Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 303 del 10/05/2022

Il senatore CANDIANI (L-SP-PSd'Az), relatore, ricorda che la proposta di decisione in esame prevede l’introduzione di tre nuove risorse proprie dell’Unione europea, al fine di conferire al bilancio dell’UE le risorse necessarie per far fronte al rimborso e al pagamento dei relativi interessi, nell’arco di 30 anni, del debito comune emesso dall’UE a titolo della componente sussidi a fondo perduto (grants) di Next Generation EU, nonché per finanziare il Fondo sociale per il clima (FSC), istituito per accompagnare la transizione verso un’economia decarbonizzata, e per consentire di ridurre il peso della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) nel bilancio dell’UE.

La prima nuova risorsa propria dell’UE consiste nel 25 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita all’asta delle quote di emissione, nell’ambito del sistema ETS, comprese le nuove quote relative al settore marittimo, agli edifici e al trasporto stradale di cui alla proposta COM(2021) 551.

La seconda prevede il versamento al bilancio dell’UE pari al 75 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita di certificati nell’ambito del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, di cui alla proposta di regolamento COM(2021) 564.

La terza nuova risorsa propria prevede che gli Stati membri versino al bilancio dell’UE il 15 per cento della quota degli utili residui delle imprese multinazionali più grandi e redditizie, che sarà riassegnata agli Stati membri che sono giurisdizioni di mercato finale, secondo l’accordo OCSE/G20 sulla ridistribuzione parziale dei diritti di imposizione ("primo pilastro").

Si prevede che queste nuove fonti di entrate, una volta giunte a regime negli anni 2026-2030, genereranno in media fino a 17 miliardi di euro l’anno a favore del bilancio dell’UE.

La proposta segue la procedura legislativa speciale, stabilita all’articolo 311 del TFUE, che prevede un’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio UE, previa consultazione del Parlamento europeo, e la successiva approvazione da parte di ciascuno Stato membro.

Pertanto, la proposta entrerà in vigore il mese successivo al ricevimento dell’ultima approvazione nazionale e sarà applicata a decorrere dal 1° gennaio 2023 per la parte relativa alle quote di emissione ETS esistenti e, per la restante parte, a decorrere dall’entrata in vigore delle rispettive proposte.

Sulla proposta, è pervenuta la relazione del Governo prevista dall’articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l’iniziativa conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, e condivisibile nei suoi obiettivi ispiratori. L’Italia ha, infatti, sostenuto l’obiettivo di istituire nuove risorse proprie, sia per finanziare il rimborso del NGEU senza ridurre la spesa del QFP, sia per ridurre la contribuzione nazionale in chiave risorsa propria basata sul RNL, nonché per finanziare il FSC. Nel merito, il Governo si riserva una più attenta valutazione degli effetti finanziari derivanti dalla proposta, in termini soprattutto di possibile incremento della contribuzione complessiva dell’Italia al bilancio UE e di un’equa ripartizione di detta contribuzione tra i vari Stati membri, una volta che questa sarà definita, unitamente alla proposta sul FSC e alle tre proposte sull’ETS, sul Carbon Border Tax e sugli utili residui delle multinazionali (quest’ultima non ancora presentata dalla Commissione europea). Nella relazione si precisa, infatti, che la proposta è ancora nella fase preliminare dell’esame nei gruppi tecnici del Consiglio competenti sulle singole risorse proprie e che non è ancora iniziata la discussione di merito in sede di Consiglio.

La proposta è stata esaminata da 15 Camere dei Parlamenti nazionali dell’Unione europea, che non hanno sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, salvo il Parlamento svedese che ha adottato un parere motivato, esprimendo la sua contrarietà di principio al trasferimento del potere fiscale nazionale al livello dell’UE e la sua posizione critica sull’istituzione di nuove risorse proprie, ritenendo invece che l’obiettivo di coprire le spese del rimborso del debito contratto dall’UE per finanziare i sussidi previsti da Next Generation EU possa essere raggiunto mediante una redistribuzione dei fondi esistenti all’interno del bilancio dell’Unione.

Il Relatore, non condividendo la posizione del Parlamento svedese e preso atto della valutazione positiva in principio espressa dal Governo, ritiene di poter confermare l’orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità da parte della proposta in esame.