Legislatura 17ª - 13ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 185 del 04/11/2015

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAI SENATORI PAOLA NUGNES, VILMA MORONESE, MARTELLI SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE PER L'ANNO FINANZIARIO 2016 E PER IL TRIENNIO 2016-2018 (DISEGNO DI LEGGE N. 2112 - TABELLA 9) E SULLE CORRISPONDENTI PARTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2111

La 13a Commissione,

esaminato lo stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per l'anno finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018, e le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

premesso che:

il Governo, con la presente manovra, ribadisce la fuoriuscita dall'Italia dalla recessione, supportata da dati che per la prima volta dal 2010 rivedono al rialzo le stime di crescita del prodotto interno lordo in aumento dello 0,9 per cento nel 2015 e dell’1,6 per cento nel 2016 (rispettivamente contro lo 0,7 per cento e 1,4 cento stimato ad aprile) anche se nella media annua il Pil reale ha avuto ancora una variazione negativa (- 0,4 per cento) a fronte di una crescita nominale dello 0,4;

di fatto, sono confermati i punti d’azione già recentemente annunciati nella nota di aggiornamento al DEF come: l’eliminazione dell’imposizione fiscale su prima casa, terreni agricoli e macchinari imbullonati, ma anche misure di «alleviamento della povertà e stimolo all’occupazione, agli investimenti privati, all’innovazione, all’efficienza energetica e alla rivitalizzazione del Sud»;

la necessità di assicurare contestualmente il controllo della finanza pubblica e quindi la diminuzione dell’indebitamento delle pubbliche amministrazioni (pari al 3,0 per cento del PIL nel 2014, stimato in calo al 2,6 per cento nel 2015 e al 2,2 per cento nel 2016), le misure di stimolo all’economia saranno in parte finanziate da risparmi di spesa attraverso una operazione selettiva che dovrà essere finalizzata ad una più efficace allocazione delle risorse nel settore pubblico al fine di migliorare la crescita potenziale agendo sul mercato dei beni, dei servizi e del lavoro grazie all’adozione di metodologie di calcolo del prodotto potenziale più flessibili permesse dalla UE. Data la particolare situazione economica nazionale ed europea, si ritiene che i su indicati obiettivi, comportino per gli anni 2016, 2017, 2018 una crescita della pressione fiscale del 43,5 per cento PIL per l'anno in corso per poi aumentare del 44,1 per cento nei due anni a seguire a causa delle clausole di salvaguardia pronte a scattare dal 1 gennaio 2017 con inevitabili ripercussioni sui consumi dovuti ad un aumento graduale dell' IVA che si stima passerà dall'attuale 22 per cento al 25,2 per cento nel 2018;

i commi 5 e 6 dell' articolo 27 autorizzano, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016, la spesa complessiva di 83 milioni di euro per l'anno 2016 per la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 24, commi 74 e 75 del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78 (operazione strade sicure) e per quelli volti a prevenire e contrastare quelle condotte che si concretano nella combustione illecita di rifiuti, previste dall'articolo 3 comma 2 del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136 (cosiddetto decreto terra dei fuochi). Al comma 7, si istituisce un fondo con una dotazione di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 finalizzato ad interventi di carattere economico, sociale ed ambientale nei territori della terra dei fuochi;

l'articolo 42, rubricato: (Disposizioni per gli investimenti ambientali e le amministrazioni straordinarie) prevede, al fine di garantire l'applicazione delle prescrizioni AIA, la possibilità per l'organo commissariale di ILVA S.p.a. di contrarre finanziamenti per un ammontare di 800 milioni di euro assistiti dalla garanzia dello stato. Essi, costituiscono un'anticipazione finanziaria delle somme raccolte dall'emissione di obbligazioni. Al fine di garantire i predetti finanziamenti, è  necessario incrementare il fondo istituito presso il ministero dello Sviluppo economico finalizzato ad integrare le risorse iscritte sul bilancio statale destinate alle garanzie rilasciate dallo Stato (articolo 3comma 1-ter del decreto-legge n. 1 del 2015) di 400 milioni di euro. Essi, ai sensi dell'articolo 111 della legge fallimentare, sono definiti "debiti prededucibili" (il cui riconoscimento garantisce, una corsia  preferenziale per la soddisfazione degli stessi). Il comma 2, prevede, che il Ministero dello Sviluppo economico possa, per le imprese che si trovano in amministrazione straordinaria, autorizzare la durata dei programmi (ristrutturazione del debito, del credito, programma di cessione di contratti o dei complessi di beni)  fino ad un massimo di 4 anni;

l'articolo 44 comma 2, abroga la norma (l'articolo11-bis del decreto legge n. 74 del 2012) che riserva 25 milioni di euro a copertura dei costi per il finanziamento delle imprese emiliane colpite dal sisma del 2012;

il comma 1 dell'articolo 51, prevede un accantonamento di risorse destinate a coprire i costi dei provvedimenti riguardanti la "green economy" avente natura ampia ed eterogenea senza specificare quali saranno i settori a cui si destinano risorse. Manca, una effettiva politica di internalizzazione dei costi ambientali e tassazione dei beni e delle attività inquinanti tale da scoraggiarne in via preventiva l’utilizzo a vantaggio di tecniche gestionali meno impattanti. Inoltre, gli obiettivi del Governo cozzano con la realtà, in quanto si parla di "green economy" ma di fatto non si fa nulla o quasi nulla per incentivarla;

dalla tabella "A" dell'A.S. 2112 in base all'articolo 3 della legge n. 120 del 2002 relativa alla Convenzione sui cambiamenti climatici, sono previsti tagli di 263.676, di 366.106 e di 366.106 rispettivamente per gli anni 2016, 2017, 2018;

dalla scheda obiettivo della nota integrativa al bilancio di previsione si evince che lo stanziamento di risorse di competenza destinate al dissesto idrogeologico, è pari per l'anno 2016 a 82.297.738 e che diminuiscono per l'anno 2017 a 26.243.900 e per l'anno 2018 a 20.259.609;

considerato che:

come indicato dal dossier alla legge di stabilità, in termini di indebitamento netto, le disposizioni del disegno di legge di stabilità determinano complessivamente un peggioramento, rispetto al valore del saldo risultante a legislazione vigente, di 14.581,7 milioni nel 2016, 19.178,8 milioni nel 2017 e 16.183,9 milioni nel 2018. Limitatamente al 2016, un ulteriore peggioramento potrebbe verificarsi per effetto delle misure condizionate all’applicazione della "clausola migranti."In valore assoluto, gli effetti ascrivibili a tali interventi risulterebbero pari a 3.112,5 milioni nel 2016 (di cui 2.612,5 per l’anticipo della riduzione IRES e 500 milioni per spese di edilizia scolastica sostenute dagli enti locali);

la manovra varata dal Governo vale 30 miliardi di euro, "garantiti" con l'aumento del deficit pubblico sfruttando la flessibilità concessa dall' Unione europea;

dall'attuale legge di stabilità emerge una politica economica che si basa solo sull'erogazione di denaro senza essere, però, supportata da investimenti certi che avranno ripercussioni sulle future generazioni. Al fine di ridurre la pressione fiscale sarebbe opportuno intraprendere politiche economiche serie volte ad incidere sul cuneo fiscale delle imprese e dei lavoratori, requisiti che non risultano essere presenti, se non per fini meramente propagandistici, nel ddl in oggetto;

l'abolizione della TASI sulla prima casa, terreni agricoli e macchinari imbullonati rappresenta una mancata entrata per le casse dello Stato; così come lo è l'eliminazione dell' IMU sulla prima casa che più che una mossa di equità sociale, aggrava, ulteriormente, le entrate tributarie degli enti locali. Sarebbe stato proficuo, sia per quest'ultimi che per i cittadini che l'abolizione dell'IMU fosse stata supportata dal taglio non lineare della spesa pubblica. Il Governo avrebbe dovuto, al fine di favorire la crescita, aggredire la fiscalità riducendo le imposte sul lavoro e imprese;

la riduzione del fondo di Garanzia Pubbliche di cui all'articolo 44 occorre che venga espressamente finalizzata agli interventi nelle zone colpite dai recenti eventi alluvionali;

considerato, inoltre, che:

al fine di rendere efficaci le risorse destinate al personale impiegato per la prevenzione e il contrasto alla criminalità nella "Terra dei fuochi," sarebbe opportuno che il Governo si impegni sin da subito ad avviare un monitoraggio dei flussi sui rifiuti industriali in Campania;

risulta necessario, inoltre, predisporre misure volte ad arginare fattivamente il fenomeno degli sversamenti di rifiuti tossici nelle zone agricole e ad alta intensità abitativa, attraverso la fornitura di mezzi economici e risorse umane necessarie al controllo del territorio, destinando maggiori risorse ai corpi di polizia ambientale specializzati e già operanti nella zona. Nonché ulteriore supporto agli investimenti degli enti tecnici di controllo, al fine di favorire i controlli incrociati tra enti differenti (quali ad esempio Camere di commercio, Agenzie delle entrate, Agenzie delle dogane, Asl) per una più veloce emersione degli illeciti e per un monitoraggio costante dell'intero territorio della Regione Campania attraverso una capillare rete di sistemi di video- sorveglianza;

sarebbe opportuno stanziare adeguati fondi  per  immediati interventi di bonifica dei terreni contaminati attraverso l'esclusione delle somme impiegate dal patto di stabilità interno e procedere  al completamento dell'analisi e mappatura di tutti i terreni, anche di natura non agricola, al fine di identificare situazioni di inquinamento dei suoli e delle falde in tutto il territorio interessato e dei terreni non idonei alla produzione di alimenti;

si giudica del tutto inadeguato rispetto  all’impegno economico assunto, l’intervento di proroga delle operazioni "strade sicure" che hanno visto forze militari impegnate in attività di controllo in materia di rifiuti, attività che riescono a produrre risultati efficaci solo se svolte da personale specializzato e qualificato nell’ambito di operazioni d’indagine di ampio respiro in grado di identificare gli effettivi responsabili delle gestioni illecite dei rifiuti collegate alle attività "in nero" che sfuggono ai controlli sulla corretta gestione dei rifiuti da loro prodotti. Occorre indirizzare gli  investimenti dello Stato per permettere maggiori controlli alle forze di polizia specializzate ed agli enti tecnici agevolando il coordinamento delle indagini e il rafforzamento delle unità di personale e dei mezzi necessari a svolgere i controlli di cui sono carenti i reparti specializzati;

la genericità della destinazione delle somme di 150 milioni per ciascun anno 2016- 2017 per attività di carattere economico sociale ed ambientale in terra dei fuochi non offre alcuna garanzia che i capitali siano investiti in politiche volte a realizzare soluzioni strutturali alle problematiche  ancora esistenti;

nonostante i numerosi decreti- legge Salva Ilva, il Governo si impegna ancora una volta a garantire, per la realizzazione delle prescrizioni AIA, i debiti contratti da ILVA S.p.a, al fine di consentire la prosecuzione di quell'attività di impresa che ha determinato danni ambientali e sanitari incalcolabili. Tali prescrizioni avrebbero già dovuto essere attuate a tutela della salute pubblica e dei lavoratori, nonchè a fronte delle possibili conseguenze economiche derivanti dalla procedura di infrazione  Europea in corso. Al fine di garantire una maggiore trasparenza sull'impiego di denaro pubblico, sarebbe stato opportuno verificare se le risorse già stanziate siano state effettivamente destinate al risanamento e alla bonifica ambientale;

considerato, infine, che:

il Ministero dell'ambiente e del territorio e del mare subisce tagli di 8.500.000;

le risorse finanziarie stanziate dallo Stato per la spesa primaria per la protezione dell'ambiente e l'uso e gestione delle risorse naturali secondo il Disegno di legge di Bilancio ammontano a circa 2,7 miliardi di euro nel 2016, pari allo 0,5 della spesa primaria complessiva del bilancio dello Stato. Le stesse, subiscono una riduzione nel 2017 e 2018, attestandosi allo 0,4 per cento della spesa primaria complessiva. Si tratta delle risorse iniziali stanziate in conto competenza per il triennio 2016- 2018;

i tagli crescenti e lineari risultanti dalla Tabella 9, alla convenzione sui cambiamenti climatici, dimostrano come il Governo, ancora una volta, sia poco sensibile e in controtendenza -rispetto agli altri paesi- alle problematiche climatiche, soprattutto in occasione della imminente Conferenza di Parigi sul clima, in cui l'Europa avrà un ruolo chiave nel cercare di raggiungere un accordo che sia maggiormente condiviso e vincolante tra coloro che lo sottoscriveranno e sufficientemente realistico;

esprime, per quanto di competenza,  di riferire in senso contrario.