Legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 337 del 27/07/2017
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IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà (n. 430)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1, commi 1, 2 e 5, della legge 15 marzo 2017, n. 33. Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) esprime viva preoccupazione per la diffusione della povertà tra i minori: sono circa 1.400.000 i bambini e gli adolescenti in tali condizioni, in conseguenza della precarizzazione degli impieghi, che ha investito soprattutto le coppie più giovani. Stigmatizza poi il fenomeno della dispersione scolastica, che rappresenta una piaga generalizzata nel Mezzogiorno, e dà conto dei processi di emigrazione che colpiscono le regioni del Sud più investite dalla disoccupazione, sottolineando l'impossibilità di accedere alle cure mediche per più di 12 milioni di persone. Di fronte all'insufficienza delle misure stanziate dal Governo, ritiene pertanto necessario riaprire la discussione sulla proposta del reddito minimo garantito, avanzata dal proprio Gruppo (Atto Senato n. 1670).
La senatrice CATALFO (M5S) stigmatizza in primo luogo la confusione che il provvedimento introduce sul piano organizzativo con la creazione di tre soggetti distinti, il Comitato, l'Osservatorio e la Rete. Denuncia la sovrapposizione di ruoli fra gli enti locali territoriali e i soggetti del terzo settore, nonché i compiti del tutto marginali affidati all'INAPP. Si sofferma in particolare sull'articolo 25 del provvedimento, criticando la possibilità che i benefici economici siano erogati per un periodo di sei mesi anche in assenza del progetto personalizzato di inclusione. Ciò rappresenta, a suo dire, una misura meramente assistenzialistica, incapace di accompagnare la persona in stato di bisogno in un efficace percorso di inclusione sociale. Dopo aver rimarcato l'insufficienza delle risorse stanziate, auspica che sia ripresa la proposta del proprio Gruppo sul reddito di cittadinanza (Atto Senato n. 1148), in cui l'erogazione di benefici economici è integrata con un percorso di formazione professionale e di reinserimento sociale.
A giudizio del senatore DIVINA (LN-Aut), efficaci misure di contrasto alla povertà devono essere legate a politiche attive per il lavoro in grado di supportare il tessuto industriale italiano e di affrontare le sfide della globalizzazione. Per contenere i fenomeni di emigrazione, di cui sono vittime soprattutto i giovani, è necessario definire equilibri tra offerta e domanda di lavoro qualificato.
La senatrice GATTI (Art.1-MDP), a parziale integrazione del suo precedente intervento, ribadisce l'importanza di una misura economica universale e della previsione di un intervento sostitutivo dello Stato in caso di inadempienza degli enti locali territoriali. Invita ad apprezzare, altresì, lo stanziamento di risorse finanziarie che potranno essere integrate nelle prossime leggi di stabilità.
La senatrice PAGLINI (M5S) evidenzia che i dati sulla povertà, riguardanti soprattutto i bambini, sono incompatibili con un Paese economicamente sviluppato. Giudica le misure proposte dal provvedimento in esame una risposta strumentale del Governo per recuperare consensi dopo la sconfitta nel referendum del 4 dicembre scorso. Richiama l'insufficienza delle risorse stanziate e la confusione sul piano organizzativo tra i diversi enti coinvolti. Ritiene lo schema di decreto in continuità con la politica fallimentare dei bonus che non hanno consentito di sostenere la domanda interna. Analogamente, il Jobs Act e la riproposizione dei buoni lavoro mettono in luce l'assenza di politiche attive per il lavoro. Dopo aver sottolineato la grave diffusione del precariato e la perdita del potere d'acquisto dei redditi di lavoro, invita a prendere in considerazione la proposta del proprio Gruppo sul reddito di cittadinanza.
Il sottosegretario BOBBA precisa che il reddito di inclusione definito dal provvedimento riguarderà 1.800.000 persone, di cui 800.000 minori. Specifica le competenze dell'INPS e dei Comuni e informa che circa un miliardo di euro sarà stanziato per le attività di sostegno all'elaborazione dei piani personalizzati. Puntualizza che le deroghe, previste all'articolo 25, che consentono l'erogazione di misure economiche anche in assenza di un piano personalizzato, sono necessarie nella prima fase di organizzazione dei servizi posti in essere dai Comuni e dall'INPS.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,30.