Legislatura 18ª - Commissioni 5° e 14° riunite - Resoconto sommario n. 17 del 08/02/2022

AFFARI ASSEGNATI 

 

Documento CCLXIII, n. 1: "Prima relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), riferita all'anno 2021" (n. 1055)

(Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio) 

 

Il presidente STEFANO (PD) introduce l’esame dell’affare assegnato in titolo, recante la prima Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) (Doc. CCLXIII, n. 1).  Ricorda che essa è stata deferita, ai sensi dell’articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti e che su di essa le Commissioni 5ª e 14ª hanno chiesto l’assegnazione, ai sensi dell’articolo 50 del Regolamento, di uno specifico affare, rispetto al quale tutte le Commissioni sono chiamate ad esprimere un parere per le parti di competenza.

Il Presidente ricorda, quindi, che, in base all’articolo 2, comma 2, lettera e), del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, sulla governance del PNRR, il Governo è tenuto a riferire alle Camere, sullo stato di attuazione del PNRR, trasmettendo semestralmente una Relazione.

Tale Relazione deve contenere le informazioni citate al comma 1045 della legge di bilancio 2021, ovvero "i prospetti sull’utilizzo delle risorse del programma Next Generation EU e sui risultati raggiunti", nonché "le eventuali misure necessarie per accelerare l’avanzamento dei progetti e per una migliore efficacia degli stessi rispetto agli obiettivi perseguiti".

Inoltre, la Relazione deve essere corredata da una nota esplicativa sulla realizzazione dei traguardi e degli obiettivi stabiliti nel periodo di riferimento e – anche su richiesta delle Commissioni parlamentari – da ogni elemento utile a valutare lo stato di avanzamento degli interventi, il loro impatto e l’efficacia rispetto agli obiettivi perseguiti, con specifico riguardo alle politiche di sostegno per l’occupazione e per l’integrazione socio-economica dei giovani, alla parità di genere e alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

A corredo di tali disposizioni, la legge di conversione del predetto "decreto governance" (legge 29 luglio 2021, n. 108) ha stabilito specifiche procedure di monitoraggio parlamentare sull’attuazione dei progetti previsti dal PNRR e sul rispetto dei termini entro i quali questi devono essere completati, anche al fine di prevenire, rilevare e correggere eventuali criticità relative all’attuazione del PNRR, mediante la formulazione di "osservazioni o valutazioni" utili a tal fine.

Parallelamente, la legge europea 2019-2020 (legge 23 dicembre 2021, n. 238) ha stabilito, all’articolo 43, che le Commissioni parlamentari competenti per l’esame del PNRR esaminano le Relazioni semestrali e svolgono ogni opportuna attività conoscitiva, finalizzata al monitoraggio del corretto utilizzo delle risorse dell’Unione europea assegnate all’Italia, alla verifica del conseguimento dei traguardi e degli obiettivi intermedi ai fini dell’erogazione dei contributi finanziari, nonché alla valutazione dell’impatto economico, sociale e territoriale derivante dall’attuazione delle riforme e dalla realizzazione dei progetti finanziati.

A tal fine, le Commissioni possono svolgere audizioni dei soggetti responsabili e attuatori dei progetti ed effettuare sopralluoghi presso i siti in cui sono in corso di realizzazione i progetti del PNRR aventi ricadute sui territori.

Infine, al termine dell’esame di ogni Relazione semestrale, le Commissioni possono adottare "atti di indirizzo al Governo", per indicare le eventuali criticità riscontrate nell’adozione delle riforme e nella realizzazione dei progetti.

Per l’attività di monitoraggio, il Parlamento potrà accedere al sistema informativo ReGiS, del Ministero dell’economia e delle finanze, ancora in fase di realizzazione, che consentirà al Servizio centrale per il PNRR (della Ragioneria generale) e alle altre Amministrazioni per le misure di propria titolarità, di valutare lo stato di avanzamento di milestone e target ed eventualmente di proporre l’esercizio di poteri sostitutivi in caso di criticità rilevate nel raggiungimento degli stessi. Il sistema consentirà inoltre di effettuare estrazioni informative sull’attuazione delle priorità trasversali (parità di genere, giovani e Mezzogiorno) e sull’individuazione della quota di risorse destinate agli assi strategici della transizione ecologica e della digitalizzazione, e alle diverse regioni del territorio nazionale.

Passando ai contenuti della Relazione, il Presidente osserva anzitutto che essa si compone di una prima parte descrittiva del PNRR e delle strutture e meccanismi di governance dello stesso e di una seconda parte relativa all’attuazione delle riforme e degli investimenti previsti, con particolare riferimento ai 51 obiettivi e traguardi in scadenza al 31 dicembre 2021, in vista della rendicontazione alla Commissione europea e del pagamento della prima rata di rimborso, pari a 24,1 miliardi di euro.

La prima rata è composta da 11,5 miliardi a titolo di contributi a fondo perduto e da 12,6 miliardi a titolo di prestito. Da queste cifre va, tuttavia, detratta la quota di prefinanziamento del 13 per cento, già ricevuta dall’Italia nel mese di agosto 2021. Pertanto, la prima rata, al netto del prefinanziamento, sarà pari a 21 miliardi di euro.

L’erogazione delle risorse da parte della Commissione europea avverrà nei prossimi mesi a seguito dell’iter di valutazione, previsto dai regolamenti, sul conseguimento delle 51 misure, divise fra milestone e target, che riguardano, in particolare, i settori della giustizia, della pubblica amministrazione, dell’audit e del controllo, dell’istruzione, delle politiche attive del mercato del lavoro, dei settori digitale e turistico, nonché della semplificazione della legislazione in settori come i rifiuti, l’acqua e il trasporto ferroviario.

I traguardi e gli obiettivi compresi nella rata del 31 dicembre 2021 prevedono l’adozione di atti di normativa primaria e secondaria o di atti amministrativi, contenenti indicazioni spesso propedeutiche alla realizzazione degli impegni per le scadenze delle rate future.

Un primo, importante gruppo di traguardi è diretto al rafforzamento della macchina amministrativa finalizzata alla gestione del PNRR, in modo tale da assecondare i processi di cambiamento indotti dal Piano sia nel breve che nel lungo periodo. Una parte rilevante di questi traguardi è di competenza del Dipartimento della funzione pubblica, ma rientrano in questo gruppo anche i traguardi funzionali alla realizzazione degli investimenti per la digitalizzazione del Paese.

Un altro gruppo di traguardi è riconducibile alle priorità trasversali del PNRR, relative alle disuguaglianze e alle situazioni di fragilità, tra cui la parità di genere e la riduzione del divario di cittadinanza tra Nord e Sud del Paese.

 

Prosegue il presidente PESCO (M5S), in riferimento alle riforme orizzontali in scadenza al 31 dicembre 2021, che comprendono quattro traguardi (tre riforme e un investimento) relativi alla riforma della giustizia, tra i cui obiettivi vi è quello di ottenere, entro il giugno 2026, una riduzione dei tempi processuali (rispetto al 2019) per la giustizia civile e commerciale, pari al 40 per cento, e per quella penale pari al 25 per cento, nonché la riduzione del 90 per cento (rispetto al 2019) del numero di cause pendenti nei tribunali ordinari di primo e secondo grado e del 70 per cento nei tribunali amministrativi regionali e presso il Consiglio di Stato. Si tratta della legge delega in materia di riforma del processo civile, la delega per la riforma del processo penale e la riforma in materia di crisi di impresa. Le tre riforme sono accompagnate dall’investimento sul potenziamento delle piante organiche, che dovrà essere completato nel prossimo anno con le assunzioni effettive e con l’inizio dell’operatività dell’ufficio del processo. Su tali riforme siamo in attesa dei relativi decreti attuativi.

Tra le riforme abilitanti vi sono due traguardi relativi alla semplificazione e alla revisione delle procedure per gli appalti, che costituiscono la prima fase della riforma del Codice dei contratti pubblici.

Nell’ambito delle riforme settoriali figurano due traguardi relativi al bilancio pubblico, inerenti al controllo della spesa e all’amministrazione finanziaria. Si tratta del miglioramento dell’efficacia del processo di spending review e della riduzione dell’evasione fiscale.

Diversi traguardi riguardano l’ambiente e la mobilità sostenibile. Tra questi figurano misure per la riduzione dei tempi per la valutazione e l’approvazione dei progetti nel settore infrastrutture e trasporti, un investimento relativo alla filiera degli autobus elettrici, il miglioramento della capacità gestionale dei servizi idrici integrati e dell’intero ciclo della raccolta, trattamento e riciclo dei rifiuti, la riforma per la promozione del biometano, due traguardi relativi alla prevenzione del dissesto idrogeologico, nonché il rafforzamento dell’Ecobonus e del Sismabonus, il Piano di controllo nazionale dell’inquinamento atmosferico e il Piano di forestazione.

In materia sanitaria vi è il traguardo dell’adozione del Piano di riorganizzazione delle strutture sanitarie per l’emergenza pandemica, con il rafforzamento della capacità delle strutture ospedaliere e l’incremento del numero di posti letto di terapia intensiva e semi intensiva.

Nel settore dell’università, della ricerca e l’innovazione, vi sono le riforme del sistema di istruzione terziaria, al fine di introdurre un grado maggiore di flessibilità nei percorsi curricolari e di coinvolgere maggiormente le imprese e stimolare la ricerca applicata. Altri traguardi riguardano gli alloggi per gli universitari e l’aumento delle borse di studio.

Infine vi è il gruppo dei traguardi relativi alle misure in favore del mondo produttivo, che riguardano il turismo, l’attuazione del Piano Transizione 4.0, gli investimenti di interesse europeo (IPCEI) in microelettronica, idrogeno e cloud, l’internazionalizzazione delle imprese e l’attuazione dello Sportello Unico Doganale previsto dalla normativa dell’Unione europea.

Con riguardo, in particolare, ad alcuni aspetti relativi all’attuazione del PNRR e al ruolo di monitoraggio del Parlamento, ai fini del raggiungimento dei traguardi e obiettivi, il Presidente sottolinea come quasi un terzo di milestone e target (154 su 520) indicati nel PNRR richieda l’approvazione di "riforme" e che, di queste, più di un terzo (59 su 154) richieda a sua volta l’approvazione di disposizioni legislative.

Per l’anno 2022, in particolare, 23 riforme su 66 richiedono atti legislativi, mentre 43 su 66 richiedono atti normativi secondari, con una notevole concentrazione nel secondo trimestre del 2022. Si segnalano in particolare le seguenti misure legislative la cui entrata in vigore è prevista per il 2022: la riforma della carriera degli insegnanti (entro il 30 giugno 2022), la delega per la riforma del codice degli appalti pubblici (entro il 30 giugno 2022), l’istituzione di un sistema di formazione di qualità per le scuole (entro il 31 dicembre 2022), l’istituzione di un sistema di certificazione della parità di genere e dei relativi meccanismi di incentivazione per le imprese (entro il 31 dicembre 2022), la legge annuale sulla concorrenza 2021 (entro il 31 dicembre 2022).

Nella Relazione si sottolinea come la prospettiva di medio periodo del PNRR offra la possibilità di istruire adeguatamente le proposte normative, sia in ambito parlamentare sia all’interno del Governo, così da consentirne una organica trattazione che assicuri il rispetto delle scadenze ed eviti il più possibile il ricorso alla decretazione d’urgenza.

Il ruolo del Parlamento nell’attuazione del PNRR appare quindi fondamentale, non soltanto per il monitoraggio e l’indirizzo dell’attività del Governo, ma anche per assicurare il rigoroso rispetto dei tempi di approvazione delle disposizioni legislative e, di conseguenza, delle relative norme attuative. Le scadenze sopra ricordate, infatti, fanno riferimento al complesso delle disposizioni necessarie, sia di rango primario, sia di rango secondario, previsti per ogni riforma.

Adeguati tempi di programmazione e istruttoria degli interventi legislativi saranno necessari anche per comporre politicamente i diversi punti di vista che emergono con riguardo, non soltanto alle modalità di realizzazione, ma talvolta anche alla natura dei traguardi e degli obiettivi.

In una prospettiva temporale più ampia, appare necessario programmare più stringenti modalità di valutazione delle riforme e degli investimenti previsti dal PNRR. Realizzare traguardi e obiettivi non è di per sé garanzia sufficiente che i problemi sociali ed economici affrontati siano effettivamente risolti. Anche se la Relazione del Governo evidenzia alcune iniziative promosse in tal senso, risulta necessario rafforzare ulteriormente gli strumenti preposti alla valutazione d’impatto degli investimenti e delle riforme del PNRR.

Per ulteriori approfondimenti, si rinvia alla Documentazione di finanza pubblica n. 28/3 sul Monitoraggio dell’attuazione del PNRR, curata dai Servizi Studi del Senato e della Camera dei deputati.

 

Il seguito dell’esame è, quindi, rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 14,55.