Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 367 del 30/07/2025

IN SEDE REFERENTE

(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nell'odierna seduta antimeridiana.

Il PRESIDENTE ricorda che, nell'odierna seduta antimeridiana, sono stati formulati i pareri sugli emendamenti presentati.

Si passa quindi alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.

Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti soppressivi dell'unico articolo di cui si compone il disegno di legge. Evidenzia, infatti, come il provvedimento in esame favorisca l'elezione di un sindaco di minoranza, eletto soltanto dal 40 per cento del corpo elettorale.

Riducendo i casi di ricorso al ballottaggio, si sottrae quindi ai cittadini una seconda possibilità di scelta, in spregio alla centralità dell'elettorato e favorendo la costituzione di maggioranze fittizie, attraverso forzature atte a costituire coalizioni fittizie. Si è quindi in presenza di un arretramento democratico rispetto al principio della sovranità popolare sancito dall'articolo 1 della Costituzione.

Con rammarico, rileva come tale scelta sia appaia fondata su ragioni di opportunismo politico-elettorale che prevalgono sugli interessi generali della collettività.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole agli emendamenti soppressivi dell'articolo unico del disegno di legge, in quanto ritiene che non vi siano margini di miglioramento.

Infatti, il sistema proposto dal disegno di legge non produce alcun vantaggio. Al contrario, espone i comuni alle conseguenze negative derivanti dalla possibilità di eleggere il candidato sindaco con solo il 40 per cento dei voti, con l'aggravio di un premio di maggioranza del 60 per cento che risulta obiettivamente squilibrato.

L'emendamento soppressivo 1.3, a propria firma, si giustifica quindi con la constatazione dell'impossibilità di migliorare il disegno di legge, su cui la valutazione è fortemente negativa.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del proprio Gruppo, in quanto il disegno di legge non arreca alcun tipo di beneficio né in termini di rappresentatività delle istituzioni locali né in termini di stabilità dell'indirizzo politico-amministrativo del sindaco eletto.

Peraltro, la previsione di una soglia del 40 per cento comporta che il sindaco guiderà l'amministrazione del comune senza un'adeguata base di legittimazione elettorale.

Altresì, la previsione recata dal disegno di legge induce a stringere patti di coalizione efficaci soltanto per vincere le elezioni, ma non per amministrare la cosa pubblica.

Ricorda poi come il proprio Gruppo ritenga che, anche a livello nazionale sia preferibile applicare il sistema basato sul ballottaggio in caso di mancato raggiungimento della maggioranza assoluta al primo turno.

In conclusione, il disegno di legge in esame compromette sia la legittimazione delle istituzioni locali sia l'omogeneità programmatica delle coalizioni, inducendo ad accordi artificiosi che sono ben diversi dagli accordi successivi alle elezioni tipici della forma classica di governo parlamentare.

Verificata la presenza del prescritto numero di senatori con contestuale votazione, la Commissione respinge gli identici emendamenti 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.

Si passa quindi all'esame dell'emendamento 1.5, su cui il relatore e il Governo si sono rimessi alla valutazione della Commissione.

La senatrice PIROVANO (LSP-PSd'Az) dichiara il voto favorevole, spiegando la ratio dell'emendamento e sottolineando come la previsione del consigliere comunale supplente dell'assessore sia finalizzata ad evitare uno squilibrio rispetto alla prerogativa del sindaco di nominare e revocare gli assessori. Rammenta poi come tale previsione sia anche contenuta nel testo unificato dei disegni di legge di riforma delle province, all'esame di questa Commissione.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) dichiara il voto contrario, ritenendo che tale previsione, analogamente a quella contenuta nel disegno di legge 1541, di modifica dello statuto della Regione siciliana, introduca una forma surrettizia di controllo tra il consigliere nominato assessore e il consigliere supplente.

Nei fatti, i margini di azione del consigliere supplente risultano limitati, in quanto questi tenderà ad appoggiare le deliberazioni volte a "blindare" la giunta, in modo da prevenire la revoca o le dimissioni dell'assessore; infatti, qualora si verificasse quest'ultima ipotesi, il consigliere supplente perderebbe il seggio.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto di astensione del proprio gruppo, evidenziando come l'emendamento 1.5, astrattamente considerato, valorizzi il ruolo del consiglio comunale. Tuttavia, tale emendamento si inserisce in un disegno di legge che mortifica le prerogative del consiglio.

Si è quindi in presenza di un classico caso per il quale è difficile prevedere con esattezza gli effetti, essendo questi condizionati dal contesto politico generale.

Il senatore DE PRIAMO (FdI) annuncia il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento 1.5, esprimendo altresì apprezzamento per la dichiarazione di astensione formulata dal senatore Giorgis.

Ritiene che l'emendamento in esame presenti aspetti positivi superiori rispetto alle eventuali conseguenze negative.

Richiamando poi le proprie precedenti esperienze nelle amministrazioni locali, osserva che, a legislazione vigente, l'assessore che si dimette o viene rimosso dal sindaco non torna a ricoprire il proprio seggio in consiglio comunale, con la conseguenza che i cittadini che lo hanno eletto consigliere risultano privati del loro rappresentante.

Pertanto, l'approvazione dell'emendamento è funzionale al rafforzamento del ruolo delle assemblee elettive.

Il sottosegretario Wanda FERRO interviene incidentalmente per precisare come l'emendamento troverà applicazione concreta soltanto nei comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti.

Posto in votazione, l'emendamento 1.5 risulta approvato.

Il senatore TOSATO (LSP-PSd'Az) ritira l'emendamento 1.6, fornendo le motivazioni di tale scelta. Al riguardo, fa presente come l'emendamento in esame preveda che il candidato sindaco classificatosi terzo nella competizione elettorale, nonché quelli classificatisi in una posizione inferiore, non vengano più eletti automaticamente in consiglio comunale qualora la rispettiva lista abbia diritto ad una rappresentanza, ma venga eletto il candidato consigliere con il maggior numero di preferenze.

Trattandosi di una questione sulla quale non si registra una condivisione unanime all'interno della maggioranza, si è preferito procedere al ritiro dell'emendamento.

Si passa quindi alla votazione della proposta emendativa 1.7.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, sottolineando che, a fronte di modelli elettorali diversi, come quello che prevede il turno di ballottaggio qualora nessun candidato raggiunga il 50 per cento e quello che dispone l'attivazione del turno di ballottaggio qualora nessun candidato ottenga il 40 per cento, andrebbe scelto e generalizzato quello migliore, ossia il sistema attualmente vigente nella generalità del territorio nazionale, con l'eccezione del Friuli-Venezia Giulia e della Sicilia.

Riprende poi le considerazioni svolte dal relatore in sede di replica, laddove veniva elogiato l'incentivo al bipolarismo da parte dei sistemi a turno unico. Al riguardo, riprende il dibattito svoltosi tra gli studiosi all'inizio degli anni 90, in occasione del passaggio dal sistema proporzionale al sistema maggioritario. In tale dibattito furono estremamente interessanti le considerazioni del professor Giovanni Sartori, secondo le quali il bipolarismo è condizionato non tanto dai sistemi elettorali, quanto dalla presenza o meno di forze antisistema. Infatti, in molti Paesi dell'Unione europea, il sistema proporzionale risultava compatibile con il bipolarismo, come nel caso della Spagna o della Germania.

L'esperienza italiana, con la Lega in occasione delle elezioni del 1996 e con il Movimento 5 Stelle in occasione delle elezioni del 2013 e del 2018, ha dimostrato che il turno unico non garantisce affatto la conversione di un sistema partitico tripolare in un sistema bipolare. Quest'ultimo è invece garantito soltanto dalla presenza di un turno di ballottaggio con il maggioritario di lista.

Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.7, ritenendo che l'esclusione del ballottaggio nel caso in cui un candidato abbia ottenuto almeno il 40 per cento al primo turno determini, nei fatti, la vittoria di chi ha perso le elezioni. Richiama quindi le considerazioni espresse nel corso dell'audizione dal Presidente dell'Anci Gaetano Manfredi sui rischi insiti nella modifica di un sistema elettorale come quello vigente, che ha dato finora buona prova di sé.

Posto ai voti, l'emendamento 1.7 risulta respinto.

La senatrice PIROVANO (LSP-PSd'Az) riformula quindi l'emendamento 1.8 in un testo due, pubblicato in allegato, identico all'emendamento 1.5000 (testo due).

Il senatore LISEI (FdI) aggiunge la propria firma all'emendamento 1.8 (testo due).

Si passa quindi alla votazione degli identici emendamenti. 1.8 (testo due) e 1.5000 (testo due).

Il senatore TOSATO (LSP-PSd'Az) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti in esame, ritenendo positiva l'abolizione del voto disgiunto, in quanto viene sanata una situazione che ha determinato e può ancora determinare gravi problemi nell'amministrazione dei comuni, a seguito della disomogeneità di orientamento politico tra il sindaco e la maggioranza consiliare.

Un ulteriore elemento di criticità derivante dal voto disgiunto è poi rappresentato dall'alto numero di schede nulle, a causa della difficoltà per molti elettori di comprendere il relativo meccanismo di funzionamento.

Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto contrario, osservando come gli emendamenti in esame, con l'abolizione della possibilità del voto disgiunto, tolgono all'elettore la possibilità di scegliere il candidato sindaco ritenuto più idoneo, senza al contempo rinunciare al voto per il partito politico al quale si sente più vicini.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) annuncia il voto di astensione, ritenendo che gli emendamenti in esame contengano sia luci che ombre. Se da un lato risulta condivisibile il superamento del voto disgiunto, dall'altro non risulta convincente la previsione per cui i voti al solo candidato sindaco vengano ripartiti proporzionalmente tra le liste ad esso collegate. Infatti, se un cittadino non vuole votare per nessuna lista, la sua scelta dovrebbe essere integralmente rispettata.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) formula una valutazione nettamente negativa sulle due proposte emendative in esame, che aboliscono non solo il voto disgiunto, ma anche la libertà degli elettori di esprimere la preferenza soltanto per il candidato sindaco. Risulterebbe molto più saggio adottare il modello vigente per le elezioni provinciali anteriormente all'entrata in vigore della legge Delrio, dove si consentiva di votare soltanto il candidato Presidente, senza scegliere una lista.

Invece, prevedere la ripartizione pro quota alle liste collegate dei voti non espressi risulta incompatibile con un sistema a elezione diretta di una carica monocratica.

Con contestuale votazione, gli identici emendamenti 1.8 (testo 2) e 1.5000 (testo 2) sono approvati.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) aggiunge la firma all'emendamento 1.9 e dichiara il voto favorevole.

Nel ricollegarsi poi alle considerazioni da ultimo formulate dal senatore Parrini, evidenzia che la previsione di una distribuzione tra le liste del voto collegate al solo candidato sindaco rappresenta una contraddizione molto più grave di quella contenuta nel sistema elettorale per il Parlamento nazionale, laddove si stabilisce che il voto al solo candidato nel collegio venga ripartito tra le liste ad esso collegate nel proporzionale.

Infatti, nella legge elettorale nazionale si è comunque in presenza di una contraddizione interna al sistema di elezione dei parlamentari. Invece, trasportando tale contraddizione nel sistema elettorale comunale, si incide sul rapporto tra il vertice della giunta comunale, ossia del potere esecutivo, e la composizione del consiglio comunale.

Posto ai voti, l'emendamento 1.9 risulta respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 1.10.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, rimarcando il tentativo di correggere un disegno di legge che, in maniera fortemente inopportuna, abbassa al 40 per cento la soglia per l'elezione al primo turno, con l'effetto di aumentare ulteriormente la distanza tra le istituzioni e il corpo elettorale.

Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, richiamando le considerazioni sul rischio che venga eletto sindaco un candidato appoggiato soltanto da una minoranza di elettori.

Posto in votazione, l'emendamento 1.10 viene respinto.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 15,30.