Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 289 del 08/03/2022

Il senatore NANNICINI (PD), relatore, ricorda che la proposta di direttiva in esame si pone come obiettivo quello di garantire che i soggetti che svolgono la loro attività lavorativa mediante piattaforme di lavoro digitali (tra cui i cosiddetti riders), possano godere di un adeguato complesso di diritti e prestazioni sociali, al fine di migliorare le loro condizioni di lavoro e di garantire loro un trattamento equo e paritario, prevenendo situazioni di abuso dei contratti atipici.

            In particolare, la proposta prevede misure dirette ad assicurare la corretta determinazione della loro posizione contrattuale, la promozione della trasparenza, dell’equità e della responsabilità nella gestione algoritmica della loro attività, e a migliore la trasparenza del lavoro anche in situazioni transfrontaliere, in quanto il 59 per cento di tutte le persone che lavorano mediante piattaforme digitali nell’UE interagisce con clienti stabiliti in un altro Paese.

            La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di quindici Camere dei Parlamenti nazionali dell’Unione europea, che non hanno sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, salvo il Parlamento svedese.

            Il Parlamento svedese ritiene che la proposta non rispetti a sufficienza le diversità dei mercati del lavoro degli Stati membri e l’autonomia delle parti sociali. Ciò appare chiaramente, secondo il Riksdag nell’articolo 4 della proposta, in cui la presunzione legale del rapporto di lavoro invalida la nozione svedese di lavoratore dipendente. Inoltre, esiste il rischio che la direttiva abbia ripercussioni sia sul sistema fiscale che su quello delle assicurazioni sociali. Secondo il Riksdag, la proposta di direttiva potrebbe avere conseguenze di vasta portata per le società di piattaforme esistenti e per l’intera gig economy.

            Il Relatore ricorda che, sulla proposta, è pervenuta la relazione del Governo, trasmessa ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si afferma la sua conformità ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, all’interesse nazionale. La proposta, secondo il Governo, potrebbe consentire di rafforzare ulteriormente il quadro normativo già vigente sulle tutele previste nell’ordinamento nazionale integrandolo con obblighi di informazione più puntuali a carico dei datori di lavoro e con l’introduzione di strumenti di monitoraggio e controllo, nonché con il coinvolgimento delle parti sociali.

            Il Relatore ritiene, pertanto, di poter confermare l’orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta in esame.