Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 236 del 16/05/2017
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PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell'indagine conoscitiva sul contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e l'impatto delle attività delle organizzazioni non governative: esame del documento conclusivo. Approvazione del documento conclusivo: Doc. XVII, n. 9
Prosegue l'indagine conoscitiva sospesa nella seduta pomeridiana dell'11 maggio.
Il presidente LATORRE interviene come relatore riepilogando brevemente lo svolgimento dell'indagine, e preannunciando altresì che, al termine della seduta, avrà luogo una conferenza stampa sul tema.
Ricorda inoltre che l'iniziativa adottata dalla Commissione (di natura squisitamente conoscitiva e non assimilabile, pertanto, all'attività di una Commissione di inchiesta), prescinde dalle logiche politiche di maggioranza, proponendosi di offrire ai principali attori istituzionali una chiave di lettura su una tematica particolarmente attuale e grave, corredata da alcune linee guida e proposte risolutive.
Dopo aver sottolineato l'atteggiamento collaborativo e costruttivo di tutte le parti politiche, e notato, altresì, come la delicata questione dei flussi migratori interessi, vista nella sua dimensione integrale, problematiche che vanno anche oltre la competenza della Commissione (come attestato, ad esempio, dalla pronuncia di ieri della Corte di cassazione sull'obbligo degli immigrati di conformarsi ai valori della società in cui hanno deciso di stabilirsi), illustra quindi una proposta di documento conclusivo da lui predisposta (pubblicata in allegato), divisa in due parti. La prima è di natura descrittiva e illustra le finalità dell'indagine e le audizioni effettuate, che dà conto degli assetti militari e civili operanti nel Mediterraneo centrale e che illustra, in sintesi, la composizione dei flussi migratori, corredata anche dai dati forniti dalla Guardia costiera e dal Ministero dell'interno. La seconda di natura propositiva, concentrata su quegli aspetti in cui si ravvisa una maggiore convergenza di opinioni tra i Gruppi, al netto di qualsiasi giudizio di valore.
Emerge, innanzitutto, la problematica giuridica legata all'attualità della normativa internazionale vigente, concepita oltre trenta anni fa e che non tiene adeguatamente conto della nuova realtà costituita dalle organizzazioni private che effettuano in via esclusiva attività di ricerca e soccorso in mare. Un altro fattore da considerare è poi la necessità di conciliare la meritoria attività di soccorso con il contrasto alla deprecabile attività dei trafficanti di esseri umani. Ancora, appare necessario approfondire la delicata tematica relativa all'individuazione delle aree di responsabilità per il soccorso in mare, nell'ambito della quale spicca l'ambiguo comportamento di Malta, che non ha recepito la direttiva IMO in materia di place of safety e che rivendica un'area SAR assai estesa in relazione al suo territorio. Tale area, parzialmente sovrapposta a quella italiana (con contenziosi ancora in essere), coincide con la Flight Information Region, il cui controllo, peraltro, è fonte di ritorni economici.Un'ulteriore problematica, prosegue l'oratore, discende poi dalla mancanza di un MRCC libico pienamente operante.
Vi è poi la necessità di sottoporre l'attività di soccorso in mare da parte di organizzazioni private al costante coordinamento della Guardia costiera, tenendo conto che attività di soccorso condotte spontaneamente potrebbero dar luogo all'inopportuna creazione in via autogestita di corridoi umanitari, che invece vanno realizzati in accordo con i paesi di provenienza e quelli di destinazione.
Prosegue poi rimarcando la necessità di garantire l'avvio delle indagini di polizia giudiziaria contestualmente al salvataggio in mare e sottolineando, altresì, la necessità - considerato che non tutte le imbarcazioni utilizzate dalle ONG sono adeguate a svolgere missioni di soccorso - di accertare preventivamente l'idoneità dei battelli a prestare i soccorsi, nonché di disporre di informazioni dettagliate sugli equipaggi, dal momento che tali imbarcazioni sono spesso noleggiate con il proprio personale di bordo. Sempre con riferimento alle ONG, andrebbe inoltre fatta maggiore chiarezza sulla trasparenza dei finanziamenti da esse ricevuti.
Dopo aver dato conto di contatti instaurati con il Presidente della Commissione Difesa del Bundestag tedesco, evidenzia la necessità di un concreto e fattivo intervento delle principali istituzioni internazionali, che dovrebbero dare attuazione agli impegni già assunti.
Pone l'accento infine sull'opportunità di monitorare anche in futuro gli aspetti più delicati della problematica attraverso periodiche audizione delle autorità politiche interessate, preannunciando l'intenzione di esplicitare questa proposta nella stesura finale del documento.
Il senatore DIVINA (LN-Aut), nell'apprezzare il lavoro svolto dal Presidente, si pone problematicamente sul secondo capoverso delle premesse alle conclusioni, che recita: "Il lavoro svolto dalla Commissione ha tuttavia consentito di appurare come non vi sarebbero indagini in corso a carico di organizzazioni non governative in quanto tali; né emergerebbero elementi tali da far supporre rapporti tra queste e i trafficanti di esseri umani". Considerato, infatti, quanto emerso nel corso delle audizioni (e in particolare da quella dei magistrati di Trapani, che avrebbero riferito di indagini in corso), tale passaggio andrebbe debitamente rettificato, ovvero espunto, pena l'eventualità di inopportune strumentalizzazioni da parte degli organi di stampa.
Il senatore COMPAGNONE (ALA-SCCLP) concorda con i rilievi formulati dal senatore Divina e suggerisce l'espunzione del capoverso in questione.
Osserva poi che nelle proposte del documento conclusivo dovrebbero trovare spazio altre rilevanti tematiche, quali la definizione di chiari rapporti con la Libia a tutela dell'attività dei pescherecci italiani (spesso sequestrati dalle autorità di quel paese), e il coinvolgimento degli Stati di origine dei migranti ai fini del contenimento dei flussi (anche tramite opportune iniziative di sostegno economico da parte dell'Unione europea).
La necessità di prevedere la presenza di ufficiali di Polizia giudiziaria a bordo delle imbarcazioni private andrebbe, inoltre, rimarcata con più forza.
Il senatore Paolo ROMANI (FI-PdL XVII), nel concordare - del pari - con le osservazioni del senatore Divina, osserva che i punti 3 e 4 delle proposte sembrano affrontare le problematiche delle delimitazioni delle aree SAR in modo generico, sovrapponendo la questione della mancanza di un MRCC libico che agisca nella propria area di responsabilità e ed in grado di indicare un place of safety per le persone soccorse sul territorio della Libia con quella della delimitazione di tali aree tra l'Italia e Malta.
Inoltre, il punto 6 sembra trascurare l'oggettiva esistenza di un pull factor in capo all'attività di soccorso delle ONG, ossia della causa alla base della formazione dei corridoi umanitari.
Da ultimo, il punto 9 dovrebbe, a suo avviso, contenere un sollecito quanto meno all'avvio della fase 2b della missione EUNAVFOR MED, nonché sottolineare l'arretramento delle navi militari a fronte - per contro - dell'avanzamento delle navi delle ONG a ridosso delle acque libiche.
Il senatore VATTUONE (PD) si pone criticamente sulle considerazioni formulate dal senatore Romani sulla missione EUNAVFOR MED, osservando che il Parlamento ha già provveduto, ai sensi della nuova legge-quadro, ad autorizzare la partecipazione italiana alla missione, che si estenderà automaticamente, al loro avvio, alle ulteriori fasi della stessa.
Il senatore Paolo ROMANI (FI-PdL XVII) insiste sull'opportunità di porre in risalto l'arretramento delle navi militari e il contestuale avanzamento, a ridosso delle acque libiche, delle navi delle ONG.
Il senatore GASPARRI (FI-PdL XVII), nell'apprezzare il lavoro svolto dalla Commissione e dal Presidente, ribadisce la piena disponibilità del suo Gruppo a ricercare soluzioni ampiamente condivise e concorda, altresì, sull'effettuazione di un costante monitoraggio della situazione anche dopo la conclusione dell'indagine. Ribadisce poi l'opportunità di menzionare, nel punto 9 delle proposte del documento conclusivo, anche la missione EUNAVFOR MED.
Pone quindi l'accento su ulteriori problematiche da tenere comunque in considerazione, a prescindere dall'approvazione del documento conclusivo, tra cui spiccano le gravi dichiarazioni rilasciate dal direttore esecutivo di FRONTEX su eventuali favoreggiamenti ad attività criminali, i recenti attriti tra la Guardia costiera libica e alcune ONG e le possibili infiltrazioni mafiose nel business legato all'accoglienza dei migranti.
Si sofferma, infine, sul capoverso già evidenziato dal senatore Divina, rilevando che il testo sarebbe inesatto, poiché non terrebbe conto di quanto riferito alla Commissione dai magistrati di Trapani e che - conseguentemente - si potrebbe prestare facilmente a strumentalizzazioni mediatiche.
Ad avviso della senatrice AMATI (PD), il secondo capoverso introduttivo che precede le proposte del documento (menzionato più volte nel corso del dibattito), sarebbe, invece, pienamente aderente alle risultanze delle audizioni effettuate e totalmente rispondente al vero.
L'oratrice si pone quindi criticamente sul punti 6 e 7 delle conclusioni, osservando che sarebbe invece più opportuno sottolineare le carenze di organico in cui versano le procure di Siracusa, Trapani e Catania.
Il senatore BATTISTA (Art.1-MDP) osserva che il punto 4) delle conclusioni potrebbe essere riformulato in maniera più specifica: Malta, infatti, avrebbe esplicitamente rifiutato un accordo bilaterale con l'Italia.
Si pone quindi problematicamente anche sui punti 7 ed 8, rilevando che l'assoggettamento alle regole italiane di trasparenza finanziaria di ONG straniere e -del pari - la presenza di un ufficiale italiano di polizia giudiziaria a bordo di navi battenti bandiera di altri Paesi presenterebbero notevoli difficoltà applicative.
Dopo aver rilevato che dalle audizioni effettuate non emergono elementi tali da confermare l'esistenza di un pull factor in capo alle ONG, conclude sollecitando una maggiore presenza e attività delle navi operanti nell'ambito della missione "Mare sicuro" e delle missioni coordinate dall'agenzia europea FRONTEX.
Anche ad avviso del senatore ALICATA (FI-PdL XVII) (che ringrazia comunque la Presidenza per la grande sensibilità dimostrata), il capoverso menzionato dal senatore Divina andrebbe rettificato nel senso di attestare l'esistenza di indagini in corso, ovvero totalmente espunto dal testo.
Il documento conclusivo, inoltre, dovrebbe sottolineare anche le gravi difficoltà in cui versano le procure a causa delle carenze di organico.
Conclude concordando con le perplessità espresse dal senatore Battista in ordine alla possibile presenza di ufficiali italiani di Polizia giudiziaria a bordo di navi battenti bandiera di Paesi esteri.
Il senatore CONTI (Misto-UDC) non concorda, invece, sulla rettificazione ovvero sull'espunzione del capoverso in questione, rilevando che nessuna delle procure udite ha parlato dell'esistenza di indagini a carico di organizzazioni non governative. Più corretto sarebbe, invece, completare il capoverso con una nota che denunci le strumentalizzazioni fatte a tutti i livelli sulla questione.
Dopo avere espresso perplessità sulla presenza di agenti di polizia giudiziaria a bordo delle imbarcazioni delle ONG, osserva che il punto 9 delle proposte potrebbe essere riformulato al fine di sottolineare la necessità di un intervento diretto anche dell'Unione europea e dei suoi Stati membri.
Il senatore ARRIGONI (LN-Aut) osserva che il punto 4 delle proposte dovrebbe contenere un passaggio più specifico sull'area SAR maltese.
Con riferimento, invece, al punto 8, invita a riformulare l'ultimo periodo eliminando i verbi condizionali e sottolineando la necessità di potenziare non solo gli strumenti investigativi ma anche la forza lavoro dedicata all'attività di indagine.
Il senatore FORNARO (Art.1-MDP), nell'apprezzare il lavoro svolto dalla Commissione e nel concordare sulla necessità di un costante monitoraggio del fenomeno migratorio, osserva che il capoverso menzionato dal senatore Divina risulta rispondente al vero.
Conclude suggerendo alcune limitate modifiche di natura formale.
Il senatore MARTON (M5S) osserva che nel corso del dibattito si sarebbe attribuita eccessiva rilevanza ad elementi politicamente non significativi (come la formulazione del secondo capoverso del paragrafo che precede le proposte), osservando che il proprio Gruppo voterà favorevolmente solo nel caso in cui la sostanza delle conclusioni del documento non subisca cambiamenti.
Il presidente LATORRE, nel riconoscere la legittimità di tutte le posizioni espresse, precisa che l'approvazione di un documento condiviso da tutte le forze politiche comporta automaticamente l'esistenza di specifici compromessi sui vari punti di intesa, in modo da rafforzare agli occhi dell'esecutivo il valore dell'iniziativa intrapresa. Peraltro, appiattire il lavoro conoscitivo svolto dalla Commissione sulla pura contrapposizione politica significherebbe - a suo avviso - sminuirlo ingiustificatamente.
Osserva inoltre come molte tematiche affrontate (come le possibili infiltrazioni mafiose nella gestione dell'accoglienza ovvero il sequestro di pescherecci da parte delle autorità libiche), ancorché di indiscutibile rilevanza, non sarebbero pienamente afferenti all'oggetto dell'indagine.
Passando, quindi, allo specifico delle modifiche proposte, osserva che il capoverso citato dal senatore Divina potrebbe essere riformulato nel modo seguente: "Il lavoro svolto dalla Commissione ha tuttavia consentito di appurare come non vi sono indagini in corso a carico di organizzazioni non governative in quanto tali ma solo un'inchiesta della Procura di Trapani concernente, tra gli altri, alcuni componenti di una ONG. Non emergerebbero inoltre elementi tali da far supporre rapporti tra tali organizzazioni e i trafficanti di esseri umani, fatta salva la competenza della Magistratura nel fare piena luce su questi aspetti."
Si dichiara poi favorevole ad una riformulazione dei punti 3 e 4 delle conclusioni che recepisca le osservazioni dei senatori Romani e Arrigoni.
Il senatore GASPARRI (FI-PdL XVII), pur apprezzando lo sforzo del Presidente, osserva che anche il capoverso riformulato presenta profili di problematicità. I rapporti tra alcune ONG ed i trafficanti di esseri umani, infatti, come precisato dal procuratore Zuccaro, esisterebbero, ancorché confermati da dati non utilizzabili in ambito processuale.
Conclude invitando il Presidente a prendere in considerazione l'espunzione del capoverso.
Alle perplessità del senatore Gasparri si associa il senatore DIVINA (LN-Aut), osservando che l'assenza di imputazioni a carico di una ONG discenderebbe, semplicemente, dal fatto che nessun soggetto collettivo può essere titolare di specifiche responsabilità penali.
Il senatore FORNARO (Art.1-MDP) chiede invece di sostituire la parola "emergerebbero" con "emergono".
Ad avviso del senatore COMPAGNONE (ALA-SCCLP) l'espunzione del capoverso in questione sarebbe la soluzione preferibile.
Dopo gli ulteriori interventi, sul punto, dei senatori VATTUONE (PD), COMPAGNONE (ALA-SCCLP), e GASPARRI (FI-PdL XVII), il PRESIDENTE si dichiara disponibile a espungere il secondo periodo del capoverso in questione.
Ad avviso del senatore FORNARO (Art.1-MDP) anche il capoverso ulteriormente riformulato appare problematico, sebbene per ragioni diverse da quelle espresse dai precedenti oratori. Da quanto dichiarato dai magistrati di Trapani, infatti, l'inchiesta riguarderebbe persone operanti a bordo delle navi delle ONG, non necessariamente membri attivi delle stesse.
Il senatore GASPARRI (FI-PdL XVII) propone perciò, come mediazione, di sostituire le parole "alcuni componenti di una ONG" con le seguenti: "singole persone impegnate nelle operazioni".
Il presidente LATORRE (PD), preso atto delle ulteriori risultanze del dibattito e facendo propria la proposta del senatore Gasparri, presenta un nuovo schema di documento conclusivo (pubblicato in allegato).
Avverte quindi che, ove nessun altro chieda di intervenire, si procederà alla votazione.
Il senatore COTTI (M5S) dichiara di non partecipare alla votazione e abbandona l'Aula.
Previa verifica del numero legale, il presidente LATORRE (PD) pone infine ai voti la proposta di documento conclusivo a sua firma da ultimo presentata, che risulta approvata all'unanimità.
Il PRESIDENTE, ringraziando i commissari per il costruttivo apporto, esprime soddisfazione per l'importante risultato raggiunto.
La seduta termina alle ore 14,45.