Legislatura 19ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 54 del 09/11/2023

3ª Commissione permanente

(AFFARI ESTERI E DIFESA)

GIOVEDÌ 9 NOVEMBRE 2023

54ª Seduta

Presidenza della Presidente

CRAXI

Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Perego Di Cremnago.

La seduta inizia alle ore 9,05.

IN SEDE CONSULTIVA

(926) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026

- (Tab. 6) Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2024 e per il triennio 2024-2026

- (Tab. 12) Stato di previsione del Ministero della difesa per l'anno finanziario 2024 e per il triennio 2024-2026

(Rapporti alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Rapporto favorevole con osservazioni sulla Tabella 6. Rapporto favorevole con osservazioni sulla Tabella 12)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 7 novembre.

Il presidente Stefania CRAXI rende noto che, alla scadenza del termine, previsto per le ore 18 del 7 novembre, non sono pervenuti né ordini del giorno né emendamenti.

Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il presidente Stefania CRAXI dichiara conclusa la discussione generale.

Informa, quindi, che sono stati presentati due schemi di rapporto alternativi da parte dei senatori De Rosa, Licheri e Marton.

Il relatore BARCAIUOLO (FdI) passa, quindi, ad illustrare, in successione, dapprima uno schema di rapporto favorevole con osservazioni relativo alla Tabella 6, e, successivamente, uno schema di rapporto favorevole con osservazioni relativo alla Tabella 12.

Il senatore DE ROSA (M5S) dà conto di uno schema di rapporto contrario relativo alla Tabella 6, nonché di uno schema di rapporto contrario relativo alla Tabella 12 (pubblicati in allegato).

Interviene, quindi, il sottosegretario PEREGO DI CREMNAGO, il quale, nel prendere atto delle formulazioni contenute nello schema di rapporto riguardante la difesa, tiene a sottolineare l'importanza, per il proprio dicastero, di procedere a breve alla regolamentazione, mediante opportuna copertura finanziaria, di modalità assicurative complementari e integrative a favore del personale delle Forze armate. Si tratta di un intervento prioritario, mirante a definire una cornice legislativa opportuna per garantire un "sistema difesa" nazionale efficace.

In sede di dichiarazione di voto, il senatore GASPARRI (FI-BP-PPE), dopo aver preannunciato la posizione favorevole del proprio gruppo di appartenenza, esprime condivisione circa l'esigenza di allestire, mediante ulteriori provvedimenti legislativi, idonei meccanismi di previdenza complementare di cui possano fruire gli uomini e le donne che prestano servizio nelle Forze armate. Peraltro, la presidenza del Consiglio ha annunciato che dedicherà un'apposita riunione del Consiglio dei ministri al problema dello status giuridico ed economico del comparto difesa, attribuendo, di tal guisa, la dovuta attenzione al comparto difesa.

Il senatore ALFIERI (PD-IDP) fa presente, con rammarico, che, nell'odierna seduta, l'Esecutivo è rappresentato solamente da un suo rappresentante del ministero della Difesa, non essendo, invece, presente un analogo esponente del MAECI.

Il presidente Stefania CRAXI è costretta a fare propria tale constatazione.

Avuto riguardo alla dichiarazione di voto, il senatore ALFIERI (PD-IDP), esprime il voto contrario del proprio gruppo relativamente allo schema di rapporto sulla Tabella 12 e il voto di astensione relativamente alla Tabella 6, apprezzando, a tale ultimo riguardo, la menzione concernente lo scorporo delle spese per l'aiuto di sviluppo al patto di stabilità.

La senatrice PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az), associandosi alle dichiarazioni svolte dal senatore Gasparri, ribadisce la necessità di addivenire quanto prima alla definizione di un quadro legislativo che garantisca i nostri militari anche dal versante previdenziale.

Il senatore MARTON (M5S), pur condividendo i passaggi che trattano, nelle due bozze di rapporto del relatore, le questioni attinenti il personale, palesa il voto contrario del proprio Gruppo su entrambi i testi proposti dal relatore, mettendo in evidenza, in particolare per quanto concerne il noto obiettivo del 2 per cento della spesa statale da destinarsi alla "funzione difesa", che, stante la difficoltà di raggiungere tale obiettivo nel breve-medio periodo, come ampiamente riconosciuto da tutti, in primis dallo stesso Governo, sarebbe probabilmente opportuno ipotizzare una diversificazione degli stanziamenti all'uopo previsti a vantaggio di finalità, altrettanto meritorie, quali quelle relative alla cooperazione allo sviluppo.

Nessun altro senatore chiedendo di intervenire e verificata la sussistenza del numero legale, il PRESIDENTE pone, quindi, in votazione lo schema di rapporto favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato) relativo alla Tabella 6, che risulta approvato.

Successivamente, il PRESIDENTE pone in votazione lo schema di rapporto favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato) relativo alla Tabella 12, che risulta approvato.

Le proposte alternative di rapporto, presentate dal Gruppo del Movimento 5 Stelle, non sono poste ai voti e trasmesse alla 5ª Commissione come rapporti di minoranza, ai sensi dell'articolo 126, comma 6 del Regolamento.

La seduta termina alle ore 9,30.


RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER L'ANNO FINANZIARIO 2024 E PER IL TRIENNIO 2024-2026

(DISEGNO DI LEGGE N. 926 - TABELLA 6)

La Commissione affari esteri e difesa,

esaminato il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024, il bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026 e l'allegata Tabella 6;

preso atto che nella sezione I del disegno di legge sono presenti misure che puntano a sostenere, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, la proiezione italiana all'estero, la cooperazione italiana allo sviluppo e la partecipazione dell'Italia all'Unione europea e ad organismi internazionali, nonché a offrire a sostegno all'Ucraina;

valutate le misure di cui all'articolo 58 volte ad incentivare le amministrazioni pubbliche ad effettuare annualmente una specifica programmazione degli investimenti e delle operazioni finanziabili mediante mutui stipulati dal Ministero dell'economia e delle finanze con le organizzazioni o istituzioni internazionali o comunitarie;

espresso apprezzamento per la misura disposta dall'articolo 68 e relativa alla partecipazione dell'Italia al programma della Banca europea per gli investimenti a supporto dell'Ucraina;

valutati con favore il rifinanziamento dello Strumento europeo per la pace, nonché l'autorizzazione di spesa per fare fronte agli impegni derivanti dalla sottoscrizione del Fondo NATO per l'innovazione, disposti dall'articolo 69;

condiviso l'impegno di spesa di cui all'articolo 70 finalizzato al finanziamento, anche per l'anno 2024, del Fondo per le attività connesse alla protezione temporanea delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina;

preso atto delle misure in materia di revisione della spesa che interessano anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nonché di quelle relative all'istituzione finanziaria per la cooperazione allo sviluppo, disposte dall'articolo 88;

esaminato, nell'ambito della sezione II, lo stato di previsione per il 2024 relativo al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di cui alla Tabella 6;

il disegno di legge di bilancio autorizza spese finali, in termini di competenza, pari a 3.524,27 milioni di euro nel 2024, a 3.417,93 milioni di euro per il 2025 e 3.553,90 milioni di euro per il 2026, facendo registrare un incremento rispetto a quanto disposto dalla legge di bilancio dello scorso anno;

preso atto degli stanziamenti per i programmi della missione n. 4 "L'Italia in Europa e nel mondo", che assorbono l'81,88 per cento delle risorse allocate nello stato di previsione del Ministero;

valutate le risorse allocate per i programmi della missione n. 16 "Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo", pari al 14,04 per cento delle spese finali del Ministero;

valutato altresì il quadro delle risorse allocate per i programmi della missione n. 32 "Servizi generali e istituzionali delle Amministrazioni pubbliche", che incidono per il 4,07 per cento sulle spese finali del Ministero;

esaminato altresì l'Allegato alla Tabella 6 che reca il quadro degli stanziamenti destinati al finanziamento di interventi a sostegno di politiche di cooperazione allo sviluppo;

preso atto degli interventi recati per l'azione dell'Italia nell'ambito della cooperazione internazionale per lo sviluppo e dell'andamento complessivo delle risorse rese disponibili per l'aiuto pubblico allo sviluppo;

ribadita l'importanza della cooperazione allo sviluppo quale componente essenziale e qualificante della politica estera dell'Italia;

espresso infine apprezzamento per l'aumento degli stanziamenti per la partecipazione italiana alle missioni internazionali;

esprime rapporto favorevole, con le seguenti osservazioni:

che si valuti l'opportunità di programmare, nel rispetto dei vincoli di bilancio, un aumento graduale e di lungo periodo delle risorse complessive destinate alla cooperazione allo sviluppo al fine di consentire, in un arco temporale definito, il pieno riallineamento dell'Italia agli impegni internazionali assunti in materia;

che si attivino negoziazioni in sede europea finalizzate alla possibilità di introdurre modifiche alle regole del Patto di Stabilità e Crescita al fine di scorporare dai vincoli di bilancio le risorse destinate alle attività di aiuto pubblico allo sviluppo;

che si valuti altresì l'opportunità di incrementare i finanziamenti da destinare alle borse di studio a favore dei giovani studenti dei Paesi africani, in linea con l'istituendo Piano Mattei e nel quadro di una rafforzata diplomazia culturale che favorisca il dialogo, la formazione di una nuova classe dirigente nel continente africano e la costruzione di partenariati su basi paritarie;

che si consideri la possibilità di continuare l'opera di rafforzamento della dotazione organica del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, necessaria anche a fronte dell'incremento di competenze a carico della struttura registrato negli ultimi anni, puntando anche ad istituire un'area non dirigenziale di elevate professionalità, anche al fine di dotare le sedi più delicate ed esposte di personale con compravate capacità, anche sostenendo l'apertura di nuovi uffici dell'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e il potenziamento della rete ICE già esistente;

che si consideri infine l'esigenza di valorizzare il personale locale della rete diplomatica e consolare, degli istituti italiani di cultura e dell'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, anche al fine di preservare le competenze e le professionalità acquisite.


RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLA DIFESA PER L'ANNO FINANZIARIO 2024 E PER IL TRIENNIO 2024-2026

(DISEGNO DI LEGGE N. 926 - TABELLA 12)

La Commissione affari esteri e difesa,

esaminato il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024, il bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026 e l'allegata Tabella 12;

espresso apprezzamento per le disposizioni di cui all'articolo 65 volte sostenere e garantire la prosecuzione del concorso delle Forze armate per l'operazione Strade sicure per il periodo 2024-2025, nonché l'impegno a favore del programma "Stazioni sicure", sia pure limitatamente all'anno 2024;

ribadito l'apprezzamento per il rifinanziamento dello Strumento europeo per la pace, nonché per l'autorizzazione di spesa per fare fronte agli impegni derivanti dalla sottoscrizione del Fondo NATO per l'innovazione, disposti dall'articolo 69;

preso atto delle misure in materia di revisione della spesa di cui all'articolo 88 che interessano anche il Ministero della difesa;

esaminato, nell'ambito della sezione II, lo stato di previsione per il 2024 relativo al Ministero della difesa di cui alla Tabella 12;

preso atto con soddisfazione che il disegno di legge di bilancio autorizza, per lo stato di previsione del Ministero della difesa, spese finali, in termini di competenza, pari a 29.161,7 milioni di euro nel 2024, a 28.854,3 milioni nel 2025 e a 28.724,3 milioni nel 2026, in considerevole aumento rispetto a quanto allocato dalla legge di bilancio dello scorso anno;

apprezzato che la missione principale del comparto, la n. 5 «Difesa e sicurezza del territorio», per cui sono destinati, relativamente all'anno 2023, in termini di competenza, 27.423,7 milioni di euro, risulta in considerevole aumento rispetto allo scorso anno;

rilevato altresì che la missione n. 18, «Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente», registra una spesa complessiva, in relazione all'anno 2024, pari a 501,2 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto alla dotazione a legislazione vigente;

preso altresì atto che la missione n. 32, «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche», registra una spesa complessiva, in relazione all'anno 2024, pari a 1.236,8 milioni di euro, in diminuzione rispetto alla dotazione a legislazione vigente;

rilevato ulteriormente come nello stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy, la missione 11 «Competitività e sviluppo delle imprese» rechi una parte consistente dei programmi di approvvigionamento dei sistemi d'arma gestiti dalla Difesa;

espresso infine apprezzamento per l'aumento degli stanziamenti per la partecipazione italiana alle missioni internazionali;

formula un rapporto favorevole con le seguenti osservazioni:

che si attivino negoziazioni in sede europea finalizzate alla possibilità di introdurre modifiche alle regole del Patto di Stabilità e Crescita al fine di scorporare dai vincoli di bilancio le risorse destinate alle spese per la difesa quale contributo volto ad assicurare la sicurezza nazionale e del continente europeo;

che si valuti la possibilità di aumentare il contributo finanziario per la partecipazione dell'Italia al NATO Innovation Fund;

che si valuti l'opportunità di incrementare le risorse a disposizione del Fondo istituito ai sensi dell'articolo 1, commi 95 e 96 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 al fine di consentire l'avvio dei necessari interventi di perequazione del regime previdenziale degli appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco;

che si consideri la possibilità di rendere disponibili adeguate risorse finanziarie per l'istituzione della riserva ausiliaria dello Stato, impiegabile nei casi previsti dall'articolo 887 del Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.


SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAI SENATORI DE ROSA, ETTORE ANTONIO LICHERI E MARTON SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER L'ANNO FINANZIARIO 2024 E PER IL TRIENNIO 2024-2026

(DISEGNO DI LEGGE N. 926 - TABELLA 6)

La Commissione affari esteri e difesa,

esaminato il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024, il bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026 e l'allegata Tabella 6;

premesso che:

il disegno di legge di bilancio riflette una situazione economica e di finanza pubblica incerta e delicata ed appare inadeguato ad invertire una preoccupante tendenza, instauratasi nel primo anno di vita del Governo, al ritorno a stagioni segnate dalla stagnazione, dall'erosione degli stipendi a causa del caro vita e dalla riduzione delle prestazioni sociali effettive;

nel secondo trimestre la crescita dell'economia italiana ha subito una inversione di tendenza, risentendo della riduzione del potere d'acquisto delle famiglie dovuta all'elevata inflazione, della permanente incertezza causata dalla guerra in Ucraina, della sostanziale stagnazione dell'economia europea e della contrazione del commercio mondiale;

la modesta crescita dell'attività economica prefigurata delle stime per il secondo semestre, ha portato a rivedere al ribasso la previsione di crescita annuale del prodotto interno lordo (PIL) in termini reali del 2023 dall'1,0 per cento del DEF allo 0,8 per cento e la proiezione tendenziale a legislazione vigente per il 2024, dall'1,5 per cento all'1,0 per cento;

in termini di competenza, le disposizioni previste con la manovra di finanza pubblica comportano un peggioramento del saldo tendenziale del bilancio dello Stato di circa 21,2 miliardi nel 2024, di 12,2 miliardi nel 2025 e di 7,4 miliardi nel 2026. Le entrate finali di competenza del bilancio integrato nel 2024 ammontano a circa 687,6 miliardi, 696,8 miliardi nel 2025 e 710,9 miliardi nel 2026. Le spese finali di competenza del bilancio integrato nel 2024 ammontano invece a circa 886,5 miliardi, 862,1 miliardi nel 2025 e 842,4 miliardi nel 2026.

la debolezza e l'insufficienza delle misure adottate emerge soprattutto con riguardo alle parti di competenza della Commissione esteri e difesa, dove permangono misure di investimento che nulla o poco tengono conto della condizione socio-economica del Paese;

per fornire risposte alle grandi sfide del nostro tempo, a partire dalla lotta ai cambiamenti climatici alla costante crescita delle diseguaglianze, fino all'erosione del rispetto dello Stato di diritto in molteplici aree del nostro pianeta, deve essere necessariamente coltivata e promossa una dimensione non esclusivamente nazionale ed europea ma, al contrario, genuinamente globale;

anche nell'ambito delle relazioni internazionali, va ricercato un approccio che ponga al centro la dignità della persona umana, i suoi diritti inalienabili, la sua ricerca del benessere e le sue legittime aspirazioni nel pieno rispetto dell'ambiente e degli ecosistemi di cui è parte, nell'alveo della sostenibilità di ogni sua dimensione quindi, tanto ambientale quanto economica e sociale, al fine di declinare compiutamente il concetto di ecologia integrale;

la politica estera italiana si basa su due pilastri: da un lato la vocazione europeista, che affonda le sue radici nei principi e valori che costituiscono l'essenza stessa del processo di integrazione europea così come ispirato dal Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli e dai Padri fondatori. Dall'altro, la centralità dell'appartenenza del nostro Paese all'Alleanza atlantica, la quale resta essenziale al fine di garantire la sicurezza e la difesa del nostro Continente;

una appartenenza che però deve essere pienamente conciliata con lo sviluppo di una maggiore autonomia strategica dell'UE anche in tali campi, assolutamente necessaria anche per conseguire un consolidamento del pilastro europeo all'interno dell'Alleanza stessa che attraverso la maggiore coesione, interoperabilità, efficienza ed efficacia può rafforzarne le capacità al fine di rispondere alle sfide crescenti che si affacciano all'orizzonte;

rilevato che:

le riduzioni delle dotazioni di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri, per il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ammontano a 54.608.000 euro per il 2024, a 55.725.000 euro per il 2025 e a 56.960.000 euro per il 2026 e gli anni successivi. Riduzioni che insistono per l'83,3 per cento sul programma Cooperazione allo sviluppo, della missione n. 4 "L'Italia in Europa e nel Mondo". Nell'ambito dello stato di previsione del MAECI, infatti, la spesa complessiva è allocata su tre diverse missioni. Tra queste, la citata missione n. 4, "L'Italia in Europa e nel mondo", assorbe la gran parte delle risorse allocate nello stato di previsione del Ministero - l'81,88 per cento -, pari a 2.885,90 milioni di euro. Nell'ambito di questa missione, il programma 4.2, Cooperazione allo sviluppo, dotato di 986,53 milioni di euro ai sensi del progetto legge di bilancio a legislazione vigente, passa a 941,05 milioni nel progetto di bilancio integrato, registrando un decremento pari a 45,48 milioni di euro per gli effetti finanziari disposti dalla Sezione I;

tale scelta è assolutamente incoerente non solo con l'impegno assunto dall'Italia nell'ambito dell'Agenda 2030 di raggiungere lo 0,7 per cento del prodotto interno lordo investito nelle attività di cooperazione entro il 2030, ma soprattutto con l'interesse più volte sottolineato dalla stessa Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti degli investimenti in Africa, legato ad un approccio collaborativo e fondato sullo sviluppo e, pertanto,

formula rapporto contrario.


SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAI SENATORI DE ROSA, ETTORE ANTONIO LICHERI E MARTON SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLA DIFESA PER L'ANNO FINANZIARIO 2024 E PER IL TRIENNIO 2024-2026

(DISEGNO DI LEGGE N. 926 - TABELLA 12)

La Commissione affari esteri e difesa,

esaminato il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024, il bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026 e l'allegata Tabella 12;

premesso che:

il disegno di legge di bilancio riflette una situazione economica e di finanza pubblica incerta e delicata ed appare inadeguato ad invertire una preoccupante tendenza, instauratasi nel primo anno di vita del Governo, al ritorno a stagioni segnate dalla stagnazione, dall'erosione degli stipendi a causa del caro vita e dalla riduzione delle prestazioni sociali effettive;

nel secondo trimestre la crescita dell'economia italiana ha subito una inversione di tendenza, risentendo della riduzione del potere d'acquisto delle famiglie dovuta all'elevata inflazione, della permanente incertezza causata dalla guerra in Ucraina, della sostanziale stagnazione dell'economia europea e della contrazione del commercio mondiale;

la modesta crescita dell'attività economica prefigurata delle stime per il secondo semestre, ha portato a rivedere al ribasso la previsione di crescita annuale del prodotto interno lordo (PIL) in termini reali del 2023 dall'1,0 per cento del DEF allo 0,8 per cento e la proiezione tendenziale a legislazione vigente per il 2024, dall'1,5 per cento all'1,0 per cento;

in termini di competenza, le disposizioni previste con la manovra di finanza pubblica comportano un peggioramento del saldo tendenziale del bilancio dello Stato di circa 21,2 miliardi nel 2024, di 12,2 miliardi nel 2025 e di 7,4 miliardi nel 2026. Le entrate finali di competenza del bilancio integrato nel 2024 ammontano a circa 687,6 miliardi, 696,8 miliardi nel 2025 e 710,9 miliardi nel 2026. Le spese finali di competenza del bilancio integrato nel 2024 ammontano invece a circa 886,5 miliardi, 862,1 miliardi nel 2025 e 842,4 miliardi nel 2026,

considerato che:

la debolezza e l'insufficienza delle misure adottate emerge soprattutto con riguardo alle parti di competenza della Commissione affari esteri e difesa, dove permangono massicce misure di investimento in spese militari che nulla o poco tengono conto della condizione socio-economica del Paese;

lo Strumento europeo per la pace (European Peace Facility, EPF), è un fondo fuori dal bilancio dell'UE, istituito nel marzo del 2021, con un duplice scopo: rafforzare le missioni PSDC e finanziare misure di assistenza nel settore della difesa a favore di organizzazioni internazionali (in particolare l'Unione Africana) e Paesi partner. EPF è lo strumento principale per il sostegno militare UE a Kyiv, attraverso il rimborso dei trasferimenti di armi effettuati dagli Stati membri;

a fronte del protrarsi della guerra, lo stanziamento iniziale di EPF (che era di circa 5,7 miliardi di euro, per il periodo 2021-2027) si è rivelato ben presto insufficiente. Questo è - come detto - un fondo istituito al di fuori del bilancio UE (che, a norma dei Trattati, non può finanziare spese legate alla difesa). Esso è quindi finanziato direttamente dagli Stati membri, in proporzione al proprio PIL. Ogni aumento del budget complessivo richiede dunque un nuovo rifinanziamento nazionale;

appare evidente come il rifinanziamento del fondo in questione sia una diretta conseguenza del protrarsi del conflitto in Ucraina, del coinvolgimento finanziario da parte dell'Italia unitamente alla mancata volontà di perseguire una soluzione pacifica attraverso negoziati di pace;

l'attuale momento economico e sociale attraversato dal Paese rende altresì inopportuna la scelta di incrementare le spese militari, quanto la partecipazione italiana al "NATO Innovation Fund", un fondo multi-sovrano di venture capital per il quale è rifinanziata la spesa 1 milione di euro per l'anno 2024;

appare altresì inopportuna l'assenza di una diminuzione delle spese per i sistemi di armamento che insistono sul bilancio dello Stato, al fine di non distrarre le risorse finanziarie necessarie a sostenere il tessuto sociale ed economico del Paese e a garantirne la ripresa a fronte della crisi economica e sociale in atto e, pertanto,

formula rapporto contrario.