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7 luglio 2025 | Numero 108

Semplificazione delle attività economiche, conflitti di interesse nella Commissione antimafia, modifica dell'Intesa con la Tavola valdese, incompatibilità tra le cariche di assessore e di deputato della Regione siciliana, adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, conversione dei decreti-legge, elezione del sindaco nei comuni con più di 15.000 abitanti, funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa

Semplificazione delle attività economiche

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1184 in materia di semplificazione delle attività economiche, avviato il 18 settembre 2024 con la relazione del senatore Della Porta (FdI).
    La proposta, di iniziativa governativa, introduce misure in favore delle attività economiche, turistiche e della navigazione, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine per l'esercizio dell'annullamento d'ufficio del provvedimento amministrativo. Per i cittadini sono semplificate una serie di norme relative, tra l'altro, alla circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni, al permesso di costruire su immobili vincolati, al rilascio di autorizzazioni, ai termini per la dichiarazione di assenza e morte presunta. In materia scolastica, il ddl interviene sui pagamenti dei contributi alle scuole paritarie, sui progetti del servizio educativo per l'infanzia e il loro finanziamento, sulla continuità del conferimento delle supplenze per i docenti di sostegno, sul procedimento di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle Università e quello per il riconoscimento dei Consorzi Universitari. Ulteriori misure riguardano la salute, intervenendo tra l'altro sull'erogazione in farmacia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale e modificando la norma in materia di riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.
    La procedura informativa in Ufficio di Presidenza, avviata il 23 ottobre 2024, si è conclusa il 13 marzo. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 23 aprile. Il 29 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 17 giugno si è svolta l'illustrazione degli emendamenti e sono stati comunicati i pareri della Commissione bilancio, che hanno determinato l'inammissibilità di numerose proposte di modifica.
    Nella seduta del 1° luglio, dopo ulteriori comunicazioni sulle proposte di modifica ritirate o dichiarate inammissibili, è stata avviata la votazione degli emendamenti. Sono risultati approvati il 2.0.7, Pogliese (FdI) e altri, sulle norme in materia di apparecchi di accensione, il 2.0.40 (testo 2), Misiani e Giorgis (PD), sulle attività di autoriparazione, il 2.0.54 (testo 2), Durnwalder e Patton (Aut), sui canoni patrimoniali di concessione, il 2.0.55, Rosso (FI-BP) e altri, che estende al 2024 l'agevolazione sugli ammortamenti per determinate imprese previsti dal decreto-legge n. 104/2020, il 3.1 (testo 2), Durnwalder (Aut) e altri, sull'ordinamento professionale delle guide alpine, e 5.3 Mancini e Spinelli (FdI), sulle norme del codice della navigazione relative alle annotazioni di imbarco e sbarco.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da mercoledì 9 alle 8,45.
  • Seguito dell'esame del ddl n. 1277 in materia di conflitti di interesse nella Commissione parlamentare antimafia, avviato in sede redigente il 15 maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI) e rimesso in sede referente il 18 giugno.
    La proposta, presentata dal senatore Iannone (FdI) e altri, prevede di inserire, nella legge istitutiva della Commissione n. 22/2023, nuove disposizioni volte a disciplinare la segnalazione e la comunicazione di eventuali situazioni di conflitto di interessi nelle quali si trovino i componenti della Commissione. Da tali situazioni, qualora accertate assicurando il contraddittorio con il parlamentare interessato, deriva l'obbligo di astensione dalla partecipazione ai lavori e dalla consultazione della documentazione inerenti ai fatti oggetto dell'inchiesta per i quali sussite il conflitto di interessi.
    Il 27 maggio è stata avviata la discussione generale, proseguita l'11 e conclusa il 27 giugno, con gli interventi di senatori di tutti i Gruppi parlamentari, in particolare di numerosi esponenti del M5S. Gli esponenti dell'opposizione hanno espresso una posizione radicalmente contraria, ritenendo che il testo proponga una configurazione del conflitto di interessi strumentale ad escludere, per motivi politici e non giuridici, i due ex magistrati Scarpinato e Cafiero De Raho e che ciò risulterebbe dannoso, oltre che ingiusto, per la grande esperienza dei due parlamentari in materia di contrasto della criminalità organizzata. Secondo i rappresentanti della maggioranza è invece opportuno che i due citati componenti della Commissione antimafia, così come altri che in futuro dovessero travarsi in una situazione analoga, si astengano, anche nel proprio interesse personale, dai lavori riguardanti determinati ambiti dell'inchiesta, non in quanto ex magistrati ma per aver svolto il ruolo di parte processuale in specifici procedimenti giudiziari oggetto di indagine. Il 18 giugno è stata confermata la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza di limitare la procedura informativa all'audizione di due soggetti indicati dalla maggioranza e due dall'opposizione mentre la proposta di ampliamento avanzata dal senatore Cataldi (M5S) è risultata respinta. Il 26 giugno si sono svolte le audizioni informali. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 2 luglio.
    Nella seduta del 1° luglio il Presidente Tosato (LSP) ha preannunciato la pubblicazione su internet dei documenti acquisiti nel corso della procedura informativa. Nella seduta del 3 luglio il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di 15 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto. Si è quindi svolta l'illustrazione degli emendamenti, con gli interventi dei senatori Giorgis (PD) e Scarpinato (M5S).
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 8 alle 14,10.
  • Seguito della discussione in sede redigente del ddl n. 1469 di approvazione della modifica dell'Intesa con la Tavola valdese, avviata il 25 giugno con la relazione della senatrice Spinelli (FdI).
    L'Intesa stipulata il 25 gennaio 1993 in base all'articolo 8 della Costituzione e adottata con la Legge 5 ottobre 1993, n. 409, è stata modificata da un nuova Intesa tra Governo e Tavola valdese, firmata il 17 dicembre 2024, che si propone di approvare con il disegno di legge. Le modifiche introdotte rispetto al testo precedente sono volte a consentire alle Chiese metodiste e valdesi di ampliare la platea dei soggetti ai quali può essere affidata l’attuazione degli interventi sociali, assistenziali, umanitari, culturali finanziabili con le entrate dell’otto per mille dell’IRPEF.
    Nella seduta del 2 luglio il senatore Giorgis (PD) ha chiesto informazioni sulle interlocuzioni del Governo con altre confessioni religiose in vista della stiupulazione di ulteriori intese. La Commissione ha deliberato di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle 14 di martedì 8 luglio.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da mercoledì 9 alle 8,45.
  • Avvio dell'esame in sede referente del ddl n. 1541 sull'incompatibilità tra la carica di assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale della Regione siciliana, presentato dai senatori Malan (FdI) e Gasparri (FI-BP).
    Si propone di introdurre l'incompatibilità in titolo, mediante la modifica dell'articolo 9 dello Statuto regionale, assegnando ad una legge regionale approvata a maggioranza assoluta il compito di disciplinare lo status giuridico ed economico dell'assessore temporaneamente sospeso dall'ufficio di deputato regionale.
    Nella seduta del 2 luglio la senatrice Ternullo ha svolto la relazione illustrativa. Sull'organizzazione dei lavori istruttori si è svolto un breve dibattito con la partecipazione dei senatori Cataldi (M5S), che ha chiesto lo svolgimento di audizioni, Della Porta (FdI) e Pirovano (LSP), favorevoli alla richiesta di contributi scritti. Quest'ultimo orientamento è risultato prevalente e la Commissione ha deliberato di fissare alle 14 di lunedì 7 luglio il termine per l'indicazione di due soggetti per ciascun Gruppo parlamentare, ai quali richiedere l'invio di un contributo scritto.
  • Seguito e conclusione dell'esame del ddl n. 1452, sull'adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, avviato il 6 maggio, in sede redigente, con la relazione del Presidente Balboni (FdI) e rimesso in sede referente il 2 luglio.
    La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare l'articolo 14 del decreto-legge 138/2011, per attenuare la rigidità del criterio di determinazione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali, ancorato alla consistenza demografica della popolazione residente. L'introduzione di una maggiore flessibilità è ritenuta opportuna per evitare che scostamenti anche minimi possano determinare mutamenti dannosi alla stabilità e funzionalità degli organi rappresentativi. Si stabilisce quindi di non variare il numero di consiglieri regionali entro un margine del 5% rispetto alle soglie stabilite dalla norma vigente e si prevede la facoltà di nominare fino a due assessori aggiuntivi per le regioni con determinate consistenze demografiche.
    Il 6 maggio la Commissione ha deliberato di non svolgere audizioni, come era stato richiesto dal senatore Cataldi (M5S), ma di acquisire contributi scritti dai soggetti esterni indicati dai Gruppi parlamentari. I documenti acquisiti sono stati pubblicati su internet.
    L'11 giugno si è svolta la discussione generale. Si sono espressi a favore del disegno di legge i senatori Damiani (FI-BP), Giorgis (PD), che ha tuttavia rilevato la parzialità delle misure previste rispetto ad altri elementi ancora inattuati dell'ordinamento regionale (autonomia finanziaria, servizi pubblici), Cataldi (M5S), che ha preannunciato emendamenti sull'aumento del numero dei consiglieri nelle Regioni più piccole, Parrini (PD), De Priamo (FdI) e Musolino (IV), che hanno rilevato alcune incongruenze lessicali nel tenore letterale di alcune disposizioni dell'articolo 1. In sede di replica è intervenuto il ministro per gli affari regionali Calderoli, che ha riepilogato le finalità del disegno di legge e ha preannunciato ulteriori imminenti provvedimenti del Governo in materia di federalismo fiscale. Su richiesta del senatore Della Porta (FdI), ha inoltre precisato che le disposizioni riguardanti la surroga dei consiglieri regionali nominati assessori è materia di competenza delle Regioni, disciplinata nei rispettivi Statuti. Il 17 giugno, su richiesta del Gruppo LSP, il termine, in scadenza, per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, è stato posticipato di una settimana al 24 giugno.
    Il 26 giugno sono stati pubblicati e votati gli emendamenti presentati. L'1.0.4, Tosato (LSP) e altri, volto a elevare il limite alla immediata rieleggibilità dei Presidenti di Regione portandolo da due a tre mandati consecutivi, previe dichiarazione di voto dei senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis (PD), Maiorino (M5S), contrari, Tosato (LSP), Musolino (IV) e Durnwalder (Aut), favorevoli, è stato respinto. Sono stati quindi approvati, con i pareri favorevoli del relatore e del rappresentante del Governo, gli emendamenti identici 1.100 e 1.3 nonché le proposte 1.101, 1.15 (sull'esenzione dalla raccolta di firme per le elezioni regionali alle liste espressione di partiti rappresentati in Parlamento), 1.102, 1.0.2, 1.0.6 (abrogativo della norma sull'inconferibilità di incarichi dirigenziali o di vertice nell'amministrazione della Regione e degli enti pubblici regionali a componenti di organo politico di livello regionale e locale). I restanti emendamenti sono stati ritirati o respinti.
    Nella seduta del 2 luglio antimeridiana, è stato approvato l'emendamento 1.0.2/5a Commissione, presentato dal relatore Balboni per recepire il parere contrario della Commissione bilancio sull'emendamento 1.0.2 in materia previdenziale. La Commissione ha poi approvato il testo dell'articolo unico. Il senatore Giorgis (PD) ha dichiarato il voto di astensione del proprio Gruppo e il ministro per gli affari regionali Calderoli ha formulato un invito a evitare le strumentalizzazioni demogogiche secondo le quali il testo in esame sarebbe volto ad incrementare il numero dei consiglieri regionali. È risultato quindi approvato il mandato al relatore. Nella successiva seduta pomeridiana è stata comunicata la riassegnazione del disegno di legge in sede referente. La Commissione ha quindi deliberato l'acquisizione delle fasi procedurali già svolte in sede redigente ed ha infine approvato il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, con le modifiche introdotte in sede referente.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl costituzionali n. 574, n. 892, n. 976, n. 1137, n. 1246, n. 1392 e n. 1244 sulla modifica dell'articolo 77 della Costituzione in materia di conversione in legge dei decreti-legge, avviato il 27 settembre 2023 con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta n. 574, presentata dal senatore Paroli (FI), prevede l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge stabilito dall'articolo 77 della Costituzione, con l'obiettivo di consentire alle Camere un maggiore approfondimento nell'esame dei provvedimenti d'urgenza emanati dal Governo. Analoga disposizione è contenuta nella proposta n. 892, d'iniziativa del senatore Tosato (LSP), incardinata il 30 novembre 2023, che stabilisce inoltre il termine di 60 giorni per il ramo del Parlamento che esamina il decreto in prima lettura, così da garantire anche all'altro ramo almeno 30 giorni di tempo. Il ddl n. 976, Giorgis (PD) e altri, incardinato l'8 maggio 2024, non prevede la modifica del procedimento di conversione ma la limitazione della decretazione d'urgenza alle «misure di immediata applicazione e di carattere specifico e omogeneo» concernenti determinate materie (pubbliche calamità, sicurezza nazionale, norme finanziarie, obblighi di appartenenza all'UE). Per gli altri disegni di legge urgenti, si attribuisce al Governo la facoltà di chiederne l'approvazione alle Camere entro 70 giorni, estensibili a ulteriori 15. Sono inoltre previste nuove prerogative a favore di Gruppi di opposizione nell'organizzazione dei lavori, la cui attuazione è delegata ai regolamenti parlamentari. Il ddl n. 1137, d'iniziativa della senatrice Gelmini (Az), incardinato il 18 giugno 2024, e il n. 1246, Maiorino (M5S) e altri, incardinato il 6 maggio 2025, propongono, analogamente al n. 976, ulteriori e più stringenti requisiti alla decretazione d'urgenza (il n. 1246, anche un iter accelerato per i disegni di legge considerati prioritari dal Governo). Il ddl n. 1392, Matera (FdI), incardinato il 6 maggio 2025, prevede l'assegnazione a un decimo dei componenti di ciascuna Camera della facoltà di chiedere l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge. Il ddl n. 1244, Musolino e altri, incardinato il 14 maggio, prevede ulteriori e più stringenti limiti e requisiti sia alla decretazione d'urgenza, sia alle leggi di conversione.
    Le audizioni informali, avviate il 18 giugno, si sono concluse il 9 luglio 2024.
    Nella seduta del 2 luglio il Presidente Balboni, in qualità di relatore, ha illustrato il ddl n. 1480, De Cristofaro (AVS) e altri, che prevede l'istituzione di una corsia preferenziale per i disegni di legge governativi prioritari e la definizione di ulteriori e più stringenti requisiti per la decretazione d'urgenza e per i disegni di legge di conversione. La Commissione ne ha deliberato l'abbinamento in trattazione congiunta con gli altri ddl di argomento affine già incardinati. Su proposta del Presidente relatore, è stata quindi deliberata l'istituzione di un Comitato ristretto per la predisposizione di un testo unificato, per il quale sono stati designati dai rispettivi Gruppi i senatori Tosato (LSP), Parrini (PD), Ternullo (FI-BP) e Maiorino (M5S). Gli altri Gruppi sono stati invitati dal Presidente a designare i rispettivi rappresentanti entro la fine della settimana.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1451 in materia di elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, avviato il 6 maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare la norma sui ballottaggi nelle elezioni dei sindaci dei grandi comuni, per stabilire che per essere eletti al primo turno è sufficiente il 40%, anziché il 50% dei voti validi come attualmente previsto. Muovendo dalla constatazione del crescente astensionismo nei secondi turni delle consultazioni elettorali, si intende così limitare il numero dei sindaci eletti al ballottaggio con numero di voti molto basso, talvolta inferiore a quello conseguito al primo turno da altri candidati. Sono inoltre modificate di conseguenza le disposizioni sull'assegnazione del 60% dei seggi del Consiglio comunale alle liste collegate al sindaco risultato eletto.
    Il 6 maggio su richiesta dei senatori di opposizione è stato deliberato lo svolgimento di audizioni, che si sono svolte nelle sedute dell'Ufficio di Presidenza del 22 e 29 maggio. Il 17 e il 18 giugno si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis, Parrini (PD), Alessandra Maiorino (M5S), De Priamo (FdI) e Musolino (IV). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato il disegno di legge, ritenendo che la sua proposta sia motivata da meri interessi elettorali del centrodestra e che la sua eventuale approvazione renderebbe abnorme il premio di maggioranza previsto, con effetti di alterazione della rappresentanza potezialmente incostituzionali. Il senatore De Priamo e il Presidente Balboni, intervenuto in replica in qualità di relatore, hanno sostenuto che il disegno di legge adegua il sistema elettorale dei grandi Comuni alla crescente disaffezione dei cittadini al voto, introducendo una modifica legittima in quanto già vigente e applicata nelle Regioni Sicilia e Friuli-Venezia Giulia e nei Comuni con meno di 15.000 abitanti. Il 24 giugno è intervenuta in replica il sottosegretario per l'interno Wanda Ferro, che ha espresso un giudizio positivo sul disegno di legge, ritenendo che favorisca la governabilità senza implicare vantaggi né svantaggi elettorali per le attuali coalizioni politiche.
    Nella seduta del 3 luglio il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, già fissato per il 4 luglio, è stato posticipato, su richiesta del senatore Parrini (PD), alle 15 di lunedì 7 luglio.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da mercoledì 9 alle 8,45.

Nelle convocazioni di questa settimana è inoltre previsto lo svolgimento di lavori in sede consultiva nonché il seguito dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la 2a, del ddl n. 1457 su funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa, avviato il 22 maggio con l'illustrazione del senatore Sallemi (FdI), relatore per la 2a Commissione, anche a nome del relatore per la 1a Tosato (LSP).
La proposta, di iniziativa del deputato Foti (FdI) e altri, approvata dalla Camera dei deputati il 9 aprile, è volta ad affrontare il problema della "paura della firma", ovvero l'eccessiva severità dei controlli in materia di responsabilità amministrativa e contabile, che avrebbe come deleteria conseguenza una forzata inerzia degli amministratori pubblici. Sono quindi previste norme sulla delimitazione delle ipotesi di colpa grave, sull'introduzione del principio di presunzione della buona fede degli amministratori pubblici, sull'obbligo di assicurazione per i dirigenti che gestiscono il denaro pubblico. Il Governo è inoltre delegato alla riorganizzazione delle funzioni della Corte dei conti, anche nella prospettiva di rafforzare l'efficacia dell'attività consultiva e dei controlli preventivi, con particolare riferimento al PNRR, per accentuare il ruolo della magistratura contabile di supporto ex ante all'attività amministrativa. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai servizi studi del Parlamento.
La procedura informativa, avviata il 12, si è conclusa il 19 giugno. Il 24 giugno è stata avviata la discussione generale, con gli interventi dei senatori Cataldi (M5S) e Verini (PD), contrari al disegno di legge che a loro avviso comprometterebbe l'indipendenza della Corte dei conti rispetto al Governo e l'efficacia dei controlli contabili, con ripercussioni negative sulle finanze pubbliche. Su richiesta dei senatori Cataldi (M5S), De Cristofaro (AVS) e Rossomando (PD), il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, già fissato a martedì 8, è stato posticipato alle 18 di giovedì 10 luglio.