La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:
- Seguito dell'esame in sede referente del ddl n.
1451 in materia di elezione del sindaco nei comuni con
popolazione superiore a 15.000 abitanti, avviato il 6
maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare la norma sui ballottaggi nelle elezioni dei sindaci dei grandi comuni, per stabilire che per essere eletti al primo turno è sufficiente il 40%, anziché il 50% dei voti validi come attualmente previsto. Muovendo dalla constatazione del crescente astensionismo nei secondi turni delle consultazioni elettorali, si intende così limitare il numero dei sindaci eletti al ballottaggio con numero di voti molto basso, talvolta inferiore a quello conseguito al primo turno da altri candidati. Sono inoltre modificate di conseguenza le disposizioni sull'assegnazione del 60% dei seggi del Consiglio comunale alle liste collegate al sindaco risultato eletto.
Il 6 maggio su richiesta dei senatori di opposizione è stato deliberato lo svolgimento di audizioni, che si sono svolte nelle sedute dell'Ufficio di Presidenza del 22 e 29 maggio. Il 17 e il 18 giugno si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis, Parrini (PD), Alessandra Maiorino (M5S), De Priamo (FdI) e Musolino (IV). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato il disegno di legge, ritenendo che la sua proposta sia motivata da meri interessi elettorali del centrodestra e che la sua eventuale approvazione renderebbe abnorme il premio di maggioranza previsto, con effetti di alterazione della rappresentanza potezialmente incostituzionali. Il senatore De Priamo e il Presidente Balboni, intervenuto in replica in qualità di relatore, hanno sostenuto che il disegno di legge adegua il sistema elettorale dei grandi Comuni alla crescente disaffezione dei cittadini al voto, introducendo una modifica legittima in quanto già vigente e applicata nelle Regioni Sicilia e Friuli-Venezia Giulia e nei Comuni con meno di 15.000 abitanti.
Nella seduta del 24 giugno è intervenuta in replica il sottosegretario per l'interno Wanda Ferro, che ha espresso un giudizio positivo sul disegno di legge, ritenendo che favorisca la governabilità senza implicare vantaggi né svantaggi elettorali per le attuali coalizioni politiche. Su proposta del Presidente Balboni, la Commissione ha deliberato di fissare i termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle 12 di venerdì 4 luglio. - Seguito dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite
con la 2a, del ddl n.
1457 su funzioni della Corte dei conti e
responsabilità amministrativa, avviato il 22
maggio con l'illustrazione del senatore Sallemi (FdI),
relatore per la 2a Commissione, anche a nome del relatore per la
1a Tosato (LSP).
La proposta, di iniziativa del deputato Foti (FdI) e altri, approvata dalla Camera dei deputati il 9 aprile, è volta ad affrontare il problema della "paura della firma", ovvero l'eccessiva severità dei controlli in materia di responsabilità amministrativa e contabile, che avrebbe come deleteria conseguenza una forzata inerzia degli amministratori pubblici. Sono quindi previste norme sulla delimitazione delle ipotesi di colpa grave, sull'introduzione del principio di presunzione della buona fede degli amministratori pubblici, sull'obbligo di assicurazione per i dirigenti che gestiscono il denaro pubblico. Il Governo è inoltre delegato alla riorganizzazione delle funzioni della Corte dei conti, anche nella prospettiva di rafforzare l'efficacia dell'attività consultiva e dei controlli preventivi, con particolare riferimento al PNRR, per accentuare il ruolo della magistratura contabile di supporto ex ante all'attività amministrativa. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai servizi studi del Parlamento.
La procedura informativa, avviata il 12, si è conclusa il 19 giugno.
Nella seduta del 24 giugno, su richiesta dei senatori Cataldi (M5S), De Cristofaro (AVS) e Rossomando (PD), il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, già fissato a martedì 8, è stato posticipato alle 18 di giovedì 10 luglio. È stata quindi avviata la discussione generale, con gli interventi dei senatori Cataldi (M5S) e Verini (PD), che hanno espresso giudizi negativi sul disegno di legge, ritenendo che le modifiche normative proposte comprometterebbero l'indipendenza della Corte dei conti rispetto al Governo e l'efficacia dei controlli contabili, con ripercussioni negative sulle finanze pubbliche e in termini di ampliamento dell'area dell'illegalità. - Avvio dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n.
1299 sui diritti delle persone con disabilità,
presentato dal senatore Guidi (Cd'I) e altri.
Per inserire nella Costituzione i principi del riconoscimento della dignità sociale delle persone con disabilità e dell'abbattimento dei pregiudizi a essa correlati, si propone di integrare il testo del primo comma dell'articolo 3 della Costituzione, per aggiungere, tra le distinzioni che non possono intaccare l'uguaglianza e la pari dignità sociale tra i cittadini, oltre a quelle di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, anche quelle realtive alle condizioni "di disabilità". Si intende inoltre sostituire il termine "minorati", al comma 3 dell'articolo 38, sul diritto all'educazione di inabili e minorati, con la parola "persone con disabilità".
Nella seduta del 25 giugno (antimeridiana) il senatore De Priamo (FdI) ha svolto la relazione illustrativa. Il Presidente Balboni ha quindi rinviato all'Ufficio di Presidenza la determinazione delle modalità di organizzazione dei lavori. - Avvio dell'esame in sede redigente del ddl n.
1469 di approvazione della modifica dell'Intesa con la
Tavola valdese, di iniziativa governativa.
L'Intesa stipulata il 25 gennaio 1993 in base all'articolo 8 della Costituzione e adottata con la Legge 5 ottobre 1993, n. 409, è stata modificata da un nuova Intesa tra Governo e Tavola valdese, firmata il 17 dicembre 2024, che si propone di approvare con il disegno di legge. Le modifiche introdotte rispetto al testo precedente sono volte a consentire alle Chiese metodiste e valdesi di ampliare la platea dei soggetti ai quali può essere affidata l’attuazione degli interventi sociali, assistenziali, umanitari, culturali finanziabili con le entrate dell’otto per mille dell’IRPEF.
Nella seduta del 25 giugno (pomeridiana) la senatrice Spinelli (FdI) ha svolto la relazione illustrativa. Il Presidente Balboni ha quindi rinviato all'Ufficio di Presidenza la determinazione delle modalità di organizzazione dei lavori.
Il seguito della discussione è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da mercoledì 2 alle 8,45. - Seguito dell'esame in sede referente del ddl n.
1184 in materia di semplificazione delle attività
economiche, avviato il 18
settembre 2024 con la relazione del senatore Della Porta
(FdI).
La proposta, di iniziativa governativa, introduce misure in favore delle attività economiche, turistiche e della navigazione, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine per l'esercizio dell'annullamento d'ufficio del provvedimento amministrativo. Per i cittadini sono semplificate una serie di norme relative, tra l'altro, alla circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni, al permesso di costruire su immobili vincolati, al rilascio di autorizzazioni, ai termini per la dichiarazione di assenza e morte presunta. In materia scolastica, il ddl interviene sui pagamenti dei contributi alle scuole paritarie, sui progetti del servizio educativo per l'infanzia e il loro finanziamento, sulla continuità del conferimento delle supplenze per i docenti di sostegno, sul procedimento di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle Università e quello per il riconoscimento dei Consorzi Universitari. Ulteriori misure riguardano la salute, intervenendo tra l'altro sull'erogazione in farmacia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale e modificando la norma in materia di riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.
La procedura informativa in Ufficio di Presidenza, avviata il 23 ottobre 2024, si è conclusa il 13 marzo. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 23 aprile. Il 29 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 17 giugno si è svolta l'illustrazione degli emendamenti e sono stati comunicati i pareri della Commissione bilancio, che hanno determinato l'inammissibilità di numerose proposte di modifica.
Nella seduta del 26 giugno il Presidente Balboni ha dato conto di un ulteriore emedamento dichiarato inammissibile, di un altro trasformato in ordine del giorno nonché della presentazione del nuovo emendamento del Governo 31.500 e del relativo subemendamento 31.500/1. I relativi testi sono stati pubblicati in allegato al resoconto.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 1° luglio alle 14,10. - Seguito della discussione in sede redigente del ddl n.
1452, sull'adeguamento del numero di consiglieri e
assessori regionali, avviata il 6
maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare l'articolo 14 del decreto-legge 138/2011, per attenuare la rigidità del criterio di determinazione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali, ancorato alla consistenza demografica della popolazione residente. L'introduzione di una maggiore flessibilità è ritenuta opportuna per evitare che scostamenti anche minimi possano determinare mutamenti dannosi alla stabilità e funzionalità degli organi rappresentativi. Si stabilisce quindi di non variare il numero di consiglieri regionali entro un margine del 5% rispetto alle soglie stabilite dalla norma vigente e si prevede la facoltà di nominare fino a due assessori aggiuntivi per le regioni con determinate consistenze demografiche.
Il 6 maggio la Commissione ha deliberato di non svolgere audizioni, come era stato richiesto dal senatore Cataldi (M5S), ma di acquisire contributi scritti dai soggetti esterni indicati dai Gruppi parlamentari. I documenti acquisiti sono stati pubblicati su internet.
L'11 giugno si è svolta la discussione generale. Si sono espressi a favore del disegno di legge i senatori Damiani (FI-BP), Giorgis (PD), che ha tuttavia rilevato la parzialità delle misure previste rispetto ad altri elementi ancora inattuati dell'ordinamento regionale (autonomia finanziaria, servizi pubblici), Cataldi (M5S), che ha preannunciato emendamenti sull'aumento del numero dei consiglieri nelle Regioni più piccole, Parrini (PD), De Priamo (FdI) e Musolino (IV), che hanno rilevato alcune incongruenze lessicali nel tenore letterale di alcune disposizioni dell'articolo 1. In sede di replica è intervenuto il ministro per gli affari regionali Calderoli, che ha riepilogato le finalità del disegno di legge e ha preannunciato uolteriori imminenti provvedimenti del Governo in materia di federalismo fiscale. Su richiesta del senatore Della Porta (FdI), ha inoltre precisato che le disposizioni riguardanti la surroga dei consiglieri regionali nominati assessori è materia di competenza delle Regioni, disciplinata nei rispettivi Statuti. Il 17 giugno, su richiesta del Gruppo LSP, il termine, in scadenza, per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, è stato posticipato di una settimana al 24 giugno.
Nella seduta del 26 giugno il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di 27 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto. In qualità di relatore, ha quindi espresso i pareri sulle proposte di modifica, ai quali si è associato il ministro per gli Affari regionali Calderoli. Si è quindi svolta la votazione degli emendamenti, cominciando, per l'importanza politica del tema, dall'1.0.4, Tosato (LSP) e altri, che eleva il limite alla immediata rieleggibilità dei Presidenti di Regione portandolo da due a tre mandati consecutivi, sul quale relatore e rappresentante del Governo si sono rimessi alla Commissione. Previe dichiarazione di voto dei senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis (PD), Maiorino (M5S), contrari, Tosato (LSP), Musolino (IV) e Durnwalder (Aut), favorevoli, l'emendamento è stato respinto. Sono stati quindi approvati, con i pareri favorevoli del relatore e del rappresentante del Governo, gli emendamenti identici 1.100 e 1.3 nonché le proposte 1.101, 1.15 (sull'esenzione dalla raccolta di firme per le elezioni regionali alle liste espressione di partiti rappresentati in Parlamento), 1.102, 1.0.2, 1.0.6 (abrogativo della norma sull'inconferibilità di incarichi dirigenziali o di vertice nell'amministrazione della Regione e degli enti pubblici regionali a componenti di organo politico di livello regionale e locale). I restanti emendamenti sono stati ritirati o respinti. I testi delle proposte approvate sono stati trasmessi alla Commissione bilancio per l'espressione dei pareri.
Il seguito della discussione è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da mercoledì 2 alle 8,45. - Audizioni nell'ambito dell'esame del ddl n.
1277 in materia di conflitti di interesse nella
Commissione parlamentare antimafia, avviato in sede
redigente il 15
maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI) e
rimesso in sede referente il 18 giuno.
La proposta, presentata dal senatore Iannone (FdI) e altri, prevede di inserire, nella legge istitutiva della Commissione n. 22/2023, nuove disposizioni volte a disciplinare la segnalazione e la comunicazione di eventuali situazioni di conflitto di interessi nelle quali si trovino i componenti della Commissione. Da tali situazioni, qualora accertate assicurando il contraddittorio con il parlamentare interessato, deriva l'obbligo di astensione dalla partecipazione ai lavori e dalla consultazione della documentazione inerenti ai fatti oggetto dell'inchiesta per i quali sussite il conflitto di interessi.
Il 27 maggio è stata avviata la discussione generale, proseguita l'11 e conclusa il 27 giugno, con gli interventi di senatori di tutti i Gruppi parlamentari, in particolare di numerosi esponenti del M5S. Gli esponenti dell'opposizione hanno espresso una posizione radicalmente contraria, ritenendo che il testo proponga una configurazione del conflitto di interessi strumentale ad escludere, per motivi politici e non giuridici, i due ex magistrati Scarpinato e Cafiero De Raho e che ciò risulterebbe dannoso, oltre che ingiusto, per la grande esperienza dei due parlamentari in materia di contrasto della criminalità organizzata. Secondo i rappresentanti della maggioranza è invece opportuno che i due citati componenti della Commissione antimafia, così come altri che in futuro dovessero travarsi in una situazione analoga, si astengano, anche nel proprio interesse personale, dai lavori riguardanti determinati ambiti dell'inchiesta, non in quanto ex magistrati ma per aver svolto il ruolo di parte processuale in specifici procedimenti giudiziari oggetto di indagine. Il 18 giugno è stata confermata la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza di limitare la procedura informativa all'audizione di due soggetti indicati dalla maggioranza e due dall'opposizione mentre la proposta di ampliamento avanzata dal senatore Cataldi (M5S) è risultata respinta. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle 12 di mercoledì 2 luglio.
Nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 26 giugno si sono svolte le audizioni informali, con l'intervento di Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di diritto costituzionale, Michele Ainis, ordinario di istituzioni di diritto pubblico, Gaetano Silvastri, Presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Guzzetta, ordinario di istituzioni di diritto pubblico (video).
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocata a partire da mercoledì 2 alle 20.
Nelle convocazioni di questa settimana è inoltre previsto lo svolgimento di lavori in sede consultiva e delle seguenti attività:
- Seguito dell'esame in sede referente dei ddl costituzionali n.
574, n.
892, n.
976, n.
1137, n.
1246, n.
1392 e n.
1244 sulla modifica dell'articolo 77 della
Costituzione in materia di conversione in legge dei
decreti-legge, avviato il 27
settembre 2023 con la relazione del Presidente Balboni
(FdI).
La proposta n. 574, presentata dal senatore Paroli (FI), prevede l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge stabilito dall'articolo 77 della Costituzione, con l'obiettivo di consentire alle Camere un maggiore approfondimento nell'esame dei provvedimenti d'urgenza emanati dal Governo. Analoga disposizione è contenuta nella proposta n. 892, d'iniziativa del senatore Tosato (LSP), incardinata il 30 novembre 2023, che stabilisce inoltre il termine di 60 giorni per il ramo del Parlamento che esamina il decreto in prima lettura, così da garantire anche all'altro ramo almeno 30 giorni di tempo. Il ddl n. 976, Giorgis (PD) e altri, incardinato l'8 maggio 2024, non prevede la modifica del procedimento di conversione ma la limitazione della decretazione d'urgenza alle «misure di immediata applicazione e di carattere specifico e omogeneo» concernenti determinate materie (pubbliche calamità, sicurezza nazionale, norme finanziarie, obblighi di appartenenza all'UE). Per gli altri disegni di legge urgenti, si attribuisce al Governo la facoltà di chiederne l'approvazione alle Camere entro 70 giorni, estensibili a ulteriori 15. Sono inoltre previste nuove prerogative a favore di Gruppi di opposizione nell'organizzazione dei lavori, la cui attuazione è delegata ai regolamenti parlamentari. Il ddl n. 1137, d'iniziativa della senatrice Gelmini (Az), incardinato il 18 giugno 2024, e il n. 1246, Maiorino (M5S) e altri, incardinato il 6 maggio 2025, propongono, analogamente al n. 976, ulteriori e più stringenti requisiti alla decretazione d'urgenza (il n. 1246, anche un iter accelerato per i disegni di legge considerati prioritari dal Governo). Il ddl n. 1392, Matera (FdI), incardinato il 6 maggio 2025, prevede l'assegnazione a un decimo dei componenti di ciascuna Camera della facoltà di chiedere l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge. il ddl n. 1244, Musolino e altri, incardinato il 14 maggio, prevede ulteriori e più stringenti limiti e requisiti sia alla decretazione d'urgenza, sia alle leggi di conversione.
Le audizioni informali, avviate il 18 giugno, si sono concluse il 9 luglio 2024.
Questa settimana, oltre alla ripresa dell'esame, è previsto anche l'avvio dell'esame di un ulteriore disegno di legge di argomento affine, il n. 1480, De Cristofaro (AVS) e altri. - Avvio dell'esame in sede referente del ddl n.
1541 sull'incompatibilità tra la carica di assessore
regionale e l'ufficio di deputato regionale della Regione
siciliana, presentato dai senatori Malan (FdI) e Gasparri
(FI-BP).