Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 283 del 09/02/2022

Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci (n. 352)

(Osservazioni alla 8a Commissione. Esame e rinvio)

 

La senatrice RICCIARDI (M5S), relatrice, introduce l’esame del Documento strategico della mobilità ferroviaria, trasmesso alle Camere ai sensi del decreto legislativo n. 112 del 2015, di attuazione della direttiva 2012/34/UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico, come modificato dal decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), evidenziando che esso ha lo scopo di semplificare e agevolare la realizzazione dei traguardi e degli obiettivi stabiliti dal Piano e di ridurre i tempi di realizzazione degli investimenti ferroviari.

In tale contesto, il Documento costituisce la premessa per il rinnovo, per il prossimo quinquennio 2022-2026, dell’attuale Contratto di programma che regola gli aspetti economici e finanziari del rapporto di concessione a Rete ferroviaria italiana (RFI) per lo sviluppo e la gestione dell’infrastruttura ferroviaria, in coerenza con il quadro degli interventi definiti nel PNRR.

A tal fine, il Documento strategico reca l’illustrazione delle esigenze di mobilità di passeggeri e merci per ferrovia, delle attività per la gestione e il rafforzamento del livello di presidio manutentivo della rete, nonché l’individuazione dei criteri di valutazione della sostenibilità ambientale, economica e sociale degli interventi e i necessari standard di sicurezza e di resilienza dell’infrastruttura ferroviaria nazionale anche con riferimento agli effetti dei cambiamenti climatici.

Il Documento è articolato in quattro parti. Dopo la prima parte introduttiva, nella seconda vengono illustrati gli obiettivi strategici della politica delle infrastrutture e della mobilità. Nella terza vengono descritti l’attuale contratto di programma 2017-2021 e l’aggiornamento 2020-2021, le risorse disponibili per il contratto di programma 2022-2026, nonché i programmi strategici in materia di mobilità ferroviaria. Infine, nella quarta parte è descritta la metodologia di valutazione ex-ante, in itinere ed ex-post degli investimenti in ambito ferroviario e della performance del gestore dell’infrastruttura ferroviaria.

In particolare, nella parte II del Documento, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili illustra il programma della politica della mobilità in Italia di qui al 2030 e al 2050, in corrispondenza delle scadenze poste dal pacchetto climatico europeo Fit for 55. Il programma è ancorato al quadro di riferimento contenuto nel PNRR, prevedendo lo stanziamento di risorse europee volte a provvedere alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile del sistema dei trasporti, nonché alla riduzione delle disuguaglianze territoriali in termini di dotazione infrastrutturale e di servizi di mobilità, alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti e dell’inquinamento.

Il duplice obiettivo di lungo periodo mira ad aumentare del 50 per cento, entro il 2030, il traffico ferroviario ad alta velocità e il traffico ferroviario merci rispetto ai livelli del 2015, provvedendo parallelamente a rendere a emissioni zero i trasporti di linea collettivi inferiori a 500 km. Inoltre, si mira, entro il 2050, a triplicare il traffico ferroviario ad alta velocità, raddoppiare il traffico merci ferroviario e rendere pienamente operativa la rete di trasporto transeuropea (TEN-T) multimodale.

Il Documento pone particolare attenzione alla piena realizzazione dei corridoi europei TEN-T sottolineando che ben 4 dei nove corridoi ivi contemplati attraversano il territorio italiano. Tale rete di trasporti, prevista dal regolamento (UE) n. 1315/2013, è identificata dal Documento quale elemento essenziale all’ammodernamento del sistema di collegamenti in un’ottica integrata con nodi ferroviari, urbani, porti e aeroporti. Il Documento prende in considerazione e interpreta in chiave di giovamento anche il Sistema integrato nazionale dei trasporti (SINT): l’insieme di infrastrutture che costituiscono poli di attrazione e di offerta di mobilità multimodale di passeggeri e merci in Italia.

Nella parte II viene altresì illustrato un quadro analitico sulle tendenze attuali e le prospettive future della domanda e dell’offerta di trasporto ferroviario, dal quale emerge: il drastico crollo – causato dallo scoppio della pandemia – del traffico passeggeri sia per le tratte medie e lunghe che per le tratte regionali; il prevalere del trasporto delle merci su gomma rispetto a quello su rotaia; il persistente divario dell’infrastruttura italiana in relazione agli altri Paesi UE sia in termini di densità in rapporto alla popolazione, sia in termini di quota modale su ferro per passeggeri e merci.

Nella parte III viene offerto un quadro generale della struttura del rapporto contrattuale tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sostenibili e Rete ferroviaria italiana (RFI) il quale è basato, sin dal 2013, su due Contratti di programma (CdP): la parte Investimenti e la parte Servizi.

Per la parte Investimenti, il Documento indica un valore complessivo del portafoglio progetti in corso e programmatico pari a circa 213 miliardi di euro, di cui 109 miliardi già finanziati con la programmazione 2017-2021 e i restanti 104 miliardi da finanziare con il nuovo CdP-I 2022-2026 (per circa 54,5 miliardi di euro) e con il successivo (per circa 49,5 miliardi di euro).

Per la parte Servizi, il CdP-S 2022-2026 prevede un fabbisogno complessivo annuo di circa 3,36 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi per le attività di manutenzione straordinaria di ciascun anno del quinquennio e 1,16 miliardi per le attività in conto esercizio del contratto.

Per quanto riguarda gli elementi di contenuto, richiesti dall’articolo 5 del citato decreto-legge n. 152 del 2021, il Documento strategico contiene, in materia di mobilità ferroviaria e priorità degli interventi, programmi di investimento per l’upgrading della rete esistente, finalizzati alla sicurezza e all’efficienza e volti a realizzare un miglioramento delle prestazioni di manutenzione e a innalzare la qualità della rete. In relazione ai programmi di resilienza al cambiamento climatico il Documento prevede investimenti nell’ambito della ricerca e della simulazione della relazione clima-infrastrutture, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione digitale per lo sviluppo della resilienza climatica delle infrastrutture esistenti e future.

Per ciò che concerne i programmi di sviluppo tecnologico, si identificano tre pilastri sui quali si svilupperà la trasformazione tecnologica dell’infrastruttura ferroviaria nazionale nei prossimi 15 anni: la sostituzione degli apparati centrali elettrici di comando e controllo degli enti di stazione con apparati centrali computerizzati multistazione; la sostituzione del sistema di controllo della marcia del treno SCMT/SSC con il sistema ERTMS (European Railway Traffic Management System) e l’eliminazione dei segnali luminosi; la sostituzione progressiva, dal 2025, del sistema standard transeuropeo di telecomunicazione radiomobile per usi ferroviari GSM-R su tecnologia 2G, con il Future Railway Mobile Communication System, sistema interoperabile su tecnologia 5G.

Si prevede inoltre l’introduzione di programmi riguardanti l’accessibilità delle stazioni ferroviarie e volti a incrementare il livello di connettività delle stazioni ferroviarie con il trasporto pubblico locale, la sharing mobility e la mobilità attiva, e il miglioramento dell’accessibilità alle strutture da parte delle persone con disabilità e a mobilità ridotta in linea con quanto previsto dal regolamento (UE) n.1300/2014.

Il Documento mira inoltre a stabilire un approccio nuovo alla progettazione attraverso i progetti di fattibilità tecnico-economica, così come previsto dall’Allegato infrastrutture al DEF, dal PNRR e dalle "Linee Guida per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica da porre a base dell’affidamento di contratti pubblici di lavori del PNRR e del PNC" adottate il 29 luglio 2021 dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici presso il Ministero delle infrastrutture.

In relazione ai collegamenti di ultimo miglio dei porti e degli aeroporti, il documento evidenzia la previsione, resa possibile dal PNRR, di ingenti investimenti mirati al potenziamento delle interconnessioni ferroviarie.

Per quanto riguarda le innovazioni ambientali il Documento ritiene che l’idrogeno possa essere impiegato nel medio periodo nel settore ferroviario ed espone alcune analisi condotte da RFI riguardanti la possibilità di attuare una transizione dal diesel all’idrogeno preservando le performance del servizio offerto in linea con quanto contenuto nel PNRR alla Missione 2 Componente 2 "Sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto ferroviario".

Nel Capitolo IV è descritta la metodologia di valutazione ex-ante, in itinere ed ex-post che dovrà essere applicata per gli investimenti del prossimo CdP 2022-2026, secondo quanto previsto dalle "Linee guida operative per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche - settore ferroviario" adottate dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Sono inoltre riportati i criteri di valutazione delle performance del gestore dell’infrastruttura ferroviaria e le relative penalità risultanti dall’Allegato 9 del CdP 2017-2021 e dal relativo aggiornamento 2020-2021, che il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile ha la facoltà di irrogare in caso di mancato raggiungimento delle performance fissate.

 

Il seguito dell’esame è rinviato ad altra seduta.