Legislatura 17ª - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 98 del 04/05/2016
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IMMUNITA' PARLAMENTARI
Richiesta di deliberazione sull'insindacabilità delle opinioni espresse, avanzata dal senatore Stefano Esposito, in relazione ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti presso il Tribunale di Roma
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Il relatore Mario FERRARA (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL)) fa preliminarmente presente che il senatore Stefano Esposito con lettera del 15 marzo 2016 ha sottoposto al Senato della Repubblica, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge n. 140 del 2003, la questione dell’applicabilità dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, in relazione ad un procedimento civile pendente nei suoi confronti dinanzi al Tribunale di Roma. Il Presidente del Senato ha deferito alla Giunta tale richiesta il 21 marzo 2016 e l'ha annunciata in Aula 22 marzo 2016.
In relazione al procedimento civile in questione, si fa presente che con atto di citazione presso il Tribunale di Roma i signori Emilio Cera, Pietro Spirito e Giuseppe Depaoli, dirigenti di vertice dell'Atac S.p.A., hanno convenuto in giudizio il senatore Stefano Esposito, per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di alcune dichiarazioni da quest'ultimo rilasciate agli organi di stampa.
Secondo gli attori, il senatore Esposito, divenuto assessore della Giunta di Roma Capitale nel luglio del 2015, sin dal suo insediamento ha espresso dissensi e perplessità circa la gestione dell'Atac e a fine luglio in occasione della sospensione di un autista della società, sanzionato per aver pubblicato su Internet un video di denuncia sulle cause del malfunzionamento del servizio, ha dichiarato: "La responsabilità (dell'accaduto) è tutta in capo ai vertici"; in Atac si ha "un problema di dirigenti, soprattutto quelli che guadagnano fino a 200 mila euro, e una sostanziale presenza negli uffici che è sovrastimata e priva di verifiche"; circostanze che hanno fatto della società in mano pubblica totalitaria "il simbolo del sistema clientelare romano" in cui "ci sono troppi soggetti che operano senza titolo"; ha inoltre dichiarato che: "continua a mancare la trasparenza" e ove "non c'è un gruppo di dirigenti che ha contezza dei problemi" (comunicati stampa del 30 luglio 2015, del 31 agosto 2015, del 17 settembre 2015 e del 7 gennaio 2015 pubblicati nella rete condivisa "redazione@agenziamobilità.roma.it").
Successivamente in un'intervista rilasciata il 16 ottobre 2015 ai microfoni di Radio Cusano Campus in merito allo "scandalo degli appalti" che ha coinvolto anche l'Atac il senatore Esposito ha rimproverato alla dirigenza di fare "ostracismo alle indagini" e di "non gradire particolarmente di avere gli occhi addosso". Ciò in quanto - continua il senatore Esposito nell'ambito di altra trasmissione "Dentro i fatti - Approfondimento di Sky tg24" - "Ad Atac c'è una situazione totalmente fuori controllo, con un gruppo dirigente che opera indipendentemente da tutto e da tutti e si occupa solo di se stesso".
Inoltre, nell'atto di citazione, sono indicate dichiarazioni concernenti direttamente gli attori. Le prime riguardano il capo del personale Atac, dottor Giuseppe Depaoli. Nell'articolo de "Il Corriere della sera" del 4 agosto 2015 dal titolo "Esuberi fantasma, interviene Esposito. Nel mirino il capo del personale Atac", il senatore Esposito, asserendo l'esistenza di irregolarità nelle assunzioni, ha sostenuto la piena responsabilità del dottor Depaoli, "reo" di essere "arrivato in azienda (senza bando pubblico...) nell'estate del 2013, uomo di fiducia dell'ex assessore Guido Improta" sul presupposto per cui "certe operazioni non si fanno senza l'avallo di chi gestisce il personale". Nell'intervista de "La Repubblica" del 18 ottobre 2015 titolata "Manager strapagati e incompetenti hanno depredato l'Atac, ora vi faccio i nomi" si è affermato che l'Atac sarebbe un "far west" dove in questi anni "la politica ha scorrazzato liberamente" promuovendo "manager senza competenze che hanno qualcosa da nascondere" e prendono decisioni in un "clima costantemente avvelenato" di "guerra permanente coi dipendenti". In particolare, si legge nell'articolo "Esposito punta il dito contro i vertici della municipalizzata", quelli che "quando hanno saputo delle (sue) dimissioni hanno brindato (...), quei 15-20 manager strapagati a 200-250 mila euro l'anno cui dissi, appena arrivato qui a luglio, 'io vi romperò i (...)'". "Posso immaginare" continua "che un brindisi l'abbia fatto Giuseppe Depaoli, direttore del personale che mal sopportava le mie iniziative per provare a mettere un po' di pace col personale, preferendo invece lavorare in un clima di scontro permanente" e ciò in quanto "fa comodo avere questo clima per nascondere i veri problemi e dire che è colpa dei lavoratori" e conclude su Depaoli affermando che "Lui è una delle peggiori espressioni dell'azienda dal punto di vista gestionale (...) Può una municipalizzata che versa in queste condizioni permettersi manager così?".
Altre dichiarazioni riguardano il dottor Pietro Spirito e l'ingegner Emilio Cera. I loro nomi compaiono nell'ambito di un'intervista radiofonica rilasciata a Radio Cusano il 19 ottobre 2015 e riportata dai quotidiani "La Repubblica", "Il Tempo", "Il Messaggero" e "Leggo", dove il senatore Esposito ha affermato che: "ci sono tre dirigenti che non fanno bene il loro lavoro e che non si capisce perché stanno ancora al loro posto (...). Uno si chiama Pietro Spirito, potentissimo dirigente. Pare che sia part-time a 100 mila euro l'anno, va in azienda un giorno la settimana, gli altri li passa a Bologna dove è presidente dell'Interporto. Questa è l'idea di come si sta all'Atac. La domanda che mi faccio è perché deve mantenere il posto in Atac se è presidente dell'Interporto? (...) La responsabilità della politica è quella di mantenerlo ancora al suo posto. C'è un altro signore che si chiama Cera. Dio ce ne scampi e liberi (...) Sono signori che viaggiano sui 200-220 mila euro l'anno. Invece di fare il loro lavoro si permettono di scrivere post su Facebook contro l'assessore. Se si agitano così tanto, vuol dire che ho colpito nel segno. È utile raccontarlo perché dà l'idea del come sono abituati. Probabilmente sono abituati a politici che li chiamavano per consigliargli le persone da assumere, da promuovere. Di sicuro loro sono lì senza aver fatto un concorso (...).
Ancora, nell'intervento del 21 ottobre 2015 a Radio Radio durante la trasmissione "Un giorno speciale" (riportato in parte dal quotidiano "Il Tempo"), il senatore Esposito, parlando dei dirigenti Atac, ha affermato che: "pensano di essere i padroni dell'azienda", che "sono stati parte di un sistema di assunzioni, promozioni clientelari" e che "bisogna mandare a casa": il primo è "il capo del personale (Depaoli) il quale "si è portato (nell'ufficio legale dell'azienda) gli avvocati di fiducia cui ha dato le cause esternamente" poi c'è "Spirito che sta a 100 mila euro all'anno per andare un giorno alla settimana a lavorare" e infine "l'ingegner Cera, un altro fenomeno di quell'azienda"; "loro esistono perché sono parte del sistema della politica (...) Li sfido tutti pubblicamente".
Infine ci sono le affermazioni all'Assemblea pubblica del 29 ottobre 2015 aperta a tutti i lavoratori dell'Atac e ripresa da Radio Radicale in cui il senatore Esposito parlando di "un'azienda fuori controllo" ha fatto espresso riferimento al dottor Depaoli, accusandolo di essere "un capo del personale che pensa di affrontare il problema mettendo un sindacato contro l'altro (...) o a far lavorare il suo avvocato di riferimento (...) inadeguato" e "che pensa di poter fare quello che vuole" e afferma che "vanno cacciati: Depaoli, Spirito e compagnia, mandati a casa, sono stati zero: un'azienda che consente a un dirigente (Spirito) di fare un altro lavoro e gli dà 100.000 euro per accompagnarlo alla pensione è un'azienda che non funziona, chi ha firmato quel contratto andrebbe cacciato e non importa che sia professore eccetera; a me importa la pratica".
Per esigenze di mera completezza il relatore precisa che per i medesimi fatti per i quali è in corso il predetto procedimento civile, è pendente un procedimento penale, per il quale tuttavia non è stata avanzata dal senatore interessato formale richiesta ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge n. 140 del 2003.
Propone, infine, di fissare – come da prassi costante della Giunta – un termine al senatore Esposito, ai sensi dell’articolo 135, comma 5, del Regolamento del Senato, per la presentazione di eventuali memorie scritte.
Il PRESIDENTE sottopone alla Giunta la proposta del relatore di concedere al senatore Esposito - ai sensi dell'articolo 135, comma 5, del Regolamento - un termine di quindici giorni per la presentazione di eventuali memorie scritte, nonché per eventuale richiesta di audizione da parte dello stesso.
Conviene la Giunta su tale proposta.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 19,20.