Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 62 del 02/05/2023
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(116) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Elisa PIRRO e altri. - Modifiche all'articolo 117 della Costituzione, concernenti l'attribuzione allo Stato della competenza legislativa esclusiva in materia di tutela della salute
(Esame e rinvio)
Il relatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE) illustra il disegno di legge in esame, che consta di un unico articolo, recante la proposta di revisione dell'articolo 117 della Costituzione, volta a ridefinire il riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni.
In particolare, con la lettera a), si propone di introdurre - nell'attuale formulazione del comma 2 dell'articolo 117 della Costituzione - una nuova lettera, ossia la s-bis), al fine di ricondurre la materia della "tutela della salute" alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. Conseguentemente, si richiede la soppressione della medesima materia dal comma 3 dello stesso articolo 117, recante l'enumerazione delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni.
Svolge quindi alcune considerazioni di carattere politico, ritenendo inopportuno tornare a un sistema sanitario centralizzato, che discenderebbe da un approccio ideologico più che dall'analisi della situazione attuale.
Ritiene innanzitutto infondate le critiche rivolte alla gestione sanitaria regionale durante la pandemia. A suo avviso, l'esperienza del contrasto al Covid ha dimostrato la fragilità di tutti i sistemi sanitari, a prescindere dal sistema organizzativo, di tipo periferico o centralizzato. Pertanto, sarebbe inaccettabile un approccio ideologico che miri a disconoscere le responsabilità statali, non solo nella gestione della pandemia, ma anche in altri casi, come per il commissariamento del settore sanitario della Calabria, che non solo non ha risolto i problemi esistenti, ma anzi li ha perfino aggravati.
Ricorda che, con la riforma del Titolo V, la tutela della salute è stata inserita tra le materie di competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni. In effetti, con il passaggio da una concezione della sanità di tipo curativo a una di tipo preventivo, non si può non riconoscere che tale funzione può essere svolta efficacemente solo a livello territoriale, soprattutto nelle zone con conformazione fisica più complessa.
Ha inizio la discussione generale.
La senatrice MAIORINO (M5S), alla luce delle considerazioni del relatore, ritiene opportuno spiegare le ragioni che sottendono al disegno di legge costituzionale in titolo. Sottolinea che la regionalizzazione della sanità aveva già causato evidenti disuguaglianze tra i cittadini, poi la pandemia ha evidenziato le difficoltà della gestione nazionale derivanti dalla molteplicità di sistemi sanitari differenti.
Nel ritenere infondate le considerazioni sull'approccio ideologico del testo presentato dal Movimento 5 Stelle, chiede che su di esso si svolga un dibattito approfondito, basato su dati oggettivi, senza pregiudizi, con la finalità di garantire nella stessa misura a tutti i cittadini un diritto, quello alla salute, tutelato costituzionalmente.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene necessario un approfondimento della materia, anche attraverso un ciclo di audizioni. A suo avviso, la proposta di legge costituzionale è supportata da elementi di ragionevolezza, in quanto con la pandemia sono risultate evidenti contraddizioni già presenti nel sistema sanitario nazionale, a causa delle rilevanti differenze territoriali introdotte a seguito della riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione. Basti pensare, per esempio, che in Campania l'aspettativa di vita è di tre o quattro anni inferiore a quella delle Regioni del Nord.
Pertanto, sarebbe opportuno innanzitutto valutare con obiettività gli esiti dell'applicazione della riforma del Titolo V, per verificare se effettivamente vi sia stato un aumento delle disuguaglianze, e in secondo luogo analizzare il tema, tenendo conto delle connessioni con il disegno di legge sull'autonomia differenziata.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) ritiene necessario analizzare in modo puntuale la situazione esistente, dal punto di vista della gestione efficace delle risorse e di tutela della salute, in base alla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, prima di affrontare il tema dell'autonomia differenziata.
Sono evidenti, infatti, le differenze attualmente esistenti tra le Regioni per le liste d'attesa, il reclutamento del personale, gli investimenti nei macchinari. Tra l'altro, le differenze di prestazioni sanitarie causano anche diseconomie, in quanto le Regioni devono sopportare gli oneri derivanti dallo spostamento di pazienti in altri territori. Occorre quindi evitare un approccio ideologico a tali tematiche di importanza vitale.
La senatrice GELMINI (Az-IV-RE) condivide nel merito le considerazioni svolte dal relatore Occhiuto. Sul piano metodologico, sottolinea l'importanza sia su questo provvedimento che sul disegno di legge riguardante l'autonomia differenziata, di adottare un approccio di ascolto e di confronto con le istanze provenienti dal territorio.
In particolare, risulta ineludibile confrontarsi con i diversi assetti territoriali di gestione dei servizi sanitari, nella consapevolezza che l'80 per cento delle risorse finanziarie delle regioni è assorbito dalla sanità.
Il senatore DURNWALDER (Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)) esprime la contrarietà del proprio Gruppo sul disegno di legge in esame, sottolineando come le problematiche riguardanti il funzionamento del comparto sanitario possano essere risolte attraverso interventi di legislazione ordinaria, senza stravolgere l'assetto stabilito dalla Costituzione.
Il senatore CATALDI (M5S) osserva come il provvedimento in esame debba essere visto anche dal punto di vista dei cittadini, la cui aspettativa è rappresentata dalla necessità che il diritto alla salute venga garantito in maniera uniforme.
Per quanto attiene poi all'esperienza dei diversi Stati europei, ricorda che, in materia di tutela della salute, la Francia adotta un sistema centralizzato, la Germania un sistema prevalentemente centralizzato, mentre la Spagna si caratterizza per un sistema decentralizzato, in cui lo Stato garantisce tuttavia livelli di uniformità.
Sottolinea quindi l'esigenza di evitare un eccessivo frazionamento nella tutela della salute.
Il relatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE) ringrazia i senatori intervenuti per gli interessanti spunti di riflessione forniti.
Ribadisce la convinzione che le problematiche del settore sanitario non siano risolvibili attraverso una centralizzazione delle competenze. Peraltro, tali criticità derivano anche da politiche errate condotte negli anni passati e imperniate su tagli lineari alle risorse.
È invece necessario investire sui servizi sanitari nelle diverse realtà territoriali, tenuto conto dell'invecchiamento della popolazione e dell'incremento dell'aspettativa di vita.
Il PRESIDENTE, nel ricordare che nella seduta pomeridiana di domani è previsto l'avvio dell'esame dei disegni di legge sull' autonomia differenziata, ritiene che in tale sede possano essere approfondite anche le tematiche sollevate dall'esame di questo disegno di legge, fermi restando, ovviamente, i distinti percorsi di esame dei provvedimenti.
In conclusione, registra con soddisfazione una concordia unanime circa la necessità che le prestazioni sanitarie e di cura della persona siano uniformemente garantite sull'intero territorio nazionale.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.