Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 231 del 10/05/2017
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Il senatore ARRIGONI (LN-Aut), nel sottolineare la particolare gravità della carenza di organico lamentata dal dottor Cartosio, domanda innanzitutto se l'inchiesta avviata presso la Procura di Trapani (più volte citata dagli organi di stampa) abbia ad oggetto delle ONG e se sia correlata ai salvataggi che queste avrebbero condotto senza aver previamente informato la Guardia costiera.
Domanda inoltre se il fatto che le operazioni di salvataggio vedano coinvolto esclusivamente l'IMRCC di Roma, con esclusione a priori delle autorità tunisine e maltesi, possa costituire una violazione del contesto normativo vigente.
Domanda quindi se (escludendo associazioni di provata moralità come Save the Children e Medici senza Frontiere) possa esserci una presenza coordinata a ridosso delle acque libiche tra l'elevato numero di ONG costituite negli ultimi anni (alcune di esse, come Sea Eye e Jugend Rettet, hanno infatti riferito di eseguire circa il 50 per cento dei salvataggi a seguito di propri avvistamenti, mentre MOAS non è stata in grado di specificare la percentuale), considerato anche che, come riferito dal procuratore Zuccaro nella relativa audizione, le predette organizzazioni si starebbero - di fatto - sostituendo allo Stato al fine di favorire la creazione di un corridoio umanitario.
Il dottor CARTOSIO precisa innanzitutto che la Procura ha in corso indagini che ipotizzano il reato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina a carico non delle ONG in sé ma - tra le altre - di alcune persone ad esse appartenenti, osservando che i relativi contenuti sono coperti da segreto istruttorio.
Per quanto riguarda eventuali limiti configurabili all'intervento delle ONG, osserva quindi che, sul piano squisitamente tecnico-giuridico e limitandosi a quanto prescritto dalla legge italiana, i fatti in questione vanno valutati alla luce dell'articolo 54 del codice penale, che prevede una specifica causa di giustificazione in capo a colui che operi in stato di necessità per salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona. Tale principio, infatti, sovrasta qualunque altra considerazione.