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Glossario

Teoria del cambiamento. Approccio controfattuale. Effetti. Distorsioni. Analisi costi-benefici. La valutazione di una politica pubblica, oltre a un suo bagaglio teorico, ha un suo linguaggio specifico. Qui una piccola guida - in costante aggiornamento - ai termini e ai concetti fondamentali.

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Compliance

Nell'ambito della valutazione di impatto delle politiche pubbliche, il termine compliance si riferisce al grado con cui i soggetti che partecipano ad una politica rispettano le regole di assegnazione. La compliance è un elemento centrale per quanto riguarda gli studi controllati randomizzati (v.) e i disegni basati sulla discontinuità intorno a una soglia (v.). Infatti, entrambi i disegni manipolano il processo di selezione che porta gli individui a beneficiare o meno una politica.

Negli studi controllati randomizzati (v.), sebbene i soggetti siano assegnati in modo casuale al gruppo di trattamento e a quello di controllo, non vi sono garanzie che poi rispettino effettivamente questa regola creando delle situazioni di non-compliance. Può accadere, infatti, che soggetti selezionati per partecipare ad una politica decidano, per vari motivi, di non prendervi più parte (no-show), oppure che soggetti esclusi trovino il modo di ricevere lo stesso trattamento o uno molto simile (cross-over). Una situazione di questo tipo può accadere anche con la discontinuità intorno a una soglia (v.), dove i soggetti ammissibili potrebbero decidere anche in questo caso di non partecipare, mentre è decisamente rara la presenza di cross-over se non per errori di natura amministrativa.

Il problema che si pone in entrambe le casistiche è che la non-compliance mina gli assunti di equivalenza dei gruppi di trattamento e di controllo, in quanto la decisione di non rispettare le regole di assegnazione avviene al di fuori del controllo dei ricercatori e dei policymaker. Un semplice confronto tra trattati e controlli non è più applicabile, in quanto la non-compliance crea una distorsione da selezione (v.). Questa situazione introduce una distinzione tra "assegnazione al trattamento" e "trattamento vero e proprio" che porta ad avere due grandezze stimabili:

1. L'intention-to-treat che stima l'effetto dell'assegnazione al trattamento indipendentemente dalla compliance.

2. Il treatment-on-the-treated che, invece, stima l'effetto del trattamento su coloro che lo hanno effettivamente ricevuto, correggendo per la compliance.

Da un punto di vista di policy, il parametro di maggior interesse è il secondo. Per poterlo stimare si deve far ricorso al metodo delle variabili strumentali (v.) che permette di identificare gli effetti causali in presenza di variabili non osservabili che, nel caso in questione, sono le motivazioni che portano gli individui a non rispettare le regole di assegnazione. Utilizzando il linguaggio proprio delle variabili strumentali (v.), la variabile che identifica il trattamento è la variabile endogena, ovvero quella influenzata dalle variabili non osservabili, mentre la variabile strumentale è l'assegnazione al trattamento che è il fattore esterno, detto anche esogeno, non influenzato dalle variabili non osservabili. L'applicazione del metodo delle variabili strumentali (v.) in questi casi porta ad identificare gli effetti del trattamento solo per coloro che hanno rispettato le regole di assegnazione, ossia i cosiddetti compliers.

Controfattuale

Per controfattuale si intende il valore che la variabile di risultato avrebbe assunto se la politica pubblica di interesse non fosse stata adottata e implementata. Proprio perchè riferito a una situazione che non si è verificata, il controfattuale è inosservabile

Controllo di bilancio

E' la dimensione settoriale del controllo parlamentare preordinata alla valutazione dei risultati conseguiti nell'esecuzione del bilancio. E' in via principale, ma non esclusiva, esercitata in forma successiva, dopo che si è concluso l'esercizio di bilancio. Il suo scopo principale è valutare l'operato del governo sul piano contabile. Talora, i suoi esiti sono utilizzati per influenzare la composizione del bilancio successivo.

Per ulteriori approfondimenti, cfr.: Controllo parlamentare

Controllo parlamentare

E' la funzione con cui il parlamento verifica l'attività svolta da un altro soggetto politico per farne valere la responsabilità istitutionale o diffusa e adottare le misure, dirette o indirette, necessarie al ripristino degli interessi pubblici eventualmente vulnerati.

Nelle democrazie contemporanee, i governi sono sottoposti in modo permanente al controllo parlamentare. Nelle forme di governo presidenziali, come gli Stati Uniti, non solo il capo di governo, ma anche i vertici dei singoli dipartimenti amministrativi sono direttamente responsabili di fronte al parlamento. Di converso, nelle democrazie parlamentari europee, il governo risponde personalmente al parlamento anche dell'operato della pubblica amministrazione.

Il controllo parlamentare è un meccanismo relazionale di tipo politico che può prescindere dal ricorso a strumenti sanzionatori e il cui funzionamento è strettamente legato all'interazione tra il potere esecutivo e il potere legislativo.

Lo schema attuativo del controllo parlamentare si articola infatti in tre fasi fondamentali: la verifica; l'attestazione di responsabilità; il ripristino degli interessi pubblici violati. L'implementazione di queste fasi presuppone: l'identificazione delle sfere di attività governativa da sottoporre a controllo parlamentare; la raccolta e l'analisi di dati empirici che consentano al parlamento di verificare la capacità del governo di realizzare il proprio mandato e di attestarne i risultati conseguiti; la formulazione di un giudizio sull'efficacia ed efficienza dell'azione di governo; la definizione dei seguiti attesi; l'esercizio di una influenza diretta o indiretta sul governo affinché prenda atto degli adattamenti richiesti.

La funzione di controllo è esercitata dai parlamenti attraverso una pluralità di strumenti e procedure dedicati, come le interrogazioni ed interpellanze, le commissioni di inchiesta o le select committees, le indagini conoscitive e le audizioni. Tuttavia, si può sostenere che, specialmente nelle democrazie parlamentari di stampo europeo, la relazione di controllo investa l'intera attività dei parlamenti, interagendo con altre funzioni.

E' infatti possibile evidenziare diverse dimensioni del controllo parlamentare.

Cfr.: Controllo-verifica; Controllo-indirizzo; Controllo di bilancio; Controllo-informazione.

Controllo sintetico

La valutazione degli effetti di un trattamento (come, ad esempio, una politica pubblica) richiede la comparazione dei soggetti esposti al trattamento con altri soggetti di controllo al fine di misurare la differenza nel valore della variabile di outcome oggetto di interesse.

La scelta dei soggetti di controllo rappresenta un aspetto cruciale di tale processo. Idealmente, i soggetti trattati e quelli non trattati dovrebbero avere caratteristiche uguali, altrimenti la differenza nella variabile di outcome potrebbe riflettere semplicemente le differenze strutturali tra i soggetti anziché l'effetto del trattamento.

Il metodo del controllo sintetico consente di costruire un gruppo di comparazione "sintetico", appunto, le cui caratteristiche siano ottenute come media ponderata delle caratteristiche dei soggetti non trattati e in cui i pesi di ponderazione siano scelti in modo tale da riprodurre quanto più fedelmente possibile le caratteristiche dei soggetti trattati prima del trattamento. Il controllo sintetico così costruito potrà pertanto svolgere la funzione di scenario controfattuale.

Il metodo rappresenta una combinazione del metodo di analisi controfattuale dell'abbinamento statistico (matching) e di quello delle differenze nelle differenze (difference in differences). Rispetto a quest'ultimo, il controllo sintetico presenta il vantaggio di rendere la scelta dei pesi esplicita e trasparente.

Poiché consente un approccio sistematico alla selezione dei soggetti di comparazione, il metodo del controllo sintetico è stato efficacemente usato nelle scienze politiche, nella valutazione delle politiche sanitarie, in criminologia e in economia.

Controllo-indirizzo

E' una forma di controllo parlamentare preventivo che precede la formale adozione da parte del governo di una decisione, un'azione, una politica pubblica. I parlamenti controllano le proposte e i testi preliminari del governo per indirizzarne le scelte politiche future ed esercitare un'influenza sulla sfera di azione dell'esecutivo.

Per ulteriori approfondimenti, cfr.: Controllo parlamentare

Controllo-informazione

E' la dimensione del controllo parlamentare che si esercita attraverso i dibattiti pubblici, i resoconti parlamentari ed il rapporto con gli strumenti di informazione. Il suo scopo principale è garantire la trasparenza dell'azione governativa nei confronti dell'opinione pubblica. Si fonda su una combinazione di prerogative parlamentari formali ed informali nel settore dell'informazione e della comunicazione.

Per ulteriori approfondimenti, cfr.: Controllo parlamentare

Controllo-verifica

E' una dimensione del controllo parlamentare che comprende le procedure di controllo successivo attraverso le quali il governo è chiamato a rispondere innanzi al parlamento delle decisioni prese e delle azioni compiute. Può essere accompagnato dall'uso di sanzioni, come il voto di sfiducia. Il suo scopo è fare valere la responsabilità istituzionale del governo nei confronti degli eletti e dell'opinione pubblica.

Per ulteriori approfondimenti, cfr.: Controllo parlamentare

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