Legislatura 18ª - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 46 del 08/01/2020

AUTORIZZAZIONI A PROCEDERE AI SENSI DELL'ARTICOLO 96 DELLA COSTITUZIONE 

 

(Doc. IV-bis, n. 2) Domanda di autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro dell'interno pro tempore

(Seguito dell'esame e rinvio) 

 

            La Giunta riprende l'esame iniziato nella seduta del 19 dicembre 2019.

 

     Il Presidente relatore GASPARRI (FI-BP) ricorda preliminarmente che il calendario dei lavori della Giunta in ordine all'esame del documento in titolo, definito dall'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, si articolerà nelle sedute di domani alle ore 8.30, lunedì 13 gennaio alle ore 17, martedì 14 gennaio alle ore 20 ed infine nella seduta di lunedì 20 gennaio, ore 17, nella quale è stato programmato il voto finale sulla proposta del relatore.

            Fa poi presente che l'illustrazione della proposta del relatore sarà effettuata nella seduta di domani.

           

         La senatrice EVANGELISTA (M5S) fa presente che domattina alcuni senatori del Gruppo MoVimento 5 Stelle saranno impossibilitati a partecipare alla seduta per concomitanti missioni istituzionali.

 

         Il senatore PILLON (L-SP-PSd'Az) chiede al Presidente di chiarire se i senatori assenti in una delle prossime sedute della Giunta abbiano o meno delle preclusioni rispetto alla possibilità di partecipare al voto finale.

 

         Il PRESIDENTE precisa, con riferimento all'intervento del senatore Pillon, che le uniche preclusioni previste dai regolamenti riguardano i casi di contestazione delle elezioni, evidenziando che in materia di immunità tali limiti regolamentari non sussistono.

            Relativamente all'intervento della senatrice Evangelista, precisa che nella seduta di domani non si procederà a votazione, ribadendo che la stessa è prevista per il giorno 20 gennaio prossimo.

 

         I senatori GRASSO (Misto-LeU) e GIARRUSSO (M5S) chiedono di poter svolgere il proprio intervento in discussione generale nella seduta del giorno 20 gennaio, atteso che nelle sedute precedenti sono impossibilitati a svolgerlo in quanto impegnati in una concomitante missione negli Stati Uniti della Commissione antimafia.

 

         Il PRESIDENTE fa presente che si consentirà eccezionalmente di intervenire nella giornata del 20 gennaio ai senatori Grasso e Giarrusso, impegnati nei giorni precedenti in missioni istituzionali della Commissione antimafia.

 

         Il senatore BONIFAZI (IV-PSI) sottolinea l'esigenza di ripercorrere l'iter procedurale seguito nel caso della Diciotti.

 

         Il PRESIDENTE chiarisce che la procedura che è stata svolta in ordine al documento in titolo sarà analoga a quella seguita per il caso Diciotti, atteso che il regolamento disciplina specificamente le autorizzazioni a procedere in questione.

 

         Il senatore URRARO (L-SP-PSd'Az) sottolinea l'esigenza che nella giornata odierna si possa intervenire nel dibattito relativo alla vicenda Gregoretti solo in via preliminare, evidenziando che la discussione generale potrà svolgersi dopo la proposta del relatore.

 

         Il PRESIDENTE sottolinea che la discussione generale potrà avere inizio solo dopo l'illustrazione della proposta del relatore. Nella seduta odierna tuttavia è possibile che i senatori possano intervenire sugli atti relativi al documento in titolo in via preliminare, senza che tali interventi precludano la possibilità per gli stessi di prendere nuovamente la parola quando la discussione generale sarà formalmente iniziata.

 

         Il senatore DE FALCO (Misto) interviene fin d'ora nel dibattito, evidenziando che la vicenda della nave Gregoretti presenta analogie con quella della nave Diciotti, sottolineando tuttavia delle differenze a suo avviso consistenti tra tali due fattispecie. In entrambi i casi la vicenda ha riguardato una nave militare, aventi a bordo persone soccorse in mare e in quanto tali rivestenti la qualità di naufraghi.

Quanto alle differenze tra le due predette vicende, il senatore De Falco rileva che nel caso della nave Gregoretti era nel frattempo sopravvenuta l'entrata in vigore del decreto "sicurezza bis", che all'articolo 1 circoscrive la facoltà di interdizione del Ministro dell'interno alle sole navi diverse da quelle militari.

            Rileva poi che l'inizio delle due vicende in questione presenta talune differenze, in quanto nel caso della Diciotti c'era stata una diatriba tra Italia e Malta, mentre nel caso della nave Gregoretti tale elemento non è ravvisabile.

            Il senatore De Falco si sofferma poi sulle differenze tecnico-nautiche tra la nave Diciotti e la nave Gregoretti, evidenziando che le strutture logistiche della Gregoretti non sono idonee ad accogliere a bordo persone per un lasso di tempo consistente. Tale nave può essere usata solo per operazioni di soccorso e per il trasferimento a terra dei naufraghi in tempi il più possibile brevi, atteso che il mare costituisce comunque un'insidia per la sicurezza di tali persone. Le attività di soccorso di una nave sono finalizzate a condurre a terra, in un luogo sicuro, i naufraghi, come stabilito dalla Convenzione SAR.

            Un'altra differenza, a giudizio dell'oratore importante, riguarda la condivisione della gestione della vicenda, ravvisabile solo nel caso della Diciotti, per il quale il Presidente Conte e i ministri Di Maio e Toninelli condivisero la responsabilità delle scelte operate dal ministro Salvini. Nel caso della Gregoretti tale elemento non è presente e conseguentemente non è ravvisabile alcun modulo condiviso rispetto a tali scelte, operate a livello personale dal ministro Salvini, senza alcun coinvolgimento collegiale del Governo. Il Governo, precisa il senatore De Falco, può agire esclusivamente con atti formali del Consiglio dei Ministri, che nel caso della Gregoretti non sono ravvisabili.

            Dopo aver ribadito la rilevanza delle differenze tra la vicenda Diciotti e la vicenda Gregoretti, il senatore De Falco ritiene, relativamente al documento in titolo, che la richiesta di autorizzazione a procedere dell'autorità giudiziaria debba essere accolta.

 

         Il senatore PILLON (L-SP-PSd'Az) evidenzia che la Convenzione MSC distingue i profili inerenti il salvataggio di naufraghi da quelli inerenti al diritto d'ingresso degli stessi nel territorio di uno Stato. Tali due aspetti devono essere distinti anche perché diversamente argomentando basterebbe che un soggetto affondasse volontariamente la propria imbarcazione nelle acque territoriali di uno Stato per acquisire il diritto di ingresso nel territorio dello stesso. Tale ricostruzione ipotetica sarebbe assurda e paradossale ed altresì si porrebbe in contrasto con la predetta Convenzione, che distingue in modo chiaro tali due fattispecie.

            Evidenzia poi che con riferimento alla vicenda di cui al documento in titolo, il tempo trascorso è stato giustificato esclusivamente da motivi tecnici ed in particolare dall'esigenza di portare a termine le interlocuzioni in ambito europeo, relativamente al ricollocamento dei migranti a bordo della nave.

            Il senatore Pillon ravvisa una differenza tra il caso Diciotti e il caso Gregoretti relativa alle modalità operative della richiesta di POS, sottolineando che nella vicenda relativa al documento in titolo il comandante della nave - che, peraltro, con decisione autonoma aveva optato per il trasferimento dell'imbarcazione al porto di Augusta - non aveva fatto alcuna richiesta di POS.

            Rileva poi che nel caso della Gregoretti, la decisione fu pienamente collegiale e condivisa dai vari Ministri, come emerge in maniera palese ed evidente dalla dichiarazione delle stampa resa in quei giorni dal ministro Bonafede, che comprova in maniera inequivocabile la condivisione in seno all'Esecutivo delle scelte operate dal ministro Salvini.

            L'oratore conclude il proprio intervento sottolineando l'esigenza di evitare che l'autorità giudiziaria possa sindacare scelte politiche, prospettando l'opportunità che venga respinta la richiesta di autorizzazione di cui al documento in titolo.

 

         Il senatore DE FALCO (Misto) precisa brevemente che il comandante della Gregoretti non ha richiesto il POS in quanto tale istanza è stata formulata dal comando generale.

 

            Nessun altro chiedendo di intervenire, il seguito dell'esame è rinviato.