Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 303 del 10/05/2022

ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA 

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/953 su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato COVID digitale dell'UE) per agevolare la libera circolazione delle persone durante la pandemia di COVID-19 (n. COM(2022) 50 definitivo) 

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/954 su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato COVID digitale dell'UE) per i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o residenti nel territorio degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19 (n. COM(2022) 55 definitivo)

(Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, dei progetti di atti legislativi dell'Unione europea e rinvio)

 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 27 aprile.

 

Il senatore DE SIANO (FIBP-UDC), relatore, riepiloga i contenuti delle due proposte di regolamento in titolo, che prorogano di 12 mesi, fino al 30 giugno 2023, il periodo di applicazione del regolamento (UE) 2021/953, che istituisce il quadro europeo dei certificati Covid per i cittadini europei, e del regolamento (UE) 2021/954, che istituisce il quadro europeo dei certificati Covid per i cittadini di Stati terzi residenti stabilmente nel territorio dell’UE.

Ricorda che sulle proposte sono pervenute le relazioni del Governo, ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si esprime la loro conformità all’interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, e la loro particolare urgenza, e che esse sono all’esame di 13 Camere dei Parlamenti nazionali dell’UE, che non hanno sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

Il Relatore ritiene, pertanto, di confermare l’orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte delle due proposte in esame.

 

Il senatore LOREFICE (M5S) chiede chiarimenti circa l’esame da parte degli altri Parlamenti nazionali, per sapere quali Camere o Parlamenti hanno effettivamente concluso l’esame e quali lo hanno ancora in corso, e l’orientamento in tali sedi emerso.

 

Il seguito dell’esame è, quindi, rinviato.

 

 

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela penale dell'ambiente, che sostituisce la direttiva 2008/99/CE (n. COM(2021) 851 definitivo)

(Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea)

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 4 maggio.

 

Il senatore CORBETTA (M5S), relatore, riepiloga i contenuti della proposta in titolo, volta a rafforzare il vigente quadro europeo sui reati ambientali sostituendo la direttiva 2008/99/CE, in seguito alla valutazione della carente efficacia dell’impianto normativo esistente e a fronte delle crescenti minacce per l’ambiente, soprattutto di carattere transfrontaliero, a danno della qualità dell’aria, della qualità del suolo e delle fonti idriche, nonché dei conseguenti effetti negativi sulla flora e la fauna. 

Ricorda che sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo prevista dall’articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l’iniziativa conforme all’interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Quanto all’esame da parte degli altri Parlamenti nazionali, ricorda che la proposta è esaminata da 13 Camere, di cui solo il Parlamento svedese ha adottato un parere motivato, sostenendo la violazione del principio di sussidiarietà, in relazione all’obbligo per gli Stati membri di prevedere, come sanzioni supplementari nei confronti di persone fisiche che hanno commesso reati ambientali anche il temporaneo divieto di candidarsi a cariche elettive o pubbliche.

Al riguardo, il Relatore ricorda che si tratta solo di sanzioni accessorie, che nulla tolgono alla piena discrezionalità del giudice di applicarle o meno al caso concreto. Ribadisce, pertanto, di non condividere l’opinione espressa dal Parlamento svedese e di poter confermare l’orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta in esame.

 

La Commissione prende atto.

 

 

Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione (UE, Euratom) 2020/2053 relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (n. COM(2021) 570 definitivo)

(Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea)

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 6 aprile.

 

Il senatore CANDIANI (L-SP-PSd'Az), relatore, ricorda che la proposta di decisione in esame prevede l’introduzione di tre nuove risorse proprie dell’Unione europea, al fine di conferire al bilancio dell’UE le risorse necessarie per far fronte al rimborso e al pagamento dei relativi interessi, nell’arco di 30 anni, del debito comune emesso dall’UE a titolo della componente sussidi a fondo perduto (grants) di Next Generation EU, nonché per finanziare il Fondo sociale per il clima (FSC), istituito per accompagnare la transizione verso un’economia decarbonizzata, e per consentire di ridurre il peso della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) nel bilancio dell’UE.

La prima nuova risorsa propria dell’UE consiste nel 25 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita all’asta delle quote di emissione, nell’ambito del sistema ETS, comprese le nuove quote relative al settore marittimo, agli edifici e al trasporto stradale di cui alla proposta COM(2021) 551.

La seconda prevede il versamento al bilancio dell’UE pari al 75 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita di certificati nell’ambito del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, di cui alla proposta di regolamento COM(2021) 564.

La terza nuova risorsa propria prevede che gli Stati membri versino al bilancio dell’UE il 15 per cento della quota degli utili residui delle imprese multinazionali più grandi e redditizie, che sarà riassegnata agli Stati membri che sono giurisdizioni di mercato finale, secondo l’accordo OCSE/G20 sulla ridistribuzione parziale dei diritti di imposizione ("primo pilastro").

Si prevede che queste nuove fonti di entrate, una volta giunte a regime negli anni 2026-2030, genereranno in media fino a 17 miliardi di euro l’anno a favore del bilancio dell’UE.

La proposta segue la procedura legislativa speciale, stabilita all’articolo 311 del TFUE, che prevede un’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio UE, previa consultazione del Parlamento europeo, e la successiva approvazione da parte di ciascuno Stato membro.

Pertanto, la proposta entrerà in vigore il mese successivo al ricevimento dell’ultima approvazione nazionale e sarà applicata a decorrere dal 1° gennaio 2023 per la parte relativa alle quote di emissione ETS esistenti e, per la restante parte, a decorrere dall’entrata in vigore delle rispettive proposte.

Sulla proposta, è pervenuta la relazione del Governo prevista dall’articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l’iniziativa conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, e condivisibile nei suoi obiettivi ispiratori. L’Italia ha, infatti, sostenuto l’obiettivo di istituire nuove risorse proprie, sia per finanziare il rimborso del NGEU senza ridurre la spesa del QFP, sia per ridurre la contribuzione nazionale in chiave risorsa propria basata sul RNL, nonché per finanziare il FSC. Nel merito, il Governo si riserva una più attenta valutazione degli effetti finanziari derivanti dalla proposta, in termini soprattutto di possibile incremento della contribuzione complessiva dell’Italia al bilancio UE e di un’equa ripartizione di detta contribuzione tra i vari Stati membri, una volta che questa sarà definita, unitamente alla proposta sul FSC e alle tre proposte sull’ETS, sul Carbon Border Tax e sugli utili residui delle multinazionali (quest’ultima non ancora presentata dalla Commissione europea). Nella relazione si precisa, infatti, che la proposta è ancora nella fase preliminare dell’esame nei gruppi tecnici del Consiglio competenti sulle singole risorse proprie e che non è ancora iniziata la discussione di merito in sede di Consiglio.

La proposta è stata esaminata da 15 Camere dei Parlamenti nazionali dell’Unione europea, che non hanno sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, salvo il Parlamento svedese che ha adottato un parere motivato, esprimendo la sua contrarietà di principio al trasferimento del potere fiscale nazionale al livello dell’UE e la sua posizione critica sull’istituzione di nuove risorse proprie, ritenendo invece che l’obiettivo di coprire le spese del rimborso del debito contratto dall’UE per finanziare i sussidi previsti da Next Generation EU possa essere raggiunto mediante una redistribuzione dei fondi esistenti all’interno del bilancio dell’Unione.

Il Relatore, non condividendo la posizione del Parlamento svedese e preso atto della valutazione positiva in principio espressa dal Governo, ritiene di poter confermare l’orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità da parte della proposta in esame.

 

La senatrice GIANNUZZI (CAL-A-PC-IdV) si dichiara d’accordo, in linea di principio, sull’istituzione di nuove fonti di finanziamento proprie dell’UE. Tuttavia, si dichiara del tutto insoddisfatta nei confronti dell’approccio esposto dal Relatore, volto a dare carta bianca al Governo in una fase in cui, come emerge chiaramente dalla relazione dello stesso Governo, non è possibile dare conto dell’impatto finanziario ed economico che la proposta in esame avrebbe sul bilancio dello Stato e sugli operatori economici interessati, impatto che ritiene possa essere anche di proporzioni allarmanti.

 

La senatrice GINETTI (IV-PSI) chiede chiarimenti circa la natura dello strumento giuridico della decisione, incarnato dalla proposta, che dovrà essere adottata dal Consiglio secondo una procedura legislativa speciale ed essere poi sottoposta ad approvazione da parte degli Stati membri, mentre gli atti istitutivi di Next Generation EU e del Recovery Fund erano dei regolamenti. Chiede quindi se la proposta in esame è volta a integrare e modificare gli atti citati, che erano stati a suo tempo esaminati e approvati.

 

Il senatore LOREFICE (M5S) chiede chiarimenti circa l’evidente carenza di elementi per valutare l’impatto della proposta, anche rispetto alla quantificazione secondo cui le nuove fonti di entrate, una volta giunte a regime negli anni 2026-2030, genereranno in media fino a 17 miliardi di euro l’anno a favore del bilancio dell’UE.

 

Il PRESIDENTE precisa che la proposta in esame assume la forma di una decisione del Consiglio, perché è destinata a modificare la decisione (UE, Euratom) 2020/2053, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea.

 

Il relatore CANDIANI (L-SP-PSd'Az) condivide il rammarico circa l’impossibilità di avere contezza in questa fase dell’effettivo impatto finanziario che la proposta potrà avere sul nostro Paese, salvo il dato dei 17 miliardi di euro annui che le tre nuove risorse proprie dovrebbero generare per l’UE al fine di far fronte al rimborso e agli interessi del debito comune emesso dall’UE per finanziare il NGEU, il FSC e per consentire di ridurre il peso della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) nel bilancio dell’UE.

Ritiene comunque che, mentre 14 Camere dei Parlamenti nazionali non hanno rilevato violazioni dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, il Parlamento svedese esprime una posizione nazionale di già nota contrarietà all’aumento delle risorse dell’Unione europea. A nostro avviso, tuttavia, il bilancio europeo già approvato per il settennio in corso non deve essere toccato ed è per questo che è necessario procedere all’istituzione delle nuove risorse proprie dell’UE.

Quindi, per quanto in principio condivisibili le riflessioni svolte dalla senatrice Giannuzzi, resta la necessità in concreto di reperire nuove risorse per ripianare il debito comune del NGEU, di cui c'era piena consapevolezza già quando fu istituito.

Con riguardo allo strumento della decisione, scelto dalla proposta in esame, conferma quanto già sottolineato dal Presidente, ovvero che questa va a integrare le risorse proprie stabilite dall’articolo 2 della decisione (UE, Euratom) 2020/2053, relative ai dazi doganali, all’IVA, alle materie plastiche e alla quota di RNL degli Stati membri.

Ribadisce, quindi, l’orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità da parte della proposta in esame.

 

La Commissione prende atto.

 

 

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (rifusione) (n. COM(2021) 734 definitivo)

(Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea)

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 27 aprile.

 

Il senatore MARCUCCI (PD), relatore, riepiloga i contenuti della proposta di regolamento in titolo, che reca la rifusione del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee, modificandone la normativa al fine di rafforzare le capacità di azione e la trasparenza dei partiti politici europei, per sviluppare e rafforzare la democrazia europea e la legittimità delle istituzioni dell’UE, e per assicurare un maggior grado di parità di genere.

Ricorda che sulla proposta non è pervenuta la relazione del Governo prevista dall’articolo 6 della legge n. 234 del 2012 e che questa è stata esaminata da 15 Camere dei Parlamenti nazionali dell’Unione europea, che non hanno sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Ritiene, pertanto, di poter confermare l’orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità da parte della proposta in esame.

 

Il senatore LOREFICE (M5S) chiede di integrare la posizione della Commissione sull’atto in esame con un riferimento all’opportunità di allargare l’orizzonte anche ad altre forme di rappresentanza politica, oltre alle predefinite caratteristiche dei partiti politici europei.

Ritiene, in particolare, che la rifusione del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 dovrebbe costituire l'occasione di adeguare la regolamentazione dei partiti e fondazioni politiche europee all'evoluzione del sistema politico europeo che ha visto affermarsi anche formazioni politiche nuove, non riconducibili alle famiglie politiche europee tradizionali. Risulterebbe, quindi opportuno, aggiornare la definizione di partito politico europeo ricomprendendovi anche i movimenti, i gruppi politici organizzati e le altre formazioni politiche, qualora rispettino i requisiti previsti dal regolamento medesimo.

 

La senatrice GIANNUZZI (CAL-A-PC-IdV) evidenzia la tendenza alla finanziarizzazione del panorama europeo, esprimendo perplessità circa la previsione della nuova categoria di entrate proprie dei partiti e fondazioni politiche, generate da attività economiche quali i proventi da iscrizioni a conferenze o da vendita di pubblicazioni, e sulla generale carenza della proposta nell’affrontare il tema del rischio di ingerenza esterna e di violazione delle norme sulla protezione dei dati.

 

Il senatore MARCUCCI (PD) accoglie convintamente l’integrazione proposta dal senatore Lorefice. Quanto alle considerazioni svolte dalla senatrice Giannuzzi ritiene di concordare sul rischio di ambivalenza delle entrate derivanti da attività economiche proprie dei partiti o fondazioni, mentre, riguardo alla seconda riflessione, esprime comprensione ma non ritiene di accoglierla.

 

Il senatore CANDIANI (L-SP-PSd'Az) esprime una generale contrarietà nei confronti di un approccio volto alla regolamentazione delle istanze e dei presidi propri della vita politica democratica, di fronte al rischio di limitare di fatto la libertà democratica, pur nell’intento dichiarato di tutelarla e di rafforzarla.

 

Il senatore MARCUCCI (PD) ribadisce l'orientamento favorevole sul rispetto sui principi di sussidiarietà e proporzionalità da parte della proposta in esame, con le integrazioni da lui accolte.

 

La Commissione prende atto.