Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 294 del 29/03/2022
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Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd'Az), relatore, ricorda l’audizione di rappresentanti di Assarmatori, svolta il 15 marzo scorso, e presenta uno schema di risoluzione sulla proposta di direttiva in titolo, che stabilisce un quadro normativo volto a favorire la pianificazione e gli investimenti a lungo termine per l’uso dei combustibili rinnovabili e a basse emissioni nel trasporto marittimo, nell’ottica dell’impegno dell’UE per il raggiungimento dell’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.
Ricorda che le misure previste dalla proposta si collocano nel contesto del Green Deal europeo e del pacchetto climatico europeo Fit for 55, che prevede l’estensione del sistema europeo di scambio di quote di emissioni al trasporto marittimo (COM(2021) 551), la revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia (COM(2021) 563), la direttiva sull’infrastruttura per i combustibili alternativi COM(2021) 559) e della direttiva sulle energie rinnovabili (COM(2021) 557).
In tale contesto, la proposta prevede di ridurre le emissioni da parte delle navi, stabilendo limiti dell’intensità dei gas a effetto serra per unità di energia usata a bordo di una nave in arrivo, all’interno o in partenza da porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro e l’obbligo di utilizzo dell’alimentazione elettrica da terra o di una tecnologia a zero emissioni durante la permanenza in porto, nonché un sistema di avanzo/disavanzo di conformità ai requisiti stabiliti e sanzioni applicabili in caso di disavanzo di conformità, i cui proventi sono assegnati al Fondo per l’innovazione di cui alla direttiva 2003/87/CE sul sistema ETS.
Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto del principio di sussidiarietà e proporzionalità, il Relatore ritiene che la proposta rispetti il principio di sussidiarietà, in quanto la maggior parte del settore dei traffici marittimi è per sua natura di carattere transfrontaliero e internazionale, mentre solo il 9 per cento del traffico è costituito da viaggi nazionali, e pertanto, in assenza di una dimensione europea delle misure ad essi riferite, potrebbe porsi il rischio di dare vita ad un mosaico di normative nazionali, relative alle emissioni delle navi, tra loro incoerenti e suscettibili di generare distorsioni del mercato interno e della concorrenza.
In relazione al rispetto del principio di proporzionalità, evidenzia preliminarmente che la tecnologia propulsiva e dei carburanti per il settore navale non ha attualmente alternative che consentano l’utilizzo di carburanti meno inquinanti (salvo il gas naturale liquefatto, GNL, che è comunque un combustibile di transizione, in quanto rilascia importanti percentuali di emissioni di CO2 in atmosfera, e che non ha un’adeguata rete di produzione, stoccaggio e distribuzione sul territorio), né esiste una chiara prospettiva dei progetti di ricerca sulle possibili alternative all’attuale sistema di propulsione navale nell’arco dei prossimi dieci anni.
Inoltre, in assenza di prospettive a medio termine, su possibili sistemi propulsivi a basse o zero emissioni, non è possibile predisporre piani d’investimento aziendali in nuove tecnologie di propulsori, né elaborare progetti relativi alla loro catena logistica di distribuzione.
Pertanto, il quadro complessivo prospettato nelle proposte normative europee citate, applicabile al settore marittimo, delinea un aggravio normativo e sanzionatorio, con maggiori costi operativi, che gli operatori del settore non hanno possibilità di evitare entro i termini temporali stabiliti e che per questo motivo non appare giustificato. Infatti, oltre agli oneri derivanti dalla proposta sull’uso di combustibili a basse emissioni, il settore marittimo è interessato dagli aggravi derivanti dalla proposta sull’estensione del sistema europeo di scambio di quote di emissioni ETS al trasporto marittimo già a partire dal 2023 e dalla proposta sulla tassazione dell’energia da cui deriva l’eliminazione dell’attuale esenzione dalle accise sui carburanti marini.
Tali aggravi sono destinati a produrre conseguenze negative sul livello di concorrenza delle imprese di trasporto marittimo operanti in Europa, rispetto alle altre imprese globali che, non scalando porti europei, non dovranno sottostare alle nuove e più restrittive regole, e rischiano di ridurre in modo significativo anche i flussi di traffico e le attività portuali in Europa, e in particolare nel nostro Paese, con importanti ricadute occupazionali, a vantaggio dei porti immediatamente vicini come quelli del Nord Africa, alcuni già operativi e altri in fase di costruzione.
Il Relatore ritiene, pertanto, che la proposta non rispetti il principio di proporzionalità e propone di chiedere che sia valutata l’opportunità di: svolgere un’analisi di impatto economico commerciale sulle ricadute economiche per le imprese marittime e portuali europee e per l’occupazione, soprattutto per i territori a forte valenza marittima, derivanti dalla proposta sull’uso di combustibili a basse emissioni di carbonio nel settore del trasporto marittimo e dalla proposta sull’estensione del sistema ETS al trasporto marittimo; prevedere un allungamento dei tempi di phase-in per l’applicazione della proposta sull’uso di combustibili a basse emissioni di carbonio nel settore del trasporto marittimo e della proposta sull’estensione del sistema ETS al trasporto marittimo, collegando la cadenza temporale di applicazione all’effettiva disponibilità sul mercato di soluzioni alternative all’uso degli attuali combustibili marini; prevedere forme di esenzione dalle misure restrittive all’uso di combustibili non green, per i collegamenti marittimi relativi ai servizi essenziali ad assicurare alla popolazione insulare la necessaria "continuità territoriale" e per i collegamenti rientranti nelle cosiddette autostrade del mare alternative ai percorsi stradali; prevedere un fondo dedicato, nell’ambito dell’ETS, teso a garantire che le entrate derivanti dalle quote di emissione per il settore marittimo e dalle eventuali sanzioni previste dalla proposta di regolamento sull’uso di combustibili a basse emissioni (FuelEU Maritime) siano completamente destinate ai progetti dedicati a individuare tecnologie che consentano la decarbonizzazione del settore marittimo.
Il seguito dell’esame è, quindi, rinviato.