E' ripresa in Commissione Lavoro la trattazione del ddl 1507, contenente la delega al Governo per l'emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, discusso congiuntamente all'Atto Senato 1486.
E' stato adottato come testo base il ddl n. 1507 ed è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti (da riferirsi al testo base) per mercoledì 16 maggio alle ore 12.
Nella seduta di giovedì 26 aprile il Presidente Treu ha riferito sulle audizioni svolte presso l'Ufficio di Presidenza, alle quali hanno preso parte i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché una delegazione dell'INAIL. Nel corso delle audizioni, durante le quali si è fatto riferimento anche ai contenuti del disegno di legge in materia di sicurezza del lavoro la cui presentazione è stata preannunciata, sempre nella precedente seduta, dal sen. Sacconi, sono emerse varie indicazioni, nell'ambito di una generale condivisione dell'impostazione del testo elaborato dal Governo e di apprezzamento per l'impegno assunto dalla Commissione di procedere con la necessaria celerità nell'esame del ddl in titolo. In particolare, soprattutto da parte della componente datoriale, è stata segnalata l'esigenza di approfondire le problematiche connesse alla disciplina del regime sanzionatorio, mentre da più parti, e in particolare dalle associazioni dei lavoratori, sono state manifestate perplessità sulla disposizione per la quale dall'esercizio della delega non devono derivare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Interpellati sul numero degli incidenti sul lavoro per comparti produttivi e per aree geografiche, i rappresentanti dell'INAIL si sono inoltre riservati di trasmettere quanto prima alla Commissione i dati statistici in possesso dell'Istituto. Le audizioni hanno offerto pertanto un importante contributo al dibattito, e hanno fornito elementi di riflessione utili anche in relazione all'ipotesi, avanzata da più parti in precedenza, di prevedere che, oltre ai principi di delega, su alcuni specifici aspetti, vengano introdotti nel disegno di legge all'esame disposizioni immediatamente precettive.
L'esame del provvedimento era iniziato con la relazione del sen. Roilo nella seduta del 19 aprile.
In apertura della seduta antimeridiana del 3 maggio il Presidente Marini ha dato lettura della seguente lettera che il giudice costituzionale, professor Vaccarella, ha invitato alle istituzioni, comprese le Camere, secondo una richiesta avanzata nella Conferenza dei Capigruppo:
«La stampa ha dato recentemente notizia di dichiarazioni rese da taluni Ministri della Repubblica, e da un Sottosegretario, dalle quali si evince la considerazione in cui costoro tengono - quale "serva" del potere esecutivo - la Corte costituzionale. Nell'indifferente silenzio delle Istituzioni ed in assenza di qualsiasi smentita - che, per essere credibile, sarebbe dovuta immediatamente intervenire con la nettezza ed il risalto consoni alla inaudita gravità delle dichiarazioni - non posso che rassegnare le mie dimissioni da Giudice costituzionale, a tutela, quanto meno, della mia dignità personale».
Il Presidente del Senato Franco Marini ed il Presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti il 30 aprile avevavno reso noto di avere ricevuto una lettera del giudice costituzionale Romano Vaccarella con la quale venivano comunicate le dimissioni dalla Corte Costituzionale a seguito di recenti articoli di stampa che riportavano dichiarazioni di esponenti politici su un presunto orientamento "anti referendum elettorale" da parte della Corte stessa. Rispondendo alla missiva, i due Presidenti avevano riaffermato la propria «assoluta e ferma convinzione nella totale indipendenza ed autonomia della Consulta», invitando il giudice Vaccarella «a voler desistere dalla sua posizione, continuando a dare alla Corte quel contributo di equilibrio e saggezza che ormai da diversi anni con serenità egli fornisce».
L'Assemblea ha approvato il decreto-legge sui consigli giudiziari (ddl 1449) che passa ora all'esame della Camera dei deputati. Come ha spiegato il relatore Di Lello Finuoli, il provvedimento rinvia di un anno l'elezione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari. «Infatti - ha detto il relatore -, essendo stata modificata la legislazione in tema di composizione dei Consigli giudiziari e a seguito dell'istituzione del Consiglio direttivo della Cassazione, non si è avuto tempo - anche perché questa legge non è ancora in vigore, c'è stata la proroga - e non c'è il tempo materiale per predisporre la normativa relativa alle elezioni e quindi anche tutto il supporto elettorale. Il Governo chiede dunque una proroga, un differimento di 12 mesi».
Via libera anche alla delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca (ddl 1214), e alla rideterminazione del termine di delega per il recepimento delle direttive 2002/15/CE, 2004/25/CE e 2004/39/CE (ddl 1332). Quest'ultimo disegno di legge è finalizzato a riaprire i termini della delega legislativa (contenuta nell'articolo 1 della legge 18 aprile 2005, n. 62 - legge comunitaria 2004), al fine di dare attuazione a tre direttive comunitarie (per le quali il termine di recepimento è già scaduto o è di prossima scadenza) in materia di autotrasporto, di offerte pubbliche di acquisto, e mercati degli strumenti finanziari.
Tutti e tre i testi passano ora all'esame della Camera dei deputati.
La Commissione Ambiente ha svolto le seguenti indagini conoscitive: