Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 309 del 09/04/2025
Azioni disponibili
IN SEDE REFERENTE
(1425) Conversione in legge del decreto-legge 19 marzo 2025, n. 27, recante disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2025
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 3 aprile.
Il PRESIDENTE comunica che gli emendamenti 4.0.1, 4.0.2 e 4.0.6 risultano improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento. Comunica altresì che gli emendamenti 4.0.4, 4.0.5 e 4.0.7 sono stati ritirati.
Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti sostanzialmente identici 1.1 e 1.2, nonché sugli emendamenti 1.3 e 1.4. Il parere è favorevole sull'emendamento 1.5 e contrario sugli emendamenti 1.6 e 1.7.
Invita i proponenti a ritirare l'emendamento 1.8. Esprime quindi parere contrario sull'emendamento 1.9 e favorevole sull'emendamento 1.0.1 purché riformulato in un testo di cui dà lettura. Esprime infine parere contrario sugli emendamenti 1.0.2 e 1.0.3 e favorevole sull'emendamento 1.0.4.
Il sottosegretario Wanda FERRO esprime parere conforme a quello del relatore.
Si passa alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 1.1 e 1.2.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) sottolinea che l'accorpamento della consultazione referendaria alle elezioni amministrative dovrebbe essere giustificato dall'intento di conseguire un risparmio per il bilancio dello Stato nella predisposizione dei seggi e di favorire la partecipazione al voto. Tuttavia, se lo svolgimento dei referendum è accorpato ai ballottaggi delle elezioni amministrative, come deciso dal Governo, non vi sarà un risparmio quanto meno per i Comuni dove sicuramente il secondo turno non è previsto, cioè quelli con meno di quindicimila abitanti. Nei Comuni più grandi, invece, dove si effettua il ballottaggio, è prevedibile che vi sia un'affluenza minore, come solitamente accade al secondo turno.
Pertanto, ritiene che la scelta del Governo sia determinata in realtà dal tentativo di far mancare il quorum per la validità dei referendum: a suo avviso, tale comportamento, legittimo dal punto di vista politico, seppure deplorevole, sarebbe molto grave sotto il profilo istituzionale.
Il presidente BALBONI (FdI), relatore, ritiene che la scelta di accorpamento dei referendum ai ballottaggi è invece del tutto condivisibile, sia perché il primo turno delle elezioni amministrative riguarda una parte rilevante, ma non preponderante della popolazione, sia perché la predisposizione dei seggi a fine maggio rischia di incidere sull'attività didattica proprio al termine dell'anno scolastico.
Il sottosegretario Wanda FERRO precisa che, oltre alla motivazione relativa alla didattica scolastica, occorre considerare anche la velocità e precisione dello spoglio delle schede, sicuramente maggiore al secondo turno delle amministrative, quando vi è solo l'opzione tra due candidati.
Verificata la presenza del numero legale, sono posti ai voti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.1 e 1.2, che risultano respinti.
Con distinte votazioni, sono poi respinti gli emendamenti 1.3 e 1.4.
È quindi posto ai voti l'emendamento 1.5, che è approvato.
Si passa all'emendamento 1.6.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, sottolinea che sull'emendamento 1.6 il Ministero dell'economia e delle finanze ha espresso una valutazione contraria per inesattezza della copertura, mentre l'emendamento 1.7, di contenuto analogo, che reca una formulazione più corretta, non prevede la copertura degli oneri finanziari.
Pertanto, fermo restando che sarà necessaria una valutazione della Commissione bilancio sui profili finanziari, i proponenti dell'emendamento 1.6 potrebbero sostituire la cifra del 50 per cento con quella del 25 per cento. Conseguentemente, i proponenti dell'emendamento 1.7 potrebbero riformularlo nel medesimo nuovo testo dell'emendamento 1.6.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), accogliendo l'invito del relatore, riformula l'emendamento 1.6 in un testo 2, pubblicato in allegato, nel senso indicato.
La senatrice GAUDIANO (M5S) riformula l'emendamento 1.7 in un testo 2, identico all'emendamento 1.6 (testo 2), pubblicato in allegato.
Agli emendamenti 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2) appongono la propria firma i senatori Giorgis, Parrini, Matera, Della Porta e Tosato, nonché le senatrici Ternullo, Pirovano, Spelgatti e Valente.
Posti congiuntamente ai voti, gli identici 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2) sono approvati all'unanimità.
Il senatore LISEI (FdI), in assenza dei proponenti, fa proprio l'emendamento 1.8 e lo ritira.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.9.
La senatrice GAUDIANO (M5S) ritiene incomprensibile la contrarietà del relatore e della rappresentante del Governo su un emendamento che intende evitare che i rappresentanti di lista votino due volte.
Il sottosegretario Wanda FERRO osserva che il comportamento ipotizzato nell'emendamento integra una fattispecie penale e che già a legislazione vigente è vietato ai rappresentanti di lista votare due volte.
Il senatore DAMIANI (FI-BP-PPE) sottolinea che, quando il rappresentante di lista esprime il voto nel seggio dove espleta la sua funzione, il presidente del seggio aggiunge un'annotazione sul verbale della sezione, quindi risulterà che egli ha già votato. A suo avviso, ci sono già le misure per evitare il rischio che voti due volte.
La senatrice GAUDIANO (M5S) chiede che l'emendamento sia comunque messo in votazione.
Posto ai voti, l'emendamento 1.9 è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.0.1.
Il PRESIDENTE fa presente che anche l'emendamento 4.0.3, sostanzialmente identico all'emendamento 1.0.1, potrebbe essere riformulato nello stesso testo proposto in sede di espressione dei pareri.
Il sottosegretario Wanda FERRO precisa che la riformulazione proposta ha l'obiettivo di introdurre transitoriamente, per le elezioni comunali previste nell'anno in corso, la disposizione sulla validità delle elezioni nei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti in caso di ammissione di una sola lista, in attesa della modifica organica del TUEL.
La senatrice PIROVANO (LSP-PSd'Az) ricorda che tale norma è già stata approvata in questa legislatura con il disegno di legge n. 379 (Quorum validità elezioni comunali), a sua prima firma, che tuttavia è ancora fermo alla Camera dei deputati, pur essendo stato approvato in sede referente, dalla Commissione Affari costituzionali, ormai un anno fa. Inoltre, si era già tentato di far entrare in vigore tale norma nella scorsa legislatura, durante il periodo del Covid, per iniziativa del senatore Augussori.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) ritiene condivisibile la norma, anche con la riformulazione proposta dal relatore, perché ha una sua ragionevolezza, per quanto sarebbe preferibile non inserirla in un decreto-legge. Altresì rileva l'opportunità di estendere a tutte le consultazioni in cui è previsto il quorum di validità, ossia i referendum, l'esclusione del computo dei cittadini iscritti all'AIRE che non abbiano esercitato il loro diritto di voto.
Il PRESIDENTE rileva che in tal caso sarebbe tuttavia necessaria una modifica all'articolo 75 della Costituzione.
Il senatore LISEI (FdI), accogliendo l'invito del relatore, riformula l'emendamento 1.0.1 in un testo 2, pubblicato in allegato, nel senso indicato.
Il senatore DAMIANI (FI-BP-PPE), nell'auspicare che si proceda finalmente alla modifica del TUEL, riformula l'emendamento 4.0.3 in un testo 2, pubblicato in allegato, identico all'emendamento 1.0.1 (testo 2).
Appongono la propria firma agli emendamenti identici 1.0.1 (testo 2) e 4.0.3 (testo 2) le senatrici Ternullo, Spelgatti e Pirovano, nonché i senatori Tosato, Matera e Della Porta.
Posti congiuntamente ai voti, gli identici 1.0.1 (testo 2) e 4.0.3 (testo 2) sono approvati all'unanimità.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.0.2.
Il PRESIDENTE sottolinea che l'emendamento 1.0.2 non contiene la modifica, che invece è prevista dal successivo emendamento 1.0.3, della lettera a) del comma 1 dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1967, per l'esclusione del cognome del marito, nelle liste elettorali, per le donne coniugate e vedove. Rileva altresì che l'emendamento 2.0.1 ricomprende entrambe le proposte 1.0.2 e 1.0.3, tuttavia dovrebbe essere riformulato espungendo il comma 2, che prevede un tempo massimo di sessanta giorni per procedere alla revisione delle liste elettorali.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), accogliendo l'invito del relatore, riformula l'emendamento 2.0.1 in un testo 2, pubblicato in allegato, nel senso indicato.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) riformula l'emendamento 1.0.2 in un testo 2, pubblicato in allegato, identico all'emendamento 2.0.1 (testo 2), e ritira l'emendamento 1.0.3.
Le senatrici Ternullo, Pirovano e Spelgatti e i senatori Tosato, Lisei e Matera sottoscrivono gli emendamenti 1.0.2 (testo 2) e 2.0.1 (testo 2).
Posti congiuntamente ai voti, gli identici 1.0.2 (testo 2) e 2.0.1 (testo 2) sono approvati all'unanimità.
È quindi posto ai voti e approvato l'emendamento 1.0.4.
Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti 2.1 e 2.2 e favorevole sull'emendamento 2.3. Il parere è contrario sull'emendamento 2.4.
Il sottosegretario Wanda FERRO esprime parere conforme a quello del relatore.
In esito a distinte votazioni, gli emendamenti 2.1 e 2.2. sono respinti.
Posto ai voti, l'emendamento 2.3 è approvato all'unanimità.
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.4.
La senatrice NATURALE (M5S) chiede la ragione della contrarietà sulla estensione ai referendum costituzionali delle nuove norme di cui all'articolo 2 previste per quelli abrogativi.
Il sottosegretario Wanda FERRO precisa che la proposta intende rendere permanente una disciplina che al momento è solo sperimentale e che quindi dovrà essere rivalutata al termine della sperimentazione.
La senatrice NATURALE (M5S), ringraziando la rappresentante del Governo, per il chiarimento, chiede che l'emendamento sia comunque messo ai voti.
Posto ai voti, l'emendamento 2.4 è respinto.
Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3 e 3.0.1.
Il sottosegretario Wanda FERRO esprime parere conforme a quello del relatore.
In esito a distinte votazioni, gli emendamenti 3.1, 3.2 e 3.3 sono respinti.
L'emendamento 3.0.1 decade per assenza dei proponenti.
Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 4.
Il PRESIDENTE ricorda che gli emendamenti 4.0.1, 4.0.2 e 4.0.6 sono improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, mentre gli emendamenti 4.0.4, 4.0.5 e 4.0.7 sono stati ritirati. L'emendamento 4.0.3 è stato già votato in un testo riformulato.
Il senatore LOTITO (FI-BP-PPE) chiede al Presidente di riconsiderare la dichiarazione di improponibilità dell'emendamento 4.0.6, in considerazione del fatto che è in fase di predisposizione una riformulazione su cui il Ministero della giustizia ha manifestato un orientamento favorevole.
Il PRESIDENTE obietta che, seppure la proposta possa essere condivisibile nel merito, la modifica resta improponibile per estraneità di materia e perché di carattere ordinamentale. Pertanto, non è possibile riammettere l'emendamento 4.0.6 all'esame in questa sede.
Il senatore DAMIANI (FI-BP-PPE) sottolinea la necessità di far entrare in vigore tempestivamente la disposizione proposta con l'emendamento 4.0.5, che introduce una soglia dinamica per le elezioni regionali, in modo da adeguare il numero dei consiglieri regionali alle variazioni della popolazione. Ricorda che anche in sede di approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 202 del 2024, in materia di proroga termini, si era discusso della opportunità di tale modifica. Sottolinea che, nella seduta di ieri dell'Assemblea, è stata annunciata la presentazione di un disegno di legge su queta materia, ma i tempi per la sua approvazione sarebbero troppo lunghi in vista delle prossime elezioni regionali.
Il PRESIDENTE sottolinea che l'emendamento 4.0.5 è stato ritirato dal senatore Malan, come anche l'emendamento 4.0.4, probabilmente per una valutazione politica, al fine di evitare contrapposizioni che avrebbero ritardato la conversione in legge del provvedimento in esame. Considerata tuttavia l'importanza della questione, su cui vi è la condivisione di tutte le forze politiche della maggioranza, assicura la massima attenzione all'esame del disegno di legge n. 1451, quando sarà assegnato in sede referente.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) obietta che il calendario dei lavori deve esse essere concordato in Ufficio di Presidenza, possibilmente coinvolgendo i gruppi di opposizione.
Il PRESIDENTE precisa che ovviamente si cercherà di esaminare il provvedimento in tempi rapidi, tenendo conto del quadro complessivo e delle priorità dei provvedimenti all'ordine del giorno della Commissione.
Fa poi presente che gli emendamenti approvati all'Atto Senato 1425 saranno trasmessi alla 5a Commissione, per la formulazione dei relativi pareri, ai sensi dell'articolo 40, comma 6-bis, del Regolamento.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 13,15.