Legislatura 18ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 168 del 25/03/2020

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1766) Conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19

(Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio)

 

La relatrice LEONE (M5S) introduce il provvedimento, soffermandosi sui profili di più stretta competenza della Commissione. In primo luogo segnala l'articolo 49, che dispone un potenziamento e un’estensione dell’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, in deroga alla sua disciplina ordinaria, l'articolo 50, che modifica la disciplina del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) e l'articolo 51, che consente, tra l'altro, ai consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) di ridurre i contributi obbligatori ai fondi interconsortili cui aderiscono, in misura pari ai contributi che i medesimi confidi sono tenuti a versare al relativo Organismo di vigilanza e tenuta dell'elenco.

Il successivo articolo 52 amplia la possibilità per le imprese di assicurazione e di riassicurazione di applicare l'aggiustamento per la volatilità (volatility adjustment) alla struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio, mentre l'articolo 53 autorizza il MEF a rilasciare la garanzia dello Stato in favore di SACE Spa per operazioni nel settore crocieristico, deliberate da SACE Spa entro la data di entrata in vigore del decreto, e l’articolo 54 estende, per nove mesi, l’operatività del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 33 per cento rispetto all’ultimo trimestre 2019.

La relatrice dà quindi conto dell'articolo 55, che stabilisce che, qualora una società ceda a titolo oneroso crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate (Deferred Tax Assets, DTA) riferite alle perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile e all'importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta alla data della cessione.

Richiama poi l'articolo 56, che dispone misure di sostegno finanziario in favore delle microimprese e delle piccole e medie imprese, e l'articolo 57, che stabilisce che le esposizioni assunte da Cassa depositi e prestiti in favore delle banche e degli altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito che concedono finanziamenti sotto qualsiasi forma alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza, possono essere assistite dalla garanzia dello Stato fino ad un massimo dell’80 per cento dell’esposizione assunta.

Ricorda inoltre l'articolo 58, che prevede che, fino al 31 dicembre 2020, può essere disposta una sospensione fino a dodici mesi del pagamento della quota capitale e degli interessi delle rate in scadenza nel corso del 2020, per i finanziamenti a tasso agevolato concessi a favore delle imprese italiane che operano sui mercati esteri; l'articolo 59, che autorizza SACE S.p.A. a rilasciare garanzie e coperture assicurative, a condizioni di mercato e beneficianti della garanzia dello Stato, in favore di fornitori esteri per la vendita alle Regioni di beni inerenti la gestione dell'emergenza sanitaria per il COVID-19; l’articolo 60, che proroga al 20 marzo 2020 i termini dei versamenti verso le amministrazioni pubbliche in scadenza il 16 marzo 2020; l’articolo 61, che interviene sulla disciplina della sospensione dei versamenti delle ritenute e dei contributi e dei premi introdotta dal precedente decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9.

Evidenzia poi l’articolo 62, che sospende gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale in scadenza dall’8 marzo al 31 maggio 2020. La disposizione riconosce inoltre la sospensione dei versamenti da autoliquidazione ai titolari di partita Iva di minori dimensioni nonché a tutti i soggetti delle province maggiormente colpite dal Covid-19 a prescindere dai ricavi o compensi percepiti, e prevede il non assoggettamento alle ritenute d’acconto per i soggetti di più ridotte dimensioni ovvero con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro.

L’articolo 63 prevede l’erogazione di un bonus di 100 euro a favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con reddito complessivo non superiore a 40.000 euro, che, durante il periodo di emergenza sanitaria COVID 19, continuino a prestare servizio nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020. Il successivo articolo 64 concede un credito d’imposta, per l’anno 2020, pari al 50 per cento delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.

Ricorda quindi che l’articolo 65 concede un credito d’imposta pari al 60 per cento del canone di locazione, relativo al mese di marzo, di negozi e botteghe, e che l’articolo 66 concede incentivi fiscali per le erogazioni liberali, in denaro e in natura, effettuate per finanziare gli interventi di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Infine la relatrice riferisce sulle rimanenti disposizioni di maggiore interesse per la Commissione: l’articolo 67 sospende temporaneamente alcune attività svolte dall’Amministrazione finanziaria e proroga i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli uffici della stessa Amministrazione e degli enti previdenziali; l’articolo 68 sospende i termini per il versamento di somme derivanti da cartelle di pagamento e da accertamenti esecutivi, da accertamenti esecutivi doganali, da ingiunzioni fiscali degli enti territoriali e da accertamenti esecutivi degli enti locali e differisce al 31 maggio 2020 il termine per il pagamento delle rate relative alle definizioni agevolate e al saldo e stralcio dei debiti tributari; l'articolo 69 dispone la proroga del versamento del prelievo erariale unico e del canone accessorio sugli apparecchi cosiddetti Amusement with prizes (AWP o new slot) e Video lottery terminal (VLT), del canone per la concessione della raccolta del Bingo, nonché la proroga di termini per l'indizione di gare per una serie di concessioni in materia di giochi; l'articolo 70 dispone, per l'anno 2020, l'incremento di otto milioni di euro delle risorse destinate alla remunerazione del lavoro straordinario del personale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli; l’articolo 71 prevede che i contribuenti che decidono di non avvalersi di una delle sospensioni di versamenti previste dal decreto in esame possono chiedere che della circostanza sia data menzione.

Conclusivamente la relatrice evidenzia la portata dell'articolo 126, che provvede alla compensazione finanziaria degli oneri derivanti dal decreto-legge. In particolare, autorizza l'emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l'anno 2020 e si sostituisce di conseguenza l'allegato 1 all'articolo 1, comma 1, della legge di bilancio 2020, che riporta il livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario, con l'allegato al presente decreto-legge.

 

Si apre la discussione generale.

 

Il senatore DE BERTOLDI (FdI), dopo aver preliminarmente confermato la disponibilità del proprio Gruppo a collaborare per il bene del Paese, segnala che il decreto presenta diverse criticità e ne contesta la filosofia sottostante, non in grado di rilanciare l'economia nazionale. A suo parere, infatti, il provvedimento in esame potrebbe meglio rappresentare un tentativo di tamponare la situazione - fatta eccezione per le norme in materia sanitaria, che apprezza e condivide - in attesa di un ulteriore e più incisivo provvedimento d'urgenza, peraltro già annunciato.

Richiama quindi le posizioni critiche manifestate dal mondo delle professioni e da quello dell'imprenditoria, le cui aspettative sono rimaste ampiamente disattese. In proposito esprime con preoccupazione il timore che tutte le attività oggi chiuse possano fallire, in quanto già fallite, al termine dell'emergenza e lamenta il mancato accoglimento da parte del Governo delle proposte che pure erano state avanzate dalle opposizioni per contribuire al superamento della crisi. Chiarisce quindi che, in presenza del solo ascolto, senza che vi sia un seguito concreto agli incontri con il Presidente del Consiglio, la propria parte politica non intende assumersi alcuna responsabilità politica per i provvedimenti adottati.

Chiede quindi retoricamente quali misure siano state varate a favore degli imprenditori, dei commercianti e degli artigiani che hanno mantenuto aperte le loro attività e che non hanno licenziato o messo in cassa integrazione la loro forza lavoro. Cita a titolo di esempio l'articolo 60, che proroga di soli quattro giorni, dal 16 al 20 marzo 2020, i termini dei versamenti verso le amministrazioni pubbliche; l’articolo 65, che concede un credito d’imposta pari al 60 per cento del canone di locazione, relativo al mese di marzo, ma solo per negozi e botteghe e non anche per studi professionali o capannoni; l'articolo 67, che sospende temporaneamente alcune attività svolte dall’amministrazione finanziaria, ma contestualmente allunga di due anni i tempi per gli accertamenti fiscali sugli imprenditori.

Inoltre, quanto ai benefici previsti, stigmatizza la scelta di introdurre procedure molto complesse, che mettono in difficoltà gli stessi professionisti che assistono i titolari delle varie attività economiche.

Tra le proposte del Gruppo di Fratelli d'Italia accolte nel testo segnala quella contenuta nell'articolo 63, che prevede l’erogazione di un bonus - a suo giudizio comunque troppo basso - a favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con un determinato reddito complessivo, che, durante il periodo di emergenza sanitaria COVID 19, continuino a prestare servizio nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020.

In conclusione invita la maggioranza ad un maggior dialogo con le opposizioni e con il mondo produttivo in previsione della stesura del nuovo decreto-legge che verrà varato prossimamente.

 

Il senatore MONTANI (L-SP-PSd'Az) informa in premessa che è stato destinatario di molteplici segnalazioni da parte di operatori economici, soprattutto del territorio di riferimento, che evidenziavano i limiti del provvedimento in esame. Si dice tuttavia convinto che la crisi possa anche diventare, se adottate le misure giuste e stanziate adeguate risorse, l'occasione per un nuovo sviluppo del Paese, come accaduto nel secondo dopoguerra con il Piano Marshall. A suo giudizio però serviranno anche forza e coraggio: la prima la metteranno gli italiani, la seconda lo dovrà mostrare la politica con le sue scelte.

Entrando nel merito, ritiene che il provvedimento possa permettere al Paese esclusivamente di sopravvivere. Esorta quindi la Commissione a trovare la coesione e la comunione d'intenti già mostrata in passato, anche con altra maggioranza, e il Governo, non solo ad ascoltare, ma anche a dare seguito alle proposte delle opposizioni, del mondo produttivo e dei semplici cittadini per migliorare il testo in esame.

 

Il senatore SALVINI (L-SP-PSd'Az), con riferimento ad alcune polemiche da parte della maggioranza, chiarisce in premessa che gli emendamenti che il proprio Gruppo intende presentare presso la Commissione di merito sono la sintesi delle segnalazioni pervenute dalle associazioni di categoria e anticipa che in virtù dello spirito di massima collaborazione il loro numero potrà diminuire ancora, senza tuttavia ridursi eccessivamente in quanto il testo presenta diverse lacune.

In attesa poi del più volte annunciato provvedimento di aprile invita il Governo a una maggiore trasparenza, in quanto i cittadini, in assenza di indicazioni precise sul loro stipendio e il loro posto di lavoro, vivono una situazione di profondo disagio.

Venendo al merito, segnala che alcune norme sono profondamente ingiuste, come nel caso del credito d’imposta del canone di locazione, relativo al mese di marzo, ma solo per negozi e botteghe, o del rinvio delle scadenze, che risulta diverso tra i vari settori economici. Lamenta la mancata considerazione per gli studi professionali attualmente chiusi e chiede su quali basi sia stato scritto l’articolo 54, che estende, per nove mesi, l’operatività del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti, a condizione che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 33 per cento rispetto all’ultimo trimestre 2019.

Si associa quindi al senatore De Bertoldi per le considerazioni sulle procedure troppo complesse previste per usufruire delle misure introdotte dal decreto e stigmatizza le parole del ministro Provenzano sulla possibilità di sostenere anche chi lavora in nero.

Si sofferma quindi sulle problematiche dei Comuni, anticipando che in assenza di massicci trasferimenti di risorse da parte dello Stato tali enti locali difficilmente riusciranno a chiudere il loro bilancio e saranno altresì obbligati a sospendere alcune attività primarie come la manutenzione delle strade o l'assistenza domiciliare.

In conclusione chiarisce che per il sostegno al prossimo provvedimento del Governo non sarà sufficiente un incontro con il Presidente del Consiglio: ritiene infatti inaccettabile una richiesta di assunzione di responsabilità nei confronti dell'opposizione in assenza di una reale collaborazione nell'individuazione delle scelte e nelle misure da adottare. Apprezza certamente la decisione del presidente Conte di riferire ogni quindici giorni in Parlamento, ma sollecita una maggiore condivisione nel merito, l'individuazione di maggiori risorse per tenere conto delle richieste avanzate dai Sindaci e dai lavoratori autonomi.

 

Il senatore FENU (M5S) invita a considerare che il Governo è stato costretto ad emanare un provvedimento in tempi brevissimi e in una situazione di grande emergenza. Comprende l'esigenza più volte manifestata di apportare varie modifiche al testo, soprattutto per quanto riguarda l'articolo 67, anche se ricorda che a breve verrà predisposto un ulteriore decreto-legge che conterrà nuove misure economiche, per il quale si dice sicuro che l'Esecutivo terrà in adeguata considerazione le varie segnalazioni del Parlamento.

In termini generali esprime tuttavia l'auspicio che il profondo shock che subiranno il Paese e l'intera Europa potrà essere da stimolo per riscrivere le regole economiche e finanziarie, che già si erano dimostrate profondamente inadeguate.

 

         Il presidente BAGNAI (L-SP-PSd'Az) interviene in discussione generale dando conto, tra la numerosa corrispondenza ricevuta, di due sollecitazioni: una proveniente dalla Gran Bretagna, in riferimento alle misure che il Governo inglese sta predisponendo per le imprese, e l'altra relativa alla decisione di un imprenditore di sostenere autonomamente per i mesi a venire i propri fornitori, anticipando ampiamente le scadenze di pagamento per sostenere l'intera filiera produttiva. I due esempi citati dimostrano che nella contingenza straordinaria, il senso di comunità costituisce una delle caratteristiche essenziali per giudicare la resilienza di un sistema economico di fronte a una situazione così drammatica. Lo stesso senso di comunità non viene invece mostrato da alcuni partner dell'Unione europea e in particolare dai Paesi che hanno bloccato le forniture di apparecchi medicali verso l'Italia. Rispetto alle drammatiche stime di calo del PIL (nella più ottimistica previsione 7 - 8%) ci si aspetterebbe, come fatto nel dopoguerra dagli Stati Uniti d'America verso l'Europa che i Paesi egemoni e in surplus commerciale adottino un vero e proprio piano di sostegno per sostenere i Paesi che sono i loro diretti interlocutori economici, commerciali e politici. Ma appare evidente che la Germania non intende seguire il modello statunitense. Da tale convinzione deriva quindi il dubbio che le tempistiche annunciate dal Governo italiano per reperire le risorse per sostenere l'economia siano quelle dettate da una trattativa in corso circa la disponibilità dell'Italia a ricorrere alle risorse del MES, accettando condizioni molto onerose e gravose. Dal proprio punto di vista diventa quindi dirimenti capire come il Governo italiano intenda reperire le enormi risorse finanziarie necessarie per affrontare l'incombente disastro economico, poiché da questo chiarimento può discendere anche l'atteggiamento che la propria parte politica adotterà in sede di confronto parlamentare sul decreto-legge in esame. Se il dubbio non verrà fugato ovvero, viceversa, verrà confermato l'orientamento di chiedere l'utilizzo di risorse con condizioni penalizzanti per l'economia italiana per il prossimo futuro, ritiene che la Lega non potrà che distanziarsi da tale orientamento pur nel richiamato spirito di collaborazione. Anche la ventilata differenziazione tra risorse destinate alle emergenze sanitarie e non sembra indicare la scarsa comprensione del carattere sistemico e strutturale della crisi indotta dall'epidemia. L'oratore si sofferma poi analiticamente su alcune misure contenute negli articoli 61, 64 e 54, rilevando, da un lato, la scarsa precisione e adeguatezza per numerosi settori economici ovvero l'insufficienza delle risorse preordinate.

 

Interviene quindi il senatore LANNUTTI (M5S) che si sofferma in particolare sulla vastità e profondità dell'emergenza che ha colpito sia l'Italia che l'Europa, per affrontare la quale auspica uno spirito di collaborazione tra le forze politiche simile a quello manifestatosi dopo la seconda guerra mondiale. Il rischio di disgregazione economica e sociale che corrono larghi strati della popolazione mondiale dovrebbe imporre a chi ha dettato le regole commerciali, finanziarie ed economiche nei decenni passati a mutare radicalmente il punto di vista e consentire anche ai Paesi più fragili e deboli di poter ricostruire il loro futuro. La riscrittura delle regole da parte dell'Europa e della sua burocrazia è assolutamente doverosa per consentire al Paese di superare prima l'emergenza sanitaria e poi la crisi economia incombente.

 

         A giudizio del senatore D'ALFONSO (PD) occorre aver presente che l'attuale condizione mondiale non è quella di una crisi contingente, ma di una vera e propria rottura sistemica e strutturale che può arrivare a mettere in discussione la capacità delle classi dirigenti di tutti gli Stati di saper reagire alla crescente gravità del fenomeno. In tale quadro l'ordinamento italiano ha operato innanzitutto per fronteggiare il diffondersi dell'epidemia e strutturare gli interventi sanitari. Si è poi passati a definire un intervento per circa 25 miliardi, che certamente risultano insufficienti nel breve periodo, ma che andrebbero tempestivamente resi spendibili e fruibili dai destinatari. A tale proposito, preannuncia che la propria parte politica presenterà emendamenti volti a snellire le procedure, con particolare riferimento ai rapporti tra banche e imprese. Se è comprensibile invocare altre misure - come fatto dall'opposizione - è anche giusto sottolineare che il Governo ha già prefigurato nuove misure tra poche settimane con altre misure finanziarie importanti, da utilizzare contando anche sulla collaborazione dell'opposizione. In altro ambito, ritiene che occorra rivedere le regole dettate dal Trattato di Basilea sui requisiti patrimoniali delle banche, al fine di canalizzare le risorse finanziarie verso le imprese. In sintesi, ritiene che le condizioni non possono che costringere le forze politiche a mettere da parte le contrapposizioni e individuare la strada comune per tratteggiare fin d'ora la strada della rinascita. A titolo esemplificativo ritiene che l'articolo 71, pur nel suo valore puramente simbolico, apra la strada per misure di premialità verso contribuenti, famiglie e imprese che in questa difficile contingenza riescono ad assolvere agli obblighi tributari e contribuiscono quindi al reperimento delle risorse pubbliche.

 

         La senatrice EVANGELISTA (M5S) interviene rilevando che il decreto-legge in esame ha un carattere emergenziale e quindi può presentare degli elementi di criticità, ma a suo parere la propria parte politica ha il dovere di evidenziare le molte criticità emerse nella gestione della crisi, con particolare riferimento al territorio sardo, cui ha accennato il presidente Bagnai. Puntualizza quindi le condizioni in cui versa la sanità in Sardegna, per mettere in evidenza le forti criticità derivate anche dalla scarsa adeguatezza delle misure poste in essere dalla Regione e dall'Assessore alla sanità, denunziando la carenza e inefficienza dei protocolli emergenziali posti in essere, come dimostrato dalla altissima percentuale di persone contagiate appartenenti alle professioni mediche. Dà infatti analitico conto delle circostanze che hanno causato la maggior parte dei contagi in Sardegna, prefigurando anche l'opportunità della nomina di un Commissario.

 

         Interviene quindi la senatrice DRAGO (M5S), che esprime forti perplessità sul contenuto dell'articolo 69 che, prorogando una serie di termini e agevolando tutti gli operatori del settore dei giochi, intervengono in una materia del tutto secondaria e marginale nel contesto della grave crisi che affronta il Paese. Più in generale avrebbe preferito indirizzare tutte le risorse disponibili verso il settore sanitario in modo da costituire un argine alla propagazione dell'epidemia. E tuttavia, per quanto riguarda i vari settori interessati dalle misure agevolative, ritiene errato parlare di misure assistenziali.

 

         Dopo un intervento del senatore FENU (M5S) sull'ordine dei lavori, il presidente BAGNAI, dopo un breve dibattito al quale partecipano i senatori MONTANI (L-SP-PSd'Az) e D'ALFONSO (PD), conferma che la Commissione procederà al voto della proposta di parere nella seduta già convocata domani alle ore 8,45.

 

Il senatore DI NICOLA (M5S) esprime in premessa un generale giudizio positivo sul provvedimento, che mostra grande attenzione per il lavoro autonomo, le piccole e medie imprese e i cittadini in difficoltà con i mutui e il fisco. Riconosce a sua volta che si sarebbe potuto fare di più e meglio per alcuni settori e comunica, a testimonianza di ciò, di aver presentato un emendamento a sua prima firma presso la Commissione di merito. Invita tuttavia a considerare le condizioni in cui questo provvedimento è stato varato e sottolinea, proprio per l'assoluta straordinarietà della vicenda, la mancanza di adeguati strumenti di analisi anche da parte della politica. Il successivo provvedimento già annunciato dovrebbe, a suo parere, fornire anche la possibilità di un maggior confronto con le opposizioni.

Compiendo un parallelismo con l'esperienza della fine degli anni Settanta, quando nel periodo del terrorismo il Partito Comunista venne chiamato a un nuovo ruolo di opposizione, ritiene che anche l'attuale situazione di emergenza, peraltro del tutto inedita, imponga alla maggioranza di essere più generosa e disponibile e alle minoranze di svolgere la loro attività in modo diverso, meno classico, sempre severo, ma senza forzature né contestazioni inutili. Il riferimento è alla polemica sull'impiego delle risorse del Meccanismo europeo di stabilità (MES) che giudica del tutto infondata, ma che ha coinvolto, a suo giudizio in modo del tutto erroneo, anche il Movimento di cui fa parte. L'intervista rilasciata dal presidente Conte al "Financial Times" infatti prefigura uno scenario del tutto diverso e non prevede, in caso di impiego di quelle risorse, alcuna condizionalità o sottoscrizione di memorandum come nel caso della Grecia. Ritiene comunque ci siano tempi e modi per chiarire meglio questo aspetto.

Sottolinea infine poi con soddisfazione il regolare svolgimento dei lavori del Parlamento in tutte le sue articolazioni, anche se presso altri ambienti che permettono di rispettare le prescrizioni in materia di COVID-19, come peraltro rivendicato dalle forze di minoranza.

 

Non essendoci ulteriori richieste di intervento il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge. 

 

            La seduta termina alle ore 18.