Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 297 del 06/04/2022

Il senatore CANDIANI (L-SP-PSd'Az), relatore, ricorda che la proposta di decisione in esame prevede l’introduzione di tre nuove risorse proprie dell’Unione europea, al fine di conferire al bilancio dell’UE le risorse necessarie per far fronte al rimborso e al pagamento dei relativi interessi, nell’arco di 30 anni, del debito comune emesso dall’UE a titolo della componente sussidi a fondo perduto (grants) di Next Generation EU, nonché per finanziare il Fondo sociale per il clima, istituito per accompagnare la transizione verso un’economia decarbonizzata, e per consentire di ridurre il peso della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) nel bilancio dell’UE.

Si prevede che queste nuove fonti di entrate, una volta giunte a regime negli anni 2026-2030, genereranno in media fino a 17 miliardi di euro l’anno a favore del bilancio dell’UE.

La prima nuova risorsa propria dell’UE consiste nel 25 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita all’asta delle quote di emissione, nell’ambito del sistema ETS, comprese le nuove quote relative al settore marittimo, agli edifici e al trasporto stradale di cui alla proposta COM(2021) 551.

La seconda prevede il versamento al bilancio dell’UE pari al 75 per cento delle entrate degli Stati membri derivanti dalla vendita di certificati nell’ambito del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, di cui alla proposta di regolamento COM(2021) 564.

La terza nuova risorsa propria prevede che gli Stati membri versino al bilancio dell’UE il 15 per cento della quota degli utili residui delle imprese multinazionali più grandi e redditizie, che sarà riassegnata agli Stati membri che sono giurisdizioni di mercato finale, secondo l’accordo OCSE/G20 sulla ridistribuzione parziale dei diritti di imposizione ("primo pilastro").

La proposta entrerà in vigore il mese successivo al ricevimento dell’ultima notifica, da parte degli Stati membri, della conclusione delle procedure di ratifica, e sarà applicata a decorrere dal 1° gennaio 2023 per la parte relativa alle quote di emissione ETS esistenti e, per la restante parte, a decorrere dall’entrata in vigore delle due proposte citate.

Sulla proposta, il cui termine delle 8 settimane, previste dal Protocollo n. 2, è scaduto lo scorso 7 marzo, non è pervenuta la relazione del Governo prevista dall’articolo 6 della legge n. 234 del 2012.

La proposta è stata esaminata da 14 Camere dei Parlamenti nazionali dell’Unione europea, che non hanno ad oggi sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, salvo il Parlamento svedese che ha adottato un parere motivato (contrario), esprimendo la sua contrarietà di principio al trasferimento del potere fiscale nazionale al livello dell’UE e la sua posizione critica sull’istituzione di nuove risorse proprie, ritenendo invece che l’obiettivo di coprire le spese del rimborso del debito contratto dall’UE per finanziare i sussidi previsti da Next Generation EU possa essere raggiunto mediante una redistribuzione dei fondi esistenti all’interno del bilancio dell’Unione.

Non condividendo la posizione del Parlamento svedese, il Relatore ritiene di poter confermare l’orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità da parte della proposta in esame.

Si rammarica, tuttavia, del fatto che non sia pervenuta la relazione del Governo su un atto di grande rilevanza sulla presente esigenza finanziaria legata al Next Generation EU, ma soprattutto sui possibili sviluppi futuri delle politiche dell’Unione europea e delle connesse esigenze di finanziamento.