Legislatura 18ª - 10ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 199 del 15/12/2021

SINDACATO ISPETTIVO 

 

Interrogazione   

 

Il sottosegretario Vannia Gava risponde all'interrogazione n. 3-02842 della senatrice Abate, sugli aumenti in bolletta dovuti ai costi della transizione ecologica, evidenziando che i mercati energetici sono interessati, a livello globale, da dinamiche al rialzo delle quotazioni, a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime, in primo luogo del gas, nonché dell’aumento dei costi dei permessi di emissione di CO2.

Tali dinamiche hanno avuto una determinante influenza sull’andamento dei prezzi dell’energia elettrica europei e nazionali, in particolare, sui prezzi dell’energia elettrica in Italia in considerazione della attuale composizione del parco di produzione nazionale, per cui è decisiva l’influenza del gas nella formazione del prezzo all’ingrosso.

Dopo aver ricordato che il Governo è intervenuto più volte con provvedimenti ad hoc per mitigare l’impatto dei prezzi dell’energia su imprese e cittadini, specie quelli più vulnerabili, e che ulteriori risorse sono previste nel disegno di legge di bilancio, si sofferma sulla riconversione delle centrali a carbone quale ipotetica concausa dell’aumento del prezzo dell’energia, sottolineando come in Italia la quota di generazione elettrica da carbone sia residuale e tale da non determinare squilibri così evidenti per il sistema.

Inoltre, in merito al meccanismo del mercato delle capacità (capacity market), chiarisce che il nuovo sistema di remunerazione delle capacità avrà un primo anno di applicazione nel 2023, quando le risorse selezionate riceveranno "un premio" in cambio di alcuni vincoli di offerta. Pertanto, afferma che al momento questo meccanismo non ha prodotto effetti negativi sull’aumento del prezzo dell’energia elettrica.

In relazione alla transizione dell’attuale sistema elettrico verso la sostenibilità e la decarbonizzazione, rileva che già con l’adozione della Strategia energetica nazionale (SEN) nel 2017 ci si era posti l’obiettivo del completo phase out dal carbone quale combustibile per la produzione di energia elettrica, ribadito e confermato dal Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC), con orizzonte temporale al 2025.

Evidenzia, altresì, che attualmente sono otto le centrali elettriche nel territorio italiano che utilizzano il carbone come combustibile, in alcuni casi in co-combustione con gas naturale, biomassa o CSS, e per tutte sono stati emanati i relativi decreti di riesame complessivo delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) che prescrivono valori limite di emissioni nel rispetto delle migliori tecniche disponibili per i grandi impianti di combustione. Segnala poi che tutte le AIA rilasciate hanno una durata di sedici anni, fermo restando l’utilizzo del carbone come combustibile fino al 31 dicembre 2025. Inoltre, le autorizzazioni prevedono che, entro 12 mesi dal rilascio delle stesse, il Gestore presenti all’Autorità competente, per la successiva valutazione, il piano di cessazione definitiva dell’utilizzo del carbone per la produzione termoelettrica, contenente un programma di fermata definitiva, di pulizia, protezione passiva e messa in sicurezza degli impianti. Parallelamente, ed in linea con le politiche di decarbonizzazione in atto a livello sia comunitario che nazionale, i gestori degli impianti alimentati a carbone hanno presentato specifici progetti di riconversione a gas, in un’ottica di riduzione delle emissioni e di innovazione tecnologica.

Afferma inoltre che, secondo quanto previsto dal PNIEC, è necessario accelerare il percorso di trasformazione del parco di generazione elettrica verso una crescente penetrazione delle fonti rinnovabili al fine di ridurre il peso delle fonti fossili e, conseguentemente, la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento. Resta, pertanto, confermato l’impegno della chiusura delle centrali a carbone entro il 2025, ferma restando la necessità di realizzare impianti sostitutivi, quali nuova potenza rinnovabile, sistemi di accumulo, infrastrutture di rete e, ove necessario, sistemi a gas, questi ultimi necessari per il raggiungimento dell’obiettivo e a garantire, nel contempo, il mantenimento degli standard di sicurezza del sistema elettrico e della qualità del servizio per tutti gli utenti.

Sottolinea comunque che, secondo quanto previsto dal PNIEC e nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), la trasformazione del sistema energetico deve essere sostenuta da investimenti e innovazione tecnologica per favorire una progressiva diversificazione delle fonti energetiche; conseguentemente, i consumi di gas - industriali e termoelettrici - saranno ancora considerevoli nel medio periodo, in un’ottica di tempistiche di sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economicità dei processi di trasformazione.

In siffatto contesto, conferma in conclusione l’impegno di accelerare la progressiva crescita delle energie rinnovabili nel mix energetico, tenendo conto delle specificità del sistema produttivo nazionale e dell’esigenza di tutelare i consumatori, e in particolare i soggetti più vulnerabili. Il processo di transizione energetica rappresenta infatti un presupposto per ridurre la vulnerabilità delle bollette dei consumatori agli shock del mercato, e deve essere condotto in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti necessari per attuarla.

 

La senatrice ABATE (Misto) ringrazia il sottosegretario Vannia Gava per la risposta e si dichiara parzialmente soddisfatta. Dopo aver ricordato che l'interrogazione era stata sollecitata da più parti, sottolinea l'esigenza di accompagnare la transizione ecologica per evitare pesanti ricadute sui cittadini e sulle piccole e medie imprese. Fa presente infatti che tali soggetti, a causa dell'aumento delle bollette - a suo giudizio comunque legato anche al capacity market - non riescono a sostenere i costi dell'energia.

Pur riconoscendo che il Governo ha posto in essere misure di aiuto, anche nel disegno di legge di bilancio, invoca soluzioni strutturali per mitigare gli effetti della transizione energetica sui cittadini, tanto più che in altre occasioni si è accennato al gas e al nucleare.

 

Il sottosegretario Vannia Gava risponde poi all'interrogazione n. 3-02946 dei senatori Girotto e altri, sulle procedure per la valutazione dell'impatto ambientale per i nuovi impianti a fonti rinnovabili, evidenziando chela disciplina della Commissione tecnica PNRR-PNIEC è stata oggetto di più interventi normativi. La Commissione VIA PNIEC è stata dapprima prevista dal decreto-legge n. 76 del 2020 nel quale in sede di conversione è stato introdotto il comma 2-bis all’articolo 8 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Successivamente, con il decreto-legge n. 77 del 2021, le competenze della Commissione VIA PNIEC sono state estese anche alla VIA per i progetti compresi nel PNRR. Inoltre, in sede di conversione del decreto-legge n. 77 del 2021, è stato inserito il comma 2-quater all’articolo 8 del decreto legislativo n. 152 del 2006, volto a prevedere che il Ministro della transizione ecologica ha facoltà di attribuire al presidente di una delle due Commissioni anche la presidenza dell’altra. È stato, inoltre, introdotto il comma 2-ter che, al fine di garantire univocità di indirizzo nell’operatività delle due Commissioni, ha previsto che i presidenti (o il presidente) delle Commissioni stesse elaborino criteri tecnici e procedurali per un’attuazione omogenea dei principi alla base delle procedure di valutazione ambientale.

Comunica quindi che, con decreto del 10 novembre 2021, n. 457, è stato nominato un primo contingente di componenti della Commissione tecnica PNRR- PNIEC. Nel frattempo, si sta provvedendo anche alla nomina di componenti provenienti dalle istituzioni universitarie, per complessive sei unità, in corso di nomina, che assicureranno un ulteriore rafforzamento quantitativo e qualitativo del contingente già nominato.

Ciò premesso, afferma che l’insediamento potrà avvenire in tempi celeri e che è già in corso di definizione la nomina del Presidente.

Ritiene peraltro che la presenza di esperti a tempo pieno, con alta specializzazione e professionalità, possa assicurare il rispetto delle tempistiche procedimentali e le esigenze connesse alla definizione delle procedure autorizzative, anche alla luce dell’attuazione del PNRR e del PNIEC, dei quali gli obiettivi di promozione delle rinnovabili e di contenimento dell’effetto serra costituiscono nodi centrali e imprescindibili.

Conferma in conclusione che la piena operatività della Commissione PNRR – PNIEC consentirà un più veloce raggiungimento dei target nazionali di ricorso all’energia elettrica da fonti rinnovabili entro l’orizzonte temporale del 2030.

 

Il presidente GIROTTO (M5S) ringrazia la sottosegretaria Gava per la risposta e si dichiara solo parzialmente soddisfatto in quanto, pur compiacendosi che si è arrivati alle fasi finali, non può non rimarcare che il Parlamento aveva a suo tempo individuato una soluzione a tali problemi, nelle more della costituzione delle Commissioni. Ritiene infatti che, se fosse stata accolta la proposta del Parlamento, si sarebbero potuti evitare questi ritardi che si traducono purtroppo in ingenti danni economici.

 

Il PRESIDENTE, ringraziato il sottosegretario per la transizione ecologica Vannia Gava, dichiara concluso lo svolgimento degli atti di sindacato ispettivo all'ordine del giorno.