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31 marzo 2025 | Numero 94

Consultazioni elettorali e referendarie 2025, ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare, semplificazione normativa, disposizioni in materia di sicurezza pubblica, memoria delle vittime degli stupri di guerra, semplificazione delle attività economiche, incidenti di sicurezza informatica

Consultazioni elettorali e referendarie 2025

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Avvio dell'esame in sede referente del ddl n. 1425, di conversione del decreto-legge n. 27/2025 recante disposizoni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie 2025.
    Il provvedimento definisce le norme per lo svolgimento contestuale di consultazioni amministrative e referendarie, disciplinando l'ordine di scrutinio e la ripartizione delle spese, per la partecipazione al voto referendario da parte degli elettori domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, per la sottoscrizione di liste di candidati con firma elettronica qualificata. È inoltre stabilito che le consultazioni dell'anno in corso si terranno nell'arco di due giornate, domenica e lunedì, anziché una. Per ulteriori dettagli è disponibile il dossier curato dai Servizi studi del Parlamento.
    Nella seduta del 25 marzo il Presidente Balboni (FdI), relatore, ha illustrato il provvedimento. Nelle due sedute del 26 marzo (antimeridiana e pomeridiana) si è svolta la discussione generale. I senatori Giorgis (PD), Cataldi (M5S) e De Cristofaro (AVS) hanno sollecitato un chiarimento sulle intenzioni del Governo, auspicando che le consultazioni referendarie si svolgano in concomitanza con il primo turno delle consultazioni amministrative, anziché con il secondo, poiché il testo del decreto non lo specifica e l'abbinamento con il primo turno risulterebbe più favorevole alla partecipazione al voto. Il sottosegretario per l'interno Wanda Ferro, intervenuta in replica, ha ricordato che il Governo ha preannunciato una proposta di abbinamento dei referendum per il secondo, anziché per il primo turno delle amministrative, ritenendo tale soluzione non incida sulla partecipazione e sia più funzionale ad agevolare le operazioni di scrutinio.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie di giovedì 3 alle 9 e alle 14.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1353 su ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare e dell'abbinato ddl costituzionale n. 504, di argomento affine, presentato dalla senatrice Erika Stefani (LSP) e altri, avviato il 29 gennaio con la relazione illustrativa del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta di iniziativa governativa, approvata in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 16 gennaio scorso, introduce nell'ordinamento il principio della separazione delle carriere dei magistrati, modificando le disposizioni costituzionali sugli organi di autogoverno della categoria. Al posto dell'attuale collegio unico, si prevede quindi l'istituzione di due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e competenti, per le rispettive carriere, in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. La giurisdizione disciplinare su tutti i magistrati viene invece attribuita a un'Alta corte appositamente istituita. Ai fini della composizione dei tre collegi, il criterio elettivo vigente per l'attuale CSM viene integrato con quello dell'estrazione a sorte, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza delle correnti organizzate nell'autogoverno della magistratura. È inoltre previsto, entro un anno dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali, l'adeguamento delle leggi ordinarie che disciplinano il CSM, l'ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare. Il ddl n. 504, oltre ad analoghe norme sulla separazione delle carriere e sull'istituzione di due distinti organi di autogoverno, prevede la modifica dell'articolo 112 della Costituzione, con l'aggiunta, alla disposizione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale" delle parole "nei casi e nei modi previsti dalla legge". Ciò in quanto si ritiene opportuno consentire al legislatore di poter intervenire sugli indirizzi politicamente rilevanti dell'azione di contrasto della criminalità esercitata dalla magistratura requirente.
    La procedura informativa, avviata il 20 febbraio, si è conclusa l'11 marzo. I documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione sono stati pubblicati su internet. Il 12 marzo la Commissione ha adottato, a maggioranza, il ddl n. 1353 come testo base della discussione. Nelle cinque sedute tra il 18 e il 20 marzo è stata avviata la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Cataldi, Sabrina Licheri, Ada Lopreiato, Elisa Pirro, Felicia Gaudiano, Nave, Gisella Naturale, Ettore Licheri, Concetta Damante, Dolores Bevilacqua (M5S), Parrini, Bazoli, Valeria Valente, Anna Rossomando, Verini, Vincenza Rando, Giorgis (PD), Della Porta, De Priamo (FdI), Mariastella Gelmini (Cd'I), Zanettin (FI-BP), De Cristofaro (AVS), Scalfarotto e Musolino (IV). I senatori di IV hanno ricordato che il proprio Gruppo ha espresso alla Camera un voto di astensione, non essendo contrario al principio della separazione delle carriere ma giudicando negativamente l'introduzione del sorteggio e il mancato intervento sul principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, ritenuto inattuabile. Gli altri esponenti dell'opposizione hanno sostenuto che la separazione delle carriere rappresenta un passo verso il controllo governativo della magistratura requirente e il conseguente indebolimento dello Stato di diritto. I senatori della maggioranza hanno replicato che la separazione delle carriere non intacca ma rafforza l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e che le nuove norme sul sorteggio sono volte ad impedire le degenerazioni correntizie nella formazione degli organi di autogoverno.
    Nella seduta del 25 marzo il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di 1363 emendamenti e 7 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. Si è quindi conclusa la discussione generale, con gli interventi dei senatori Patuanelli e Maiorino (M5S), secondo i quali la proposta non introduce alcuna garanzia di imparzialità dei magistrati ma ne intacca l'autonomia e l'indipendenza, e Potenti (LSP), che ha sottolineato le finalità riguardanti una maggiore qualificazione professionale della magistratura requirente. Il Presidente e relatore Balboni e il vice ministro per la giustizia Sisto, intervenuti in replica, hanno affermato che la seprarazione delle carriere rappresenta essenzialmente il completamento logico della riforma del processo penale attuata nel 1989, con il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio. L'esame è proseguito nelle due sedute del 26 marzo (antimeridiana e pomeridiana). Dopo le comunicazioni sugli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibili, i senatori Giorgis e Parrini (PD) sono intervenuti sull'ordine dei lavori e il Presidente Balboni, in replica, ha smentito l'intenzione della maggioranza di forzare i tempi di approvazione del disegno di legge. Si è quindi svolta l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1 ed è iniziata quella degli emendamenti all'articolo 2, con gli interventi dei senatori Parrini, Valente, Bazoli, Giorgis, Verini, D'Elia, Rossomando, Malpezzi, Alfieri Delrio, Manca, Nicita, Verducci, Martella (PD), De Cristofaro (AVS), Pirondini, Bilotti, Lorefice, Barbara Floridia, Di Girolamo, Marton, Lopreiato, Mazzella, Gaudiano, Cataldi, Pirro (M5S).
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie di martedì 1° aprile alle 13,30, mercoledì 2 alle 14 e alle 20, giovedì 3 alle 9 e alle 14.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1192, recante deleghe al Governo per la semplificazione normativa, avviato il 18 settembre con la relazione del senatore Tosato (LSP).
    Nel quadro delle riforme previste dal PNRR, la proposta, di iniziativa governativa, prevede una legge annuale di semplificazione normativa, da predisporre in base alle richieste pervenute dai ministeri entro il 30 giugno di ogni anno, con l'obiettivo di riordinare e codificare la normativa vigente, anche mediante delega legislativa. Sono inoltre previste misure per la valutazione d'impatto e la digitalizzazione dell'attività normativa.
    La procedura informativa, avviata il 10 ottobre, si è conclusa il 17. I documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione sono stati pubblicati su internet. La discussione generale, avviata il 23 ottobre, si è conclusa il 29. Il 12 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 18 febbraio il relatore Tosato ha presentato il nuovo emendamento 10.0.500, volto a inserire nella proposta una delega al Governo per il riordino degli osservatori istituiti presso la Presidenza del Consiglio con competenze in materia di famiglia, natalità, pedopornografia, violenza contro le donne e il ministro per le riforme e la semplificazione normativa Alberti Casellati ha preannunciato la presentazione di ulteriori emendamenti di iniziativa governativa. Il 25 febbraio sono stati pubblicati 13 subemendamenti all'emendamento 10.5.500 del relatore.
    Nella seduta del 26 marzo (antimeridiana) il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto del nuovo emendamento 1.500, del relatore, che prevede anche il parere della Commissione parlamentare per la semplificazione, oltre a quello delle Commissioni competenti per materia, sui decreti legislativi di attuazione della legge delega annuale di semplificazione. Il Presidente ha inoltre ricordato che il Governo è in procinto di presentare ulteriori proposte di modifica. Il senatore Giorgis (PD) è intervenuto sull'ordine dei lavori, criticando la prassi di aumentare l'eterogeneità dei disegni di legge con un eccessivo ricorso agli emendamenti aggiuntivi e proponendo, in tali circostanze, conseguenti modifiche all'organizzazione dei lavori. Il ministro Alberti Casellati ha replicato che gli emendamenti in preparazione si limitano a integrare l'elenco dei Ministeri coinvolti nel procedimento di semplificazione. Il Presidente ha assicurato che terrà conto delle proposte formulate in tema di organizzazione dei lavori.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute di mercoledì 2 alle 9 e alle 14.
  • Seguito e conclusione dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la 2a, del ddl n. n. 1236 su disposizioni in materia di sicurezza pubblica, avviato il 1° ottobre con le relazioni illustrative dei senatori Lisei (FdI), per la 1a Commissione, e Stefani (LSP), per la 2a.
    Il provvedimento, approvato dalla Camera dei deputati il 18 settembre, prevede l'introduzione di disposizioni per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata, tra le quali nuove fattispecie di reato in materia di detenzione di istruzioni per il compimento di atti terroristici, e reca modifiche al Codice antimafia in materia di gestione di beni sequestrati e confiscati. In materia di sicurezza urbana, il disegno di legge prevede modifiche al codice penale e al codice di procedura penale su circostanze aggravanti comuni e di truffa, il danneggiamento in occasione di manifestazioni, l'impedimento alla libera circolazione su strada e il contrasto dell'occupazione arbitraria di immobili destinati a domicilio altrui. Sulla tutela del personale in servizio, il Capo III introduce alcune modificazioni al codice penale, il rafforzamento della sicurezza degli istituti penitenziari e la dotazione di videocamere al personale delle Forze di polizia, mentre il Capo IV integra la normativa vigente in materia di sostegno agli operatori economici vittime di usura. Infine, il Capo V prevede disposizioni sull'ordinamento penitenziario, in particolare in materia di attività lavorativa dei detenuti.
    Le audizioni informali negli Uffici di Presidenza riuniti, avviate l'8, si sono concluse il 23 ottobre. La discussione generale, avviata il 29 ottobre, si è conclusa il 7 novembre. L'11 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati ed è stata avviata l'illustrazione delle proposte di modifica, che si è conclusa nella seduta del 27 novembre, nella quale sono stati poi comunicati gli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibilli. Il 4 dicembre è stata avviata la votazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 5, 11, 17 e 18 dicembre. Il 5 è stata revocata l'improponibilità precedentemente dichiarata per alcune proposte di modifica. L'11 si è svolto un dibattito sull'ordine dei lavori, in relazione all'ipotesi, riferita da notizie di stampa, che il Governo intenda presentare alcuni emendamenti. La votazione è ripresa nelle sedute del 14 e 15 gennaio, nelle quali sono stati dibattuti e respinti gli emendamenti agli articoli 14, che trasforma in reato penale l'attuale illecito amministrativo di blocco stradale, e 15, che prevede un aggravamento delle disposizioni sull'esecuzione penale nei confronti delle detenute madri. Nelle sedute del 21, 22 e 23 gennaio sono stati respinti gli emendamenti agli articoli 16, sull'inasprimento delle sanzioni per l'impiego dei minori nell'accattonaggio, 17, sull'assunzione di personale di polizia locale nelle città metropolitane della Sicilia (Palermo, Messina, Catania), e 18, che modifica la legge 242/2016 sulla coltivazione della canapa, introducendo, tra l'altro, il divieto di importazione, cessione, lavorazione e commercio delle relative infiorescenze. Nelle sedute del 28, 29 e 30 gennaio sono stati respinti gli emendamenti agli articoli 19, che modifica le disposizioni penali sui reati di violenza o minaccia e di resistenza a un pubblico ufficiale e sulle relative aggravanti, 20, che inasprisce le sanzioni per lesioni personali ad agenti di polizia nell'adempimento delle loro funzioni, 21, che disciplina la dotazione di dispositivi di videosorveglianza al personale di polizia impiegato nei servizi di ordine pubblico e controllo del territorio, 22, che stanzia 860.000 euro annui per la coperture delle spese legali del personale di polizia indagato o imputato per fatti inerenti al servizio. Il 5 febbraio sono stati votati e respinti gli emendamenti all'articolo 23, che stanzia 120.000 euro annui per la coperture delle spese legali del personale delle Forze armate indagato o imputato per fatti inerenti al servizio, e 24, che introduce un'aggravante del reato di danneggiamento del patrimonio culturale nel caso in cui l'atto sia finalizzato a ledere il prestigio di un'istituzione pubblica. Il 18 e 19 febbraio sono stati votati e respinti gli emendamenti all'articolo 25, che inasprisce le sanzioni per inosservanza delle prescrizioni in materia di polizia stradale, e 26, che introduce il nuovo reato di rivolta all'interno di un istituto penitenziario e l'aggravante del reato di istigazione a disobbedire alle leggi se commessa all'interno di un istituto penitenziario. Il 26 febbraio sono stati votati e respinti gli emendamenti agli articoli 27, sui reati di rivolta nei centri di accoglienza per migranti, e 28, che autorizza gli agenti di pubblica sicurezza a detenere senza licenza, anche fuori dal servizio, una seconda arma, più leggera rispetto a quella di ordinanza. Il 4 e 5 marzo sono stati votati e respinti gli emendamenti agli articoli 29, che estende l'applicabilità di alcune sanzioni in materia di polizia della navigazione, 30, che esclude la punibilità dei militari per determinate condotte commesse nell'ambito di missioni internazionali, 32, sugli obblighi di identificazione degli utenti dei servizi di telefonia mobile, 33, sul sostegno agli operatori economici vittime dell'usura. L'11 e 12 marzo sono stati votati e respinti gli emendamenti agli articoli da 34 a 37, in materia di benefici penitenziari e attività lavorativa dei detenuti, nonché all'articolo 38, disposizione finale recante la clausola di invarianza finanziaria. Il 18 marzo sono stati votati e respinto gli emendamenti relativi all'articolo 31, che prevede nuovi obblighi delle amministrazioni pubbliche e delle società che erogano servizi di pubblica utlità di collaborazione e condivisione di dati con i Servizi di intelligence. Il 20 marzo sono stati votati gli ordini del giorno, tutti respinti o decaduti ad eccezione del G/1236/7/1 e 2 (testo 2), in materia di convenzioni tra Governo, enti locali ed enti del terzo settore sulle case famiglia, e del G/1236/13/1 e 2 (testo 2), riguardante le condizioni di vivibilità negli istituti penitenziari e le relzioni affettive dei detenuti, che sono stati accolti in testi riformulati a nome del Governo dal sottosegretario per l'interno Molteni.
    Nella seduta del 26 marzo le Commissioni riunite hanno approvato sei emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto, presentati dai relatori per recepire le condizioni formulate nei pareri della Commissione bilancio, al fine di aggiornare le coperture finanziarie che nel testo approvato dalla Camera facevano riferimento all'anno 2024. Prendendo spunto dalle modifiche tecniche apportate, che rendono comunque necessaria una terza lettura presso l'altro ramo del Parlamento, alcuni senatori di opposizione sono intervenuti sull'ordine dei lavori e in dichiarazione di voto sui singoli emendamenti per ribadire le proprie critiche al disegno di legge e invitare la maggioranza a introdurre ulteriori modifiche. Hanno quindi dichiarato il voto contrario dei rispettivi Gruppi sul mandato ai relatori i senatori De Cristofaro (AVS), Fregolent (IV), Cataldi (M5S) e Giorgis (PD). Si sono pronunciati a favore le senatrici Spelgatti (LSP), Gelmini (Cd'I) e Ternullo (FI-BP) nonché il senatore Berrino (FdI). Il conferimento ai relatori del mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo modificato a seguito dell'esame in sede referente, è risultato approvato.

Nelle convocazioni di questa settimana è inoltre previsto l'esame di disegni di legge in sede consultiva nonché lo svolgimento delle seguenti attività:

  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl n. 836 e n. 1255 sulla Giornata in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944, avviato il 17 ottobre 2023 con la relazione del Presidente Balboni (FdI), in sostituzione del relatore Occhiuto (FI-BP).
    Il ddl n. 836, del senatore De Priamo e altri, si propone di istituire la ricorrenza in titolo nella data del 18 maggio, in memoria della giornata del 1944 nella quale si verificò il superamento della linea Gustav da parte delle truppe alleate, cui fecero seguito i drammatici atti di violenza commessi in particolare dalle truppe coloniali inquadrate nel Corpo di spedizione francese. L'iniziativa, volta ad affermare il ripudio della guerra e la condanna di ogni efferato crimine che offende la libertà dei popoli, comprende anche l'istituzione di uno specifico Fondo per offrire un risarcimento a chi fu vittima di omicidi e stupri. Il ddl n. 1255, presentato dal senatore Gasparri (FI-BP), intende promuovere la conoscenza e il ricordo dei crimini commessi dal Corpo di spedizione francese a danno delle popolazioni civili nel mese di maggio del 1944, in seguito allo sfondamento della Linea Gustav, sul territorio laziale, soprattutto nelle province di Frosinone e Latina. Le violenze e gli sturpi di massa produssero tragici effetti a lungo termine, quali gravidanze indesiderate, suicidi, patologie psichiatriche, emigrazione forzata per sfuggire allo stigma di «marocchinata». Al finanziamento delle inizitive culturali e celebrative, disciplinate dall'articolo 3, è destinato uno stanziamento annuale di 150.000 euro per tre anni.
    Il 24 settembre il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto della richiesta, accolta in pari data dal Presidente del Senato, di trasferire dalla sede redigente a quella referente l'assegnazione del ddl n. 1126, in modo da esaminarlo congiuntamente al n. 836 già incardinato. Il 25 settembre, dopo l'illustrazione del ddl n. 1126 da parte del relatore, la Commissione ha convenuto di procedere alla trattazione congiunta dei due testi. Il 1° ottobre il senatore Gasparri ha ritirato il ddl n. 1126 e ne ha presentato uno di identico contenuto, il 1255, con diverso titolo, dal quale è stato espunto il termine "marocchinate" per la connotazione dispregiativa. Il 2 ottobre il ddl n. 1255 è stato abbinato in discussione congiunta con il n. 836. Il 10 dicembre si sono svolte le audizioni informali in Ufficio di Presidenza. I documenti acquisiti nel corso della procedura informativa sono stati pubblicati su internet.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1184 in materia di semplificazione delle attività economiche, avviato il 18 settembre 2024 con la relazione del senatore Della Porta (FdI).
    La proposta, di iniziativa governativa, introduce misure in favore delle attività economiche, turistiche e della navigazione, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine per l'esercizio dell'annullamento d'ufficio del provvedimento amministrativo. Per i cittadini sono semplificate una serie di norme relative, tra l'altro, alla circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni, al permesso di costruire su immobili vincolati, al rilascio di autorizzazioni, ai termini per la dichiarazione di assenza e morte presunta. In materia scolastica, il ddl interviene sui pagamenti dei contributi alle scuole paritarie, sui progetti del servizio educativo per l'infanzia e il loro finanziamento, sulla continuità del conferimento delle supplenze per i docenti di sostegno, sul procedimento di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle Università e quello per il riconoscimento dei Consorzi Universitari. Ulteriori misure riguardano la salute, intervenendo tra l'altro sull'erogazione in farmacia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale e modificando la norma in materia di riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.
    La procedura informativa in Ufficio di Presidenza, avviata il 23 ottobre 2024, si è conclusa il 13 marzo.
  • Avvio dell'esame dell'Atto del Governo n. 255, Schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di incidenti di sicurezza informatica.
    Il DPCM 14 aprile 2021, n. 81, disciplina la notifica all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, da parte dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, degli incidenti aventi impatto sulle reti, sui sistemi informativi e sui servizi informatici. L'atto sottoposto modifica l'allegato A di tale decreto, per integrare la tassonomia degli incidenti soggetti a notifica, introducendo in particolare la fattispecie di accesso non autorizzato o con abuso dei privilegi concessi.