Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 296 del 22/10/2025
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NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL PROGETTO DI ATTO LEGISLATIVO DELL'UNIONE EUROPEA
N. COM (2025) 418 DEFINITIVO
La 4a Commissione permanente,
esaminata la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/37/CE per quanto riguarda l'aggiunta di sostanze e la fissazione di valori limite negli allegati I, III e III bis (COM(2025) 418), che mira a garantire la protezione dei lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni sul luogo di lavoro, anche con riferimento alle sostanze tossiche per la riproduzione durante il lavoro;
sottolineata l'importanza della proposta che rappresenta la sesta revisione della direttiva 2004/37/CE (cosiddetta "CMRD": Carcinogens, Mutagens and Reprotoxic substances Directive) sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti cancerogeni o mutageni sul lavoro e propone valori limite e osservazioni pertinenti per il cobalto e i suoi composti inorganici, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e l'1,4-diossano; include anche i fumi di saldatura all' "Elenco di sostanze, miscele e procedimenti", di cui all'allegato I della CMRD;
richiamato quanto espresso nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la proposta (SWD (2025) 193), secondo cui, per quanto concerne i lavoratori, i valori limite e le osservazioni proposte relative alle quattro sostanze dovrebbero prevenire circa 1.700 casi di cancro ai polmoni e 19.000 casi non oncologici nell'arco dei prossimi 40 anni, generando un risparmio fino a 1,16 miliardi di euro in termini di prevenzione di queste malattie. Le opzioni prescelte comporterebbero, inoltre, vantaggi per le imprese in termini di riduzione dell'assenteismo, delle perdite di produttività e delle indennità assicurative per circa 7 milioni di euro nei prossimi 40 anni. Inoltre, ne beneficerebbero anche le autorità pubbliche in termini di risparmi sui costi connessi alla spesa sanitaria, pari a 26,65 milioni di euro e di costi evitati per l'istituzione di valori limite secondo le procedure nazionali, che ammonterebbero fino a 3,75 milioni di euro;
valutate le indicazioni contenute nei documenti trasmessi dalle associazioni di categoria e dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL);
considerata la relazione del Governo, trasmessa ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge n. 234 del 2012;
ritiene che la base giuridica della proposta sia correttamente individuata nell'articolo 153, paragrafo 2, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE);
ritiene che la proposta rispetti il principio di sussidiarietà, ma sia suscettibile di miglioramenti per renderla maggiormente conforme al principio di proporzionalità, come di seguito evidenziato:
- per quanto riguarda il cobalto e i suoi composti inorganici, si evidenzia che un Valore Limite di Esposizione Professionale (Occupational Exposure Limit, OEL) di 20 μg Co/m3 è già molto rigoroso. Qualsiasi OEL inferiore, a prescindere dal periodo di transizione, potrebbe comportare oneri sproporzionati per le imprese. Tenendo conto di ciò, potrebbe, ad esempio, adottarsi il valore limite di 20 μg Co/m3 per la frazione inalabile e di 4,2 μg Co/m3 per la frazione respirabile, anche senza prevedere periodi di transizione con nuovi limiti più bassi. Inoltre, la valutazione d'impatto dell'OEL proposto di 10 μg Co/m3, dopo il periodo di transizione di sei anni, non appare sufficientemente dettagliata e specifica;
- relativamente all'introduzione di un OEL per gli idrocarburi policiclici aromatici, si valuta che anche in questo caso l'impatto economico sarebbe significativo, con oneri sproporzionati per le imprese. In particolare, la proposta prevede un periodo transitorio per alcuni settori che, tuttavia, sarebbe opportuno estendere a tutti, poiché anche i comparti non inclusi avrebbero le medesime difficoltà a implementare i più rigorosi limiti proposti dalla direttiva e necessiterebbero di un congruo periodo transitorio (ad esempio, il settore edile, con particolare riferimento ai lavori di asfaltatura e impermeabilizzazione). A tal fine, sarebbe opportuno prevedere tempistiche di attuazione congrue e realistiche, che consentano una adeguata programmazione degli interventi necessari e il sostegno agli investimenti richiesti per l'adeguamento dei processi produttivi, senza compromettere la continuità delle attività. Tali tempistiche sarebbero importanti per alcuni settori ove gli IPA sono presenti in molti dei materiali più utilizzati. Per quanto esposto si ritiene necessaria la previsione di una disciplina transitoria coerente con le peculiarità tecnico-operative dei diversi comparti coinvolti nella proposta in esame;
- in relazione ai fumi di saldatura la proposta non fornisce i chiarimenti necessari per l'individuazione delle sostanze interessate dall'allegato I (che si riferisce ai soli agenti cancerogeni e mutageni), considerando che, invece, le disposizioni per le sostanze tossiche per la riproduzione non sono le stesse che per gli agenti cancerogeni o mutageni. Si ritiene, quindi, opportuno che nella proposta vengano inseriti gli opportuni chiarimenti al riguardo;
- per quanto riguarda i costi totali stimati per le imprese derivanti dalle opzioni prescelte, il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la proposta (SWD (2025) 193) calcola che, nel complesso, essi ammontano a circa 3,8 miliardi di euro nell'arco di 40 anni. In aggiunta, si valuta che il complesso delle azioni prescelte costerebbe alle autorità pubbliche circa 66 milioni di euro nell'arco di 40 anni, di cui il 95 per cento riguarda i costi amministrativi, di adeguamento e di monitoraggio e il restante 5 per cento riguarda i costi di recepimento. Il dato più preoccupante riguarda l'impatto che il pacchetto di opzioni prescelte avrebbe sulle piccole e medie imprese (PMI), maggiore rispetto a quello che concerne le imprese più grandi. Le prime, infatti, hanno maggiori probabilità di cessare la propria attività (totalmente o parzialmente) a seguito dei costi di conformità richiesti.