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23 giugno 2025 | Numero 106

Adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, semplificazione delle attività economiche, conflitti di interesse nella Commissione antimafia, elezione del sindaco nei comuni con più di 15.000 abitanti, funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa, diritti delle persone con disabilità, modifica dell'Intesa con la Tavola valdese

Adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Comunicazioni nell'ambito della discussione in sede redigente del ddl n. 1452, sull'adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, avviata il 6 maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare l'articolo 14 del decreto-legge 138/2011, per attenuare la rigidità del criterio di determinazione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali, ancorato alla consistenza demografica della popolazione residente. L'introduzione di una maggiore flessibilità è ritenuta opportuna per evitare che scostamenti anche minimi possano determinare mutamenti dannosi alla stabilità e funzionalità degli organi rappresentativi. Si stabilisce quindi di non variare il numero di consiglieri regionali entro un margine del 5% rispetto alle soglie stabilite dalla norma vigente e si prevede la facoltà di nominare fino a due assessori aggiuntivi per le regioni con determinate consistenze demografiche.
    Il 6 maggio la Commissione ha deliberato di non svolgere audizioni, come era stato richiesto dal senatore Cataldi (M5S), ma di acquisire contributi scritti dai soggetti esterni indicati dai Gruppi parlamentari. I documenti acquisiti sono stati pubblicati su internet.
    L'11 giugno si è svolta la discussione generale. Si sono espressi a favore del disegno di legge i senatori Damiani (FI-BP), Giorgis (PD), che ha tuttavia rilevato la parzialità delle misure previste rispetto ad altri elementi ancora inattuati dell'ordinamento regionale (autonomia finanziaria, servizi pubblici), Cataldi (M5S), che ha preannunciato emendamenti sull'aumento del numero dei consiglieri nelle Regioni più piccole, Parrini (PD), De Priamo (FdI) e Musolino (IV), che hanno rilevato alcune incongruenze lessicali nel tenore letterale di alcune disposizioni dell'articolo 1. In sede di replica è intervenuto il ministro per gli affari regionali Calderoli, che ha riepilogato le finalità del disegno di legge e ha preannunciato uolteriori imminenti provvedimenti del Governo in materia di federalismo fiscale. Su richiesta del senatore Della Porta (FdI), ha inoltre precisato che le disposizioni riguardanti la surroga dei consiglieri regionali nominati assessori è materia di competenza delle Regioni, disciplinata nei rispettivi Statuti.
    Nella seduta del 17 giugno, il Presidente Balboni (FdI) ha comunicato di aver accolto la richiesta avanzata dal Gruppo LSP di posticipare di una settimana il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, che risulta quindi fissato alle 14 di martedì 24 giugno. Il senatore Giorgis, ha ricordato la generale condivisione emersa nella precedente seduta sul proposito di approvare rapidamente il disegno di legge, con poche modifiche tecniche affidate a emendamenti d'inizitiva del relatore. Ha quindi precisato che se la proroga richiesta fosse impropriamente utilizzata per ampliare la cornice normativa della proposta in esame, anche il Gruppo del PD si riserverebbe di presentare emendamenti su tutte le criticità della normativa regionale.
    Il seguito della discussione è previsto questa settimana nella seduta di giovedì 26 alle 9.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1184 in materia di semplificazione delle attività economiche, avviato il 18 settembre 2024 con la relazione del senatore Della Porta (FdI).
    La proposta, di iniziativa governativa, introduce misure in favore delle attività economiche, turistiche e della navigazione, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine per l'esercizio dell'annullamento d'ufficio del provvedimento amministrativo. Per i cittadini sono semplificate una serie di norme relative, tra l'altro, alla circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni, al permesso di costruire su immobili vincolati, al rilascio di autorizzazioni, ai termini per la dichiarazione di assenza e morte presunta. In materia scolastica, il ddl interviene sui pagamenti dei contributi alle scuole paritarie, sui progetti del servizio educativo per l'infanzia e il loro finanziamento, sulla continuità del conferimento delle supplenze per i docenti di sostegno, sul procedimento di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle Università e quello per il riconoscimento dei Consorzi Universitari. Ulteriori misure riguardano la salute, intervenendo tra l'altro sull'erogazione in farmacia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale e modificando la norma in materia di riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.
    La procedura informativa in Ufficio di Presidenza, avviata il 23 ottobre 2024, si è conclusa il 13 marzo. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 23 aprile. Il 29 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati.
    Nella seduta del 17 giugno il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto di alcuni emendamenti ritirati, di altri riformulati nonché dei pareri espressi dalla Commissione bilancio, che hanno determinato l'inammissibilità di numerose proposte di modifica. Si è quindi svolta l'illustrazione degli emendamenti, con gli interventi dei senatori Cataldi, Felicia Gaudiano (M5S), Giorgis e Manca (PD).
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nella seduta di giovedì 26 alle 9.
  • Seguito della discussione in sede redigente del ddl n. 1277 in materia di conflitti di interesse nella Commissione parlamentare antimafia, avviata il 15 maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta, presentata dal senatore Iannone (FdI) e altri, prevede di inserire, nella legge istitutiva della Commissione n. 22/2023, nuove disposizioni volte a disciplinare la segnalazione e la comunicazione di eventuali situazioni di conflitto di interessi nelle quali si trovino i componenti della Commissione. Da tali situazioni, qualora accertate assicurando il contraddittorio con il parlamentare interessato, deriva l'obbligo di astensione dalla partecipazione ai lavori e dalla consultazione della documentazione inerenti ai fatti oggetto dell'inchiesta per i quali sussite il conflitto di interessi.
    Il 27 maggio è stata avviata la discussione generale, proseguita anche l'11 giugno, con gli interventi di senatori di tutti i Gruppi parlamentari, in particolare di numerosi esponenti del M5S.
    Nella seduta del 17 giugno la discussione generale si è conclusa con gli interventi dei senatori Felicia Gaudiano, Cataldi (M5S) e Della Porta (FdI). Gli esponenti dell'opposizione hanno espresso una posizione radicalmente contraria, ritenendo che il testo proponga una configurazione del conflitto di interessi strumentale ad escludere, per motivi politici e non giuridici, i due ex magistrati Scarpinato e Cafiero De Raho e che ciò risulterebbe dannoso, oltre che ingiusto, per la grande esperienza dei due parlamentari in materia di contrasto della criminalità organizzata. Secondo i rappresentanti della maggioranza è invece opportuno che i due citati componenti della Commissione antimafia, così come altri che in futuro dovessero travarsi in una situazione analoga, si astengano, anche nel proprio interesse personale, dai lavori riguardanti determinati ambiti dell'inchiesta, non in quanto ex magistrati ma per aver svolto il ruolo di parte processuale in specifici procedimenti giudiziari oggetto di indagine. Sull'opportunità di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, come proposto dal Presidente Balboni (FdI), o di svolgere prima un ciclo di audizioni, come richiesto dal senatore Cataldi, si è svolto un dibattito con gli intervento dei senatori Giorgis (PD), Maiorino (M5S) e De Cristofaro (AVS). La deliberazione in merito è stata demandata a una riunione dell'Ufficio di Presidenza, i cui esiti sono stati comunicati nella seduta antimerdiana del 18 giugno. Saranno sentiti in audizione un massimo di quattro soggetti, indicati nel numero di due ciascuno dai Gruppi di maggioranza e da quelli di opposizione (il 19 è scaduto il termine per le relative comunicazioni) e il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno scadrà alle 12 di mercoledì 2 luglio. I senatori dei Gruppi PD, M5S e AVS hanno inoltre richiesto la rimessione del disegno di legge all'Assemblea. L'esame proseguirà quindi in sede referente. Nella successiva seduta pomeridiana, il senatore Cataldi ha chiesto un ampliamento del numero degli auditi a due per ciascun Gruppo parlamentare. La proposta, sulla quale si sono espressi in senso contrario i Gruppi di maggioranza e a favore i Gruppi del PD e di IV, è stata posta in votazione ed è risultata respinta.
    Questa settimana è quindi previsto lo svolgimento delle audizioni nella seduta dell'Ufficio di Presidenza di giovedì 26 alle 13.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1451 in materia di elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, avviato il 6 maggio con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare la norma sui ballottaggi nelle elezioni dei sindaci dei grandi comuni, per stabilire che per essere eletti al primo turno è sufficiente il 40%, anziché il 50% dei voti validi come attualmente previsto. Muovendo dalla constatazione del crescente astensionismo nei secondi turni delle consultazioni elettorali, si intende così limitare il numero dei sindaci eletti al ballottaggio con numero di voti molto basso, talvolta inferiore a quello conseguito al primo turno da altri candidati. Sono inoltre modificate di conseguenza le disposizioni sull'assegnazione del 60% dei seggi del Consiglio comunale alle liste collegate al sindaco risultato eletto.
    Il 6 maggio su richiesta dei senatori di opposizione è stato deliberato lo svolgimento di audizioni, che si sono svolte nelle sedute dell'Ufficio di Presidenza del 22 e 29 maggio.
    Nella seduta del 17 giugno è stata avviata la discussione generale, con gli interventi dei senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis (PD) e Alessandra Maiorino (M5S), che si è conclusa nella seduta del 18, nella quale hanno preso la parola i senatori Parrini (PD), De Priamo (FdI) e Musolino (IV). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato il disegno di legge, ritenendo che la sua proposta sia motivata da meri interessi elettorali del centrodestra e che la sua eventuale approvazione renderebbe abnorme il premio di maggioranza previsto, con effetti di alterazione della rappresentanza potezialmente incostituzionali. Il senatore De Priamo e il Presidente Balboni, intervenuto in replica in qualità di relatore, hanno sostenuto che il disegno di legge adegua il sistema elettorale dei grandi Comuni alla crescente disaffezione dei cittadini al voto, introducendo una modifica legittima in quanto già vigente e applicata nelle Regioni Sicilia e Friuli-Venezia Giulia e nei Comuni con meno di 15.000 abitanti.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nella seduta di martedì 24 alle 14,10.
  • Audizioni nell'ambito dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la 2a, del ddl n. 1457 su funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa, avviato il 22 maggio con l'illustrazione del senatore Sallemi (FdI), relatore per la 2a Commissione, anche a nome del relatore per la 1a Tosato (LSP).
    La proposta, di iniziativa del deputato Foti (FdI) e altri, approvata dalla Camera dei deputati il 9 aprile, è volta ad affrontare il problema della "paura della firma", ovvero l'eccessiva severità dei controlli in materia di responsabilità amministrativa e contabile, che avrebbe come deleteria conseguenza una forzata inerzia degli amministratori pubblici. Sono quindi previste norme sulla delimitazione delle ipotesi di colpa grave, sull'introduzione del principio di presunzione della buona fede degli amministratori pubblici, sull'obbligo di assicurazione per i dirigenti che gestiscono il denaro pubblico. Il Governo è inoltre delegato alla riorganizzazione delle funzioni della Corte dei conti, anche nella prospettiva di rafforzare l'efficacia dell'attività consultiva e dei controlli preventivi, con particolare riferimento al PNRR, per accentuare il ruolo della magistratura contabile di supporto ex ante all'attività amministrativa. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai servizi studi del Parlamento.
    La procedura informativa, avviata il 12 giugno, è proseguita questa settimana nella seduta dell'Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite del 19 giugno, con l'audizione di Donato Centrone, presidente dell'Associazione magistrati della Corte dei conti, Marco Carlomagno, segretario generale della Federazione lavori pubblici e funzioni pubbliche, Maria Teresa Polito, presidente aggiunto onorario della Corte dei conti, Paola Briguori, già presidente dell'Associazione magistrati della Corte dei conti, e Tiziano Tessaro, consigliere della sezione regionale di controllo dell'Emilia-Romagna della Corte dei conti (video).
    Questa settimana è prevista la ripresa dell'esame nella seduta plenaria delle Commissioni riunite convocata martedì 24 alle 20 e il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle 18 di martedì 8 luglio.

Nelle convocazioni di questa settimana è inoltre previsto lo svolgimento di lavori in sede consultiva e delle seguenti attività:

  • Avvio dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1299 sui diritti delle persone con disabilità, presentato dal senatore Guidi (Cd'I) e altri.
    Per inserire nella Costituzione i principi del riconoscimento della dignità sociale delle persone con disabilità e dell'abbattimento dei pregiudizi a essa correlati, si propone di integrare il testo del primo comma dell'articolo 3 della Costituzione, per aggiungere, tra le distinzioni che non possono intaccare l'uguaglianza e la pari dignità sociale tra i cittadini, oltre a quelle di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, anche quelle realtive alle condizioni "di disabilità". Si intende inoltre sostituire il termine "minorati", al comma 3 dell'articolo 38, sul diritto all'educazione di inabili e minorati, con la parola "persone con disabilità".
  • Avvio dell'esame in sede redigente del ddl n. 1469 di approvazione della modifica dell'Intesa con la Tavola valdese, di iniziativa governativa.
    L'Intesa stipulata in base all'articolo 8 della Costituzione e adottata con la Legge 5 ottobre 1993, n. 409, viene modificata perconsentire alle Chiese metodiste e valdesi ampliare la platea dei soggetti ai quali può essere affidata l’attuazione degli interventi sociali, assistenziali, umanitari, culturali finanziabili con le entrate dell’otto per mille dell’IRPEF.