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14 aprile 2025 | Numero 96
Giustizia

Approvate le nuove norme sulla magistratura onoraria

Magistratura onoraria

Nella seduta dell'8 aprile l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 75 voti favorevoli e 50 astensioni, il disegno di legge n. 1322, sulla magistratura onoraria.

La proposta, di iniziativa governativa, collegata alla manovra di finanza pubblica e approvata dalla Camera dei deputati il 5 dicembre 2024, modifica il decreto legislativo n. 116/2017 di riforma organica della categoria, per introdurre una revisione del regime giuridico, economico e previdenziale dei magistrati onorari. Le nuove norme prevedono l'inquadramento in un rapporto di lavoro subordinato e definiscono l'orario di lavoro sia dei magistrati onorari che esercitano le funzioni in via esclusiva, sia di quelli che le esercitano in via non esclusiva. In particolare, l'articolo 1 interviene su incompatibilità, orario di lavoro, funzioni, regime disciplinare e trattamento economico. Tra le modifiche apportate dall'altro ramo del Parlamento, si sono estesi ai giudici onorari di pace compiti organizzativi (lett. b); si è introdotta una distinzione tra impegno orario esclusivo e non esclusivo e nuove incompatibilità (lett. d); sono state riscritte le funzioni dei magistrati confermati (lett. e) e aggiunti articoli su supplenze, ferie, trasferimenti, valutazioni e disciplina (lett. f). L'articolo 2 consente al CSM di bandire ulteriori procedure valutative e riapre i termini per la richiesta di conferma per chi non l'aveva presentata. L'articolo 3 disciplina l'autorizzazione per i magistrati onorari dipendenti pubblici e le modalità di adesione al regime di esclusività mentre l'articolo 4 contiene la copertura finanziaria, prevedendo una clausola di invarianza di spesa.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato dalla 2a Commissione in sede referente il 21 gennaio con la relazione del senatore Berrino (FdI). Il 28 gennaio è iniziata la discussione generale, con l'intervento dei senatori Zanettin (FI-BP), Lopreiato (M5S), Rossomando (PD), Rastrelli (FdI) e Stefani (LSP). I senatori della maggioranza hanno auspicato una rapida approvazione del testo trasmesso dalla Camera, rinviando ad altri successivi provvedimenti la soluzione di ulteriori, seppure importanti, questioni riguardanti la magistratura onoraria. Il 4 febbraio si è conclusa la discussione generale. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 12 febbraio.
Il 18 febbraio sono stati pubblicati emendamenti e ordini del giorno presentati. Per illustrare le proposte di iniziativa dei rispettivi Gruppi sono quindi intervenute le senatrici Lopreiato (M5S) e Rossomando (PD). Nella seduta del 19 febbraio (antimeridiana) si è svolto l'esame degli emendamenti, che sono stati tutti respinti, ritirati o dichiarati inammissibili in seguito al parere contrario della Commissione bilancio. Sono stati quindi respinti o ritirati tutti gli ordini del giorno, ad eccezione del G/1322/12/2 (testo 2), Bazoli (PD) e altri, sul riconoscimento di una progressione economica nell'ambito del sistema di valutazione dei magistrati onorari, che è stato accolto previa riformulazione dal sottosegretario per la giustizia Del Mastro Delle Vedove. Nella seduta del 19 febbraio (pomeridiana) è stato posto in votazione il mandato al relatore. Sono intervenuti per dichiarazione di voto a nome dei rispettivi Gruppi la senatrice Lopreiato (M5S), i senatori Erika Stefani (LSP) e Rastrelli (FdI), favorevoli, nonché il senatore Bazoli (PD), astenuto. È risultato quindi approvato il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati.

L'esame in Assemblea

L'8 aprile il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Berrino. Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Dafne Musolino (IV), Potenti (LSP) e Rastrelli (FdI). Gli esponenti della maggioranza hanno celebrato la riforma come un atto di giustizia atteso da decenni, che riconosce finalmente diritti e dignità alla magistratura onoraria, sanando una discriminazione storica. Secondo IV, il testo, pur mosso da buone intenzioni, risulta incompleto: ignora la carenza cronica di organico tra i giudici di pace e non equipara la magistratura onoraria a quella ordinaria in termini di tutele e sanzioni.

Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti, tutti in testi riformulati, gli ordini del giorno G1.3 e G1.10 del senatore Bazoli (PD) e altri; G1.11 e G1.12 della senatrice Lopreiato (M5S) e altri e G1.14 della senatrice Cucchi (AVS) e altri, in tema di adeguamento e riorganizzazione della vigente disciplina della magistratura onoraria e in relazione alle criticità di organico e dotazioni strumentali dei giudici di pace.

Nelle dichiarazioni finali i senatori Giovanna Petrenga (Cd'I), Zanettin (FI-BP), Erika Stefani (FdI) e Sallemi (FdI) hanno annunciato un voto favorevole, sottolineando l'importanza di garantire tutele, dignità e compensi adeguati ai magistrati onorari, ribadendone il ruolo strutturale; il provvedimento fornisce una regolamentazione chiara, che rafforza l'equità e l'efficienza del sistema giudiziario. I senatori Scalfarotto (IV), Magni (AVS), Ada Lopreiato (M5S) e Anna Rossomando (PD) hanno annunciato l'astensione, criticando l'insufficienza del provvedimento e l'approccio del Governo: IV ha denunciato l'immobilismo e l'inefficienza del sistema giudiziario; AVS ha definito il testo un'occasione mancata, poiché non affronta le principali criticità economiche, previdenziali e organizzative; M5S e PD hanno criticato la disparità di trattamento economico e previdenziale tra magistrati onorari esclusivisti e non esclusivisti.