Legislatura 18ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 276 del 23/11/2021

 

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI    (7ª)

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2021

276ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

NENCINI 

 

Interviene il sottosegretario di Stato per la cultura Lucia Borgonzoni.                                                                                                                                                                                                

 

            La seduta inizia alle ore 15,45.

 

IN SEDE CONSULTIVA 

(2448) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024

-         (Tab. 2) Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024 (limitatamente alle parti di competenza)

-         (Tab. 7) Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024

-         (Tab. 11) Stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024 (limitatamente alle parti di competenza)

-         (Tab. 14) Stato di previsione del Ministero della cultura per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024 (limitatamente alle parti di competenza)

(Rapporti alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sulla Tabella 2, limitatamente alle parti di competenza. Rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sulla Tabella 7. Rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sulla Tabella 11, limitatamente alle parti di competenza. Rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sulla Tabella 14, limitatamente alle parti di competenza)

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 novembre.

 

Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 6 ordini del giorno, con riferimento alla I sezione del disegno di legge in titolo, pubblicati in allegato.

 

La senatrice ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) illustra l'ordine del giorno G/2448 sez. I/1/7, sottolineando l'esigenza di incentivare gli insegnanti che accettino incarichi di docenza nei territori colpiti dai sismi degli anni 2016-2017.

 

La relatrice SBROLLINI (IV-PSI) esprime avviso favorevole.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI propone una riformulazione dell'ordine del giorno in esame.

 

La senatrice ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az), accogliendo la richiesta della rappresentante del Governo, riformula l'ordine del giorno in un testo 2, pubblicato in allegato.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI accoglie l'ordine del giorno G/2448 sez. I/1/7 (testo 2).

 

Sull'ordine del giorno G/2448 sez. I/2/7, che è dato per illustrato, esprime il suo avviso favorevole la relatrice SBROLLINI (IV-PSI).

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI propone una riformulazione dell'ordine del giorno in esame.

 

Il senatore VERDUCCI (PD), accogliendo la richiesta della rappresentante del Governo, riformula l'ordine del giorno in un testo 2, pubblicato in allegato.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI accoglie l'ordine del giorno G/2448 sez. I/2/7 (testo 2).

 

La senatrice SAPONARA (L-SP-PSd'Az) illustra l'ordine del giorno G/2448 sez. I/3/7, ricordando come spesso le scuole paritarie non siano considerate nei provvedimenti concernenti il sistema scolastico.

 

Dopo che la relatrice SBROLLINI (IV-PSI) si è dichiarata assolutamente favorevole su tale ordine del giorno, il sottosegretario Lucia BORGONZONI accoglie l'ordine del giorno G/2448 sez. I/3/7.

 

Il senatore BARBARO (FdI) illustra l'ordine del giorno G/2448 sez. I/4/7, ricordando come sia in corso di esame, da parte della Commissione, il disegno di legge n. 992.

 

Il senatore IANNONE (FdI) e le senatrici MONTEVECCHI, (M5S) VANIN (M5S) e ANGRISANI (Misto) aggiungono la firma all'ordine del giorno in questione.

 

Con l'avviso favorevole della relatrice SBROLLINI (IV-PSI), il sottosegretario Lucia BORGONZONI accoglie l'ordine del giorno G/2448 sez. I/4/7.

 

Il senatore MARILOTTI (PD) illustra l'ordine del giorno G/2448 sez. I/5/7 sottolineando come il cosiddetto "codice Urbani" disponga che nella nozione di bene culturale rientrino tutte le testimonianze archivistiche della storia nazionale; gli archivi hanno quindi un ruolo fondamentale, racchiudendo e rappresentando i valori di una società in modo dinamico e non possano essere considerati contenitori passivi della memoria. Si sofferma infine sugli impegni al Governo.

 

Intervengono per aggiungere la firma all'ordine del giorno testé illustrato dal senatore Marilotti le senatrici MONTEVECCHI (M5S), VANIN (M5S), SAPONARA (L-SP-PSd'Az), ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az), GRANATO (Misto) CORRADO (Misto) e ANGRISANI (Misto), nonché i senatori LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) e PITTONI (L-SP-PSd'Az)

 

I relatori VERDUCCI (PD) e SBROLLINI (IV-PSI) dichiarano la propria piena adesione all'ordine del giorno G/2448 sez. I/5/7.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI propone una riformulazione dell'ordine del giorno in esame.

 

Il senatore MARILOTTI (PD), accogliendo la richiesta della rappresentante del Governo, riformula l'ordine del giorno in un testo 2, pubblicato in allegato.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI accoglie l'ordine del giorno G/2448 sez. I/5/7 (testo 2).

 

La senatrice ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) illustra quindi l'ordine del giorno G/2448 sez. I/6/7.

 

Aggiungono la firma all'ordine del giorno in questione le senatrici MONTEVECCHI (M5S), VANIN (M5S), ANGRISANI (Misto), CORRADO (Misto) e GRANATO (Misto), nonché i senatori MARILOTTI (PD), BARBARO (FdI) e IANNONE (FdI).

 

Con l'avviso favorevole del relatore VERDUCCI (PD), il sottosegretario Lucia BORGONZONI accoglie l'ordine del giorno G/2448 sez. I/6/7.

 

Il PRESIDENTE dichiara così conclusa la trattazione degli ordini del giorno.

 

Si passa quindi all'esame delle proposte di rapporti.

 

La relatrice SBROLLINI (IV-PSI) presenta e illustra una proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sullo Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024limitatamente alle parti di competenza e sulle corrispondenti parti della Sezione I del disegno di legge in titolo, pubblicata in allegato. Sottolinea come nel formulare tale proposta di rapporto abbia tenuto conto, nel massimo grado possibile, delle sollecitazioni provenienti dai componenti della Commissione appartenenti ai vari Gruppi parlamentari, un metodo che ha condiviso con l'altro relatore e che è stato utilizzato per tutte le proposte oggi all'esame della Commissione. Conclude ringraziando sentitamente gli Uffici per il supporto e gli approfondimenti.

 

Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dà la parola alla Rappresentante del Governo.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI si rimette alla Commissione.

 

Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni formulata dalla relatrice è posta ai voti e approvata.

 

La relatrice SBROLLINI (IV-PSI) presenta e illustra una proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sulla Tabella 7 relativa allo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024 e sulle corrispondenti parti della Sezione I del disegno di legge in titolo, pubblicata in allegato.

 

La senatrice GRANATO (Misto) premette di condividere molte delle osservazioni e condizioni formulate dalla relatrice Sbrollini, ma dichiara di non poter condividere il giudizio favorevole, sia pure così articolato, sulle misure in materia di istruzione contenute nel disegno di legge n. 2448. Presenta pertanto e illustra una proposta alternativa di rapporto, di tenore contrario, pubblicata in allegato. Dopo essersi soffermata sulle ragioni di contrarietà alla base della sua proposta di rapporto, esprime la speranza che il disegno di legge di bilancio possa essere migliorato.

 

Il senatore PITTONI (L-SP-PSd'Az) interviene per sottolineare come sia in corso un fattivo dialogo con il Ministro dell'istruzione e con tutte le forze politiche per consentire il varo di percorsi formativi abilitanti strutturali dei docenti - attesi da otto anni - e l'accesso diretto ai corsi di specializzazione sul sostegno ad alunni con disabilità da parte di coloro che abbiano maturato tre annualità di esperienza sul campo. Conclude sottolineando come i posti dell'organico di diritto per il sostegno siano assolutamente insufficienti e annunciano la presentazione di emendamenti a tale scopo.

 

La senatrice MONTEVECCHI (M5S) a nome del suo Gruppo ringrazia la relatrice Sbrollini per l'estensione del rapporto; rileva che tale rapporto contiene una condizione, alla lettera b) e un'osservazione, alla lettera i), che esprimono intenti condivisi per quanto attiene al principio che li ispira, ovvero la valorizzazione del personale docente della scuola, ma che non sono per nulla condivisi per quanto attiene alla proposta politica ad esse correlata. Per questa ragione il suo Gruppo chiede di procedere alla votazione per parti separate delle condizioni e delle osservazioni e, all'interno delle condizioni che sia votata separatamente quella alla lettera a) e quella alla lettera b), nonchè, nelle osservazioni che la lettera i) sia votata separatamente da tutte le altre. In alternativa, qualora si ritenesse di non procedere con la votazione per parti separate, il suo Gruppo chiede che sia messo agli atti che, stante il giudizio complessivamente positivo sul rapporto, voterà a favore dello stesso dichiarando la propria contrarietà alla lettera b) delle condizioni, e alla lettera i) delle osservazioni in merito all'orizzonte legislativo delineato dalla stessa.

 

Il PRESIDENTE chiede alla senatrice Montevecchi se consenta alla votazione della proposta di rapporto della relatrice non per parti separate, dando però ampio risalto all'intervento appena svolto nel resoconto della seduta.

 

La senatrice MONTEVECCHI (M5S) conviene sulla proposta del Presidente.

 

Ha quindi la parola il senatore LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) il quale ringrazia la relatrice Sbrollini per il lavoro svolto e gli uffici per il supporto assicurato; dichiara in particolare apprezzamento per le osservazioni formulate alle lettere a) e b), segnalando come, quando emergono esigenze speciali ed emergenze, spesso si faccia ricorso al Fondo ordinario e che in tal modo alcune autonomie speciali restino escluse. Le osservazioni prima richiamate sono volte a risolvere tale questione; nel preannunciare la presentazione di emendamenti in tal senso, esprime l'auspicio che il Governo prenda in considerazione tale esigenza e in futuro assicuri l'applicabilità a tutte le autonomie speciali delle misure che adotta.

 

La senatrice SAPONARA (L-SP-PSd'Az) ringrazia la relatrice per il lavoro svolto e in particolare per aver accolto alcuni dei rilievi avanzati dal suo Gruppo, segnatamente le osservazioni di cui alle lettere a), d), e) e h). Quanto alla osservazione di cui alla lettera f), concernente la graduale introduzione dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, chiede una riformulazione con la quale si precisi che i docenti cui è affidato il nuovo insegnamento devono essere in possesso di una specializzazione in educazione motoria.

 

La relatrice SBROLLINI (IV-PSI) ringrazia i senatori intervenuti e, dopo una richiesta di chiarimenti in merito alle autonomie speciali di cui alle prime due osservazioni cui risponde il senatore LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)), dichiara di condividere i contenuti dell'intervento del senatore Pittoni; ritiene che le sollecitazioni in merito al sostegno trovino adeguata risposta nella sua proposta di rapporto. Accogliendo poi la richiesta della senatrice Saponara, presenta una nuova proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni, pubblicata in allegato, che reca la riformulazione dell'osservazione alla lettera f) sollecitata.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI esprime parere favorevole sulla nuova proposta di rapporto della relatrice.

 

Nessun altro chiedendo di intervenire, la nuova proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni formulata dalla relatrice è posta in votazione e approvata, risultando pertanto preclusa la votazione della proposta di rapporto contrario a prima firma della senatrice Granato che sarà trasmesso alla 5a Commissione come rapporto di minoranza.

 

Il relatore VERDUCCI (PD) presenta e illustra una proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sulla Tabella  11 relativa allo stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024 e sulle corrispondenti parti della Sezione I del disegno di legge in titolo, pubblicata in allegato; tale proposta è frutto di una interlocuzione molto ampia con tutte le forze politiche, in primo luogo quelle di maggioranza, ma non solo.

 

La senatrice GRANATO (Misto) dichiara di condividere molte delle condizioni e osservazioni contenute nella proposta del relatore; tuttavia anche in questo caso l'orientamento della sua parte politica è contrario; presenta pertanto e illustra una proposta di rapporto alternativo, di tenore contrario, pubblicata in allegato.

 

Il senatore BARBARO (FdI) ringrazia entrambi i relatori per il loro lavoro e dà loro atto di aver svolto un ampio confronto con tutte le forze politiche, anche di opposizione; annuncia peraltro che, per ragioni politiche, il voto del suo Gruppo non potrà essere favorevole.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI propone al relatore di riformulare il rapporto in esame introducendo, nella condizione di cui alla lettera a), dopo le parole "in modo significativo", le seguenti: "anche attraverso i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)"; chiede inoltre di riformulare la condizione di cui alla lettera b) come osservazione, manifestando il favore per tutte le restanti parti della proposta di rapporto.

 

Il relatore VERDUCCI (PD) accoglie senz'altro la riformulazione suggerita per la condizione di cui alla letta a); quanto alla seconda richiesta, per rispetto del Governo e in qualità di relatore di maggioranza, ne prende atto, manifestando tuttavia la sua contrarietà al riguardo: si tratta infatti di un aspetto fondamentale, condiviso dalle forze di maggioranza, che anche recentemente si sono espresse pubblicamente in favore di modifiche all'articolo 105 del disegno di legge n. 2448 a tutela dell'autonomia del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Dichiarandosi comunque disponibile a tale riformulazione preannuncia comunque la presentazione di emendamenti in tal senso.

 

Il presidente NENCINI (IV-PSI) dichiara di condividere le considerazioni del relatore Verducci e in particolare la sua preferenza per il mantenimento del rilievo di cui alla lettera b) come condizione. Propone una breve sospensione dei lavori per consentire un approfondimento e una riconsiderazione della questione.

 

Con l'assenso della rappresentante del GOVERNO, non essendovi obiezioni, così resta stabilito.

 

La seduta, sospesa alle ore 16.50, riprende alle ore 17.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI, sentito il Ministero competente, ritira la richiesta di riformulare la condizione di cui alla lettera b) come osservazione, mantenendo la sola richiesta di riformulare la condizione di cui alla lettera a) nel senso prima illustrato.

 

Il relatore VERDUCCI (PD) ringrazia la rappresentante del Governo per la disponibilità e, accogliendo la richiesta di riformulazione della condizione di cui alla lettera a), presenta una nuova proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni, pubblicata in allegato.

 

Su tale nuova proposta esprime parere favorevole il sottosegretario Lucia BORGONZONI.

 

Nessuno chiedendo di intervenire, la nuova proposta di rapporto formulata dal relatore è posta ai voti e approvata, risultando pertanto preclusa la votazione della proposta di rapporto contrario a prima firma della senatrice Granato che sarà trasmesso alla 5a Commissione come rapporto di minoranza.

 

Il relatore VERDUCCI (PD) presenta e illustra una proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni sulla Tabella 14 relativa allo stato di previsione del Ministero della cultura per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024 e sulle corrispondenti parti della Sezione I del disegno di legge in titolo, pubblicata in allegato, che tiene conto anche in questo caso delle sollecitazioni formulate da parte di tutti i Gruppi parlamentari, e in particolare di quelli di maggioranza; segnala che le condizioni formulate tengono conto dei lavori in materia che la Commissione sta svolgendo in sede legislativa.

 

La senatrice SAPONARA (L-SP-PSd'Az) ringrazia il relatore per aver accolto alcuni dei rilievi avanzati dalla sua parte politica. Gli chiede di integrare l'osservazione di cui alla lettera h) con il riferimento all'esigenza di valorizzare i percorsi formativi dei giovani nell'ambito del rafforzamento dell'ecosistema digitale con particolare riferimento ai luoghi della cultura. Chiede inoltre di inserire nell'osservazione di cui alla lettera i) un riferimento all'esigenza di agevolare la manutenzione e valorizzazione delle dimore storiche e alla necessità di valorizzare il patrimonio storico e culturale dei borghi.

 

La senatrice MONTEVECCHI (M5S) ringrazia il relatore per il lavoro svolto e in particolare per le condizioni formulate, con le quali si chiede lo stanziamento di maggiori risorse in favore dei lavoratori dello spettacolo; osserva come sarebbe a suo avviso assai utile che, nell'ultima parte della legislatura, la Commissione possa svolgere una indagine conoscitiva sui lavoratori nel settore dei beni culturali. Esprime particolare favore per i rilievi concernenti gli Archivi di Stato, unendosi all'intervento del senatore Marilotti, sottolineando poi come le biblioteche costituiscano i primi presìdi di diffusione culturale sul territorio e l'importante ruolo che esse svolgono. Conclude ringraziando il relatore per la formulazione dell'osservazione di cui alla lettera i), sottolineando l'importanza di fronteggiare l'impatto di fattori climatici avversi e in generale dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale, ricordando le recenti emergenze che hanno colpito il Paese.

 

Il relatore VERDUCCI (PD) chiede una breve sospensione per poter valutare le richieste di integrazione formulate dalla senatrice Saponara.

 

Non essendovi obiezioni così resta stabilito.

 

La seduta, sospesa alle ore 17,15, riprende alle ore 17,25.

 

Il relatore VERDUCCI (PD) presenta e illustra una nuova proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni, pubblicata in allegato, nella quale le osservazioni di cui alle lettere h) e i) sono riformulate tenendo conto dei rilievi della senatrice Saponara.

 

Il sottosegretario Lucia BORGONZONI esprime parere favorevole sulla nuova proposta di rapporto del relatore.

 

Nessuno chiedendo di intervenire, la nuova proposta di rapporto favorevole con condizioni e osservazioni del relatore è posta ai voti e approvata.

 

Il PRESIDENTE a nome di tutta la Commissione ringrazia i relatori per l'ottimo lavoro svolto ed esprime un sentito ringraziamento e apprezzamento a tutto il personale dell'Ufficio di segreteria della Commissione e al Consigliere parlamentare del Servizio Studi per la qualità e per la professionalità del loro impegno.

 

Si associa la Commissione.

 

La seduta termina alle ore 17,30.


 

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 E PER IL TRIENNIO 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 TABELLA 2)

 

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze, per l'anno finanziario 2022, e per il triennio 2022-2024 per le parti di competenza, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge, con riferimento al settore dello sport,

 

formula un rapporto favorevole,

 

con le seguenti condizioni:

 

a)      che si prevedano misure di sostegno alle attività sportive universitarie e alla gestione delle strutture e degli impianti per la pratica dello sport nelle università incrementando la dotazione finanziaria della legge 28 giugno 1977, n. 394;

 

b)      che sia estesa l'applicazione del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari in favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche, introdotto dall'articolo 81 del decreto-legge n.104 del 2020 e già prorogato per l'anno 2021 ai sensi del decreto-legge n.106 del 2021;

 

e con le seguenti osservazioni:

 

a)      occorre prevedere l'innalzamento della soglia di cui all'articolo 69 comma 2 del TUIR, relativa alle indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi che non concorrono a formare il reddito, attualmente fissata a 10.000 euro a 15.000;

 

b)      si segnala la necessità di confermare la non imponibilità ai fini IRES dei proventi derivanti dallo svolgimento delle attività sportive dilettantistiche da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, nonché l'esenzione dal pagamento dell'IMU;

 

c)      in merito all'articolo 51, con il quale sono previste agevolazioni per il settore sportivo e, in particolare, la non concorrenza, in via sperimentale, degli utili derivanti dall'esercizio di attività commerciale svolta dalle Federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI alla formazione del reddito ai fini IRES e del valore della produzione netta ai fini dell'IRAP, si segnala l'esigenza di definire l'ambito di applicazione, in particolare, sotto il profilo oggettivo escludendo che possano essere qualificate come attività commerciali le quote di iscrizione o di tesseramento di associazioni sportive e, sotto il profilo soggettivo, estendendone l'applicazione anche agli enti di promozione sportiva e soprattutto alle associazioni sportive.

 


 

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DALLA RELATRICE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 E PER IL TRIENNIO 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 TABELLA 7)

 

 

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione per l'anno finanziario 2022, e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge:

 

formula un rapporto favorevole

 

con le seguenti condizioni:

 

a)      in merito all'articolo 108, che stanzia 240 milioni di euro a decorrere dal 2022 per la valorizzazione della professionalità dei docenti della scuola, che si chiariscano le finalità della misura e, tenuto conto che, sotto il profilo economico, si tratterebbe di un riconoscimento del tutto impercettibile, che siano significativamente incrementate le risorse, segnalando l'esigenza che, dal punto di vista professionale, la dedizione nell’insegnamento e l’impegno nella promozione della comunità scolastica rappresentino criteri oggettivi, non suscettibili di discrezionalità;

b)      sempre nell'ottica di una valorizzazione del personale docente della scuola, anche sotto il profilo di una migliore qualità dell'insegnamento, si preveda, ferme restando le esigenze di salvaguardia della continuità didattica, un'ulteriore riduzione del periodo minimo di permanenza del personale docente nella sede di prima assegnazione, rispetto a quanto disposto con l'articolo 58 del decreto-legge n.73 del 2021 (cd Sostegni-bis), che lo ha portato (da 5) a 3 anni, nella prospettiva di una possibile abrogazione del vincolo di permanenza triennale per i docenti che ottengono la mobilità provinciale e di prevedere dall’anno scolastico 2022/23 per i neoassunti la possibilità di derogare dal vincolo di permanenza triennale per la richiesta di assegnazioni provvisorie e utilizzazioni;

 

e con le seguenti osservazioni:

 

a)         in merito agli interventi di cui all'articolo 45, è necessario che siano messe a disposizione ulteriori risorse da destinare in favore delle regioni a statuto speciale Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia nonché delle province autonome di Trento e Bolzano, al fine di consentire anche a tali enti di potenziare tale forma di sostegno alla disabilità;

b)        all'articolo 49, che istituisce il Fondo per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità da destinare al bilancio autonomo della presidenza del Consiglio dei Ministri (in cui opera, come noto, l'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità), premessa una valutazione favorevole in ordine all'entità delle risorse per tale finalità - che, tenendo conto del Fondo (cap. 2080) iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione (pari a ulteriori 100 milioni annui), ne determinano un raddoppio - e dell'estensione della misura anche alle scuole di ogni ordine e grado, si ritiene necessario:

-            che si chiarisca che il Fondo è diretto agli enti territoriali per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità che siano iscritti anche nelle scuole paritarie, al fine di non creare disparità a livello territoriale, tenuto conto che si verte nell'ambito dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione;  

-            che siano messe a disposizioni ulteriori risorse al fine di includere in tale forma di sostegno alla disabilità anche le regioni a statuto speciale e le province autonome;

-            un coordinamento dell'articolo 49 con l'autorizzazione di spesa di cui al richiamato Fondo allocato nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione diretto alla medesima finalità, al fine di non determinare possibili sovrapposizioni nell'erogazione delle risorse;

c)         si assicuri maggiore attenzione al sostegno, considerato che oltre 16mila cattedre di organico di diritto relative al sostegno non sono state ancora assegnate e che il relativo concorso ordinario – previsto nei prossimi mesi, ma risalente al bando 2020 – rischia di risultare esausto in virtù delle procedure di reclutamento a tempo indeterminato (concorso straordinario e prima fascia delle GPS) susseguitesi nel recente periodo;

d)        con riferimento all'articolo 107, che consente di prorogare il termine degli ulteriori incarichi temporanei di personale docente attivati con riferimento all’a.s. 2021/2022 in relazione all'emergenza da Covid-19 (dal 30 dicembre 2021) fino al termine delle lezioni dello stesso a.s., si ritiene opportuno che analoga misura sia prevista in favore del personale amministrativo tecnico e ausiliario (ATA), in ragione del prezioso apporto assicurato da tale personale anche nel corso dell'emergenza epidemiologica;

e)         al fine di un potenziamento dell'offerta scolastica, occorre un rafforzamento degli organici del personale ATA, nonché un incremento delle risorse destinate alla valorizzazione di detto personale, tenuto conto delle esigenze di supporto alla docenza, anche rispetto alle nuove sfide, come ad esempio nel caso della didattica digitale;

f)         relativamente alla graduale introduzione dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria da parte di docenti forniti di titolo idoneo, si valuti la necessità di operare in senso estensivo dell’offerta formativa, onde evitare che il nuovo insegnamento non determini una riduzione dell’attuale organico;

g)        premesso che l'articolo 111 estende anche all’a.s. 2022/2023 la disciplina derogatoria (già prevista per l’a.s. 2021/2022) relativa al numero minimo di alunni necessario per l’attribuzione alle istituzioni scolastiche di un dirigente scolastico con incarico a tempo indeterminato e di un direttore dei servizi generali e amministrativi in via esclusiva, occorre che detta misura sia portata a regime, con una ridefinizione dei parametri richiesti per l'assegnazione dei predetti incarichi;

h)        con riguardo all'articolo 112, che prevede la possibilità di derogare, in via temporanea, al numero minimo di alunni per classe nelle realtà maggiormente svantaggiate, pur condividendone i contenuti, si ritiene che sia irrinunciabile introdurre una revisione, con carattere strutturale, dei parametri di cui al DPR n. 81 del 2009 al fine di ridurre il numero minimo e massimo degli alunni per classe, con conseguente adeguamento degli organici del personale docente;

i)          si segnala l'opportunità di un potenziamento dell'organico dei docenti di ruolo, anche con riferimento agli insegnanti di religione cattolica, tenendo conto dell'esigenza di valorizzare l'esperienza di servizio pregressa di coloro che abbiano svolto almeno tre annualità di servizio nelle scuole del sistema nazionale di istruzione;

j)          occorre estendere la categoria dei beni acquistabili con la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, cosiddetta Card docente, introdotta con la legge n. 107 del 2015 (articolo 1, commi 121-123) anche ai prodotti dell'editoria audiovisiva;

k)        conclusivamente si rileva l'esigenza di assicurare un sensibile incremento delle risorse stanziate per il settore dell'istruzione complessivamente considerato, con particolare riferimento all'inclusione e al contrasto dell'abbandono e della dispersione scolastica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 E PER IL TRIENNIO 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 TABELLA 7)

 

 

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione per l'anno finanziario 2022, e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge:

 

formula un rapporto favorevole

 

con le seguenti condizioni:

 

a)      in merito all'articolo 108, che stanzia 240 milioni di euro a decorrere dal 2022 per la valorizzazione della professionalità dei docenti della scuola, che si chiariscano le finalità della misura e, tenuto conto che, sotto il profilo economico, si tratterebbe di un riconoscimento del tutto impercettibile, che siano significativamente incrementate le risorse, segnalando l'esigenza che, dal punto di vista professionale, la dedizione nell’insegnamento e l’impegno nella promozione della comunità scolastica rappresentino criteri oggettivi, non suscettibili di discrezionalità;

b)      sempre nell'ottica di una valorizzazione del personale docente della scuola, anche sotto il profilo di una migliore qualità dell'insegnamento, si preveda, ferme restando le esigenze di salvaguardia della continuità didattica, un'ulteriore riduzione del periodo minimo di permanenza del personale docente nella sede di prima assegnazione, rispetto a quanto disposto con l'articolo 58 del decreto-legge n.73 del 2021 (cd Sostegni-bis), che lo ha portato (da 5) a 3 anni, nella prospettiva di una possibile abrogazione del vincolo di permanenza triennale per i docenti che ottengono la mobilità provinciale e di prevedere dall’anno scolastico 2022/23 per i neoassunti la possibilità di derogare dal vincolo di permanenza triennale per la richiesta di assegnazioni provvisorie e utilizzazioni;

 

e con le seguenti osservazioni:

 

a)         in merito agli interventi di cui all'articolo 45, è necessario che siano messe a disposizione ulteriori risorse da destinare in favore delle regioni a statuto speciale Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia nonché delle province autonome di Trento e Bolzano, al fine di consentire anche a tali enti di potenziare tale forma di sostegno alla disabilità;  

b)        all'articolo 49, che istituisce il Fondo per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità da destinare al bilancio autonomo della presidenza del Consiglio dei Ministri (in cui opera, come noto, l'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità), premessa una valutazione favorevole in ordine all'entità delle risorse per tale finalità - che, tenendo conto del Fondo (cap. 2080) iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione (pari a ulteriori 100 milioni annui), ne determinano un raddoppio - e dell'estensione della misura anche alle scuole di ogni ordine e grado, si ritiene necessario:

-            che si chiarisca che il Fondo è diretto agli enti territoriali per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità che siano iscritti anche nelle scuole paritarie, al fine di non creare disparità a livello territoriale, tenuto conto che si verte nell'ambito dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione;  

-            che siano messe a disposizioni ulteriori risorse al fine di includere in tale forma di sostegno alla disabilità anche le regioni a statuto speciale e le province autonome;

-            un coordinamento dell'articolo 49 con l'autorizzazione di spesa di cui al richiamato Fondo allocato nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione diretto alla medesima finalità, al fine di non determinare possibili sovrapposizioni nell'erogazione delle risorse;

c)         si assicuri maggiore attenzione al sostegno, considerato che oltre 16mila cattedre di organico di diritto relative al sostegno non sono state ancora assegnate e che il relativo concorso ordinario – previsto nei prossimi mesi, ma risalente al bando 2020 – rischia di risultare esausto in virtù delle procedure di reclutamento a tempo indeterminato (concorso straordinario e prima fascia delle GPS) susseguitesi nel recente periodo;

d)        con riferimento all'articolo 107, che consente di prorogare il termine degli ulteriori incarichi temporanei di personale docente attivati con riferimento all’a.s. 2021/2022 in relazione all'emergenza da Covid-19 (dal 30 dicembre 2021) fino al termine delle lezioni dello stesso a.s., si ritiene opportuno che analoga misura sia prevista in favore del personale amministrativo tecnico e ausiliario (ATA), in ragione del prezioso apporto assicurato da tale personale anche nel corso dell'emergenza epidemiologica;

e)         al fine di un potenziamento dell'offerta scolastica, occorre un rafforzamento degli organici del personale ATA, nonché un incremento delle risorse destinate alla valorizzazione di detto personale, tenuto conto delle esigenze di supporto alla docenza, anche rispetto alle nuove sfide, come ad esempio nel caso della didattica digitale;

f)         relativamente alla graduale introduzione dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria da parte di docenti, che siano in possesso di una specializzazione in educazione motoria, si valuti la necessità di operare in senso estensivo dell’offerta formativa, onde evitare che il nuovo insegnamento non determini una riduzione dell’attuale organico;

g)        premesso che l'articolo 111 estende anche all’a.s. 2022/2023 la disciplina derogatoria (già prevista per l’a.s. 2021/2022) relativa al numero minimo di alunni necessario per l’attribuzione alle istituzioni scolastiche di un dirigente scolastico con incarico a tempo indeterminato e di un direttore dei servizi generali e amministrativi in via esclusiva, occorre che detta misura sia portata a regime, con una ridefinizione dei parametri richiesti per l'assegnazione dei predetti incarichi;

h)        con riguardo all'articolo 112, che prevede la possibilità di derogare, in via temporanea, al numero minimo di alunni per classe nelle realtà maggiormente svantaggiate, pur condividendone i contenuti, si ritiene che sia irrinunciabile introdurre una revisione, con carattere strutturale, dei parametri di cui al DPR n. 81 del 2009 al fine di ridurre il numero minimo e massimo degli alunni per classe, con conseguente adeguamento degli organici del personale docente;

i)          si segnala l'opportunità di un potenziamento dell'organico dei docenti di ruolo, anche con riferimento agli insegnanti di religione cattolica, tenendo conto dell'esigenza di valorizzare l'esperienza di servizio pregressa di coloro che abbiano svolto almeno tre annualità di servizio nelle scuole del sistema nazionale di istruzione;

j)          occorre estendere la categoria dei beni acquistabili con la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, cosiddetta Card docente, introdotta con la legge n. 107 del 2015 (articolo 1, commi 121-123) anche ai prodotti dell'editoria audiovisiva;

k)        conclusivamente si rileva l'esigenza di assicurare un sensibile incremento delle risorse stanziate per il settore dell'istruzione complessivamente considerato, con particolare riferimento all'inclusione e al contrasto dell'abbandono e della dispersione scolastica.

 

 

 

 

 

 

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DALLE SENATRICI

GRANATO, ANGRISANI E CORRADO

SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO dell'ISTRUZIONE, PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 e per il triennio 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 - TABELLA 7)

 

La Commissione, esaminato lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge:

            considerato che il Titolo VII del disegno di legge reca misure in materia di Scuola, università e ricerca;

valutate assolutamente non sufficienti le disposizioni e le misure ivi contenute, in quanto non si prevede un volume di investimenti adeguati a garantire uno sviluppo dei settori di competenza;

rilevando, con particolare riferimento al settore dell’istruzione:

a)       l’assoluta assenza di stanziamenti di risorse, in primo luogo ai fini dell’incremento delle retribuzioni del personale amministrativo e del docente degli istituti scolastici di ogni ordine e grado;

b)       la mancanza di interventi normativi rivolti alla cosiddetta trasformazione delle cosiddette "cattedre di fatto" in "cattedre di diritto", in primo luogo in materia di sostegno;

c)       nella perdurante staticità dell’organico di fatto, la preoccupazione per non aver risolto la questione relativa all’utilizzo di docenti specificamente formati sul sostegno, non prospettandosi l’attuazione di alcuna misura volta ad incrementare le immissioni in ruolo con contratti di lavoro a tempo indeterminato del personale specializzato, tramite procedimenti selettivi pubblici, assicurando, al contempo, un minore ricorso al fenomeno delle supplenze, soprattutto nell’affidamento delle medesime a personale non in possesso del relativo titolo di specializzazione. In tale ottica, nel particolare, si segnala l’urgenza di dare seguito a quanto previsto dall’articolo 1, commi 18-novies e seguenti, del decreto-legge n. 126 del 2019, dando immediata attuazione alla disciplina di dettaglio ivi contenuta;

d)        per quanto attiene alla cosiddetta "valorizzazione delle professionalità" dei docenti (con un incremento di 210 milioni di euro annui a decorrere dal 2022 delle risorse di cui al fondo del miglioramento dell’offerta formativa), l’evidenza di scelte sempre più rivolte all’aziendalizzazione delle istituzioni scolastiche. Tale prospettiva, tuttavia, non si concilia minimamente con le finalità didattiche e formative affidate a tali istituti dalla Costituzione. La ratio di accrescere la quota di risorse attribuita con maggiore discrezionalità, con l’utilizzo del metodo premiale, non tiene assolutamente conto della differenza ontologica degli istituti scolastici rispetto alle altre amministrazioni pubbliche, chiamate, secondo i principi di economicità, efficacia ed efficienza, al raggiungimento di obiettivi programmatici targettizzati. La determinazione di criteri di differenziazione delle retribuzioni basati su valutazioni e parametri del tutto soggettivi, rimessi ad un’attività valutativa altamente discrezionale, andrebbe, invece, evitata all’interno dell’universo scolastico, non essendo in alcun modo possibile rendere tangibile, in base ad elementi predefiniti, elementi quali "la dedizione nell'insegnamento";

e)       la necessità, per quanto attiene all’introduzione del docente di educazione motoria nella scuola primaria, di garantire la compresenza, insieme con il nuovo insegnante, del docente di scuola primaria;

f)        l’urgenza di garantire la proroga dei contratti COVID-19 sino al termine delle attività didattiche, di cui all’articolo 107, non solo per il personale docente ma anche per il personale amministrativo;

g)       in tema di interventi previsti per la formazione delle classi, l’opportunità che la normativa sulle deroghe dimensionali previste dal Dpr 81 del 2009, con particolare riferimento all’articolo 8, debba essere integrata includendo anche quei contesti periferici, vicini ai più grandi nuclei urbani del nostro Paese, maggiormente colpiti dal fenomeno della dispersione scolastica, anche a seguito dell’emergenza epidemiologica, in quanto più fragili del punto di vista sociale ed economico (e spesso, tra l’altro, anche meno serviti dai servizi di trasporto pubblico locale);

h)       che l’incremento del fondo unico nazionale per il finanziamento delle retribuzioni di posizione di parte variabile dei dirigenti scolastici, infine, in linea di continuità con quanto avvenuto nelle annualità precedenti, strida alquanto rispetto alla correlata mancanza di alcun adeguamento salariale rivolto al personale docente e amministrativo. Pertanto, nell’ottica di garantire una maggiore qualità dell’attività didattica, che rappresenta il fulcro dell’attività scolastica, sia le risorse stanziate nel predetto fondo, pari a 20 milioni di euro, sia quelle di cui all’articolo 108, pari a 210 milioni di euro (entrambe stabilite a regime a decorrere dal 2022), dovrebbe essere rivolte, in primis, alla surriferita finalità, andando nella direzione esattamente contraria rispetto a quella prospettata, con l’obiettivo di innalzare il livello di contribuzione di un personale che risulta essere tra quelli meno retribuiti al livello europeo;

 

formula, per quanto di competenza, un rapporto contrario.

 

 

 

 

 

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAL RELATORE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 E PER IL TRIENNIO 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 TABELLA 11)

 

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2022, e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge:

 

formula un rapporto favorevole

 

con le seguenti condizioni:

 

a)         che si incrementino in modo significativo le risorse destinate al diritto allo studio e al welfare studentesco per sostenere l’autonomia educativa degli studenti con merito che si trovano in condizioni di bisogno, nonché al fine di sostenere l'acquisto di libri di testo scolastici e universitari per le famiglie e gli studenti in difficoltà economica. A tal fine occorre accrescere il valore del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, rivedendo inoltre a rialzo i criteri minimi di accesso connessi all’ISEE, e ampliare la fascia di esenzione della "no tax area";

b)        relativamente al piano di riorganizzazione e rilancio del CNR, di cui all’articolo 105, che sia rispettato il carattere non strumentale del CNR, ossia la sua autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile ai sensi dell'articolo 33 della Costituzione Italiana: si chiede una revisione sostanziale della citata norma, che escluda la possibilità di operare in deroga alle disposizioni, normative e statutarie, che prevedono, in relazione alle specifiche misure previste dal piano, altri pareri, intese o nulla osta, comunque denominati; e che siano incrementate le risorse di cui al comma 8, lettera a), del predetto articolo, corrispondenti a 10 milioni, volte al completamento dei processi di superamento del precariato e di valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con rapporto di lavoro a tempo determinato di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75;

 

e con le seguenti osservazioni:

 

a)         in materia di dottorato di ricerca si valuta in maniera estremamente positiva la previsione di elevare l’importo della borsa al livello del minimale contributivo Inps; tuttavia, si reputa opportuno dare esecutività alla disposizione a partire dall’inizio del prossimo anno, non già a decorrere dal successivo 38° ciclo;

b)        si segnala inoltre l’esigenza di garantire ai cicli che più hanno subìto l’impatto della pandemia sulla propria attività di ricerca, nello specifico il 34° e il 35°, le medesime opportunità di proroga del dottorato previste per il 33° ciclo, ovvero fino a cinque mesi complessivamente, comprensivi di borsa di ricerca;

c)         si segnala l'esigenza di prevedere appositi stanziamenti che consentano di finanziare la ricerca nel settore dell'Alta formazione artistica e musicale (AFAM);

d)        relativamente al dottorato AFAM, considerato che il diploma di formazione alla ricerca, già previsto dalla legge n. 508 del 1999, sarà meglio definito "dottorato di ricerca" da un nuovo schema di regolamento, ormai in fase di definizione, modificativo del precedente D.P.R. 212 del 2005, si valuti di accantonare in favore delle Istituzioni AFAM di cui alla legge n. 508 del 1999, articolo 1, una quota parte dei fondi previsti dall’articolo 103 della presente legge di bilancio, così da permettere ai futuri dottorandi AFAM parità di condizioni dei colleghi delle università;

e)         con riguardo all'articolo 103, che destina 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 2023 alle residenze universitarie statali e ai collegi di merito accreditati, si ritiene opportuno un ulteriore incremento di tali risorse;

f)         circa le misure di sostegno alla ricerca, di cui all’articolo 104, si valuti l’opportunità di rafforzare il "Fondo per il finanziamento delle attività base di ricerca", di cui al comma 295, articolo 1, della legge n. 232 del 2016, destinato a incentivare l’attività base di ricerca dei professori di seconda fascia e dei ricercatori delle università statali, e l’attivazione di un nuovo bando per il finanziamento di Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN);

g)        occorre estendere le agevolazioni fiscali riconosciute ai ricercatori e docenti che rientrano stabilmente in Italia in senso temporale e ampliando il novero dei beneficiari al fine di includere anche a coloro che abbiano trasferito la loro residenza in Italia prima del 2020;

h)        si invita infine a prevedere misure volte a consolidare e rafforzare le sinergie, soprattutto di carattere sistematico, tra il sistema pubblico della ricerca e gli organismi privati di ricerca, al fine di accrescere le capacità competitive del Paese e di promuoverne l’innovazione;

i)          si invita a valutare l'opportunità di confermare anche per il prossimo anno il contributo straordinario alla Fondazione European Brain Research Institute (EBRI), in considerazione della meritoria attività di ricerca volta negli anni.

 

 

 

 

 

 

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 E PER IL TRIENNIO 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 TABELLA 11)

 

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2022, e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge:

 

formula un rapporto favorevole

 

con le seguenti condizioni:

 

a)         che si incrementino in modo significativo, anche attraverso i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), le risorse destinate al diritto allo studio e al welfare studentesco per sostenere l’autonomia educativa degli studenti con merito che si trovano in condizioni di bisogno, nonché al fine di sostenere l'acquisto di libri di testo scolastici e universitari per le famiglie e gli studenti in difficoltà economica. A tal fine occorre accrescere il valore del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, rivedendo inoltre a rialzo i criteri minimi di accesso connessi all’ISEE, e ampliare la fascia di esenzione della "no tax area";

b)        relativamente al piano di riorganizzazione e rilancio del CNR, di cui all’articolo 105, che sia rispettato il carattere non strumentale del CNR, ossia la sua autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile ai sensi dell'articolo 33 della Costituzione Italiana: si chiede una revisione sostanziale della citata norma, che escluda la possibilità di operare in deroga alle disposizioni, normative e statutarie, che prevedono, in relazione alle specifiche misure previste dal piano, altri pareri, intese o nulla osta, comunque denominati; e che siano incrementate le risorse di cui al comma 8, lettera a), del predetto articolo, corrispondenti a 10 milioni, volte al completamento dei processi di superamento del precariato e di valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con rapporto di lavoro a tempo determinato di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75;

 

e con le seguenti osservazioni:

 

a)         in materia di dottorato di ricerca si valuta in maniera estremamente positiva la previsione di elevare l’importo della borsa al livello del minimale contributivo Inps; tuttavia, si reputa opportuno dare esecutività alla disposizione a partire dall’inizio del prossimo anno, non già a decorrere dal successivo 38° ciclo;

b)        si segnala inoltre l’esigenza di garantire ai cicli che più hanno subìto l’impatto della pandemia sulla propria attività di ricerca, nello specifico il 34° e il 35°, le medesime opportunità di proroga del dottorato previste per il 33° ciclo, ovvero fino a cinque mesi complessivamente, comprensivi di borsa di ricerca;

c)         si segnala l'esigenza di prevedere appositi stanziamenti che consentano di finanziare la ricerca nel settore dell'Alta formazione artistica e musicale (AFAM);

d)        relativamente al dottorato AFAM, considerato che il diploma di formazione alla ricerca, già previsto dalla legge n. 508 del 1999, sarà meglio definito "dottorato di ricerca" da un nuovo schema di regolamento, ormai in fase di definizione, modificativo del precedente D.P.R. 212 del 2005, si valuti di accantonare in favore delle Istituzioni AFAM di cui alla legge n. 508 del 1999, articolo 1, una quota parte dei fondi previsti dall’articolo 103 della presente legge di bilancio, così da permettere ai futuri dottorandi AFAM parità di condizioni dei colleghi delle università;

e)         con riguardo all'articolo 103, che destina 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 2023 alle residenze universitarie statali e ai collegi di merito accreditati, si ritiene opportuno un ulteriore incremento di tali risorse;

f)         circa le misure di sostegno alla ricerca, di cui all’articolo 104, si valuti l’opportunità di rafforzare il "Fondo per il finanziamento delle attività base di ricerca", di cui al comma 295, articolo 1, della legge n. 232 del 2016, destinato a incentivare l’attività base di ricerca dei professori di seconda fascia e dei ricercatori delle università statali, e l’attivazione di un nuovo bando per il finanziamento di Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN);

g)        occorre estendere le agevolazioni fiscali riconosciute ai ricercatori e docenti che rientrano stabilmente in Italia in senso temporale e ampliando il novero dei beneficiari al fine di includere anche a coloro che abbiano trasferito la loro residenza in Italia prima del 2020;

h)        si invita infine a prevedere misure volte a consolidare e rafforzare le sinergie, soprattutto di carattere sistematico, tra il sistema pubblico della ricerca e gli organismi privati di ricerca, al fine di accrescere le capacità competitive del Paese e di promuoverne l’innovazione;

i)          si invita a valutare l'opportunità di confermare anche per il prossimo anno il contributo straordinario alla Fondazione European Brain Research Institute (EBRI), in considerazione della meritoria attività di ricerca volta negli anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DALLE SENATRICI

GRANATO, ANGRISANI E CORRADO

SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO dell'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA,

PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 e per il triennio 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 - TABELLA 11)

 

La Commissione, esaminato lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'università e della ricerca, per l'anno finanziario 2022 e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge:

premesso che:

con particolare riferimento al settore della ricerca si rileva con specifico riferimento al piano di riorganizzazione e rilancio del Consiglio nazionale delle ricerche-CNR di cui all’articolo 105, l’incongruità della disciplina di dettaglio di cui all’articolo 105 con la normativa di livello costituzionale prevista dall’articolo 33 della Carta fondamentale, che tutela l’autonomia dell’ente;

in relazione al settore AFAM, si segnala l’opportunità di garantire un adeguamento del sistema delle istituzioni, al pari delle università, ad Eduroam (Education Roaming) della rete GARR, il servizio che permette agli utenti in mobilità presso altre organizzazioni di accedere in modo semplice e sicuro alla rete wireless usando le stesse credenziali fornite dalla propria organizzazione. Considerando come nel PNRR sia previsto il sostegno all’innovazione tecnologica che rientra in questo quadro di messa a disposizione di servizi (M4C2.1), si raccomanda l’approvazione di un intervento volto al fine di consentire al personale e agli studenti dell’AFAM l’assicurazione di un pari accesso libero e qualificato agli strumenti della navigazione web secondo gli standard adottati dal settore anche a livello internazionale;

 

infine, rilevando con particolare riferimento al settore dell’Università:

 

a)      la necessità di garantire un incremento del fondo per le attività base di ricerca di cui all’articolo 1, commi 295-302 della legge 11 dicembre 2016, n.232, estendendo la platea dei beneficiari a tutte le categorie dei docenti e a tutti gli appartenenti alla stessa categoria, nonché il finanziamento strutturale dei progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin), nonché un aumento delle risorse stanziate nel fondo integrativo statale per la concessione di  borse  di studio per gli studenti universitari di cui all’articolo 18, comma 1 lettera a) del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68;

b)      l’esigenza di una riforma complessiva della disciplina vigente, nell’ottica dell’introduzione del ruolo unico del docente universitario e di prevedere, al contempo, l’assorbimento completo del personale precario;

c)      l’urgenza di abolire il numero chiuso nelle facoltà ad accesso programmato nonché di aumentare, a 15.000, il numero delle borse di specializzazione medica;

formula, per quanto di competenza, un rapporto contrario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAL RELATORE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 E PER IL TRIENNIO 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 TABELLA 14)

 

 

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero della cultura per l'anno finanziario 2022, e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge;

 

formula un rapporto favorevole con le seguenti condizioni:

 

a)      in merito all'articolo 115 che istituisce il "Fondo per il sostegno economico temporaneo - SET", con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2022 e di 40 milioni di euro annui a decorrere dal 2023, ai fini della copertura finanziaria di successivi provvedimenti normativi che definiscano - nei limiti dei suddetti importi - misure di sostegno economico temporaneo in favore dei lavoratori, dipendenti o autonomi, che prestino, a tempo determinato, attività artistica o tecnica, direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli, che si preveda un sensibile incremento delle risorse stanziate, certamente insufficienti per centrare gli obiettivi che il Governo stesso e il Parlamento si sono prefissati con il disegno di legge n. 2318;

b)      che si istituisca una specifica misura di "indennità di discontinuità" a riconoscimento della discontinuità dei lavoratori della cultura e di sostegno e tutela, tenuto conto del carattere strutturalmente discontinuo delle prestazioni lavorative indipendentemente dalla qualificazione subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro utilizzata dalle parti per la sua realizzazione, ivi compresi i contratti di lavoro intermittente;

 

e con le seguenti osservazioni:

 

a)      rispetto a quanto già previsto e considerata l’eventualità di una recrudescenza del Covid-19 e della necessità di adottare conseguenti misure restrittive, si segnala la necessità di incrementare il Fondo destinato alle imprese e  agli enti di produzione e  distribuzione  di  spettacoli di  musica di cui all’articolo 183, comma 11-quater, del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 e di provvedere, con risorse dedicate, a sostenere i lavoratori dello spettacolo e le compagnie che abbiano perduto opportunità di lavoro, contratti e scritture a causa della mancata esecuzione di spettacoli in conseguenza dell’attuazione delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria da Covid-19;

b)      premesso un apprezzamento per la scelta di attribuire carattere di stabilità alla c.d. Card cultura-App 18 ai sensi dell'articolo 117, si ritiene opportuno prevedere un limite alla concentrazione della spesa su singoli operatori, al fine di evitare che il complesso delle risorse pubbliche a tal fine stanziato sia diretto, in prevalenza, solo su soggetti che si avvantaggiano di una posizione dominante sul mercato e di favorire un'effettiva valorizzazione e il riconoscimento dell'importante ruolo culturale svolto anche dai piccoli operatori nel settore dell'editoria;

c)      si valuti l'opportunità di adottare misure fiscali volte a stimolare la domanda e i consumi culturali e creativi delle famiglie, quale leva al sostegno dell’offerta e delle produzioni, ovvero di incentivazione della fruizione e dei consumi culturali e creativi;

d)      all'articolo 119, che stanzia risorse per la realizzazione di interventi di adeguamento antincendio e sismico degli istituti archivistici, nonché per l'acquisto di immobili destinati agli Archivi di Stato, considerato il grave stato di sofferenza degli Archivi, anche privati, derivante in particolare dalla carenza di personale e soprattutto di personale qualificato, che rappresenta ormai un elemento di tale criticità da comportare il rischio di chiusura, si ritiene necessario prevedere apposite procedure di reclutamento idonee a ovviare a tali carenze di organico;

e)      occorre assoggettare ad aliquota agevolata al 5 per cento i titoli di ingresso agli spettacoli teatrali, di musica popolare contemporanea, nonché i prodotti fonografici, videofonografici, ivi incluso quelli dell’editoria audiovisiva, sia fisici che digitali transazionali;

f)       al fine di sostenere e valorizzare il talento culturale e creativo dei giovani artisti italiani con riferimento, in particolare, al settore letterario, si chiede di introdurre un contributo a fondo perduto per la promozione di opere letterarie edite e inedite di giovani autori;

g)      quanto all'articolo 113, con cui sono stanziati 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 al fine di promuovere la lettura e sostenere la filiera dell’editoria libraria, si segnala l'esigenza che tali risorse siano ripartite tra le biblioteche dello Stato seguendo anche il criterio della perequazione territoriale, al fine di una distribuzione omogena sul territorio;

h)      si valuti l'opportunità di rafforzare l'ecosistema digitale, con particolare riferimento ai luoghi della cultura;

i)       si valuti l'opportunità di prevedere un incremento delle risorse finanziarie e il potenziamento delle risorse umane destinate alle attività di tutela e di conservazione del patrimonio culturale e del paesaggio al fine di assicurare le necessarie attività di mappatura, manutenzione preventiva e ordinaria programmata, nonché di manutenzione straordinaria, di prevenzione dai rischi di dissesto idrogeologico e sismico nonché dagli effetti dei cambiamenti climatici, prevedendo in questo contesto interventi di efficientamento energetico per tutti i luoghi e gli edifici che ospitano il patrimonio e le attività culturali.

 


 

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA PER L'ANNO FINANZIARIO 2022 E PER IL TRIENNIO 2022-2024

(DISEGNO DI LEGGE N. 2448 TABELLA 14)

 

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero della cultura per l'anno finanziario 2022, e per il triennio 2022-2024, nonché le corrispondenti parti della sezione I del medesimo disegno di legge;

 

formula un rapporto favorevole con le seguenti condizioni:

 

a)      in merito all'articolo 115 che istituisce il "Fondo per il sostegno economico temporaneo - SET", con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2022 e di 40 milioni di euro annui a decorrere dal 2023, ai fini della copertura finanziaria di successivi provvedimenti normativi che definiscano - nei limiti dei suddetti importi - misure di sostegno economico temporaneo in favore dei lavoratori, dipendenti o autonomi, che prestino, a tempo determinato, attività artistica o tecnica, direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli, che si preveda un sensibile incremento delle risorse stanziate, certamente insufficienti per centrare gli obiettivi che il Governo stesso e il Parlamento si sono prefissati con il disegno di legge n. 2318;

b)      che si istituisca una specifica misura di "indennità di discontinuità" a riconoscimento della discontinuità dei lavoratori della cultura e di sostegno e tutela, tenuto conto del carattere strutturalmente discontinuo delle prestazioni lavorative indipendentemente dalla qualificazione subordinata o autonoma e dalla tipologia negoziale del rapporto di lavoro utilizzata dalle parti per la sua realizzazione, ivi compresi i contratti di lavoro intermittente;

 

e con le seguenti osservazioni:

 

a)      rispetto a quanto già previsto e considerata l’eventualità di una recrudescenza del Covid-19 e della necessità di adottare conseguenti misure restrittive, si segnala la necessità di incrementare il Fondo destinato alle imprese e  agli enti di produzione e  distribuzione  di  spettacoli di  musica di cui all’articolo 183, comma 11-quater, del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 e di provvedere, con risorse dedicate, a sostenere i lavoratori dello spettacolo e le compagnie che abbiano perduto opportunità di lavoro, contratti e scritture a causa della mancata esecuzione di spettacoli in conseguenza dell’attuazione delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria da Covid-19;

b)      premesso un apprezzamento per la scelta di attribuire carattere di stabilità alla c.d. Card cultura-App 18 ai sensi dell'articolo 117, si ritiene opportuno prevedere un limite alla concentrazione della spesa su singoli operatori, al fine di evitare che il complesso delle risorse pubbliche a tal fine stanziato sia diretto, in prevalenza, solo su soggetti che si avvantaggiano di una posizione dominante sul mercato e di favorire un'effettiva valorizzazione e il riconoscimento dell'importante ruolo culturale svolto anche dai piccoli operatori nel settore dell'editoria;

c)      si valuti l'opportunità di adottare misure fiscali volte a stimolare la domanda e i consumi culturali e creativi delle famiglie, quale leva al sostegno dell’offerta e delle produzioni, ovvero di incentivazione della fruizione e dei consumi culturali e creativi;

d)      all'articolo 119, che stanzia risorse per la realizzazione di interventi di adeguamento antincendio e sismico degli istituti archivistici, nonché per l'acquisto di immobili destinati agli Archivi di Stato, considerato il grave stato di sofferenza degli Archivi, anche privati, derivante in particolare dalla carenza di personale e soprattutto di personale qualificato, che rappresenta ormai un elemento di tale criticità da comportare il rischio di chiusura, si ritiene necessario prevedere apposite procedure di reclutamento idonee a ovviare a tali carenze di organico;

e)      occorre assoggettare ad aliquota agevolata al 5 per cento i titoli di ingresso agli spettacoli teatrali, di musica popolare contemporanea, nonché i prodotti fonografici, videofonografici, ivi incluso quelli dell’editoria audiovisiva, sia fisici che digitali transazionali;

f)       al fine di sostenere e valorizzare il talento culturale e creativo dei giovani artisti italiani con riferimento, in particolare, al settore letterario, si chiede di introdurre un contributo a fondo perduto per la promozione di opere letterarie edite e inedite di giovani autori;

g)      quanto all'articolo 113, con cui sono stanziati 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 al fine di promuovere la lettura e sostenere la filiera dell’editoria libraria, si segnala l'esigenza che tali risorse siano ripartite tra le biblioteche dello Stato seguendo anche il criterio della perequazione territoriale, al fine di una distribuzione omogena sul territorio;

h)      si valuti l'opportunità di rafforzare l'ecosistema digitale, con particolare riferimento ai luoghi della cultura e di valorizzare in questo ambito i percorsi formativi delle nuove generazioni;

i)       si valuti l'opportunità di prevedere un incremento delle risorse finanziarie e il potenziamento delle risorse umane destinate alle attività di tutela e di conservazione del patrimonio culturale e del paesaggio al fine di assicurare le necessarie attività di mappatura, manutenzione preventiva e ordinaria programmata, nonché di manutenzione straordinaria, di prevenzione dai rischi di dissesto idrogeologico e sismico nonché dagli effetti dei cambiamenti climatici, prevedendo in questo contesto interventi di efficientamento energetico per tutti i luoghi e gli edifici che ospitano il patrimonio e le attività culturali, anche in riferimento alla rete diffusa delle dimore storiche e alla necessità di valorizzare il patrimonio storico culturale dei borghi.

 

 

ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE

N. 2448

 

G/2448 sez. I/1/7

Alessandrini, Saponara, Pittoni

La 7a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge A.S.2448 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024» e considerato in particolare l'articolo 167,

        premesso che:

        dal terzo Rapporto sullo stato della ricostruzione nelle quattro Regioni colpite dai sismi 2016-2017, risulta che ancora 184 scuole devono essere ripristinate, messe in sicurezza e  finanziate. Infatti, nel corso dell'estate 2021 è stato lanciato un piano straordinario da oltre 500 milioni di euro, insieme al Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri, per le verifiche di vulnerabilità, il ripristino dei danni e l'adeguamento antisismico di tutte le scuole danneggiate dai terremoti del 2016 nelle regioni Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, precisamente per 55 edifici scolastici nelle Marche, 54 in Umbria, 50 in Abruzzo e 25 nel Lazio, che hanno subito danni diretti dal sisma e che sono stati identificati attraverso un censimento affidato alla società pubblica SOSE;

            inoltre, nelle zone terremotate si registra una grave carenza di docenti, vista la scarsa disponibilità degli stessi ad accettare cattedre in quelle zone e in quelle condizioni e questo costituisce ulteriore motivo di abbandono di quei territori, con comunità che rischiano di scomparire definitivamente;

            da notizie di stampa si apprende inoltre che a Venafro (IS), dopo il sisma del 31 ottobre 2002 che causò il crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, dove persero la vita 27 bambini e la maestra, ci sarebbero ancora  65 alunni dell'infanzia che da 20 anni vanno a scuola in tre prefabbricati (container) dell'istituto comprensivo Giulio Testa, in un territorio, il Molise, che sta scendendo ormai sotto i 300 mila abitanti, malgrado che, nel 2020, siano stati stanziati 2,4 milioni per la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle scuole della provincia di Isernia,

        impegna il Governo:

        nel quadro degli interventi di edilizia scolastica e messa in sicurezza delle scuole, da attuare anche grazie alle risorse messe a disposizione dal PNRR, a dare priorità assoluta agli interventi sugli edifici scolastici posti nei territori interessati dai sismi del 2016-2017, nonché sulle scuole che hanno subito danni in anni precedenti e che non risultano ancora ricostruite e/o messe in sicurezza, al fine di scongiurare che gli alunni di questi sfortunati territori continuino ancora a dover svolgere le loro lezioni in situazioni di estremo disagio;

            a prevedere meccanismi di natura incentivante e premiale, quali ad esempio l'attribuzione di punteggi ulteriori a favore di quegli insegnanti che accettino incarichi di docenza in tali territori.

G/2448 sez. I/1/7 (testo 2)

Alessandrini, Saponara, Pittoni

La 7a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge A.S.2448 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024» e considerato in particolare l'articolo 167,

        premesso che:

        dal terzo Rapporto sullo stato della ricostruzione nelle quattro Regioni colpite dai sismi 2016-2017, risulta che ancora 184 scuole devono essere ripristinate, messe in sicurezza e  finanziate. Infatti, nel corso dell'estate 2021 è stato lanciato un piano straordinario da oltre 500 milioni di euro, insieme al Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri, per le verifiche di vulnerabilità, il ripristino dei danni e l'adeguamento antisismico di tutte le scuole danneggiate dai terremoti del 2016 nelle regioni Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, precisamente per 55 edifici scolastici nelle Marche, 54 in Umbria, 50 in Abruzzo e 25 nel Lazio, che hanno subito danni diretti dal sisma e che sono stati identificati attraverso un censimento affidato alla società pubblica SOSE;

            inoltre, nelle zone terremotate si registra una grave carenza di docenti, vista la scarsa disponibilità degli stessi ad accettare cattedre in quelle zone e in quelle condizioni e questo costituisce ulteriore motivo di abbandono di quei territori, con comunità che rischiano di scomparire definitivamente;

            da notizie di stampa si apprende inoltre che a Venafro (IS), dopo il sisma del 31 ottobre 2002 che causò il crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, dove persero la vita 27 bambini e la maestra, ci sarebbero ancora  65 alunni dell'infanzia che da 20 anni vanno a scuola in tre prefabbricati (container) dell'istituto comprensivo Giulio Testa, in un territorio, il Molise, che sta scendendo ormai sotto i 300 mila abitanti, malgrado che, nel 2020, siano stati stanziati 2,4 milioni per la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle scuole della provincia di Isernia,

        impegna il Governo:

        nel quadro degli interventi di edilizia scolastica e messa in sicurezza delle scuole, a valutare l'opportunità di dare priorità assoluta agli interventi sugli edifici scolastici posti nei territori interessati dai sismi del 2016-2017, nonché sulle scuole che hanno subito danni in anni precedenti e che non risultano ancora ricostruite e/o messe in sicurezza, al fine di scongiurare che gli alunni di questi sfortunati territori continuino ancora a dover svolgere le loro lezioni in situazioni di estremo disagio;

            a prevedere meccanismi di natura incentivante e premiale, quali ad esempio l'attribuzione di punteggi ulteriori a favore di quegli insegnanti che accettino incarichi di docenza in tali territori.

G/2448 sez. I/2/7

Rampi, Verducci

La 7a Commissione permanente del Senato,

            in sede di esame dell'A.S. 2448, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024" e considerato in particolare l'articolo 103;

        premesso che:

        l'emergenza sanitaria ha rilevato la necessità di avviare una programmazione di interventi che garantiscano la sicurezza sanitaria e, al tempo stesso, tengano in particolare considerazione alcuni obiettivi che questi mesi di emergenza hanno reso ulteriormente prioritari: il potenziamento del personale scolastico, la continuità didattica, il contrasto alla diseguaglianza attraverso una scuola inclusiva che permetta lo sviluppo pieno delle potenzialità di ciascuno, l'edilizia scolastica attraverso la  ricostruzione di ambienti di apprendimento;

            le disposizioni in esame sono coerenti con l'azione di governo volta, negli ultimi mesi legati all'emergenza, a sostenere il settore dell'istruzione;

            tra gli interventi presenti nella legge di bilancio in esame, si ritiene particolarmente significative le norme che dispongono la proroga degli incarichi temporanei di personale docente, l'intervento sulla disciplina in materia di valorizzazione della professionalità del personale docente, l'incremento della dotazione del Fondo unico nazionale per il finanziamento delle retribuzioni di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici e gli interventi relativi al numero minimo di alunni necessario per l'attribuzione alle istituzioni scolastiche di un dirigente scolastico con incarico a tempo indeterminato e di un direttore dei servizi generali e amministrativi in via esclusiva;

            nell'ambito dell'azione di sostegno al settore, si ritiene urgenti ulteriori interventi finalizzati a rivedere le forme contrattuali, a potenziare il personale scolastico, ormai cosiddetto "COVID", e un intervento volto a garantire negli istituti scolastici la figura del direttore dei servizi generali ed amministrativi (DSGA),

        impegna il Governo:

        a valutare l'opportunità di prevedere interventi volti a:

        a) reperire risorse necessarie a prorogare i contratti del contingente di personale docente e ATA, assunto per le finalità connesse all'emergenza epidemiologica;

            b) garantire la figura del direttore dei servizi generali ed amministrativi (DSGA), prevedendo un concorso riservato a coloro che hanno maturato una significativa esperienza, anche se sprovvisti di titolo di studio specifico;

            c) prevedere risorse aggiuntive finalizzate ad incentivare e sostenere l'impegno e la professionalità del personale scolastico, oggi impegnato a far fronte alle gravi conseguenze che l'emergenza sanitaria ha determinato sulla formazione degli alunni e, in particolare, quelli più bisognosi;

            d)  a prorogare, fino al 31 dicembre 2022, gli incarichi temporanei di livello dirigenziale, considerato che, allo stato attuale, il concorso previsto per il reclutamento dei dirigenti tecnici non risulta ancora bandito e, dove bandito nel 2022, non consentirà l'immissione dei nuovi dirigenti prima del 1° gennaio 2023;

            e) a prevedere una procedura riservata al personale che, in possesso del riconoscimento dell'idoneità, abbia una esperienza di almeno 36 mesi nell'insegnamento della religione cattolica, al fine di superare il precariato di questa categoria di insegnanti e ridurre il ricorso ai contratti a tempo determinato;

            f)  trattandosi di materia contrattuale e al fine di tutelare la continuità didattica, ad abrogare il vincolo di permanenza triennale per i docenti che ottengono la mobilità provinciale, trattandosi di materia contrattuale e a prevedere dall'anno scolastico 2022/23 per i neoassunti la possibilità di derogare dal vincolo di permanenza triennale per la richiesta di assegnazioni provvisorie e utilizzazioni.

G/2448 sez. I/2/7 (testo 2)

Rampi, Verducci

La 7a Commissione permanente del Senato,

            in sede di esame dell'A.S. 2448, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024" e considerato in particolare l'articolo 103;

        premesso che:

        l'emergenza sanitaria ha rilevato la necessità di avviare una programmazione di interventi che garantiscano la sicurezza sanitaria e, al tempo stesso, tengano in particolare considerazione alcuni obiettivi che questi mesi di emergenza hanno reso ulteriormente prioritari: il potenziamento del personale scolastico, la continuità didattica, il contrasto alla diseguaglianza attraverso una scuola inclusiva che permetta lo sviluppo pieno delle potenzialità di ciascuno, l'edilizia scolastica attraverso la  ricostruzione di ambienti di apprendimento;

            le disposizioni in esame sono coerenti con l'azione di governo volta, negli ultimi mesi legati all'emergenza, a sostenere il settore dell'istruzione;

            tra gli interventi presenti nella legge di bilancio in esame, si ritiene particolarmente significative le norme che dispongono la proroga degli incarichi temporanei di personale docente, l'intervento sulla disciplina in materia di valorizzazione della professionalità del personale docente, l'incremento della dotazione del Fondo unico nazionale per il finanziamento delle retribuzioni di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici e gli interventi relativi al numero minimo di alunni necessario per l'attribuzione alle istituzioni scolastiche di un dirigente scolastico con incarico a tempo indeterminato e di un direttore dei servizi generali e amministrativi in via esclusiva;

            nell'ambito dell'azione di sostegno al settore, si ritiene urgenti ulteriori interventi finalizzati a rivedere le forme contrattuali, a potenziare il personale scolastico, ormai cosiddetto "COVID", e un intervento volto a garantire negli istituti scolastici la figura del direttore dei servizi generali ed amministrativi (DSGA),

        impegna il Governo:

        a valutare l'opportunità di prevedere interventi volti a:

        a) reperire risorse necessarie a prorogare i contratti del contingente di personale docente e ATA, assunto per le finalità connesse all'emergenza epidemiologica;

            b) garantire la figura del direttore dei servizi generali ed amministrativi (DSGA), prevedendo un concorso riservato a coloro che hanno maturato una significativa esperienza, pari a almeno tre anni dal 2018, anche se sprovvisti di titolo di studio specifico;

            c) prevedere risorse aggiuntive finalizzate ad incentivare e sostenere l'impegno e la professionalità del personale scolastico, oggi impegnato a far fronte alle gravi conseguenze che l'emergenza sanitaria ha determinato sulla formazione degli alunni e, in particolare, quelli più bisognosi;

            d)  a prorogare, fino al 31 dicembre 2022, gli incarichi temporanei di livello dirigenziale, considerato che, allo stato attuale, il concorso previsto per il reclutamento dei dirigenti tecnici non risulta ancora bandito e, dove bandito nel 2022, non consentirà l'immissione dei nuovi dirigenti prima del 1° gennaio 2023;

            e) a prevedere una procedura riservata al personale che, in possesso del riconoscimento dell'idoneità, abbia una esperienza di almeno 36 mesi nell'insegnamento della religione cattolica, al fine di superare il precariato di questa categoria di insegnanti e ridurre il ricorso ai contratti a tempo determinato;

            f)  trattandosi di materia contrattuale e al fine di tutelare la continuità didattica, ad abrogare il vincolo di permanenza triennale per i docenti che ottengono la mobilità provinciale, trattandosi di materia contrattuale e a prevedere dall'anno scolastico 2022/23 per i neoassunti in sede di prima assegnazione la possibilità di derogare dal vincolo di permanenza triennale per la richiesta di assegnazioni provvisorie e utilizzazioni.

G/2448 sez. I/3/7

Saponara, Alessandrini, Pittoni

La 7a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge A.S.2448 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024»,

        premesso che:

        il PNRR prevede riforme per la scuola da attuare entro il 2022 per 17 miliardi di investimenti, tra gli altri, 400 milioni per la riqualificazione delle mense, 300 per le palestre, 800 per le scuole nuove e 500 per la messa in sicurezza degli istituti scolastici;

            sono passati 21 anni dall'emanazione della legge n. 62 del 2000 che ha introdotto la parità nel nostro sistema scolastico, ma non si è ancora radicato il principio espresso nell'articolo 1 comma 1, ossia che scuole statali, scuole paritarie sia gestite da privati sia gestite da enti locali, fanno parte, con pari dignità, di un unico sistema scolastico. In pratica le norme sono sempre predisposte sulla base organizzativa della scuola statale, creando problemi di interpretazione e di applicazione,

        impegna il Governo

        per il futuro, nella attuazione delle riforme, nell'emanazione di norme e bandi, nell'accesso ai benefici economici e ai finanziamenti, a tenere sempre in debita considerazione che il sistema scolastico si compone delle scuole statali e dalle scuole paritarie.

G/2448 sez. I/4/7

Barbaro, Vanin, Montevecchi, Angrisani, Iannone

La 7a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge A.S.2448 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024»,

        premesso che

            l'articolo 109 ingloba, nella sostanza, quanto previsto dall'A.S. 992 in materia di introduzione della educazione motoria nelle scuole primarie, con almeno due ore settimanali di attività fisica curriculare, da programmarsi tenendo conto dell'autonomia scolastica;

            emerge tuttavia, la necessita di affrontare il tema degli studenti con disabilità, con cui l'A.S. 992 conta di offrire un piano educativo individualizzato, laddove l'A.S. 2448, all'articolo 109 non si esprime in merito;

            ritenendo necessario, anche in questa sede, una previsione peculiare sul tema delle attività motorie per gli studenti disabili della scuola primaria,

       impegna il Governo

            a definire un piano educativo per le attività motorie degli studenti con disabilità, al fine di promuoverne l'integrazione e di offrire ai medesimi, compatibilmente con il grado della patologia di cui soffrono, i benefici formativi e curriculari delle discipline motorie.

G/2448 sez. I/5/7

Marilotti

La 7a Commissione permanente del Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 2448, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024";

        premesso che:

        - l'articolo 119 (potenziamento e adeguamento degli immobili degli Archivi di Stato) autorizza la spesa di 25 milioni di euro per il 2022, 45 milioni di euro per il 2023, 20 milioni di euro per il 2024 e 10 milioni di euro per il 2025, per la realizzazione di interventi di adeguamento antincendio e sismico degli istituti archivistici, nonché per l'acquisto di immobili destinati agli Archivi di Stato. Si tratta di una previsione in linea con il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che ha previsto risorse per la digitalizzazione degli archivi delle pubbliche amministrazioni, all'interno di uno stanziamento totale di circa 1,1 miliardo, che include i vari interventi delle amministrazioni centrali che hanno avviato processi di digitalizzazione degli archivi e del patrimonio di dati, nonché percorsi di digitalizzazione dei processi operativi;

            - queste operazioni non devono essere gestite soltanto come fonte di risparmio di spese per fitti di capannoni, ma al contrario come opportunità per mobilitare risorse del mercato del lavoro intorno alla fornitura dei seguenti servizi: dematerializzazione di documentazione cartacea; raccolta, immagazzinamento, digitalizzazione, archiviazione e conservazione digitale della documentazione degli archivi; gestione informatizzata delle procedure di accesso ai documenti degli archivi digitali e per il trattamento dei relativi dati;

            - va capovolto lo scenario di una visione meramente contabile della gestione del patrimonio immateriale del Paese, cioè i supporti (cartacei, magnetici, audiovisivi, digitali, ecc.) su cui è registrata la memoria storica. Anche stavolta, infatti, la relazione illustrativa allegata alla legge di bilancio ricorda come gli Archivi di Stato conservino attualmente oltre 1500 km di documentazione, destinata ad essere ulteriormente incrementata; la medesima relazione rileva che "negli ultimi trent'anni, per ragioni legate alla mancanza di spazi nelle attuali sedi, non è stato possibile soddisfare l'obbligo di accogliere i versamenti da parte degli Uffici statali periferici, come Tribunali, Prefetture, Questure, Archivi notarili" come previsto dall'articolo 41 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004, detto "codice Urbani");

            - il problema formale dell'obbligo di versamento, disatteso per mancanza di spazi, può agevolmente risolversi istituendo una struttura decentrata degli Archivi di Stato presso gli organi versanti (ad esempio obbligando i Ministeri a mettere a disposizione degli utenti storici una sala studio, cui consentire di accedere in sede ai documenti a condizioni di parità con l'accesso civico di cui al decreto legislativo n. 33 del 2013). Semmai, va risolta in modo sostanziale l'elusione, non solo dell'obbligo formale di versamento, ma soprattutto dei limiti temporali previsti dall'articolo 122 del "codice Urbani", da parte delle amministrazioni che non versano all'archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre trent'anni: ciò avviene, in base all'articolo 41 comma 6 del "codice Urbani", da parte del Ministero per gli affari esteri e da parte degli Stati maggiori dell'esercito, della marina e dell'aeronautica (per quanto attiene la documentazione di carattere militare e operativo); in base allo speciale regolamento di attuazione adottato ai sensi dell'articolo 10 della legge 3 agosto 2007, n. 124, da parte dei servizi di informazione e sicurezza, con un regime speciale da cui consegue, di fatto, l'inibizione all'accesso e alla consultazione di atti e documenti fondamentali per la ricostruzione delle vicende storiche italiane;

        considerato che:

        - proprio il "codice Urbani" dispone che, nella nozione di bene culturale, rientrino tutte le testimonianze archivistiche della storia nazionale, indipendentemente dagli istituti di conservazione pubblici e privati, che ne hanno la detenzione o il possesso. Gli archivi giocano un ruolo fondamentale in questo scenario poiché racchiudono e rappresentano i valori di una società - in una parola, la sua identità - in modo dinamico. Non sono contenitori passivi della nostra memoria, né tantomeno luoghi fisici in cui custodire oggetti, anche perché la mentalità custodiale riflette l'arretratezza con cui nel nostro Paese si tende a vedere tali beni solo come fonte di costo. Sono agenti piuttosto proattivi che modellano la nostra memoria. Sono quindi un fattore strategico per colmare le lacune. D'altra parte, gli archivi devono affrontare le lacune interne che incidono sulla loro missione e ne ostacolano l'uso: in un mondo di tecnologie in continua evoluzione, gli archivi si sforzano di gestire nuovi oggetti, formati e tecniche;

            - una metodologia che prevede la determinazione del "valore d'uso" dei beni culturali, attraverso l'applicazione di formule finanziarie, è allo studio di un gruppo di lavoro che, già dal 2017, opera presso il Servizio studi dipartimentale (SESD) della Ragioneria generale dello Stato con l'obiettivo di applicare al patrimonio culturale italiano gli standard internazionali sulla contabilità pubblica (International Public Sector Accounting Standards - IPSAS). Fanno parte del gruppo di lavoro la Ragioneria generale dello Stato, il Dipartimento di Economia aziendale dell'Università di Roma Tre, il Ministero della cultura, il Ministero della transizione ecologica, la Corte dei conti, l'Agenzia del demanio, l'Istat. Il gruppo di lavoro del SESD ha già elaborato una metodologia che ha permesso di contabilizzare - a scopo di sperimentazione - i patrimoni della Galleria Borghese e di Villa d'Este a Tivoli. Il progetto di sperimentazione della Ragioneria generale dello Stato Heritage in financial reporting potrebbe utilmente proiettarsi a misurare anche il valore economico degli archivi: si tratta di un tema di fondamentale importanza - colto in ambito accademico grazie alla convenzione tra il Dipartimento di lettere e culture moderne dell'Università di Roma "La Sapienza" e il Dipartimento di Economia aziendale dell'Università di Roma Tre - per comprendere il ruolo degli archivi non solo come asset patrimoniale, ma anche come componente strategica per la produzione di valore culturale, sociale e gestionale. In ultima analisi, il patrimonio archivistico va ricondotto ad un valore economico statisticamente rilevabile, facendo entrare nel piano statistico nazionale uno studio progettuale sugli archivi pubblici e compiendo passo decisivo per avere piena contezza della presenza di archivi nel nostro Paese;

            - la connessione di tali questioni tecnico-gestionali con l'essenza stessa della democrazia è dimostrata dall'imminente iniziativa "Bridging the democracy gap", proiettata sulla nona conferenza dell'International council of Archives, che si terrà a Roma tra il 19 e il 23 settembre del prossimo anno, in collaborazione con SOS Archivi e Symposia srl, sul tema dell'Archivio come mezzo per colmare un divario trasversale e multilivello, evento organizzato con la partnership di ANAI e DGA del Ministero della cultura,

        impegna il Governo:

        - in occasione dell'utilizzazione dei fondi di cui all'articolo 119, a condurre un esaustivo censimento degli archivi italiani, sviluppando utili sinergie con l'ISTAT, finalizzate a dare una misura quali-quantitativa di questo importante asset che ha un impatto sul benessere collettivo, al pari delle biblioteche che già costituiscono un indicatore nel BES;

            - ad utilizzare i fondi di cui all'articolo 119, e tutti gli altri reperibili nella manovra di bilancio, per la ripresa del "programma straordinario finalizzato alla prosecuzione e allo sviluppo delle attività di inventariazione, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale, anche al fine di incrementare e facilitare l'accesso e la fruizione da parte del pubblico" (di cui all'articolo 2 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112) in funzione del rilancio di tutte le iniziative di digitalizzazione enunciate in premessa;

            - a bandire nuovi concorsi per gli archivi di Stato e per l'amministrazione dei beni archivistici presso il Ministero della cultura, ponendo rimedio al grave deficit di risorse umane e finanziarie, di cui soffre il sistema archivistico nazionale e lo rende inidoneo a fronteggiare anche solo le basilari funzioni di conservazione del patrimonio documentale prodotto dalla plurisecolare storia d'Italia;

            - ad una verifica esaustiva delle inadempienze all'obbligo di mettere a disposizione tutti i documenti che superano i limiti temporali massimi di cui all'articolo 122 del "Codice Urbani", esigendo da tutte le pubbliche amministrazioni la redazione di un inventario analitico dei documenti attinenti agli affari esauriti, per compiutamente metterli a disposizione dell'utenza; nel caso delle previsioni derogatorie circa l'obbligo di versamento all'Archivio centrale dello Stato, imporre parità di trattamento per la ricerca storiografica decentrata, in modo che possano essere accessibili e consultabili - alle condizioni predette, poste dall'articolo 122 citato e salva soltanto l'apposizione del segreto di Stato nei limiti di cui alla legge n. 124 del 2007 - anche i documenti degli archivi dello Stato Maggiore della Difesa, dei servizi segreti e degli organi, enti o uffici per i quali non è contemplato l'obbligo di versamento all'Archivio centrale dello Stato.

G/2448 sez. I/5/7 (testo 2)

Marilotti, Vanin, Montevecchi, Corrado, Laniece, Saponara, Alessandrini, Pittoni, Granato, Angrisani

La 7a Commissione permanente del Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 2448, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024";

        premesso che:

        - l'articolo 119 (potenziamento e adeguamento degli immobili degli Archivi di Stato) autorizza la spesa di 25 milioni di euro per il 2022, 45 milioni di euro per il 2023, 20 milioni di euro per il 2024 e 10 milioni di euro per il 2025, per la realizzazione di interventi di adeguamento antincendio e sismico degli istituti archivistici, nonché per l'acquisto di immobili destinati agli Archivi di Stato. Si tratta di una previsione in linea con il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che ha previsto risorse per la digitalizzazione degli archivi delle pubbliche amministrazioni, all'interno di uno stanziamento totale di circa 1,1 miliardo, che include i vari interventi delle amministrazioni centrali che hanno avviato processi di digitalizzazione degli archivi e del patrimonio di dati, nonché percorsi di digitalizzazione dei processi operativi;

            - queste operazioni non devono essere gestite soltanto come fonte di risparmio di spese per fitti di capannoni, ma al contrario come opportunità per mobilitare risorse del mercato del lavoro intorno alla fornitura dei seguenti servizi: dematerializzazione di documentazione cartacea; raccolta, immagazzinamento, digitalizzazione, archiviazione e conservazione digitale della documentazione degli archivi; gestione informatizzata delle procedure di accesso ai documenti degli archivi digitali e per il trattamento dei relativi dati;

            - va capovolto lo scenario di una visione meramente contabile della gestione del patrimonio immateriale del Paese, cioè i supporti (cartacei, magnetici, audiovisivi, digitali, ecc.) su cui è registrata la memoria storica. Anche stavolta, infatti, la relazione illustrativa allegata alla legge di bilancio ricorda come gli Archivi di Stato conservino attualmente oltre 1500 km di documentazione, destinata ad essere ulteriormente incrementata; la medesima relazione rileva che "negli ultimi trent'anni, per ragioni legate alla mancanza di spazi nelle attuali sedi, non è stato possibile soddisfare l'obbligo di accogliere i versamenti da parte degli Uffici statali periferici, come Tribunali, Prefetture, Questure, Archivi notarili" come previsto dall'articolo 41 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004, detto "codice Urbani");

            - il problema formale dell'obbligo di versamento, disatteso per mancanza di spazi, può agevolmente risolversi istituendo una struttura decentrata degli Archivi di Stato presso gli organi versanti (ad esempio obbligando i Ministeri a mettere a disposizione degli utenti storici una sala studio, cui consentire di accedere in sede ai documenti a condizioni di parità con l'accesso civico di cui al decreto legislativo n. 33 del 2013). Semmai, va risolta in modo sostanziale l'elusione, non solo dell'obbligo formale di versamento, ma soprattutto dei limiti temporali previsti dall'articolo 122 del "codice Urbani", da parte delle amministrazioni che non versano all'archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre trent'anni: ciò avviene, in base all'articolo 41 comma 6 del "codice Urbani", da parte del Ministero per gli affari esteri e da parte degli Stati maggiori dell'esercito, della marina e dell'aeronautica (per quanto attiene la documentazione di carattere militare e operativo); in base allo speciale regolamento di attuazione adottato ai sensi dell'articolo 10 della legge 3 agosto 2007, n. 124, da parte dei servizi di informazione e sicurezza, con un regime speciale da cui consegue, di fatto, l'inibizione all'accesso e alla consultazione di atti e documenti fondamentali per la ricostruzione delle vicende storiche italiane;

        considerato che:

        - proprio il "codice Urbani" dispone che, nella nozione di bene culturale, rientrino tutte le testimonianze archivistiche della storia nazionale, indipendentemente dagli istituti di conservazione pubblici e privati, che ne hanno la detenzione o il possesso. Gli archivi giocano un ruolo fondamentale in questo scenario poiché racchiudono e rappresentano i valori di una società - in una parola, la sua identità - in modo dinamico. Non sono contenitori passivi della nostra memoria, né tantomeno luoghi fisici in cui custodire oggetti, anche perché la mentalità custodiale riflette l'arretratezza con cui nel nostro Paese si tende a vedere tali beni solo come fonte di costo. Sono agenti piuttosto proattivi che modellano la nostra memoria. Sono quindi un fattore strategico per colmare le lacune. D'altra parte, gli archivi devono affrontare le lacune interne che incidono sulla loro missione e ne ostacolano l'uso: in un mondo di tecnologie in continua evoluzione, gli archivi si sforzano di gestire nuovi oggetti, formati e tecniche;

            - una metodologia che prevede la determinazione del "valore d'uso" dei beni culturali, attraverso l'applicazione di formule finanziarie, è allo studio di un gruppo di lavoro che, già dal 2017, opera presso il Servizio studi dipartimentale (SESD) della Ragioneria generale dello Stato con l'obiettivo di applicare al patrimonio culturale italiano gli standard internazionali sulla contabilità pubblica (International Public Sector Accounting Standards - IPSAS). Fanno parte del gruppo di lavoro la Ragioneria generale dello Stato, il Dipartimento di Economia aziendale dell'Università di Roma Tre, il Ministero della cultura, il Ministero della transizione ecologica, la Corte dei conti, l'Agenzia del demanio, l'Istat. Il gruppo di lavoro del SESD ha già elaborato una metodologia che ha permesso di contabilizzare - a scopo di sperimentazione - i patrimoni della Galleria Borghese e di Villa d'Este a Tivoli. Il progetto di sperimentazione della Ragioneria generale dello Stato Heritage in financial reporting potrebbe utilmente proiettarsi a misurare anche il valore economico degli archivi: si tratta di un tema di fondamentale importanza - colto in ambito accademico grazie alla convenzione tra il Dipartimento di lettere e culture moderne dell'Università di Roma "La Sapienza" e il Dipartimento di Economia aziendale dell'Università di Roma Tre - per comprendere il ruolo degli archivi non solo come asset patrimoniale, ma anche come componente strategica per la produzione di valore culturale, sociale e gestionale. In ultima analisi, il patrimonio archivistico va ricondotto ad un valore economico statisticamente rilevabile, facendo entrare nel piano statistico nazionale uno studio progettuale sugli archivi pubblici e compiendo passo decisivo per avere piena contezza della presenza di archivi nel nostro Paese;

            - la connessione di tali questioni tecnico-gestionali con l'essenza stessa della democrazia è dimostrata dall'imminente iniziativa "Bridging the democracy gap", proiettata sulla nona conferenza dell'International council of Archives, che si terrà a Roma tra il 19 e il 23 settembre del prossimo anno, in collaborazione con SOS Archivi e Symposia srl, sul tema dell'Archivio come mezzo per colmare un divario trasversale e multilivello, evento organizzato con la partnership di ANAI e DGA del Ministero della cultura,

        impegna il Governo:

        - in occasione dell'utilizzazione dei fondi di cui all'articolo 119, a condurre un esaustivo censimento degli archivi italiani, sviluppando utili sinergie con l'ISTAT, finalizzate a dare una misura quali-quantitativa di questo importante asset che ha un impatto sul benessere collettivo, al pari delle biblioteche che già costituiscono un indicatore nel BES;

            - ad utilizzare i fondi del PNRR destinati alla digitalizzazione, per la ripresa del "programma straordinario finalizzato alla prosecuzione e allo sviluppo delle attività di inventariazione, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale, anche al fine di incrementare e facilitare l'accesso e la fruizione da parte del pubblico" (di cui all'articolo 2 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112) in funzione del rilancio di tutte le iniziative di digitalizzazione enunciate in premessa;

            - a valutare l'opportunità all'esito dello svolgimento delle procedure in corso a bandire nuovi concorsi per gli archivi di Stato e per l'amministrazione dei beni archivistici presso il Ministero della cultura, ponendo rimedio al grave deficit di risorse umane e finanziarie, di cui soffre il sistema archivistico nazionale e lo rende inidoneo a fronteggiare anche solo le basilari funzioni di conservazione del patrimonio documentale prodotto dalla plurisecolare storia d'Italia;

            - ad una verifica esaustiva delle inadempienze all'obbligo di mettere a disposizione tutti i documenti che superano i limiti temporali massimi di cui all'articolo 122 del "Codice Urbani", esigendo da tutte le pubbliche amministrazioni la redazione di un inventario analitico dei documenti attinenti agli affari esauriti, per compiutamente metterli a disposizione dell'utenza; nel caso delle previsioni derogatorie circa l'obbligo di versamento all'Archivio centrale dello Stato, imporre parità di trattamento per la ricerca storiografica decentrata, in modo che possano essere accessibili e consultabili - alle condizioni predette, poste dall'articolo 122 citato e salva soltanto l'apposizione del segreto di Stato nei limiti di cui alla legge n. 124 del 2007 - anche i documenti degli archivi dello Stato Maggiore della Difesa, dei servizi segreti e degli organi, enti o uffici per i quali non è contemplato l'obbligo di versamento all'Archivio centrale dello Stato.

G/2448 sez. I/6/7

Alessandrini, Saponara, Pittoni, Montevecchi, Vanin, Angrisani, Granato, Marilotti, Barbaro, Iannone, Corrado

La 7a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge A.S.2448 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024»,

        premesso che:

       l'articolo 117 attribuisce carattere di stabilità alle misure contenute nella "card cultura";

        il settore della cultura è uno tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi e la musica, in particolare, produce valore sociale, culturale, economico;

            è necessario sviluppare una progettualità politico-culturale riguardante il sistema formativo musicale anche nella fascia d'età 0-16;

            l'articolo 1, comma 984, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, istituiva il Bonus strumenti musicali (il cosiddetto «Bonus Stradivari»), concernente l'agevolazione sull'acquisto di strumenti musicali, poi confermato con l'articolo 1, comma 626 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e prorogato fino al 2018 con l'articolo 1, comma 643 della legge 27 dicembre 2017. n. 205. In pratica, l'agevolazione dava diritto ad uno sconto di importo massimo pari al 65 per cento del prezzo finale dello strumento e fino al limite di 2.500 euro, era applicata direttamente dal rivenditore al momento dell'acquisto, che successivamente recuperava l'importo in compensazione con il modello F24;

            il principale problema dello stanziamento iniziale era dato dai pochi fondi per coprire tutte le richieste arrivate nel 2018,

        impegna il Governo

        a valutare l'opportunità di reintrodurre il «Bonus strumenti musicali», aumentandone possibilmente la capienza rispetto a quello del 2018, per sostenere non solo gli studenti di musica, ma anche i rivenditori e i produttori di strumenti musicali, particolarmente colpiti dalla crisi economica del settore e dalla concorrenza del mercato online ed estero.