Testata
Periodico di informazione
sull'attività parlamentare,
link e segnalazioni

7 aprile 2025 | Numero 95
Semplificazione normativa

Abrogate norme del periodo prerepubblicano (1861-1946)

Abrogate norme del periodo prerepubblicano

Nella seduta del 1° aprile l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 89 voti favorevoli e 58 astensioni, il ddl n. 1314, recante abrogazione di atti normativi prerepubblicani relativi al periodo dal 1861 al 1946.

La proposta, approvata dalla Camera dei deputati il 12 novembre in un testo unificato di più disegni di legge d'iniziativa governativa, dispone, all'articolo 1, comma 1, l'abrogazione dei regi decreti indicati nei primi quattro allegati, suddivise nei diversi intervalli cronologici 1861-1870, 1871-1890, 1891-1920 e 1921-1946. Al comma 2 sono abrogati atti normativi diversi dai regi decreti, suddivisi in otto allegati. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati sono state approvate modifiche, sia per integrare gli elenchi con ulteriori atti da abrogare sia per espungerne alcuni tuttora produttivi di effetti che è stato ritenuto opportuno mantenere in vigore. Sono quindi complessivamente eliminati dall'ordinamento oltre 30.000 atti normativi. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai Servizi Studi del Parlamento.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 1a Commissione in sede redigente il 18 febbraio, con la relazione del senatore De Priamo (FdI). Il 25 febbraio si è svolta la discussione generale. I senatori di opposizione hanno espresso dubbi sull'utilità della proposta e hanno rilevato il rischio di determinare pericolosi vuoti normativi. In replica il relatore De Priamo e il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Alberti Casellati hanno sottolineato l'accuratezza dei lavori di preparazione del testo e la valenza di semplificazione normativa delle proposte abrogative. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 12 marzo.
Nella seduta del 18 marzo il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto della presentazione dell'emendamento 1.1 nonché di una relazione integrativa del ministro Alberti Casellati, nella quale si attesta che il disegno di legge in esame abroga esclusivamente atti che non producono più alcun effetto. Il senatore Giorgis (PD), che aveva richiesto l'approfondimento istruttorio per fugare i dubbi su eventauli vuoti normativi, ha ringraziato il ministro ma ha confermato le proprie perplessità sull'utilità della proposta abrogativa. Il senatore Cataldi (M5S) ha illustrato l'emendameno presentato che, non ritenendosi sufficienti le garanzie fornite in merito ai possibili vuoti normativi, prevede un riesame parlamentare dell'impatto delle legge a sei mesi dall'entrata in vigore. Con il parere contrario del relatore e del ministro, l'emendamento 1.1 è stato respinto. La Commissione ha quindi approvato, con distinte votazioni, i due articoli del disegno di legge nonché il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati.

L'esame in Assemblea

Il 1° aprile il relatore De Priamo ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea. Il ministro Alberti Casellati ha spiegato che il provvedimento, basato su un'analisi dettagliata senza abrogazioni automatiche, ridurrà la normativa statale vigente del 28 per cento. Ha quindi auspicato che il testo riceva un ampio consenso, dato l'obiettivo di ridurre l'eccesso di leggi, considerato un ostacolo alla competitività economica. Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i senatori Daniela Sbrollini (IV), Maristella Gelmini (Cd'I), Magni (AVS), Daniela Ternullo (FI-BP), Cataldi (M5S), Daisy Pirovano (LSP), Giorgis (PD) e Della Porta (FdI). I senatori di maggioranza hanno espresso soddisfazione per un provvedimento che, semplificando la legislazione, garantisce maggiore certezza del diritto, a beneficio di cittadini e imprese. I senatori di opposizione hanno annunciato l'astensione per motivi di metodo, ritenendo che il processo di abrogazione sia stato condotto con superficialità, senza un'adeguata analisi di ogni atto normativo, con il conseguente rischio di eliminare norme ancora rilevanti.

Circolazione stradale

Semplificate le autorizzazioni per le competizioni sportive su strada

competizioni sportive su strada

Il 2 aprile l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 140 voti favorevoli e 2 astensioni, il ddl n. 1414 in materia di competizioni sportive su strada.

La proposta, approvata dalla Camera dei deputati il 5 marzo, interviene in modifica del Codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285/1992, per semplificare le procedure di autorizzazioni per le competizioni sportive su strada, stabilendo gli enti locali o territoriali responsabili del rilascio e i tempi entro cui devono pronunciarsi. È prevista, tra l'altro, la possibilità di indire una conferenza di servizi qualora, per i diversi interessi pubblici coinvolti, sia necessario acquisire le autorizzazioni di più enti, mentre non è più prevista l'acquisizione del previo nulla osta dell'ente proprietario della strada. La sospensione temporanea della circolazione sarà disposta dal sindaco per eventi in un solo Comune e dal prefetto negli altri casi. Tra le sanzioni amministrative per le violazioni, sono previste multe maggiorate e sospensione della patente per conducenti di veicoli adibiti al trasporto di cose.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nell'8a Commissione in sede redigente il 18 marzo, con la relazione del Presidente Fazzone (FI-BP). In assenza di iscritti a parlare in discussione generale e considerata l'approvazione all'unanimità presso l'altro ramo del Parlamento, la Commissione ha convenuto con la proposta del Presidente di non procedere alla fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti, onde accelerare l'iter di approvazione. Nella seduta del 19 marzo, acquisiti i pareri non ostativi delle Commissioni 1a, 2a e 5a nonché il parere favorevole della 7a, è stato conferito al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati.

L'esame in Assemblea

Il 2 aprile il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Fazzone. Nelle dichiarazioni finali i senatori Silvia Fregolent (IV), Ilaria Cucchi (AVS), Rosso (FI-BP), Gabriella Di Girolamo (M5S), Clotilde Minasi (LSP), Irto (PD) e Marscheschi (FdI) hanno annunciato voto favorevole, ritenendo il provvedimento un passo avanti nella sburocratizzazione e nella valorizzazione dello sport. Il senatore Spagnolli ha dichiarato l'astensione, esprimendo preoccupazioni sull'eliminazione del nullaosta dell'ente proprietario della strada, temendo che possa complicare le responsabilità dei sindaci.

Affari dei culti

Modificata la disciplina dell'Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma

disciplina dell'Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma

Il 2 aprile l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva, con 76 voti favorevoli, 55 contrari e 3 astensioni, il ddl n. 1379 sulla disciplina della Fondazione Ordine costantiniano di San Giorgio a Parma.

L'Ordine costantiniano di San Giorgio a Parma, che ha origini risalenti agli ordinamenti degli Stati ducali preunitari, svolge importanti funzioni connesse alla conservazione della basilica di Santa Maria della Steccata e dell'annesso Museo costantiniano. La proposta in esame, approvata dalla Camera dei deputati il 12 febbraio, mira a dotare la Fondazione di un assetto organizzativo più aggiornato, senza ovviamente modificare la destinazione della basilica a luogo di culto cattolico, in accordo con le autorità ecclesiastiche, e riconoscendone anche il valore quale insieme unico di componenti materiali e immateriali tutelati in quanto patrimonio storico-culturale della nazione. Con decreto del Presidente del Consiglio sono nominati il presidente della Fondazione (previa consultazione del vescovo di Parma) e quattro membri del Consiglio generale, del quale fanno parte anche cinque membri di diritto (vescovo di Parma, sindaco, presidente della provincia, rettore dell'Università e direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria). Per ulteriori aprofondimenti si rinvia al dossier dei Servizi studi del Parlamento.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 1a Commissione in sede redigente il 5 marzo con la relazione del Presidente Balboni (FdI), in sostituzione della relatrice Spinelli (FdI). Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 17 marzo. Nella seduta del 18 marzo il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di quattro emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto. La Commissione ha quindi approvato, con distinte votazioni, i sette articoli del disegno di legge, respingendo tutte le proposte emendative. Su richiesta del senatore Parrini (PD), la votazione del mandato alla relatrice è stata rinviata. Nella 1a seduta pomeridiana del 19 marzo sono intervenuti per dichiarazione di voto sul conferimento del mandato alla relatrice, a nome dei rispettivi Gruppi, i senatori Cataldi (M5S) e Parrini, contrari per il numero, ritenuto eccessivo, di componenti di nomina governativa nel Consiglio della Fondanzione, nonché il senatore Della Porta (Fdi), favorevole. A seguito dell'uscita dall'aula dei senatori di opposizione, preannunciata dal senatore Giorgis (PD), la votazione è stata rinviata per mancanza del numero legale. Nella 2a seduta pomeridiana della stessa giornata, il mandato alla relatrice è stato nuovamente posto in votazione ed è risultato approvato, dopo gli interventi per dichiarazione di voto dei senatori Daisy Pirovano (LSP), Daniela Ternullo (FI-BP) e Salvitti (Cd'I), favorevoli, nonché Dafne Musolino (IV), contraria.

L'esame in Assemblea

Il 2 aprile il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dalla relatrice Spinelli. Dopo l'approvazione, con distinte votazioni, dei sette articoli del testo si sono svolte le dichiarazioni di voto. Sono intervenuti i senatori Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Michaela Biancofiore (Cd'I), Trevisi (FI-BP) Cataldi (M5S), Elena Murelli (LSP), Parrini (PD) e Della Porta (FdI). I Gruppi di maggioranza hanno sottolineato l'importanza di una gestione efficace della Fondazione e della valorizzazione della Basilica, garantendo trasparenza e tutela del patrimonio culturale e religioso italiano. AVS, M5S e PD hanno annunciato un voto contrario, contestando l'eccessiva ingerenza del Governo in un ente di natura privatistica. IV ha dichiarato l'astensione del Gruppo, criticando l'Esecutivo per aver centralizzato la nomina del presidente della Fondazione dell'ordine costantiniano, riducendo il ruolo degli enti locali.