Legislatura 17ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 311 del 05/07/2016

Il senatore CAPPELLETTI (M5S) interviene in sede di illustrazione degli emendamenti e dei subemendamenti di cui è firmatario relativi all'articolo 7. Al riguardo - dopo aver evidenziato come, in particolare, il subemendamento 7.1000/4 si faccia carico dei problemi di ordine sistematico evidenziati dal senatore Palma in merito al comma 1 dell'emendamento 7.1000 - si sofferma sugli emendamenti 7.1000/14 e 7.20, sottolineando come tali emendamenti prevedano rispettivamente che la prescrizione cessi di operare dopo il decreto di rinvio a giudizio ovvero, in subordine, dopo la pronuncia della sentenza di primo grado. Il senatore rileva come tali emendamenti rappresentino la posizione, sul punto in discussione, della sua parte politica, ma rileva altresì come tali emendamenti - che costituiscono il riflesso di un'impostazione che è di frequente definita populista - corrispondano letteralmente a proposte emendative che hanno rappresentato la posizione del Partito democratico nel corso dell'esame parlamentare di precedenti disegni di legge di questa legislatura.

Più in generale, il senatore Cappelletti sottolinea come i dati disponibili fanno emergere la realtà di un milione e mezzo di processi penali estinti per prescrizione nel corso degli ultimi dieci anni. La sua parte politica ritiene - ma non è sola in questo; basta, ad esempio, ricordare alcune recenti dichiarazioni dell'ex primo Presidente della Corte di cassazione Santacroce - che questo dato sia semplicemente intollerabile e che modifiche come quelle proposte negli emendamenti dianzi citati siano assolutamente necessarie per porre un argine insuperabile a comportamenti processuali che si risolvono nell'utilizzo strumentale della prescrizione, con effetti pesantemente negativi sul funzionamento della macchina giudiziaria. Se questa possibilità venisse meno, risulterebbe correlativamente incentivato il ricorso ai riti alternativi al dibattimento il che, a sua volta, consentirebbe un recupero di risorse giudiziarie, il cui impiego si risolverebbe anche in una riduzione generalizzata dei tempi processuali.