Approvate con modificazioni le norme sulla prevenzione del melanoma. Il ddl torna alla Camera
Nella seduta del 27 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato, con modificazioni, il ddl n. 1531 su disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma e istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma. Il testo è quindi tornato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
In considerazione dell'aumento dell'incidenza del melanoma del 20 per cento nel 2020 rispetto al 2019 e del rallentamento delle attività di screening causato dell'emergenza pandemica, la proposta approvata dalla Camera dei deputati l'11 giugno intende istituire il MelanomaDay nel primo sabato di maggio, dedicato ad iniziative di sensibilizzazione e screening gratuiti volti ad avvicinare la popolazione alle buone pratiche di prevenzione. Il Ministero della salute potrà guidare tutti gli enti nazionali, locali, le aziende sanitarie e le realtà del Terzo settore nella realizzazione delle iniziative, coinvolgendo anche gli istituti scolastici nell'individuazione di percorsi dedicati alle persone con pregressa diagnosi di melanoma o con particolari fattori di rischio.
La discussione in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato in sede redigente nella 10a Commissione 8a il 1° luglio 2025 con la relazione del Presidente Zaffini (FdI).
Il 1° luglio sono intervenuti in discussione generale i senatori Mazzella, Castellone (M5S) e Zampa (PD), che hanno sottolineato l'importanza delle campagne di prevenzione. In replica, il Presidente relatore Zaffini ha evidenziato la necessità di una maggiore consapevolezza della popolazione riguardo alle modalità corrette di esposizione ai raggi solari. Il 10 luglio sono intervenuti il senatore Magni (AVS), che ha espresso dissenso per la tendenza all'istituzione di giornate nazionali su temi specifici, e il senatore Zullo (FdI) e il sottogretario per la salute Gemmato, i quali hanno al contrario sottolineato l'efficacia di una giornata nazionale a tema per informare il pubblico.
Il 15 luglio, alla scadenza del termine, sono stati pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati e il 17 luglio sono stati illustrati dalle senatrici Camusso (PD) e Castellone (M5S) quelli proposti dai rispettivi Gruppi. Il 30 settembre è stato pubblicato l'emendamento 1.100 del relatore.
L'8 ottobre si è svolta la votazione degli emendamenti, risultando approvati il 1.100 del relatore, che posticipa al secondo sabato di maggio la Giornata in oggetto, nel caso in cui il primo sabato del mese coincida con il 1° maggio, il 2.0.1 (testo 2), sul consenso informato in materia di esecuzione di tatuaggi, gli identici 3.1 (testo 2) e 3.7 (testo 2), sulle campagne di screening dermatologico, e il Tit.1 che sostituisce il titolo con "Disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma e istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma".
Nella seduta del 14 ottobre il Presidente Zaffini (FdI) ha informato dei pareri non ostativi delle Commissioni 1a e 5a sugli emendamenti approvati. Quindi sono stati posti in votazione e approvati separatamente gli articoli del ddl n. 1531 e la Commissione ha conferito all'unanimità mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea su ddl in titolo, con le modifiche approvate.
L'esame in Assemblea
Il 27 gennaio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea. Il relatore Zaffini ha evidenziato le modifiche introdotte in sede redigente, per rafforzare l'impianto preventivo del ddl, con la modifica del titolo e l'introduzione di nuove disposizioni sul consenso informato per l'esecuzione dei tatuaggi e sugli screening, ampliando i fattori di rischio e prevedendo il coinvolgimento dei servizi territoriali e della telemedicina.
Approvato l'articolato, sono intervenuti in dichiarazione di voto i senatori Annamaria Furlan (IV), Daniela Ternullo (FI-BP), Maria Domenica Castellone (M5S), Cristina Cantù (LSP), Ylenia Zambito (PD) e Satta (FdI). Tutti i Gruppi parlamentari hanno sottolineato l'importanza della prevenzione, delle campagne di screening e del consenso informato per i tatuaggi; è stato apprezzato il rafforzamento del testo da parte della Commissione, il coinvolgimento del territorio, delle scuole e dei servizi sanitari e l'attenzione a prevenzione primaria e secondaria. Pur annunciando un voto favorevole, IV, M5S e PD hanno criticato la clausola di invarianza finanziaria, ritenuta incompatibile con un reale potenziamento della prevenzione, che rischia di rimanere un mero enunciato.