Nella seduta del 1° aprile l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 89 voti favorevoli e 58 astensioni, il ddl n. 1314, recante abrogazione di atti normativi prerepubblicani relativi al periodo dal 1861 al 1946.
La proposta, approvata dalla Camera dei deputati il 12 novembre in un testo unificato di più disegni di legge d'iniziativa governativa, dispone, all'articolo 1, comma 1, l'abrogazione dei regi decreti indicati nei primi quattro allegati, suddivise nei diversi intervalli cronologici 1861-1870, 1871-1890, 1891-1920 e 1921-1946. Al comma 2 sono abrogati atti normativi diversi dai regi decreti, suddivisi in otto allegati. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati sono state approvate modifiche, sia per integrare gli elenchi con ulteriori atti da abrogare sia per espungerne alcuni tuttora produttivi di effetti che è stato ritenuto opportuno mantenere in vigore. Sono quindi complessivamente eliminati dall'ordinamento oltre 30.000 atti normativi. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai Servizi Studi del Parlamento.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato nella 1a Commissione in sede
redigente il 18
febbraio, con la relazione del senatore De Priamo (FdI). Il 25
febbraio si è svolta la discussione generale. I senatori di opposizione
hanno espresso dubbi sull'utilità della proposta e hanno rilevato il
rischio di determinare pericolosi vuoti normativi. In replica il relatore
De Priamo e il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione
normativa Alberti Casellati hanno sottolineato l'accuratezza dei lavori di
preparazione del testo e la valenza di semplificazione normativa delle
proposte abrogative. Il termine per la presentazione di emendamenti e
ordini del giorno è scaduto il 12 marzo.
Nella seduta del 18
marzo il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto della presentazione
dell'emendamento 1.1
nonché di una relazione integrativa del ministro Alberti Casellati, nella
quale si attesta che il disegno di legge in esame abroga esclusivamente
atti che non producono più alcun effetto. Il senatore Giorgis (PD), che
aveva richiesto l'approfondimento istruttorio per fugare i dubbi su
eventauli vuoti normativi, ha ringraziato il ministro ma ha confermato le
proprie perplessità sull'utilità della proposta abrogativa. Il senatore
Cataldi (M5S) ha illustrato l'emendameno presentato che, non ritenendosi
sufficienti le garanzie fornite in merito ai possibili vuoti normativi,
prevede un riesame parlamentare dell'impatto delle legge a sei mesi
dall'entrata in vigore. Con il parere contrario del relatore e del
ministro, l'emendamento 1.1 è stato respinto. La Commissione ha quindi
approvato, con distinte votazioni, i due articoli del disegno di legge
nonché il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea
sull'approvazione del disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Camera
dei deputati.
L'esame in Assemblea
Il 1° aprile il relatore De Priamo ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea. Il ministro Alberti Casellati ha spiegato che il provvedimento, basato su un'analisi dettagliata senza abrogazioni automatiche, ridurrà la normativa statale vigente del 28 per cento. Ha quindi auspicato che il testo riceva un ampio consenso, dato l'obiettivo di ridurre l'eccesso di leggi, considerato un ostacolo alla competitività economica. Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i senatori Daniela Sbrollini (IV), Maristella Gelmini (Cd'I), Magni (AVS), Daniela Ternullo (FI-BP), Cataldi (M5S), Daisy Pirovano (LSP), Giorgis (PD) e Della Porta (FdI). I senatori di maggioranza hanno espresso soddisfazione per un provvedimento che, semplificando la legislazione, garantisce maggiore certezza del diritto, a beneficio di cittadini e imprese. I senatori di opposizione hanno annunciato l'astensione per motivi di metodo, ritenendo che il processo di abrogazione sia stato condotto con superficialità, senza un'adeguata analisi di ogni atto normativo, con il conseguente rischio di eliminare norme ancora rilevanti.