Legislatura 17ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 288 del 20/04/2016
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Interviene il senatore GIOVANARDI (GAL (GS, PpI, M, Id, E-E, MPL)), il quale fa presente che non dovrebbe essere necessario ricordare che la Costituzione impone che la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione siano inviolabili. A fronte di tale chiara previsione costituzionale, che non ha bisogno di commenti, la realtà mostra un uso deviante e distorto dello strumento in questione, un uso deviante e distorto in cui la diffusione di notizie carpite mediante le attività di intercettazione avviene ad opera dei mezzi di comunicazione di massa - che speculano, spesso, soltanto sul gusto morboso del pubblico per ciò che riguarda la vita privata di alcune persone - senza che il vero e proprio "massacro" della dignità e della vita di chi è vittima di tutto ciò sia, in molti casi, neppure indirettamente giustificato da esigenze di giustizia.
Il tutto si inserisce in un contesto più generale in cui, in concreto, l'esercizio di funzioni giudiziarie è frequentemente, troppo frequentemente, teatro di abusi palesi, con personalità pubbliche, indagate, sottoposte a misure restrittive e poi non processate per anni, magari perché l'ipotesi accusatoria è stata costruita in modo approssimativo, a volte del tutto inverosimile, e non reggerebbe in nessun modo il vaglio del dibattimento. È evidente allora che una riforma della prescrizione nel senso proposto dal testo del disegno di legge n. 1844, già approvato dalla Camera dei deputati, con un allungamento dei termini di prescrizione spropositato - che diventa inverosimile con riferimento a quelle ipotesi delittuose per le quali si è previsto negli ultimi anni un innalzamento delle cornici edittali, per cui l'effetto sulla prescrizione di quest'ultimo si somma a quello che deriverebbe dalle nuove norme - non solo lo trova totalmente contrario, ma gli appare così assurda da chiedersi come una simile proposta possa essere presa seriamente in considerazione.