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3 novembre 2025 | Numero 121

Funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa, elezione del sindaco nei comuni con più di 15.000 abitanti, contributi alle associazioni combattentistiche, incompatibilità tra le cariche di assessore e di deputato della Regione siciliana, modifiche allo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol

Funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito e conclusione dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la 2a, del ddl n. 1457 su funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa, avviato il 22 maggio con l'illustrazione del senatore Sallemi (FdI), relatore per la 2a Commissione, anche a nome del relatore per la 1a Tosato (LSP).
    La proposta, di iniziativa del deputato Foti (FdI) e altri, approvata dalla Camera dei deputati il 9 aprile, è volta ad affrontare il problema della "paura della firma", ovvero l'eccessiva severità dei controlli in materia di responsabilità amministrativa e contabile, che avrebbe come deleteria conseguenza una forzata inerzia degli amministratori pubblici. Sono quindi previste norme sulla delimitazione delle ipotesi di colpa grave, sull'introduzione del principio di presunzione della buona fede degli amministratori pubblici, sull'obbligo di assicurazione per i dirigenti che gestiscono il denaro pubblico. Il Governo è inoltre delegato alla riorganizzazione delle funzioni della Corte dei conti, anche nella prospettiva di rafforzare l'efficacia dell'attività consultiva e dei controlli preventivi, con particolare riferimento al PNRR, per accentuare il ruolo della magistratura contabile di supporto ex ante all'attività amministrativa. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai servizi studi del Parlamento.
    La procedura informativa, avviata il 12, si è conclusa il 19 giugno. Il 24 giugno è stata avviata la discussione generale, con gli interventi dei senatori Cataldi (M5S) e Verini (PD), contrari al disegno di legge che a loro avviso comprometterebbe l'indipendenza della Corte dei conti rispetto al Governo e l'efficacia dei controlli contabili, con ripercussioni negative sulle finanze pubbliche. Su richiesta dei senatori Cataldi (M5S), De Cristofaro (AVS) e Rossomando (PD), il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, già fissato all'8, è stato posticipato al 10 luglio. L'8 luglio la discussione generale si è conclusa con gli interventi dei senatori Concetta Damante (M5S), De Cristofaro (AVS) e Giorgis (PD), che hanno ribadito le critiche dell'opposizione alle norme in esame, ritenute lesive di un fondamentale presidio a tutela della legalità, nonché del senatore Occhiuto (FI-BP), che ha sostenuto il disegno di legge evidenziandone le finalità dirette a rendere più efficiente l'operato dei funzionari pubblici e più equilibrato il bilanciamento tra i diversi principi sottesi all'azione amministrativa. Il 16 luglio sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati e ne è stata avviata l'illustrazione, che si è conclusa il 22 luglio. Il 29 luglio è stata comunicata la nomina del senatore Zanettin (FI-BP) a correlatore, in aggiunta ai senatori Sallemi e Tosato, ed è stata avviata la votazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 10, 16, 30 settembre, 1°, 7, 8, 14 e 21 ottobre.
    Nella seduta delle Commissioni riunite del 28 ottobre è ripresa e si è conclusa la votazione degli emendamenti. Nessuna delle proposte di modifica né degli ordini del giorno esaminati è risultata approvata. Previe dichiarazioni di voto dei senatori Cataldi e Bazoli (PD), contrari, nonché dei senatori Zanettin, Erika Stefani (LSP) e Della Porta (FdI), favorevoli, le Commissioni riunite hanno conferito ai relatori il mandato a riferire in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1451 in materia di elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, avviato il 6 maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare la norma sui ballottaggi nelle elezioni dei sindaci dei grandi comuni, per stabilire che per essere eletti al primo turno è sufficiente il 40%, anziché il 50% dei voti validi come attualmente previsto. Muovendo dalla constatazione del crescente astensionismo nei secondi turni delle consultazioni elettorali, si intende così limitare il numero dei sindaci eletti al ballottaggio con numero di voti molto basso, talvolta inferiore a quello conseguito al primo turno da altri candidati. Sono inoltre modificate di conseguenza le disposizioni sull'assegnazione del 60% dei seggi del Consiglio comunale alle liste collegate al sindaco risultato eletto.
    Il 6 maggio su richiesta dei senatori di opposizione è stata deliberata una procedura informativa, che si è svolta nelle sedute dell'Ufficio di Presidenza del 22 e 29 maggio. Il 17 e il 18 giugno si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis, Parrini (PD), Alessandra Maiorino (M5S), De Priamo (FdI) e Musolino (IV). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato il disegno di legge, ritenendo che la sua proposta sia motivata da meri interessi elettorali del centrodestra e che la sua eventuale approvazione renderebbe abnorme il premio di maggioranza previsto, con effetti di alterazione della rappresentanza potenzialmente incostituzionali. Il senatore De Priamo e il Presidente Balboni, intervenuto in replica in qualità di relatore, hanno sostenuto che il disegno di legge adegua il sistema elettorale dei grandi Comuni alla crescente disaffezione dei cittadini al voto, introducendo una modifica legittima in quanto già vigente e applicata nelle Regioni Sicilia e Friuli-Venezia Giulia e nei Comuni con meno di 15.000 abitanti. Il 24 giugno è intervenuta in replica il sottosegretario per l'interno Wanda Ferro, che ha espresso un giudizio positivo sul disegno di legge, ritenendo che favorisca la governabilità senza implicare vantaggi né svantaggi elettorali per le attuali coalizioni politiche. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, inizialmente fissato per il 4 luglio, è stato posticipato al 7 luglio su richiesta del senatore Parrini (PD). Il 9 luglio sono stati pubblicati gli emendamenti presentati. Il 16 luglio sono state date comunicazioni sugli emendamenti dichiarati improponibili e il 17 è stata avviata l'illustrazione degli emendamenti, proseguita il 22 e conclusa il 23 luglio. Il 30 luglio, con l'approvazione degli emendamenti 1.5, sulla previsione di nomina di un supplente del consigliere comunale nominato assessore, sul quale il governo si era rimesso alla Commissione, e degli identici 1.8 (testo 2) e 1.5000 (testo 2), sull'abolizione del voto disgiunto (voto a lista e a candidato sindaco ad essa non collegato), con il parere favorevole del Governo, è stata avviata la votazione delle proposte di modifica, proseguita anche nelle sedute del 10, 11, 16, 17, 18, 23, 24, 25, 30 settembre, 1°, 2, 8, 14, 15 e 22 ottobre.
    Nelle sedute del 29 e del 30 ottobre è ripresa la votazione degli emendamenti. Nessuna delle proposte di modifica esaminate è risultata approvata.

Nelle convocazioni di questa settimana sono previsti l'esame in sede consultiva del disegno di legge di bilancio e lo svolgimento delle seguenti attività:

  • Avvio dell'esame dell'Atto del Governo n. 335, schema di decreto ministeriale sui contributi alle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno per l'anno 2025.
    Il provvedimento dispone il riparto dei contributi in favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno a valere sulle risorse iscritte nello stato di previsione della spesa del medesimo Ministero per l'anno 2025. Si tratta, in particolare, dell'Associazione nazionale vittime civili di guerra, dell'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti e dell'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1541 sull'incompatibilità tra la carica di assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale della Regione siciliana, avviato il 2 luglio con la relazione della senatrice Ternullo (FI-BP).
    La proposta, presentata dai senatori Malan (FdI) e Gasparri (FI-BP), prevede di introdurre l'incompatibilità in titolo, mediante la modifica dell'articolo 9 dello Statuto regionale, assegnando ad una legge regionale approvata a maggioranza assoluta il compito di disciplinare lo status giuridico ed economico dell'assessore temporaneamente sospeso dall'ufficio di deputato regionale.
    Il 2 luglio si è svolto un breve dibattito sull'organizzazione dei lavori istruttori tra i senatori Cataldi (M5S), che ha chiesto lo svolgimento di audizioni, Della Porta (FdI) e Pirovano (LSP), favorevoli alla richiesta di contributi scritti. Quest'ultimo orientamento è risultato prevalente e il termine per l'indicazione da parte dei Gruppi dei soggetti ai quali richiedere un contributo scritto è scaduto il 7 luglio. Il 10 luglio è stata comunicata la pubblicazione dei documenti acquisiti.
    Il 22 e il 23 luglio si è svolta la discussione generale. Per l'opposizine sono intervenuti i senatori Giorgis (PD) e Musolino (IV), che si sono soffermati su alcuni aspetti tecnici del funzionamento della forma di governo della Regione Sicilia, esprimendo un orientamento non pregiudizialmente contrario, nonché il senatore Cataldi, che ha auspicato l'entrata in vigore delle norme in discussione non prima dell'inizio della prossima legislatura statutaria. Sono poi intervenuti, a sostegno della proposta, i senatori Occhiuto (FI) e Della Porta nonché, in replica, la relatrice Ternullo e il ministro per gli affari regionali Calderoli. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 24 luglio. Il 29 luglio sono stati pubblicati gli emendamenti presentati e si è svolto un breve dibattito sull'ordine lavori in relazione all'esigenza di acquisire il parere dell'Assemblea regionale siciliana.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl sulle modifiche allo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol n. 1670, n. 305, n. 307 e n. 308, avviato il 22 ottobre con le relazioni dei senatori Durnwalder (Aut), Testor (LSP) e De Priamo (FdI).
    La proposta n. 1670, di iniziativa governativa, approvata dalla Camera dei deputati il 7 ottobre, concerne l'ampliamento della potestà legislativa della Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano, mediante l'integrazione di alcune materie incluse nelle rispettive competenze e la riduzione di alcuni dei limiti attualmente previsti in tali ambiti. Si prevede inoltre un aggiornamento della disciplina statutaria riferita, tra l'altro, all'impugnativa delle leggi statali, all'armonizzazione della potestà legislativa regionale e provinciale con quella statale, all'esercizio del diritto elettorale attivo, al procedimento di revisione statutaria. Gli altri tre disegni di legge abbinati in trattazione congiunta, di iniziativa del senatore Durnwalder, hanno la medesima finalità di modificare, in diversi ambiti, la potestà legislativa della Regione e delle province autonome di Trento e Bolzano.