Legislatura 18ª - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 128 del 06/07/2022

IMMUNITA' PARLAMENTARI 

 

(Doc. IV-ter, n. 18) Richiesta di deliberazione sull'insindacabilità delle opinioni espresse dalla senatrice Barbara Lezzi per il reato di cui all'articolo 595 del codice penale (diffamazione)

(Esame e rinvio)

 

     La relatrice MODENA (FIBP-UDC) fa preliminarmente presente che con lettera pervenuta il 26 maggio 2022 il Giudice di pace di Bari - Sezione penale - ha trasmesso ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140, e ai fini di un'eventuale deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, copia degli atti del procedimento n. 2/2021 R.G. - n. 623/2017 R.G.N.R. in cui la senatrice Barbara Lezzi è parte in qualità di imputata.

Il Presidente del Senato, con lettera del 28 maggio 2022, ha deferito la questione all'esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ai sensi degli articoli 34, comma 1, e 135 del Regolamento del Senato.

Dagli atti processuali inviati dall'autorità giudiziaria si evince che la senatrice Barbara Lezzi è imputata per il reato di diffamazione ex articolo 595 del codice penale perché, nel corso di un incontro tra attivisti del gruppo politico Movimento 5 Stelle svoltosi a Bari il 29 ottobre 2016, avrebbe offeso la reputazione del signor Massimo Potenza, assente alla manifestazione, attribuendo a quest'ultimo fatti specifici e determinati.

Alla senatrice vengono contestate diverse frasi riportate nella querela e registrate in un filmato audio-video allegato agli atti, tra le quali: "Massimo Potenza...dovrebbe essere lui a vergognarsi, tant'è che poi ha rimosso, ha fatto un post di quelli più squallidi nei miei riguardi...; "...ma se uno mi scrive di un bambino di nove mesi, di nove mesi, come può essere del Movimento 5 Stelle, come può essere uno che infanga un bambino di soli nove mesi, me lo spiegate, me lo spiegate? ... E ve lo metto quel post, perché fa schifo, è una cosa indegna, e si dovrebbero vergognare tutti coloro che stanno in quel gruppo e che si relazionano con una gentaglia del genere; tant'è che ha così paura, è così coraggioso, che poi ha rimosso il post... e si uniscono nell'infamia, nella menzogna, nell'insulto, anche ad un bambino di nove mesi, che non è perché è figlio mio, ma come si fa, solo a venire in mente, tu non solo non sei del Movimento, tu devi stare fuori dalla politica, non puoi relazionarti con il pubblico, oh". Medesima situazione, con analoghe offese alla reputazione e all'onore del denunciante, si sarebbero realizzate nel corso di un altro incontro politico del predetto Movimento in data 5 novembre 2016.

Con sentenza del 25 giugno 2019 il Giudice di pace di Bari dichiarava, ai sensi dell'articolo 129 del codice di procedura penale, non doversi procedere nei confronti della senatrice Barbara Lezzi perché il fatto non costituisce reato. Il Giudice di pace dichiarava l'improcedibilità dell'azione affermando doversi applicare il disposto dell'articolo 68 della Costituzione, posto che tali espressioni erano state proferite dalla senatrice Lezzi, all'epoca Ministro della Repubblica, e comunque parlamentare, in un discorso pubblico inerente al suo ufficio.

Avverso tale pronuncia presentavano ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione sia la persona offesa (costituitasi parte civile), sia il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Bari.

Con sentenza n. 309 depositata il 7 gennaio 2021 la Suprema Corte, dopo aver respinto la censura proposta dalla parte civile sulla tardività dell'eccezione di insindacabilità delle opinioni espresse dall'imputata, riteneva che, nella sentenza impugnata, mancasse la verifica - da parte del giudice - della sussistenza del nesso fra la funzione di parlamentare e le dichiarazioni rese extra moenia dalla senatrice.

La Corte annullava quindi la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame al Giudice di pace di Bari.

Quest'ultimo, all'udienza del 6 maggio 2022, con ordinanza ex articolo 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140, disponeva la trasmissione degli atti alla Camera di appartenenza dell'imputata, ovvero al Senato della Repubblica.

La relatrice propone di fissare un termine di quindici giorni all'interessata per presentare memorie scritte o per chiedere di essere audita, ai sensi dell'articolo 135, comma 5, del Regolamento, riservandosi di illustrare la propria proposta conclusiva successivamente alla scadenza del predetto termine.

 

La Giunta conviene su tale proposta.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

(Doc. IV-ter, n. 19) Richiesta di deliberazione sull'insindacabilità delle opinioni espresse dal senatore Matteo Salvini per i reati di cui agli articoli 81, capoverso, e 595, commi 1, 2 e 3, del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa continuata e aggravata)

(Esame e rinvio)

 

Il Presidente relatore GASPARRI (FI-BP) fa preliminarmente presente che in data 1° luglio 2022 il Tribunale di Milano - IV Sezione Penale, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 3 della legge 20 giugno 2003, n. 140, e ai fini di un'eventuale deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione - copia degli atti del procedimento penale n. 26306/2019 R.G.N.R. - n. 7493/2022 R.G. Trib. nei confronti del senatore Matteo Salvini.

In pari data il Presidente del Senato ha deferito la questione all'esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ai sensi degli articoli 34, comma 1, e 135, del Regolamento del Senato.

Si evince dagli atti inviati dal Tribunale che il senatore Matteo Salvini è imputato del delitto di cui agli articoli 81, capoverso, e 595, commi 1, 2 e 3 del codice penale (diffamazione continuata e aggravata) per aver offeso la reputazione di Carola Rackete, comandante della nave "Sea Watch 3", con riferimento alla missione con soccorso in mare di 53 persone nella c.d. zona SAR libica del 12 giugno 2019.

In particolare, il senatore Salvini è accusato di aver proferito nei confronti di Carola Rackete le seguenti frasi offensive:

- "... STOP ai complici di scafisti e trafficanti." (Post su Facebook del 15 giugno 2019);

- "... chi sbaglia paga non dico solo quella sbruffoncella di questa comandante che fa politica sulla pelle di qualche decina di immigrati per dimostrare, chissà cosa, pagata da chissà chi..." (Diretta video su Facebook in data 26 giugno 2019);

- "... nel mezzo la decisione del giudice sulla conferma o la revoca degli arresti per la criminale tedesca." (Post su Twitter datato 1° luglio 2019);

- "... Nessun problema: per la comandante criminale è pronto provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale." (Post su Twitter del 2 luglio 2019);

- "... sono semplicemente inc[...] per una sentenza che libera una delinquente." (Post su Twitter del 3 luglio 2019);

- "...per qualcuno a sinistra c'è una nuova eroina che ha provato ad ammazzare a mettere a rischio...mi sono risvegliato a fatica con la sentenza di questo giudice di Agrigento che ha liberato questa ricca tedesca fuorilegge...la liberazione di una criminale che in questo momento è libera di mangiarsi spaghetti aglio olio e peperoncino, e di andare in giro per l'Italia magari tornando a provare a delinquere...Vediamo se ci sarà almeno un giudice che ci permetterà questo, di accompagnare educatamente la ricca e viziata fuorilegge tedesca sul primo aereo a destinazione Berlino..."; "...che non ci sia qualche tedesca che occupa il  suo tempo infrangendo leggi italiane che trova un giudice italiano che dà una pacca sulle spalle e dice vai e rifai..."; "la capitana è una fuorilegge"; "o qualche Solone italiano che  si aspettava di liberare quella povera donna, che ha solo provato ad ammazzare 5 militari italiani..."; "...Questi sono complici dei trafficanti di esseri umani. Questi fanno politica sulla pelle di quei poveri disgraziati...questi non sono soccorritori, questi sono complici, questi sono potenziali assassini, questi sono criminali..." (Diretta video su Facebook in data 3 luglio 2019);

- "Io sto con le donne che difendono la legge, la vita e i confini, non con le delinquenti." (Post su Facebook del 3 luglio 2019 e su Twitter in pari data, con allegata foto ritraente in alto l'ex ministro e donne della Polizia di Stato ed in basso Carola Rackete);

- "... mi piacerebbe che quegli italiani che hanno dato centinaia di migliaia di euro per la nave olandese gestita dalla ricca tedesca per speronare i finanzieri italiani, li avessero dati ai terremotati o agli esodati italiani quei soldi...e non a una nave di pirati..." (Intervista nel corso della trasmissione televisiva "Fuori dal Coro" del 4 luglio 2019);

- "... non è colpa della comandante fuorilegge che li ha speronati ..." (Post su Facebook e su Twitter, entrambi del 4 luglio 2019);

- "Infrange leggi e attacca navi militari italiane, e poi mi querela. Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca!" (Post su Facebook del 5 luglio 2019);

- "...Carola, voglio dire, uno basta che la guardi in faccia...proprio qua doveva arrivare che se fosse arrivata a Pusiano non so se sarebbe andata lontano...pure Carola mi ha denunciato, cioè, tra le tante denunce pure la zecca tedesca mi ha denunciato..." (Diretta Facebook dell'intervento dell'ex Ministro dell'interno alla festa della Lega di Barzago in data 18 luglio 2019);

- "...non vedo l'ora di espellere questa viziata comunista tedesca!"; "...regalano la cittadinanza onoraria a Carola ma la negano ai finanzieri che hanno rischiato la vita per colpa della comandante criminale..." (Post su Facebook, entrambi del 19 luglio 2019).

L'autorità procedente, su eccezione sollevata dalla difesa del senatore Salvini, ai sensi dell'articolo 3, commi 4 e 5, della legge n. 140 del 2003 ha trasmesso gli atti al Senato della Repubblica per il vaglio pregiudiziale sull'insindacabilità, sospendendo il processo.

Il relatore propone di fissare un termine di quindici giorni all'interessato per presentare memorie scritte o per chiedere di essere audito, ai sensi dell'articolo 135, comma 5, del Regolamento, riservandosi di illustrare la propria proposta conclusiva successivamente alla scadenza del predetto termine.

 

La Giunta conviene su tale proposta.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.