Legislatura 18ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 236 del 29/04/2021
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AFFARI ASSEGNATI
Classificazione della clientela da parte delle banche e sulla questione del calendar provisioning(n. 793)
(Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio)
Il relatore PITTELLA (PD) introduce l'Atto in titolo, evidenziando che la formazione di nuovi crediti deteriorati costituisce il rischio maggiore che si profila nei prossimi mesi per il sistema bancario italiano, poiché è facile ipotizzare che le difficolta delle imprese possano determinare un maggior flusso di crediti scaduti o inadempienze probabili e sofferenza bancarie. Rispetto a tale prospettiva è importante che la Commissione affronti due questioni che si pongono sul fronte NPL e cioè la definizione del default prudenziale e l'applicazione dell'approccio di calendario che, pur originando da norme e prassi definite a livello europeo, rischiano di penalizzare pesantemente il sistema bancario nazionale.
Ricorda quindi che lo strumento parlamentare della risoluzione a conclusione dell'affare assegnato consente di affrontare le tematiche con la definizione di un indirizzo, eventualmente da sottoporre all'Assemblea ove ne ricorrano le condizioni politiche, per delineare forme di intervento, a diversa gradazione, per sostenere le imprese e le banche.
È opinione comune che agli strumenti di flessibilità già adottati nei mesi scorsi per l'applicazione delle suddette norme, se ne debbano affiancare altri che tengano conto della profondità della crisi e della specificità dell'economia italiana. Non si tratta di indebolire gli strumenti di governo bancario e di prudente gestione dei crediti erogati, ma di individuare strade anche innovative per liberare i bilanci bancari senza deprimere le possibili fonti di ripresa delle imprese.
Il relatore chiarisce poi che con l'espressione "approccio di calendario" si intende l'adozione di misure di svalutazione integrale dei crediti deteriorati secondo scadenze prestabilite. Si tratta di una misura che mira a rafforzare la gestione prudenziale, evitando che il volume dei crediti deteriorati aumenti nei bilanci bancari a valori immutati, secondo una prescrizione che origina dalla pubblicazione delle linee guida della BCE nel 2017 volta a invitare gli intermediari creditizi a definire un piano di riduzione dei crediti deteriorati, anche in concomitanza con l'adozione di modelli organizzativi, gestionali e di monitoraggio adeguati a tale scopo. Sia le linee guida e il successivo Addendum riflettevano orientamenti e aspettative dell'organo di vigilanza non vincolanti. Viceversa la modifica del Regolamento europeo sui requisiti patrimoniali ha elevato il rango normativo dell'approccio di calendario, rendendolo applicabile in maniera cogente a tutte le banche dell'Unione europea, a prescindere dalla loro dimensione. La svalutazione integrale deve essere effettuata dopo tre anni per i prestiti non garantiti e dopo sette anni per quelli garantiti (nove anni in presenza di garanzie da immobili), con riferimento ai prestiti originati dopo il 26 aprile 2019.
Tale dies a quo implica l'applicazione di queste prescrizioni ai prestiti originati nel corso della pandemia o che si sono deteriorati a causa di essa. Come dichiarato dal governatore Visco, l'Italia aveva proposto in sede di negoziato europeo di disapplicare la norma per un periodo di due anni, senza incontrare il favore degli Stati membri. Il relatore suggerisce quindi fin d'ora di prevedere nella risoluzione che il dies a quo per l'applicazione del backstop sia rideterminato a fine 2022. Poiché infatti il valore dei crediti assistiti da garanzia immobiliare dipende anche dai tempi della giustizia civile, il rinvio al 2022 consentirebbe di tenere conto del rallentamento della giustizia per motivi Covid nonché degli effetti delle riforme in materia che saranno messe in campo con il PNRR.
La nuova disciplina di default prudenziale introduce criteri della classificazione in default per evitare riflessi sui requisiti prudenziali più severi rispetto alla disciplina vigente. Pur in assenza di evidenze e casistiche al momento preoccupanti, essa non sembra tenere in debito conto le specificità dell'economia italiana e delle esigenze poste dai prenditori di credito rispetto alle enormi difficoltà di sostenere l'attività economica, soprattutto per i comparti oggetto di restrizioni e blocco delle attività stesse. Si tratta, peraltro, anche di soglie di segnalazione molto basse.
Il relatore anticipa inoltre che riterrebbe essenziale introdurre nella risoluzione un impegno a tradurre in disposizioni normative le indicazioni fornite dalla Banca d'Italia sulla vigenza ancora per tutto il 2021 e sul 2022 delle norme vigenti ex ante. Infine, ricorda che la procedura di indirizzo odierna incrocia la discussione sui disegni di legge sui crediti deteriorati. Rinviando a tale sede la discussione ritiene comunque opportuno che la risoluzione possa contenere un'osservazione circa la costituzione di un soggetto pubblico di gestione dei crediti superando le divergenze europee.
Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per la sua relazione e ricorda che nel corso dell'ultimo Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi sono state sollecitate le audizioni di ABI e Banca d'Italia cui si è aggiunta l'indicazione dell'ANCE. Fa presente che il documento sull'argomento trattato rassegnato dal governatore Visco presso la Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario è significativo ai fini dell'acquisizione di elementi istruttori.
Sottolinea infine che la procedura dell'affare assegnato, articolo 50, comma 2, del Regolamento, consente alla Commissione di esaminare e votare una risoluzione che può fornire indirizzi e orientamenti, avendo il Governo come primo interlocutore, e che, come anticipato dal relatore, la Commissione sta esaminando vari disegni di legge sui crediti deteriorati (AASS nn. 79, 788, 1287 e 2098) per quanto riguarda l'attività legislativa sul punto.
Il senatore MARINO (IV-PSI) chiede l'audizione dei rappresentanti di Federcasse e dell'Associazione nazionale fra le banche popolari.
Il senatore BAGNAI (L-SP-PSd'Az) giudica indispensabile ascoltare un'autorità di rango europeo, come la Banca centrale europea, nonché il Capo del dipartimento del Tesoro quale organo tecnico di interlocuzione con l'Europa, se previsto dal Regolamento.
Ricorda quindi che le tematiche in questione sono già state sollevate diversi anni fa e che la Commissione ha svolto un importante lavoro sul tema, per il quale sarebbe opportuno conoscere quale sia stata la conseguente attività del Governo.
Il PRESIDENTE evidenzia che le audizioni di funzionari dello Stato sono previste dall'articolo 47, comma 1, del Regolamento.
Il senatore MARINO (IV-PSI) si associa alla richiesta del senatore Bagnai di ascoltare un organismo europeo di vigilanza e propone di convocare il dottore Panetta, membro del Comitato esecutivo della BCE.
Il relatore PITTELLA (PD) condivide le proposte di audizione avanzate.
Il PRESIDENTE si riserva di definire il programma della fase istruttoria sulla base delle richieste avanzate.
Prende atto la Commissione.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.