Legislatura 19ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 198 del 05/03/2025

AFFARI ASSEGNATI

Prospettive di riforma del calcio italiano (n. 373)

(Seguito e conclusione dell'esame ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV, n. 24)

Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 18 settembre 2024.

Il PRESIDENTE informa che il Comitato ristretto ha concluso i propri lavori adottando uno schema di risoluzione (pubblicato in allegato) e invita il relatore ad illustrarne i contenuti.

Il relatore MARCHESCHI (FdI) dà conto dello schema di risoluzione, precisando preliminarmente che esso tiene conto dell'esito dell'intensa attività svolta dal Comitato ristretto, conclusasi in data odierna.

Al riguardo, dopo aver rivolto un sentito ringraziamento nei confronti dei colleghi per il serio e proficuo contributo fornito, fa presente che l'atto di indirizzo si caratterizza per un approccio complessivo alle principali criticità del sistema calcistico, formulando proposte volte, in particolare, a favorire la sostenibilità del settore, che costituisce un vero e proprio asset dal punto di vista sociale, culturale ed economico del Paese. Dopo aver ricordato l'ampio ciclo di audizioni, da cui sono emerse molte sollecitazioni rispetto alle quali è stata necessaria una sintesi politica, tiene a precisare che la risoluzione contiene una serie di impegni nei confronti del Governo, rispetto ai quali sarà centrale la fase attuativa.

Si apre il dibattito sullo schema di risoluzione.

La senatrice D'ELIA (PD-IDP) dà atto al relatore della serietà del lavoro svolto e coglie l'occasione per rimarcare l'importanza del confronto parlamentare in cui è possibile giungere ad una sintesi delle differenti posizioni politiche.

Rispetto al merito dell'atto di indirizzo, fa presente che molti dei contenuti sono ampiamente condivisibili e ricorda, in particolare, l'impegno della propria parte politica rispetto ai temi della sostenibilità del settore (che volge una rilevante funzione sociale, culturale, oltre che economica), degli investimenti nell'impiantistica sportiva, dell'esigenza di accordare sgravi fiscali, nonché dello sviluppo del calcio femminile, anche attraverso finanziamenti di carattere stabile.

Ciò premesso, esprime viva contrarietà, a nome della propria parte politica, per l'impegno contenuto nella lettera j) del dispositivo, volto a superare la vigente disciplina, recata all'articolo 9 del decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018, in materia di divieto di pubblicità relativa a giochi e scommesse nel settore sportivo.

La presenza, nelle premesse, dei riferimenti all'esigenza di superare tale divieto, induce il proprio Gruppo a prendere le distanze anche dalla parte emotiva dell'atto in esame, in riferimento alla quale fa sin d'ora presente che esprimerà un voto di astensione.

L'orientamento è di contrarietà altresì con riferimento alla lettera o) del dispositivo, in cui si chiede di inserire nella disciplina del lavoro sportivo (di cui al decreto legislativo n. 36 del 2021) anche contratti diversi dal contratto di lavoro subordinato, limitatamente ai contratti dei calciatori di serie A.

Conclusivamente chiede che la Commissione proceda a votazioni per parti separate, affinché sia risaltata la posizione del proprio Gruppo di astensione sulle premesse, di voto favorevole sul dispositivo ad eccezione delle lettere j) e o), nonché di voto contrario nei confronti delle lettere appena richiamate.

Il senatore PIRONDINI (M5S), dopo aver dato atto del lavoro svolto dal relatore e dell'ampia condivisione della propria parte politica sulla quasi totalità dei contenuti del dispositivo, invita ad una riformulazione dell'atto di indirizzo, affinché sia espunta la lettera j), riguardante il superamento del divieto di pubblicità sui giochi e scommesse nel settore sportivo. Al riguardo, ricorda la battaglia politica del proprio Gruppo contro ogni forma di gioco d'azzardo, alla luce del rilevante costo sociale del fenomeno della ludopatia che colpisce in particolare i settori più fragili della popolazione con costi sociali rilevantissimi. Contesta, peraltro, l'asserzione secondo la quale la legalizzazione dei giochi d'azzardo determini benefici sociali in termini di riduzione del mercato illegale, poiché essa è, a suo avviso, smentita dai fatti.

Dopo aver ricordato le posizioni dell'attuale Presidente del Consiglio dei ministri, rese quando era esponente di un partito di opposizione, di rigoroso contrasto ai fenomeni della ludopatia, ritiene che eventuali maggiori proventi che deriverebbero dal venire meno del richiamato divieto di pubblicità, stimabili in circa 100 milioni di euro, non possono giustificare i conseguenti e gravissimi costi sociali. Oltretutto, per le società, peraltro autorevolmente rappresentate anche da esponenti politici presenti in Senato, con il rischio di un possibile conflitto di interessi, si tratterebbe di un'entrata del tutto marginale rispetto all'ingente debito pubblico accumulato negli anni, a fronte di gestioni non sempre oculate.

Né ritiene che la nuova formulazione della lettera j), che, rispetto all'originaria proposta avanzata in sede di Comitato ristretto, non contiene una esplicita richiesta di abrogazione del citato divieto, possa favorire la convergenza del proprio Gruppo. In proposito, reputa indicativa la mancata disponibilità del relatore a riformulare lo schema di risoluzione nel senso di accogliere il suggerimento avanzato dalla propria parte politica di esplicitare che l'auspicata modifica legislativa debba andare nel senso di rendere maggiormente cogente ed effettivo il divieto che, a suo avviso, è stato reso inefficace da determinazioni assunte dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Il PRESIDENTE, rispetto ad alcune affermazioni rese dal senatore Pirondini, fa presente che nessuno dei componenti designati dai Gruppi a partecipare al Comitato ristretto e nessun senatore presente nell'odierna seduta riveste ruoli di vertice nelle società calcistiche.

La senatrice VERSACE (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) dà atto al relatore Marcheschi della validità del documento redatto, che ha fatto opportunamente tesoro sia dell'imponente ciclo di audizioni, sia dei suggerimenti pervenuti dai Gruppi, inclusi quelli di opposizione. Nell'esprimere la propria amarezza rispetto alla preannunciata mancata convergenza di tutte le forze politiche sullo schema di risoluzione, tiene a precisare che, a differenza di quanto emerso anche sulla stampa, esso consiste in un atto di indirizzo nei confronti del Governo, e non in un atto normativo immediatamente applicabile. Sarà pertanto centrale, su molte questioni trattate nell'atto, avere riguardo alle iniziative che assumerà l'Esecutivo in sede attuativa. Sulla questione riferita alla modifica della disciplina sul divieto di pubblicità relativa a giochi e scommesse, afferma che nel dispositivo non vi è alcun riferimento all'esigenza di sopprimere tale divieto. Lungi dal voler alimentare fenomeni di ludopatia, tiene a precisare che la lettera j) del dispositivo si limita ad asserire che la richiamata disposizione legislativa non ha prodotto gli effetti desiderati e che occorre dunque un intervento migliorativo.

Quanto infine alla richiesta di votazione per parti separate, reputa che tale modalità possa aiutare a valorizzare il lavoro svolto, pur ribadendo che l'importanza dei temi trattati e l'ampia convergenza su molte questioni avrebbe più opportunamente suggerito un voto unanime.

Il senatore PAGANELLA (LSP-PSd'Az) si associa all'apprezzamento rivolto al relatore Marcheschi per l'impegno profuso, che ha consentito di sottoporre alla Commissione un documento che affronta le criticità che attanagliano il sistema calcistico, proponendo, per la prima volta, indirizzi di carattere strutturale ed organico.

Dopo aver precisato che lo schema di risoluzione tiene conto delle audizioni svolte e delle indicazioni provenienti dai Gruppi, con particolare riferimento al Gruppo della Lega, richiama l'attenzione sulla priorità da accordare alla realizzazione e all'ammodernamento degli impianti sportivi, anche al fine di favorire la sostenibilità economica del sistema. Segnala, al riguardo, che le strutture sportive italiane presentano, rispetto ai principali Paesi europei, un elevato tasso di obsolescenza, che rende ineludibile favorire interventi infrastrutturali, peraltro in grado di assicurare rilevanti benefici anche da un punto di vista sociale e culturale. Nell'ambito degli ulteriori indirizzi in cui maggiormente si riconosce il proprio Gruppo, richiama inoltre la valorizzazione dei vivai delle squadre di calcio, rispetto ad un contesto nel quale la percentuale di calciatori proveniente da Paesi esteri è la più alta rispetto agli altri campionati europei.

Con riferimento alla lettera j) contenuta nel dispositivo, si associa alle considerazioni svolte dalla senatrice Versace, facendo a sua volta presente che essa si limita a proporre una modifica della legislazione vigente, senza peraltro indicarne la direzione, alla luce dell'inefficacia della stessa rispetto alle finalità perseguite e tenuto conto degli effetti penalizzanti che tale divieto ha imposto alle società di calcio italiane rispetto a quelle europee (in cui esso non è previsto).

Poiché non vi sono altre richieste di intervento in discussione generale, il PRESIDENTE dichiara chiusa tale fase procedurale e invita il relatore ad intervenire in sede di replica.

Il relatore MARCHESCHI (FdI) ribadisce che la finalità della proposta di risoluzione è quella di salvaguardare il settore calcistico, un vero e proprio patrimonio sociale ed economico del Paese, favorendo la sostenibilità dello stesso, anche alla luce delle possibili ricadute derivanti dall'aggravarsi delle attuali situazioni debitorie delle società di calcio.

In proposito, come è emerso nel ciclo di audizioni, si pone la duplice esigenza di riduzione dei costi e di aumento dei ricavi. Quanto a quest'ultimo profilo, oltre alla vendita dei biglietti e dei proventi derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi, è stata sottolineata dagli auditi la centralità dei proventi derivanti dalle sponsorizzazioni, limitate dal divieto di pubblicità relativo a giochi e scommesse contenuto nel richiamato decreto-legge n. 87 del 2018. In proposito, nel ribadire la piena disponibilità, in altra sede, a discutere al fine di individuare un intervento organico e strutturale che affronti il grave e complesso fenomeno della ludopatia, fa presente che l'ordinamento italiano riconosce la legittimità di scommesse e giochi in taluni ambiti. Al riguardo, ricorda che attraverso i proventi del Totocalcio è stato a lungo finanziato il sistema sportivo italiano e che gli introiti della lotteria istantanea denominata "Gratta e vinci" costituiscono una rilevante fonte di entrata per l'Erario. Quanto alla richiesta di modifica dell'articolo 9 del richiamato decreto-legge, fa presente che la lettera j) del dispositivo è in linea con la relazione conclusiva dell'attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, che registra un aumento del gioco illegale nel settore delle scommesse e, quindi, l'inefficacia della normativa vigente volta a contrastarlo.

Si esprime infine in favore della richiesta di votazione per parti separate, auspicando che ciò consenta alle forze di opposizione non solo di convergere nella parte del dispositivo condivisa, ma anche di esprimere un voto quanto meno di astensione sullo schema di risoluzione nel suo complesso.

Il PRESIDENTE, preso atto delle indicazioni emerse, avverte che si procederà alla votazione per parti separate al fine di consentire alle forze di opposizione di esprimere un'ampia convergenza sul dispositivo, con la sola eccezione delle lettere j) eo). Dopo aver precisato che in via di prassi le premesse, in quanto prive di portata autonoma, sono votate congiuntamente ad almeno un punto del dispositivo, preso atto dell'insistenza della senatrice D'ELIA (PD-IDP), accoglie, in via del tutto eccezionale, la richiesta di votare le premesse separatamente rispetto al dispositivo, al fine di valorizzare il lavoro svolto, consentendo ai Gruppi di opposizione di convergere con un voto favorevole (e non di astensione) sulla quasi totalità degli impegni.

La senatrice D'ELIA (PD-IDP), dopo aver espresso apprezzamento per la disponibilità del Presidente ad accogliere la richiesta di votazione per parti separate, dichiara il voto di astensione sulle premesse, atteso che esse contengono alcune considerazioni strettamente collegate agli impegni del dispositivo su cui il proprio Gruppo è fermamente contrario.

Previa verifica del prescritto numero di senatori, con successive votazioni, la Commissione accoglie, a maggioranza, le premesse e, all'unanimità, il dispositivo ad eccezione delle lettere j) e o).

Previe dichiarazioni di voto contrario dei senatori PIRONDINI (M5S) e VERDUCCI (PD-IDP), la Commissione, con distinte votazioni, approva indi, a maggioranza, la lettera j) e la lettera o) del dispositivo.

Si passa indi alla votazione dello schema di risoluzione nel suo complesso.

Il senatore PIRONDINI (M5S) preannuncia il voto contrario, a nome del suo Gruppo, stigmatizzando la mancata disponibilità ad espungere dallo stesso la lettera j) in cui si chiede di modificare la norma sul divieto di scommesse sportive, ritenuto inderogabile dalla propria parte politica.

La senatrice D'ELIA (PD-IDP) dichiara a sua volta il voto contrario sul complesso dello schema di risoluzione, considerata la forte contrarietà del proprio Gruppo all'impegno di cui alla richiamata lettera j), per le ragioni precedentemente illustrate.

Il PRESIDENTE pone indi ai voti lo schema di risoluzione nel suo complesso che la Commissione approva a maggioranza.

La seduta termina alle ore 10,30.