Legislatura 18ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 2 del 03/07/2018
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IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento SMD 04/2017, relativo alla "acquisizione comprensiva del relativo sostegno logistico, di aeromobili a pilotaggio remoto della categoria MALE (Medium Altitude Long Endurance) e potenziamento delle capacità Intelligence, Surveillance & Reconnaissance della Difesa" (n. 2)
(Parere al Ministro della difesa, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Esame e rinvio)
In apertura di seduta, la presidente TESEI ricorda, come anticipato nell'Ufficio di Presidenza tenutosi la scorsa settimana, di aver designato come relatore del provvedimento il senatore Turco, che ha già ricoperto tale incarico in seno alla Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti del Governo, allo scopo di valorizzare il lavoro parlamentare già svolto in quella sede.
Nel rammentare che il termine per l'espressione del parere è scaduto, domanda al rappresentante del Governo di confermare l'impegno ad attendere comunque il parere delle Commissioni parlamentari prima di procedere all'emanazione del decreto.
Il sottosegretario TOFALO fornisce rassicurazioni in tal senso.
Prende quindi la parola il relatore TURCO (M5S) , rilevando preliminarmente che lo schema di decreto all'esame della Commissione concerne l'acquisizione di aeromobili a pilotaggio remoto con peso al decollo di 1500 chilogrammi in grado di operare sino a 14.000 metri di altezza per un massimo di 24 ore. Lo schema di decreto presentato al Parlamento si compone, in particolare, di un solo articolo, che approva il programma descritto nell'allegata relazione predisposta dallo Stato maggiore della Difesa senza fornire, però, precisazioni sui costi del programma e sulla sua durata. La relazione allegata precisa quindi trattarsi di un programma di acquisizione di durata ventennale per l'acquisizione di 10 sistemi di pilotaggio e 20 velivoli, con relativo supporto logistico ed addestrativo. Tuttavia, nulla è specificato riguardo agli equipaggiamenti che i velivoli dovrebbero avere ed ai costi inerenti i profili addestrativi e le strutture destinate ad ospitare gli aeromobili. Inoltre, il Ministero dell'interno non appare coinvolto nella predisposizione dello schema di decreto per consentire un utilizzo anche civile dei velivoli e nulla è detto, al riguardo, nella relazione illustrativa.
Una rilevante criticità si ravvisa, inoltre, riguardo ai costi del programma. A fronte di una durata ventennale, infatti, i costi sono specificati solo per 15 anni (stimati in circa 766 milioni di euro). Inoltre, prosegue il relatore, il programma di acquisizione doveva iniziare nel 2017 e terminare nel 2036: sarebbe pertanto necessario aggiornare il relativo cronoprogramma. Ulteriori profili problematici si rinvengono poi nel fatto che nulla è specificato in ordine ai tempi di consegna degli apparecchi e ai costi necessari a garantire la funzionalità dell'investimento, nonché nella mancata previsione di clausole penali a carico dei fornitori in caso di recesso (presenti, pertanto, solo in capo al committente per un importo pari a quasi il 75 per cento della commessa).
Il relatore prosegue la propria disamina osservando quindi che il programma appare carente anche in relazione al calcolo della convenienza economica. Non vi sono infatti confronti con altri prodotti simili e con altre modalità di acquisizione basate sul leasing ovvero sul noleggio (ampiamente utilizzate, per contro e a titolo di esempio, in Germania). Inoltre l'Italia avrebbe già operativi 13 aeromobili a pilotaggio remoto di produzione americana (denominati "Predator"), di cui solo per 5 di essi sarebbe prevista la sostituzione per sopravvenuta obsolescenza e che vantano un costo unitario di circa 20 milioni di euro a fronte dei 38,3 di quelli destinati a sostituirli.
Ulteriori profili di criticità si rinvengono poi nei rapporti intercorrenti tra le imprese interessate e in ordine allo stato di salute di alcune di esse. La relazione allegata al programma, infatti, nello specificare che le principali aziende interessate risultano essere Piaggio Aerospace e la Leonardo, non specifica i rapporti intercorrenti tra di esse né quale sia l'impresa capofila. Dalle audizioni svoltesi congiuntamente innanzi alle Commissioni speciali per l'esame degli atti urgenti del Governo dei due rami del Parlamento, peraltro, non sono emersi sul punto ulteriori elementi oltre alla generica volontà delle due aziende di costituire un'associazione temporanea di imprese, ad oggi comunque non ancora esistente. Forti perplessità suscita, poi, la situazione in cui verserebbe Piaggio Aerospace: risulterebbero infatti circa 120 lavoratori in cassa integrazione dal 2014 (con questione aperta in apposito tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico), e la stessa società sarebbe controllata al 100 per cento, dal 2015, da un fondo sovrano degli Emirati arabi uniti. Sempre dal 2015, inoltre, Piaggio Aerospace non depositerebbe più i propri bilanci, e lo stesso bilancio del 2015 sarebbe stato approvato solo nel 2017, evidenziando pesanti perdite che hanno azzerato il capitale sociale e hanno configurato una situazione alle soglie del fallimento. Tale eventualità è stata superata sul finire dello scorso anno solo grazie a una ricapitalizzazione da parte del fondo proprietario, ma solo di natura formale, ossia attraverso una rinuncia ai propri crediti, senza alcuna iniezione di denaro fresco. Sempre dalle audizioni svoltesi innanzi alle Commissioni speciali per l'esame degli atti urgenti del Governo dei due rami del Parlamento. E' emersa inoltre una esposizione debitoria sia verso la società Leonardo, sia verso altri soggetti (tra cui svariate banche), che assommava a circa 400 milioni di euro. Considerato quanto precede, prosegue il relatore, sarebbe opportuno verificare se nel mese di giugno 2018 abbia quanto meno avuto luogo il deposito del bilancio del 2016, come promesso in sede di audizione.
Il relatore osserva quindi che il programma di acquisizione presentato al Parlamento, pur meritevole in relazione allo sviluppo tecnologico che può garantire al Paese, presenta delle problematiche, sia in relazione alla situazione della società Piaggio Aerospace (posseduta da soggetti esteri ed in procinto di alienare a un fondo lussemburghese anche il ramo motori, con conseguente ricorso del Governo precedente alla golden power per tutelare la sicurezza nazionale), sia in relazione al fatto che si tratta, in sostanza, di un progetto di ricerca condizionato da una rilevante incertezza in relazione al suo esito. Peraltro, in relazione a quest'ultimo profilo, il sofferto sviluppo del predecessore P1HH, avviato nel 2010 e che prevede solo per quest'anno la consegna dei primi esemplari al Paese committente, non sembrerebbe deporre a favore.
Si apre la discussione generale.
Il senatore VATTUONE (PD) domanda innanzitutto se il relatore ritenga opportuno effettuare ulteriori approfondimenti sulle criticità da lui stesso evidenziate e quale sia la sua posizione in ordine al parere che la Commissione deve esprimere.
Passando, quindi, alle considerazioni merito, pone l'accento sulla particolare rilevanza che il programma riveste per il Paese, sia in relazione allo sviluppo di nuove tecnologie, sia in relazione ai profili occupazionali, che potrebbero arrivare a comprendere, includendo anche l'indotto, circa 2000 posti di lavoro.
Il senatore CAUSIN (FI-BP) rileva che la tecnologia a pilotaggio remoto rappresenta un pilastro portante della futura difesa aerea, al punto che anche in abito NATO si sarebbero sollecitati i Paesi a raggiungere sul punto una sostanziale autosufficienza.
L'oratore, inoltre, osserva che il possesso dell'azienda Piaggio da parte di un fondo estero non rappresenterebbe una problematica, posto che l'azienda opera comunque in Italia ed in stretto rapporto con il Ministero della difesa.
In ogni caso, altre questioni poste dal relatore richiedono, per contro, di essere approfondite e sul punto propone l'audizione del Capo di Stato maggiore della Difesa e del Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica.
Il senatore CIRIANI (FdI) domanda se l'intervento svolto dal relatore Turco sia meramente descrittivo ovvero se rappresenti anche la posizione politica della maggioranza sul programma di armamento.
La presidente TESEI ribadisce che il senatore Turco è stato designato come relatore sul provvedimento proprio per capitalizzare il lavoro da lui già svolto in seno alla Commissione speciale.
Con riferimento alle audizioni proposte dal senatore Causin osserva quindi che l'audizione del Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica ha già avuto luogo innanzi alle Commissioni speciali dei due rami del Parlamento.
Osserva che, pur nella consapevolezza dell'importanza del programma di armamento per l'industria nazionale, la Commissione dovrà senz'altro approfondire debitamente le problematicità sottolineate dal relatore, al fine di esprimere con piena cognizione il parere al Governo.
La senatrice RAUTI (FdI), pur concordando con alcune osservazioni del relatore in relazione alle tempistiche del programma e alle ricadute occupazionali, osserva che molte altre non appaiono, invece, condivisibili. Piaggio Aerospace, infatti, non risulta posseduta per il 100 per centro da un fondo emiratino, e mantiene le proprie attività in Italia, con indubbie ricadute positive da un punto di vista occupazionale.
E' necessario pertanto - nonostante la necessità di approfondire meglio i rapporti fra Piaggio Aerospace e Leonardo - avere riguardo alla progettualità sottesa al programma, volta a valorizzare l'industria italiana in un settore dall'alto valore aggiunto.
Il senatore BUCCARELLA (Misto) osserva che alcune criticità segnalate dal relatore, come l'assenza di clausole penali a carico del fornitore, appaiono decisamente preoccupanti. Inoltre andrebbe valutata attentamente la possibilità di ricorrere a scelte alternative - del pari prefigurate dal relatore - che fanno perno, tra l'altro, su sistemi d'arma già collaudati e meno onerosi.
Replica quindi al senatore Vattuone osservando che, ancorché legittime, le considerazioni svolte in relazione ai profili occupazionali del programma non possono costituire un elemento determinante in relazione alle esigenze di difesa del Paese.
Conclude ponendo l'accento sulla necessità di approfondire le conseguenze derivanti dal possesso, da parte di un fondo estero, della società Piaggio Aerospace.
Con riferimento a quanto osservato precedentemente dalla Presidente Tesei, la senatrice MINUTO (FI-BP) insiste affinché, oltre al Capo di Stato maggiore della Difesa, sia udito dalla Commissione anche il Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica.
Il senatore MININNO (M5S) concorda sulla necessità di approfondire le criticità sottolineate dal relatore, con particolare riferimento alla solidità patrimoniale e finanziaria della società Piaggio.
Il senatore CASTIELLO (M5S) osserva che, da un punto di vista giuridico, il rapporto contrattuale in essere tra la Difesa e le società Piaggio Aerospace e Leonardo non appare esente da problematicità. Risulterebbe infatti essere indeterminato sia rispetto al prezzo concordato sia rispetto all'oggetto, sia, ancora, riguardo alla durata. Incompleta, poi, appare la disciplina del recesso, stante la presenza di clausole penali esclusivamente a carico del committente.
La senatrice GARAVINI (PD) invita la Commissione a considerare anche e soprattutto i profili positivi del programma di armamento, soprattutto in termini di tutela del patrimonio tecnologico del Paese e delle ricadute occupazionali. In ragione di ciò, concorda sulla necessità di udire sul punto il Capo di Stato maggiore della Difesa ed il Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica.
La presidente TESEI precisa che il programma di armamento ha indubbiamente una sua validità dal punto di vista dello sviluppo e dell'innovazione. Tuttavia, del pari, è necessario tenere conto di quanto osservato dal relatore e delle problematicità giuridiche poc'anzi sottolineate dal senatore Castiello.
I lavori saranno pertanto organizzati al fine di pervenire in tempi congrui all'emissione del prescritto parere senza però che ciò pregiudichi gli opportuni approfondimenti.
Interviene quindi il sottosegretario TOFALO, che sottolinea la necessità - anche in relazione al complesso quadro geopolitico - che le nostre Forze armate siano adeguatamente equipaggiate con una componente a pilotaggio remoto. Ribadisce la volontà del Governo di collaborare costruttivamente con il Parlamento per approfondire le criticità emerse dall'esame dell'atto del Governo in titolo. Auspica, infine, che la necessità prima individuata sia soddisfatta nei tempi più rapidi possibili, anche considerata l'elevata competitività che caratterizza questo settore in ambito internazionale.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.