DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE N. 1692
Modifiche alla legge 8 aprile 1983, n. 113, in materia di cessione di territori del demanio marittimo al comune di Praia a Mare
ARTICOLI 1 E 2 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE
Art. 1.
1. Alla legge 8 aprile 1983, n. 113, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 3:
1) al primo comma, il numero 1) è sostituito dal seguente:
« 1) vendere a trattativa privata i lotti di terreno di cui alla lettera a) dell'articolo 2 ai singoli occupanti e concessionari, a condizione che sui medesimi, alla data del 1° dicembre 1981, risultino già realizzate, anche se da precedenti occupanti e concessionari, opere stabili e durature e comunque di non facile sgombero, sempre che le opere stesse siano conformi alle prescrizioni dello strumento urbanistico »;
2) dopo il secondo comma è aggiunto, in fine, il seguente:
« Agli atti di trasferimento degli immobili di cui all'articolo 1 della presente legge e al presente articolo si applica l'articolo 3, comma 18, primo periodo, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. I medesimi atti non sono soggetti alle dichiarazioni e agli adempimenti previsti dall'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192. Agli stessi atti non si applicano le disposizioni di legge che comportano la nullità degli atti aventi per oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento della comunione di diritti reali relativi a fabbricati e edifici, o loro parti, quando essi non contengono l'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, ai sensi delle disposizioni vigenti in materia catastale, nonché quando non recano la dichiarazione, da parte dell'alienante, degli estremi della licenza o della concessione a edificare o della concessione rilasciata in sanatoria, o del permesso di costruire o del permesso in sanatoria, ovvero quando agli stessi non è allegata la prova del pagamento della sanzione per il permesso in sanatoria. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche agli atti stipulati anteriormente alla data della sua entrata in vigore, con efficacia a decorrere dalla data della stipula dell'atto di conferma, resa da uno degli intestatari o da una sola delle parti mediante atto successivo, redatto nella stessa forma del precedente. Nell'atto di conferma il soggetto interessato attesta la sussistenza delle condizioni previste dal primo comma. L'atto di conferma, soggetto all'imposta di registro nella misura fissa ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, costituisce atto direttamente conseguente a quello cui si riferisce ai fini dell'applicazione dell'articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 »;
b) all'articolo 5, primo comma, le parole: « venti anni » sono sostituite dalle seguenti: « cinque anni ».
Art. 2.
1. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
INTERROGAZIONI
Interrogazione sulle iniziative di supporto ai territori della Basilicata colpiti dalla crisi del settore automotive
(3-02372) (28 gennaio 2026)
Rosa. - Al Ministro delle imprese e del made in Italy -
Premesso che:
il comparto automotive rappresenta un asse strategico per l'economia lucana e nazionale, con ricadute dirette su occupazione, redditi familiari, competenze tecniche e coesione sociale;
il quadro occupazionale dell'indotto integrato dello stabilimento di Melfi (Potenza) evidenzia profili di emergenza, con criticità che interessano anche aziende fornitrici e subfornitrici della filiera e che richiedono misure di accompagnamento industriale e sociale coerenti con il processo di transizione;
il 13 gennaio 2026, il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato una risoluzione con la quale viene chiesto al Ministero delle imprese e del made in Italy, tra l'altro, di: a) adottare, nell'ambito del tavolo automotive nazionale, con riferimento al sito di Melfi e alla filiera locale, un set minimo di impegni verificabili (indicatori su volumi, tempi di avvio e industrializzazione, fabbisogni occupazionali, standard qualitativi e di fornitura), nel rispetto delle prerogative aziendali e delle sedi negoziali, con l'obiettivo di garantire certezza e programmazione a lavoratori e imprese; includendo, tra gli elementi di verifica, la valutazione dell'impatto dei processi di internalizzazione sulla filiera e l'individuazione di soluzioni industriali strutturali finalizzate alla salvaguardia occupazionale e al reimpiego produttivo, in coerenza con i nuovi assetti industriali del sito di Melfi; b) promuovere l'istruttoria tecnica necessaria per valutare la sussistenza dei presupposti per l'attivazione, in sede europea, di un quadro temporaneo di sostegno ai sensi dell'art. 107, par. 3, lett. b), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che consenta, in presenza di un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, l'adozione di misure utili a sostenere investimenti, riconversioni e stabilità occupazionale nei territori più esposti allo shock industriale,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione, se ritenga opportuno proporre all'azienda, nell'ambito del tavolo automotive nazionale, l'adozione di un set minimo di impegni verificabili e se intenda valutare l'attivazione, in sede europea, di un quadro temporaneo di sostegno.
Interrogazione sull'aggressione avvenuta al liceo scientifico «Righi» di Roma
(3-02245) (11 novembre 2025)
Sensi, D'Elia, Malpezzi, Verini, Rojc, Bazoli, Verducci, Camusso, Rando, Martella, Basso, Irto, Delrio. - Ai Ministri dell'interno e dell'istruzione e del merito -
Premesso che:
nella serata del 3 novembre 2025 gli studenti del liceo scientifico "Righi" di Roma, occupato da diversi giorni, hanno subito un'aggressione di chiaro stampo fascista: circa quindici ragazzi, vestiti di nero e con il casco per coprire il volto, si sono minacciosamente avvicinati ai cancelli dell'istituto scolastico gridando "boia chi molla", "duce, duce" e lanciando bottiglie di vetro;
gli studenti che erano all'interno riuniti in assemblea hanno chiamato la polizia;
all'arrivo delle forze dell'ordine gli aggressori si sono dileguati;
i video di quanto accaduto sono stati riportati da diversi organi di informazione;
l'aggressione è avvenuta dopo giorni di tensione che hanno interessato l'istituto anche a seguito di polemiche sorte a causa della presenza dei portavoce della "Flotilla" a un incontro convocato dalla scuola per parlare del futuro della Palestina;
anche altri istituti occupati nei giorni precedenti sono stati oggetto di aggressioni di matrice fascista;
l'episodio si inserisce in un clima di crescente tensione, dove si moltiplicano gli episodi di violenza da parte di formazioni politiche di estrema destra, che non possono essere sottovalutati dai responsabili dell'ordine pubblico,
si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di tutelare la sicurezza degli studenti e il rispetto della legalità, a partire dal divieto di ogni forma di apologia del fascismo.
Interrogazioni su iniziative contro la diffusione della dermatite nodulare contagiosa dei bovini
(3-02010) (01 luglio 2025)
Bergesio. - Al Ministro della salute -
Premesso che:
la dermatite nodulare contagiosa, malattia virale dei bovini, rappresenta una grave minaccia per la zootecnia e per il patrimonio economico e culturale espresso dalle eccellenze gastronomiche italiane, che sono un valore per il Paese;
la malattia, che deriva dagli insetti ematofagi, non è trasmissibile all'uomo, neppure attraverso il consumo di latte e carne, ma ha ripercussioni gravi per le aziende in termini di perdite economiche, dal calo della produzione di latte fino alla morte degli animali, e richiede quindi misure efficaci e tempestive per prevenirne la diffusione e proteggere gli allevamenti;
la conferma di un focolaio in provincia di Mantova, dopo i casi rilevati in Sardegna, rappresenta un campanello d'allarme che desta preoccupazione negli allevatori, anche per via dell'accertamento di un primo focolaio in Francia, confermato il 29 giugno 2025 in un allevamento bovino della Savoia;
le prescrizioni prevedono sigilli agli allevamenti e zone di rispetto con divieto di movimentazione dei bovini e dei liquami in un raggio di 20 chilometri, e sorveglianza in un raggio di 50 chilometri;
appare fondamentale adottare protocolli mirati e scientificamente fondati per la gestione delle emergenze sanitarie nel settore zootecnico, che permettano di distinguere con maggiore precisione gli animali effettivamente a rischio da quelli che, pur trovandosi in aree colpite, non sono portatori di infezioni e di intervenire in modo efficace con abbattimenti mirati, ricorrendo anche all'uso immediato della vaccinazione;
la zootecnia è il motore trainante della nostra economia agricola e ha un patrimonio genetico, frutto di decenni di selezione, che non può assolutamente essere compromesso dal manifestarsi di simili epidemie,
si chiede di sapere:
quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per sostenere gli allevatori colpiti dall'epidemia e se non ritenga fondamentale iniziare da subito una campagna di vaccinazione nazionale, al fine di evitare qualsiasi rischio, anche riguardo al futuro;
se non ritenga urgente adottare specifici protocolli per la corretta gestione degli abbattimenti, al fine di proteggere il patrimonio zootecnico nazionale e di garantire un futuro più resiliente e sostenibile per il settore;
quale sia l'orientamento in merito all'adozione di opportune misure di aggiornamento delle linee guida nazionali per la gestione delle emergenze sanitarie nel settore zootecnico.
(3-02440) (04 marzo 2026) (già 4-02224) (08 luglio 2025)
Nocco. - Ai Ministri della salute e dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -
Premesso che:
il 21 giugno 2025, si è registrato un caso di un bovino positivo alla dermatite nodulare contagiosa nota come "lumpy skin disease" (LSD) nel comune di Orani (Nuoro) in Sardegna, che ha avuto movimentazione in uscita verso la Lombardia; oggi i focolai esistenti sull'isola risultano essere cinque;
il 25 giugno, il centro di referenza nazionale ha rilevato un caso di positività in un allevamento di bovini da carne del comune di Porto mantovano (Mantova); sono state attivate immediatamente tutte le misure previste dalle norme vigenti con istituzione della zona di protezione (con un raggio di 20 chilometri) e della zona di sorveglianza (raggio di 50 chilometri) per almeno 45 giorni dal completamento delle operazioni preliminari di pulizia e disinfezione nell'azienda infetta. Come stabilito dal Ministero della salute, ferma restando l'applicazione delle misure previste dal capo II, sezione 2 e 3, del regolamento (UE) 2020/687, è vietata la movimentazione di bovini presenti negli stabilimenti situati nelle zone di protezione e sorveglianza;
la malattia colpisce bovini e bufali, ma non è una zoonosi trasmissibile all'uomo, né attraverso il consumo di latte, né di carne; è tra le malattie contagiose di categoria A (normalmente non presenti in UE) e richiede eradicazione immediata; si trasmette principalmente attraverso vettori artropodi come mosche, zanzare e zecche e, in modo minore, per contatto diretto tra animali; ancor meno rilevante è il contatto con mezzi di trasporto o strumenti contaminati;
con la circolare del 24 giugno, il Ministero della salute afferma che è "in corso di preparazione con la Commissione europea una missione del team EUVET per il necessario approfondimento e supporto alle autorità centrali, regionali e locali nella valutazione delle misure più idonee a limitare la ulteriore diffusione della malattia in ambito regionale, nazionale e unionale. È altresì in fase di valutazione e discussione il ricorso alla vaccinazione";
è noto, infatti, che il Ministero della salute si stia già adoperando per un piano vaccinale, mentre la Regione Sardegna ha dichiarato di essere in attesa di 300.000 dosi di vaccino dal Sudafrica;
come illustrato dall'EFSA, la vaccinazione è l'unica modalità risolutiva per contrastare la diffusione della malattia; tramite la vaccinazione, infatti, si è passati da 7.438 focolai notificati nel 2016 a 385 nel 2017;
la vaccinazione, ovviamente, è uno strumento preventivo e la sua efficacia aumenta se effettuata prima che il virus entri in un allevamento o in una regione; per essere efficace deve essere periodica, deve raggiungere una copertura pari all'80 per cento, gli animali devono essere vaccinati prima di essere introdotti in aziende, i vitelli nati da madri vaccinate o infette devono essere vaccinati a 3-4 mesi d'età mentre quelli nati da madri non infette o non vaccinate possono essere vaccinati a qualsiasi età e, infine, i bufali domestici devono essere vaccinati;
non è facile diagnosticare in campo la malattia così precocemente da applicare con successo lo stamping out come misura unica di controllo; le lesioni cutanee contengono concentrazioni virali talmente elevate da contaminare rapidamente i vettori, che quindi trasmettono e diffondono l'infezione; c'è un periodo finestra di 1-5 giorni tra l'infezione e la viremia durante il quale non è possibile rilevare gli animali infetti; un terzo degli infetti non ha sintomi clinici, ma è infettante; non è facile riconoscere le forme lievi della malattia; i focolai generalmente riprendono in primavera quando le lesioni possono essere nascoste dal manto più lungo e folto del periodo invernale;
nel "piano di gestione dei rischi in agricoltura 2025" del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, tra le malattie assicurabili non è presente la LSD; gli unici ristori previsti per le imprese sono quelli a carico del Ministero della salute in funzione delle tabelle ISMEA per gli abbattimenti,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo intendano promuovere un confronto con le compagnie assicurative per definire strumenti idonei a tutelare gli allevatori dalle conseguenze di eventuali epidemie di dermatite nodulare contagiosa, estendendo tale iniziativa anche ad altre patologie attualmente non incluse nelle coperture esistenti;
se intendano avviare una campagna capillare, massiccia e tempestiva di vaccinazione prevedendo un adeguato stanziamento di risorse a copertura dei costi per le imprese, con una particolare attenzione nei confronti di chi stipulerà polizze assicurative;
se si intenda procedere con un confronto tecnico volto a comprendere come meglio difendere gli allevamenti nazionali dall'arrivo di patologie esotiche attraverso disposizioni sinora non attivate o attraverso maggiori controlli alle importazioni, soprattutto da Paesi terzi.
Interrogazioni sulle misure per contenere l'epidemia della malattia della lingua blu negli allevamenti
(3-02025) (03 luglio 2025)
Fina, Franceschelli. - Al Ministro della salute -
Premesso che:
la "blue tongue", malattia trasmessa da insetti vettori (Culicoides), non è pericolosa per l'uomo né per i prodotti derivati, ma provoca alta mortalità tra i piccoli ruminanti colpiti e forti perdite economiche per le attività di allevamento degli ovini e dei caprini;
il comparto ovicaprino abruzzese conta oltre 200.000 capi e rappresenta un importante patrimonio economico, sociale e gastronomico per il territorio regionale;
il mancato avvio dei piani vaccinali preventivi, che avrebbero dovuto partire in autunno, ha lasciato il settore scoperto, amplificando la diffusione del virus in Abruzzo, in particolare nella provincia de L'Aquila, dove si registra da giorni una recrudescenza della "blue tongue" con il virus accertato in 6 focolai su 59 controllati dalla ASL de L'Aquila, come riportato da diverse fonti di stampa;
il direttore del dipartimento prevenzione della ASL de L'Aquila, Massimo Ciuffetelli, ha dichiarato che sono in corso circa 30 controlli al giorno nel comprensorio aquilano, includendo prelievi, isolamento e monitoraggio fino a un raggio di 4 chilometri da ogni focolaio; la diffusione della malattia, che ha già provocato l'abbattimento di un numero considerevole di capi, sta determinando gravi conseguenze sulle attività di allevamento e di commercializzazione dei prodotti;
gli allevatori denunciano una "emergenza annunciata", dovuta a protocolli considerati obsoleti, carenze nei piani vaccinali, insufficiente assistenza sul campo e più in generale ritardi nei risarcimenti;
le associazioni di categoria del territorio come CIA, Coldiretti e Confagricoltura sollecitano interventi urgenti: vaccinazioni, sostegni economici, campagne di disinfestazione e snellimento delle procedure sanitarie;
ben 27 sindaci del territorio marsicano hanno sottoscritto un documento destinato alla Regione Abruzzo e alla ASL 1 de L'Aquila per richiedere il riconoscimento immediato dello stato di emergenza per i comuni colpiti, l'attivazione di misure straordinarie per il ristoro dei danni subiti dalle attività economiche e dalle imprese zootecniche, il rafforzamento delle azioni sanitarie di prevenzione, contenimento e sorveglianza epidemiologica, nonché l'istituzione di un tavolo di crisi permanente con tutte le parti coinvolte,
si chiede di sapere:
quali misure urgenti di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di contenere la diffusione dell'epidemia;
se intenda attivare immediatamente un piano vaccinale gratuito per gli ovini nelle zone interessate, in particolare L'Aquila e Teramo;
se sia stato previsto uno stanziamento di risorse adeguato all'erogazione di indennizzi strutturati e rapidi agli allevatori colpiti, nonché se si intenda predisporre misure di semplificazione amministrativa e sburocratizzazione dei procedimenti;
se, e in quali tempi, si intenda convocare un tavolo di crisi che riunisca Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Ministero della salute e rappresentanze regionali per coordinare politiche sanitarie e zootecniche necessarie ad affrontare l'emergenza che ha colpito il territorio abruzzese.
(3-02433) (03 marzo 2026) (già 4-02163) (11 giugno 2025)
Bergesio. - Al Ministro della salute -
Premesso che:
con la determinazione dirigenziale pubblicata il 14 agosto 2024 la Regione Piemonte ha confermato la presenza di numerosi focolai clinici di "blue tongue", soprattutto negli allevamenti ovicaprini, ma anche in quelli bovini cuneesi e piemontesi, che hanno già causato la morte di un migliaio di ovini, con notevoli danni economici alle imprese;
la diffusione del virus rappresenta una grave minaccia per la zootecnia, già duramente colpita dalle gravi conseguenze del virus della peste suina africana, ancora presente sul territorio, nonostante le notevoli misure di contenimento adottate al livello nazionale e regionale;
l'aumento dei casi accresce la preoccupazione degli allevatori, anche alla luce del fatto che con il finire della stagione estiva le greggi e le mandrie scenderanno dagli alpeggi;
nel territorio piemontese sono coinvolti oltre 150.000 capi ovicaprini e più di 3.600 aziende, di cui oltre 100.000 capi e 2.500 aziende nella provincia di Cuneo;
nonostante l'impegno fino ad oggi dimostrato da tutti i soggetti coinvolti, con la diffusione dei casi divengono urgenti ulteriori interventi a garanzia della continuità operativa degli allevamenti;
la vaccinazione rimane la misura più efficace per fermare il contagio; è su base volontaria ma fortemente raccomandata. Sarebbe pertanto necessario accelerare la disponibilità di ulteriori dosi di vaccino sul territorio per la popolazione ovicaprina e bovina;
con nota del 5 settembre 2024, il Ministero della salute, alla luce delle poche scorte disponibili sul territorio nazionale, ha invitato la Regione Sardegna, a seguito di opportuna rendicontazione, a valutare la possibilità di prestare quota parte delle proprie giacenze alle Regioni che ne risultino prive e ne facciano eventualmente richiesta,
si chiede di sapere:
quale sia l'attuale disponibilità di vaccini contro il virus della "blue tongue" e se il Ministro in indirizzo non ritenga di favorire una campagna di sensibilizzazione sul ricorso alla vaccinazione, mettendo in atto tutte le misure necessarie, anche di carattere economico, per accelerare la disponibilità di ulteriori dosi di vaccino;
se non intenda intraprendere nell'immediato un'azione di moral suasion nei confronti della Regione Sardegna per evitare sprechi e ottimizzare i tempi di esecuzione delle vaccinazioni su tutto il territorio nazionale.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO
Interrogazione sulle misure per fronteggiare la crisi abitativa
(3-02438) (04 marzo 2026)
Paita, Renzi, Fregolent, Enrico Borghi, Furlan, Musolino, Sbrollini, Scalfarotto. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti -
Premesso che:
con la legge di bilancio per il 2016, il Governo pro tempore Renzi aveva predisposto il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia;
detto programma ha previsto lo stanziamento di 2.100 milioni di euro a favore dei Comuni capoluogo di provincia e le Città metropolitane, per consentire loro di attuare progetti legati alla riqualificazione urbana, al miglioramento della sicurezza e del decoro cittadino, al potenziamento dei collegamenti tra centro e periferia e alla realizzazione di progetti per l'inclusione dei cittadini;
il Paese sta vivendo una profonda crisi abitativa, dove circa 1,5 milioni di famiglie vive in condizioni di grave disagio abitativo, a causa dei bassi redditi e del persistente aumento dei canoni d'affitto: in particolare, ad esserne colpiti sono i giovani lavoratori, i quali sono costretti a ritardare la propria indipendenza abitativa e personale a causa dell'impossibilità di mantenere in autonomia una propria abitazione;
i dati Eurostat dimostrano come l'Italia sia il secondo Paese europeo per numero di giovani tra i 20 e i 29 anni che vivono ancora a casa coi genitori: sono il 79 per cento, contro la media europea del 54 per cento;
lo scorso agosto la Presidente del Consiglio dei ministri aveva annunciato l'imminente adozione di un "piano casa", tramite un investimento decennale di 15 miliardi di euro: a distanza di più di sei mesi, il suddetto piano non risulta in alcun modo realizzato, né elaborato;
la noncuranza del Governo dinanzi all'emergenza abitativa è testimoniata, altresì, dalle scarne risorse economiche messe a disposizione per combattere la crisi abitativa: nell'ultima legge di bilancio, infatti, sono stati stanziati esclusivamente 50 milioni per l'anno 2027 e 50 milioni per l'anno 2028, non prevedendo quindi risorse per l'anno 2026, mentre nella legge di bilancio per il 2025 le risorse stanziate saranno disponibili a partire dall'anno 2028, a testimonianza del poco interesse del Governo nel fornire ai cittadini soluzioni nell'immediato;
la crisi abitativa, purtroppo, sta assumendo altresì connotati sempre più tragici: nel solo 2026 si sono verificati due tragici suicidi legati agli sfratti per morosità, l'ultimo in ordine di tempo nei giorni scorsi in provincia di Mantova,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché sia disposto, nell'immediato, un "piano casa" volto ad affrontare la crisi abitativa che sta colpendo il nostro Paese, dove milioni di famiglie e giovani, a causa dei bassi redditi e dell'aumento dei costi degli affitti, risultano essere in profonda difficoltà nel mantenere la propria autonomia abitativa.
Interrogazione sulle nuove procedure previste dal Governo per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina
(3-02439) (04 marzo 2026)
Nicita, Boccia, Irto, Rando. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti -
Premesso che:
in data 5 febbraio 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato, fra gli altri provvedimenti, il decreto-legge recante "Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni", che a distanza di un mese non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e dunque non presentato per l'esame del Parlamento;
secondo quanto annunciato nel comunicato della Presidenza del Consiglio dei ministri, "è volto a garantire il tempestivo completamento dell'iter approvativo del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, assicurando il coordinamento delle amministrazioni competenti e disciplinando gli adempimenti istruttori, l'aggiornamento del piano economico-finanziario, l'acquisizione dei pareri e la predisposizione di una nuova delibera del CIPESS". Secondo il comunicato, sarebbe disciplinato anche il completamento delle procedure ambientali e il dialogo con la Commissione europea;
il testo del decreto-legge è frutto di un percorso travagliato, iniziato ben prima della data di approvazione in Consiglio dei ministri. Da notizie di stampa emerge in tutta evidenza che il Governo è stato costretto a correggere varie disposizioni previste nelle prime stesure, fra cui quelle che prevedevano ulteriori limitazioni ai compiti propri della magistratura contabile e la nomina dell'amministratore delegato della società Stretto di Messina quale commissario straordinario per l'opera;
nel nuovo iter approvativo non sarebbero stati inclusi l'indizione di una nuova gara per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria e gli altri adempimenti richiesti dalla Corte dei conti;
nel testo, secondo quanto riportato anche da diverse fonti di stampa, il nuovo iter approvativo dell'opera prevedrebbe il termine del 31 maggio 2026 per l'adozione e la trasmissione della delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile e il termine del 1° luglio 2026 per l'invio alla Corte dei conti del decreto di assenso all'atto aggiuntivo insieme all'accordo di programma;
appare evidente che le risorse finanziarie impegnate nell'anno 2026 per l'opera di collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia, in ragione dei ritardi cumulati per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento, e anche ove fossero rispettate le tempistiche, non potranno essere spese nei restanti ultimi 4 mesi del corrente anno, generando già oggi la verosimile previsione di emersione di un residuo non speso, come già d'altra parte avvenuto nell'anno 2025,
si chiede di sapere:
quali siano le ragioni che hanno finora impedito la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge recante "Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni" e quali siano i tempi previsti per la sua pubblicazione,
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno includere nel testo del decreto-legge l'indizione di una nuova gara per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, anche per evitare procedure antitrust, anche con riferimento alla disciplina degli aiuti di Stato, nonché tutti gli altri adempimenti richiesti dalla Corte dei conti;
se non ritenga necessario, alla luce del cronoprogramma previsto dal decreto-legge, procedere a una riprogrammazione formale delle risorse finanziarie previste, utilizzando le somme rese disponibili per completare investimenti infrastrutturali in Sicilia, in Calabria e in Sardegna, a partire da quelli più urgenti a seguito dei danneggiamenti recentemente subiti a causa del "ciclone Harry";
quali iniziative intenda assumere al fine di garantire la coerenza tra i tempi amministrativi, la copertura finanziaria e la programmazione pluriennale delle risorse previste per l'opera e per scongiurare il rischio di profili di inefficienza nella gestione della spesa pubblica, come evidenziato dalla stessa Corte dei conti.
Interrogazione sulla dotazione di strumenti per l'autodifesa degli agenti venatori in provincia di Bolzano
(3-02431) (03 marzo 2026) (già 4-02511) (11 novembre 2025)
Durnwalder. - Al Ministro dell'interno -
Premesso che:
l'articolo 17-bis, comma 2, del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, ha previsto per i Corpi forestali della regione Friuli-Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e di Bolzano la facoltà di dotare il proprio personale di strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di capsaicina;
tali strumenti possono essere portati senza licenza durante il servizio e non possono essere impiegati contro persone;
l'articolo 13, comma 3, della legge 12 settembre 2025, n. 131, ha integrato la citata disposizione di cui all'articolo 17-bis, comma 2, estendendo ai Corpi della Polizia locale e della protezione civile, operanti nella regione Friuli-Venezia Giulia e nelle province autonome di Trento e Bolzano, la facoltà di dotare il proprio personale di nebulizzatori a base di capsaicina;
considerato che:
l'art. 32, comma 5, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 17 luglio 1987, n. 14, dispone letteralmente che: "Gli agenti venatori addetti alla vigilanza sull'osservanza delle norme vigenti in materia di caccia ai sensi del comma 1 rivestono la qualifica di agenti di polizia giudiziaria nell'esercizio dei compiti di cui all'art. 28 della legge 11 febbraio 1992, n. 157";
l'articolo 32, comma 1, dispone testualmente che: "Gli agenti incaricati della vigilanza venatoria possono, nell'esercizio delle loro funzioni, fermare qualsiasi persona trovata in possesso di armi od arnesi atti alla caccia di fauna selvatica viva o morta o in esercizio o in attitudine di caccia, accertarne l'identità e chiedere l'esibizione della licenza, dell'attestato di pagamento della tassa di concessione governativa, dei permessi di caccia e della polizza di assicurazione";
da tale disposizione si evince che gli agenti incaricati della vigilanza venatoria esercitano funzioni di Polizia locale, in quanto dotati di poteri di accertamento, identificazione e controllo analoghi a quelli riconosciuti agli appartenenti ai Corpi di Polizia locale;
inoltre, gli agenti incaricati della vigilanza venatoria per la loro presenza quotidiana nei boschi sono maggiormente esposti a possibili attacchi di orsi,
si chiede di sapere se, alla luce del combinato disposto delle norme statali richiamate, la facoltà di dotare il personale di strumenti di autodifesa a base di capsaicina possa estendersi anche agli agenti venatori della Provincia autonoma di Bolzano.
Interrogazione sui dati aggiornati in materia di sicurezza e ordine pubblico
(3-02434) (04 marzo 2026)
Gasparri, Ternullo, Damiani, De Rosa, Fazzone, Galliani, Lotito, Occhiuto, Paroli, Ronzulli, Rosso, Silvestro, Trevisi, Zanettin. - Al Ministro dell'interno -
Premesso che:
secondo l'ultimo dossier del Viminale su sicurezza e ordine pubblico, si evidenzia un calo dei reati rispetto all'analogo periodo precedente;
in particolare si segnala una diminuzione dei furti, delle rapine, delle violenze sessuali;
allo stesso tempo sono aumentati i controlli nelle stazioni ferroviarie, con milioni di persone controllate, con un incremento delle persone denunziate e di quelle sanzionate; il maggiore presidio ha portato a una diminuzione, nelle stazioni, dei furti, delle rapine e dei danneggiamenti;
si è proceduto a quasi 38.000 nuove assunzioni nelle forze dell'ordine rispetto all'ottobre 2022, segnando oltre 4.000 unità in più rispetto al turnover; ora si stanno ultimando le nuove assunzioni già attese e si prevedono quasi 24.000 ulteriori assunzioni nel biennio 2026-2027;
nei confronti della criminalità organizzata sono aumentati i sequestri e le confische di beni, poi restituiti alla collettività;
sono diminuiti gli sbarchi di irregolari ed è aumentato il controllo dell'immigrazione, che ha portato a un incremento dei rimpatri assistiti, aumentati nel 2025 rispetto al 2023 e a una più puntuale programmazione degli ingressi dei lavoratori non comunitari,
si chiede di sapere quale sia il quadro reale ed aggiornato del controllo dell'ordine pubblico, anche con riferimento alla programmazione delle assunzioni e formazione di nuovo personale delle forze dell'ordine operato negli ultimi anni, posto che taluni organi di informazione affidano ai sondaggi, e non ai numeri reali, ricostruzioni secondo gli interroganti parziali e fuorvianti sull'attività di contrasto alla delittuosità in Italia e alla percezione di sicurezza dei cittadini italiani.
Interrogazione sui recenti episodi di violenza accaduti nelle "zone rosse" di Roma e Palermo
(3-02437) (04 marzo 2026)
Pirondini, Damante, Sabrina Licheri, Lopreiato, Bevilacqua. - Al Ministro dell'interno -
Premesso che:
il Ministro in indirizzo, nell'ottobre 2023, ha emanato una direttiva per l'istituzione delle "zone rosse" nelle grandi città, finalizzata a innalzare i livelli di sicurezza urbana e prevenire fenomeni di degrado e violenza in aree particolarmente sensibili quali stazioni ferroviarie, quartieri della movida e zone centrali ad alta densità abitativa e commerciale;
in più occasioni pubbliche, il Ministro ha definito il bilancio dello strumento come positivo, sottolineando l'elevato numero di controlli effettuati dalle forze dell'ordine e preannunciando l'intenzione di renderlo stabile tramite apposita previsione normativa, al fine di rispondere in maniera strutturale alla crescente domanda di sicurezza espressa dai cittadini;
nonostante tali rassicurazioni e l'istituzione di aree sottoposte a vigilanza straordinaria, le cronache locali continuano a registrare episodi di gravissima violenza proprio nel cuore di queste zone, sollevando fondati dubbi sulla reale efficacia delle misure adottate e, ancor più, sulla capacità operativa delle forze di polizia, sempre più provate da carenze organiche ormai divenute strutturali e in costante peggioramento;
ad esempio, fonti di stampa riportano che a Roma, nell'area della stazione Termini, uno dei principali e primi luoghi interessati dalla zona rossa, si sono verificati nei mesi episodi di una violenza inaudita: nel novembre 2025, un giovane di 25 anni è stato accoltellato e ridotto in fin di vita all'angolo tra via Giolitti e via Manin, aggredito da tre coetanei con un oggetto appuntito e abbandonato a terra, che è stato salvato solo per il passaggio casuale di un'ambulanza, con gli aggressori successivamente fermati con l'accusa di tentato omicidio; nel gennaio 2026, la stessa area è stata teatro di una vera e propria escalation di violenza, con il brutale pestaggio di un funzionario del Ministero delle imprese e del made in Italy da parte di un gruppo di circa 7 o 8 persone in via Giolitti, che lo hanno colpito ripetutamente, causandogli gravissime ferite; nella medesima serata, un rider trentacinquenne è stato aggredito, rapinato e colpito con spray al peperoncino mentre cercava di recuperare la bicicletta da lavoro rubata, e ha raccontato poi alla stampa di aver temuto per la propria vita per una consegna del valore di pochi euro. Le successive indagini hanno portato al fermo di ulteriori responsabili, facendo salire a 6 il numero degli arresti per il solo pestaggio del funzionario, a testimonianza della pericolosità e della capacità di azione di gruppi che agiscono indisturbati nell'area;
sempre fonti di stampa indicano come a Palermo la situazione non appaia meno preoccupante, con episodi di violenza che si consumano nonostante l'istituzione di analoghe misure restrittive: a ottobre 2025, nella zona della movida di via Chiavettieri, un trentacinquenne è stato accoltellato con due fendenti al termine di una lite, in un'area già segnata da precedenti episodi di sangue, nonostante la zona rossa fosse stata istituita proprio a seguito dell'omicidio di un giovane avvenuto nei mesi precedenti; nel febbraio 2026, una donna di 56 anni è stata accoltellata alla schiena in via Libertà, nel pieno centro cittadino, da uno sconosciuto che ha giustificato il gesto con il mancato ricambio di uno sguardo, dichiarando di essere in cura per problemi psichiatrici e di non aver assunto i farmaci nei giorni precedenti;
questi fatti di cronaca, per quanto allarmanti, rappresentano il sintomo di un problema strutturale più profondo, più volte denunciato dai rappresentanti delle forze di polizia e che i documenti ufficiali del Ministero dell'interno confermano in modo inequivocabile, evidenziando una drammatica e progressiva riduzione degli organici della Polizia di Stato;
infatti, dall'analisi dei piani integrati di attività e organizzazione del Ministero, in particolare dell'allegato 4 "pianificazione strategica del personale della Polizia di Stato", emerge un trend in costante peggioramento: al 31 dicembre 2023, la carenza organica complessiva ammontava a 10.271 unità, pari al 9 per cento della dotazione prevista; al 31 dicembre 2024, il deficit era già salito a 11.340 unità, raggiungendo il 10 per cento dell'organico; al 31 dicembre 2025, la forza effettiva è ulteriormente crollata a 96.186 unità. Tuttavia, l'allegato, per la prima volta, non riporta a quanto ammonti il deficit rispetto alla dotazione prevista. Tuttavia, prendendo come base il valore dell'anno precedente, pari a 109.271 unità prevista dalla legge, si giunge a una carenza effettiva che supera ormai le 13.000 unità;
si tratta di un trend in costante peggioramento, che vede assottigliarsi pericolosamente il numero di donne e uomini in divisa che quotidianamente dovrebbero presidiare il territorio, minando qualsiasi seria azione di prevenzione e controllo e rendendo vani gli annunci e le direttive ministeriali;
mentre il Governo annuncia zone rosse e inasprimenti sanzionatori, la realtà dei fatti dimostra che le forze di polizia sono sempre meno numerose e sempre più provate, con il paradosso che proprio nelle aree dichiarate a più alta intensità di controllo si consumano i reati più violenti, in una sorta di "terra di nessuno" dove l'illegalità sembra poter agire indisturbata;
alla luce di tali considerazioni, appare evidente la contraddizione tra la propaganda di un Governo che si dichiara attento alla sicurezza e la drammatica realtà delle cronache quotidiane e dei dati ufficiali sulle carenze di organico,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga che la sequenza di gravissimi episodi di violenza registrati nelle zone rosse di Roma e Palermo, con accoltellamenti, pestaggi e rapine, smentisca di fatto il bilancio positivo più volte vantato e dimostri l'inadeguatezza delle sole misure emergenziali, in assenza di un adeguato presidio territoriale garantito da un numero sufficiente di operatori;
come valuti il dato drammatico e crescente delle carenze organiche della Polizia di Stato, che in soli due anni hanno visto aumentare il vuoto di personale di oltre 3.000 unità, passando da 10.271 a oltre 13.000 agenti mancanti, e quali iniziative urgenti intenda adottare per invertire immediatamente questa tendenza, incrementando in modo significativo le immissioni in ruolo e ripianando le gravissime carenze che impediscono alle forze di polizia di garantire quella sicurezza che i fatti di cronaca dimostrano essere sempre più a rischio.
Interrogazione sui risultati raggiunti nel controllo del territorio e nella sicurezza pubblica
(3-02435) (04 marzo 2026)
Claudio Borghi, Romeo, Cantù. - Al Ministro dell'interno -
Premesso che:
i dati relativi alla delittuosità in Italia costituiscono un parametro importante per valutare le azioni del Governo in tema di sicurezza;
il Governo ha, sin dal suo insediamento, improntato un'efficace strategia sia sul piano normativo che operativo, che sta restituendo notevoli risultati anche grazie all'istituzione delle cosiddette zone rosse in molte città e alle operazioni ad alto impatto;
con il recente decreto-legge n. 23 del 2026, il Governo ha scelto di rendere permanente la possibilità di istituire zone rosse cittadine, al fine di prevenire e contrastare fenomeni di illegalità nei contesti con particolare afflusso di persone e di rafforzare gli strumenti per garantire più sicurezza;
parallelamente, sta proseguendo il programma di potenziamento degli organici delle forze di polizia,
si chiede di sapere quali siano i dati in possesso del Ministro in indirizzo sulla delittuosità, quali risultati siano stati raggiunti nelle attività di controllo in ambito urbano e quali ulteriori iniziative, anche in materia di assunzioni delle forze dell'ordine, intenda promuovere in materia di sicurezza.
Interrogazione sulle politiche di contrasto all'immigrazione illegale
(3-02436) (04 marzo 2026)
Malan, Balboni, Lisei, Della Porta, De Priamo, Spinelli. - Al Ministro dell'interno -
Premesso che:
il 10 febbraio 2026 il Parlamento europeo ha approvato due nuovi regolamenti in materia migratoria, che modificano le procedure d'asilo comunitarie, prevedendo l'istituzione di una lista UE di "Paesi di origine sicuri" e nuove regole per definire i "Paesi terzi sicuri";
il nuovo elenco comune della UE dei Paesi di origine sicuri e il concetto riveduto di Paese terzo sicuro favoriranno procedure di asilo più rapide e coerenti e consentiranno di accelerare l'esame delle domande di asilo presentate alla frontiera;
queste misure contribuiscono alla concretizzazione del patto sulla migrazione e l'asilo e segnano un passo concreto verso la sua attuazione;
martedì 24 febbraio, si è tenuto, a Roma, presso il Ministero dell'interno, il quadrilaterale con gli omologhi ministri di Grecia, Spagna e Pakistan con l'obiettivo di condividere esperienze concrete in materia migratoria e rafforzare la cooperazione anche con i Paesi di origine;
il Ministro in indirizzo ha dichiarato come l'impegno del Governo pakistano su questi obiettivi, caratterizzato da un approccio di "tolleranza zero" verso l'immigrazione illegale, abbia dimostrato che questo modello di cooperazione funziona e possa essere replicato con successo anche con altri Stati terzi chiave,
si chiede di sapere quali iniziative concrete il Governo abbia adottato in materia di contrasto all'immigrazione irregolare e quali risultati abbia raggiunto anche sul fronte del rimpatrio dei soggetti che non hanno diritto a rimanere sul territorio italiano.