha contestato duramente l'introduzione del concordato preventivo, la flat tax incrementale e l'abuso di condoni come strumento sistematico: il Governo ha legalizzato l'evasione e minato la fiducia tra cittadini e Stato; il PD ha criticato la riduzione della progressività dell'Irpef e la proliferazione di regimi agevolati che erodono la base imponibile; ha criticato l'assenza di trasparenza sui dati e la rinuncia dell'Italia a strumenti internazionali fondamentali come la global minimum tax e la web tax, denunciando una subalternità agli Stati Uniti che penalizza il Paese e grava ulteriormente sui contribuenti italiani.

In apertura di seduta, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, la Vice Presidente Ronzulli ha ricordato le vittime degli incidenti sul lavoro, riportate dagli organi di stampa nel periodo dal 29 luglio al 4 agosto, invitando l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento.

(La seduta è terminata alle ore 12:58 )