Legislatura 17ª - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 58 del 28/01/2015
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Il senatore CRIMI (M5S) invita a riflettere sulla circostanza, che sembra darsi per scontata, che il capo di imputazione a carico del senatore Turigliatto sembra fondarsi esclusivamente sulla querela del segretario del movimento Forza Nuova. Tuttavia, potrebbe essere utile da parte del relatore chiarire se risultino agli atti del procedimento ulteriori elementi probatori che possano aver giustificato la valutazione del magistrato competente. Più in generale, osserva come non vada confuso il diritto legittimo di poter esprimere dichiarazioni critiche nei confronti di una determinata parte politica col diritto a rendere dichiarazioni che in qualche modo siano di natura discriminatoria e possano condurre anche ad atti di natura emolutiva.
Se quindi è auspicabile che la Giunta elabori una giurisprudenza che sia di monito per una certa parte della magistratura che si dimostra negligente rispetto all'osservanza scrupolosa delle prerogative riconosciute ai parlamentari dall'articolo 68 della Costituzione, rileva tuttavia che, soprattutto in passato, i competenti organi parlamentari hanno sviluppato una giurisprudenza eccessivamente indulgente che ha prodotto dei veri e propri eccessi nel riconoscimento nella garanzia dell'insindacabilità.
Il relatore, senatore D'ASCOLA, anche in risposta a quanto osservato dal senatore Crimi, ripercorre la vicenda procedimentale che ha interessato il senatore Turigliatto, ricordando che le particolari modalità con cui essa si è sviluppata fanno propendere per la tesi che non vi siano stati ulteriori specifici accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria procedente.
Si procede quindi alle dichiarazioni di voto.