Legislatura 17ª - Commissioni 3°, 4° e 14° riunite - Resoconto sommario n. 5 del 25/07/2013

         Il presidente della Commissione affari esteri CASINI, domanda se sia possibile quantificare la riduzione del contributo britannico alle capacità militari dell'Unione europea.

 

            Il generale CAMPORINI precisa che agli inizi del XXI secolo la Gran Bretagna poteva disporre di circa 20.000 uomini proiettabili all'estero, laddove oggi questa stessa capacità risulta ridotta a sole 5.000 unità.

            Procede quindi alla disamina delle differenze tra i velivoli Eurofighter ed F-35, osservando che si tratta di due apparati sensibilmente differenti. Il primo, infatti, nasce come intercettore puro successivamente adattato al ruolo di caccia bombardiere, mentre il secondo è specificatamente progettato per quel ruolo, risultando migliore e con costi inferiori. Inoltre, non sarebbe intenzione della Germania procedere all'acquisto di questa particolare versione dell'Eurofighter, sino ad ora richiesta dalla sola Gran Bretagna.

            Conclude sottolineando l'importanza delle tecnologie duali nel rilancio dell'industria europea della difesa, rilevando altresì che la realizzazione di uno strumento di difesa integrato potrebbe favorire la definizione di un'efficace politica estera comune.

 

            Interviene nuovamente il professor SILVESTRI, precisando che la Russia sta attraversando un momento politico connotato da forti pulsioni nazionalistiche, e che, in linea di principio, potrebbe valutare non del tutto favorevolmente un'evoluzione delle capacità militari dell'Unione europea. Precisa infine che gli Stati Uniti vedono con favore un ruolo più attivo dell'Unione europea in ambito internazionale.

 

            Prende da ultimo la parola il professor NONES, ponendo l'accento sulla comunicazione della Commissione europea di ieri in materia di difesa e sicurezza. In particolare, sono state annunciate una serie di misure atte a migliorare l’efficienza in questo settore andando ad incidere su aree quali la politica industriale, il mercato unico e la ricerca, con finanziamenti per i progetti a carattere duale. Sotto questo aspetto, il Consiglio europeo di dicembre dovrebbe muoversi verso la costruzione di un quadro politico-istituzionale adeguato ed in linea con l'integrazione del mercato, pena il prodursi di indesiderabili squilibri.