Legislatura 18ª - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 48 del 13/01/2020
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Il senatore MALAN (FIBP-UDC) fa presente che nel caso in questione occorre avere una visione più ampia, che consenta di inquadrare la ratio del procedimento autorizzatorio configurato dalla legge costituzionale n. 1 del 1989. La predetta legge costituzionale è finalizzata a salvaguardare l'indipendenza degli organi di decisione politica rispetto agli organi giudiziari, evitando invasioni di campo suscettibili di minare il principio democratico.
La valutazione se il ministro Salvini abbia agito o meno nel perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'azione di Governo riveste un carattere eminentemente politico, anche se tale politicità va intesa in senso alto e non come decisione di parte.
In tale ottica prospettica la Giunta non deve valutare se l'azione del ministro Salvini sia o meno condivisibile nel merito, ma solo se il ministro Salvini abbia assunto le proprie decisione nel perseguimento dell'interesse del Paese e in attuazione della politica dell'Esecutivo.
L'indebolimento dell'indipendenza della politica è pericolosa, atteso che è suscettibile di minare la democraticità dei percorsi decisionali e conseguentemente il filtro politico delle decisioni stesse, senza il quale gruppi di pressione potrebbero conseguire in modo indebito i propri interessi, prescindendo dai moduli democratici di valutazione. Occorre evitare di scivolare in una tecnocrazia nella quale taluni burocrati possano sostituire la decisione politica con postulati sottratti al confronto democratico.
Il senatore Malan conclude il proprio intervento, manifestando la propria condivisione per la proposta conclusiva avanzata dal relatore.