Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 309 del 14/06/2022
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ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell'edilizia (rifusione) (n. COM(2021) 802 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea, e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 maggio.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd'Az), relatore, svolge una relazione integrativa, sulla proposta di direttiva in titolo, in materia di prestazioni energetiche edilizie, in seguito alle audizioni informali di rappresentanti di Ance, Confedilizia, Casavo, Confindustria, Assoimmobiliare, Consiglio nazionale dei centri commerciali, Federazione Anima, Free2move eSolutions, Green Building Council Italia e CNA, svolte in videoconferenza lo scorso 24 maggio 2022.
Ricorda, in particolare, che la proposta di direttiva è finalizzata ad allineare le prestazioni energetiche nell’edilizia agli obiettivi del Green Deal europeo e a contribuire al conseguimento di un parco immobiliare dell'UE a emissioni zero entro il 2050.
In tale contesto, l’iniziativa è particolarmente importante poiché gli edifici sono responsabili del 40 per cento del consumo energetico e del 36 per cento delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra legate al consumo energetico. La ristrutturazione degli edifici è fondamentale per ridurre il consumo di energia, ridurre le emissioni e abbassare le bollette energetiche. Inoltre, le ristrutturazioni generano occupazione e crescita economica a livello locale.
In particolare, per quanto riguarda gli edifici nuovi, la proposta stabilisce che gli "edifici a emissioni zero" diventino la nuova norma per gli edifici nuovi a partire dal 2030 (2027 per i nuovi edifici pubblici), mentre, fino a tale data, gli edifici nuovi devono essere almeno al livello di "edifici a energia quasi zero", in cui il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo è coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze.
Per quanto riguarda gli edifici esistenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare il "Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici", da presentare entro il 30 giugno 2024, in cui si deve prevedere che tutti gli edifici di classe G siano ristrutturati per raggiungere la classe F entro il 2030 (2027 per gli edifici pubblici e quelli non residenziali) e la classe E entro il 2033 (2030 per gli edifici pubblici e quelli non residenziali). Tale sistema, che stabilisce l’obbligatorietà solo per le classi con le prestazioni energetiche più basse, assicura che gli sforzi si concentrino sugli edifici con il potenziale più elevato di decarbonizzazione, sulla mitigazione della povertà energetica e sui benefici sociali ed economici estesi.
Viene, inoltre introdotto il sistema del passaporto di ristrutturazione che fornisce una tabella di marcia chiara per la ristrutturazione in fasi successive, al fine di aiutare i proprietari e investitori a programmare al meglio i tempi e la portata degli interventi, rispetto ai problemi dei costi iniziali elevati e dei disagi per gli abitanti.
La proposta di direttiva è oggetto di esame da parte di 18 Camere dei Parlamenti nazionali dell’UE, che non hanno sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, salvo il Parlamento finlandese.
In particolare, il Parlamento finlandese ritiene che a livello dell’UE dovrebbero essere stabiliti solo il quadro generale e gli obiettivi dei piani nazionali di miglioramento edilizio, ma non la ristrutturazione obbligatoria del parco immobiliare negli Stati membri, come invece stabilito all’articolo 9 della proposta, poiché gli Stati membri hanno la migliore conoscenza del potenziale di ristrutturazione del loro parco edilizio e dei benefici energetici e climatici della ristrutturazione. A tale riguardo, il Parlamento finlandese ritiene che ristrutturare gli edifici solo per l’efficienza energetica, senza la necessità di ulteriori riparazioni, generalmente non è conveniente e che andrebbe considerato. Inoltre, andrebbe considerato il ciclo di vita dell’edificio, in quanto la sostituzione anticipata di parti o sistemi intatti in un edificio solo per ragioni di efficienza energetica non necessariamente è rispettosa del clima, poiché le emissioni derivano, tra l’altro, dalla demolizione, dallo smaltimento dei rifiuti e dalla produzione di nuovi rifiuti.
Pur ritenendo condivisibili alcune perplessità espresse dal Parlamento finlandese, in relazione alla necessaria cautela sull’obbligatorietà introdotta dall’UE, in relazione alle realtà territoriali peculiari di ciascuno Stato membro, che rendono importante tenere conto, ai fini della ristrutturazione, anche di altri aspetti e caratteristiche degli edifici stessi nonché dell'importanza di considerare l’intero ciclo di vita dell’edificio, nell’ottica del rispetto degli obiettivi di economia circolare, non si ritiene di condividere la posizione di generale contrarietà del Parlamento finlandese alla proposta, in quanto si ritiene positivo che i requisiti obbligatori stabiliti dalla proposta siano limitati alla sola classe energetica più bassa, suscettibile peraltro di usufruire di adeguati finanziamenti statali. Inoltre, la proposta prevede anche un meccanismo di gradualità, consentendo la ristrutturazione per fasi, mediante il sistema del passaporto di ristrutturazione. Tali margini operativi e di gradualità potranno, poi, consentire anche l’abbinamento degli interventi di ristrutturazione per l’efficienza energetica con interventi relativi ad ulteriori riparazioni dell’edificio. Peraltro, oltre ai benefici per il clima, il quadro comune rafforzato dell’UE per l’efficienza energetica negli edifici potrà anche stimolare l’occupazione e l’innovazione, aumentando i vantaggi del mercato interno per i prodotti da costruzione e gli elettrodomestici e incidendo in maniera positiva sulla competitività dell’ecosistema dell’edilizia e dei settori correlati. La proposta inoltre, dovrà rappresentare un valore aggiunto e non un ulteriore ostacolo al percorso di contrasto all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia e di indipendenza energetica dei singoli Stati membri e dell’Unione nel suo complesso.
Infine, come già riferito, sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l’iniziativa conforme all’interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
Il Relatore ritiene, pertanto, di poter confermare l’orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta in esame.
Il senatore LOREFICE (M5S) si sofferma su alcuni aspetti emersi nel corso delle citate audizioni, con riferimento alla necessità di differenziare tra le caratteristiche edilizie idonee a ottemperare agli obiettivi obbligatori di prestazione energetica, a seconda delle differenti zone climatiche dell’Europa, e con riferimento all’incongruità di prevedere un duplice intervento di miglioramento delle prestazioni energetiche, sugli stessi edifici, a distanza di tre anni l’uno dall’altro.
Il relatore Simone BOSSI (L-SP-PSd'Az) conferma di aver tenuto conto, nel complesso, delle audizioni svolte, ma si riserva di svolgere ulteriori approfondimenti sugli aspetti citati.
Il seguito dell’esame è, quindi, rinviato.