Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 330 del 09/05/2017

     Il presidente LATORRE ringrazia gli intervenuti per la loro disponibilità. Introduce quindi l'audizione.

 

            Prende quindi la parola Lena WALDHOFF, vicepresidente dell'organizzazione Jugend Rettet, rilevando innanzitutto che l'associazione da lei rappresentata è stata fondata nel giugno del 2015 in riposta alla drammatica tragedia umanitaria avvenuta nel Mediterraneo nell'aprile di quell'anno, che vide la morte di oltre 800 persone. L'operato dell'organizzazione, peraltro, è estraneo a qualsiasi dinamica politica e obbedisce a un preciso e imprescindibile imperativo morale: quello di salvare le vite in mare. Su tali basi, la pur giusta necessità di perseguire gli scafisti risulta estranea al mandato umanitario dell'organizzazione.

            Conclude stigmatizzando l'ingiusta campagna diffamatoria condotta dalla stampa e sulla rete Internet a danno delle ONG, che tendono a essere equiparate ai trafficanti di esseri umani.

 

            Interviene anche Jackob SCHOEN, presidente dell'organizzazione, precisando che Jugend Rettet opera nel Mediterraneo centrale, in acque internazionali e sempre sotto la direzione dell'IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Centre), di Roma, con l'imbarcazione Juventa, battente bandiera olandese, di 33 metri circa e per 184 tonnellate. Nell'area di ricerca e soccorso, peraltro, collabora con tutte le altre unità presenti (che possono essere natanti di altre ONG, navi mercantili ovvero imbarcazioni militari appartenenti alle varie missioni italiane, europee e della NATO presenti nella zona). L'equipaggio della Juventa è composto da 12/15 membri di origine prevalentemente europea (olandese, tedesca e italiana). È presente a bordo anche personale medico.

            Per quanto attiene ai finanziamenti dell'associazione, questi sono composti da donazioni private ovvero provenienti da soggetti senza fini di lucro. In nessun caso, peraltro, i donatori influiscono sull'operato dell'organizzazione. Il finanziatore più rilevante (per circa il 10 per cento del totale), risulta essere la Kreuzberger Kinderstiftung, fondazione berlinese che si occupa del sostegno all'infanzia.

            Conclude osservando che la correttezza delle procedure di finanziamento (pienamente accessibili dall'esterno) è attestata anche dalla partecipazione dell'organizzazione al programma di trasparenza dell'associazione Transparency International, nota per serietà e severità di giudizio.

 

            Interviene da ultimo Stefano SPINELLI, rappresentante dell'organizzazione italiana Rainbow for Africa, ONLUS fondata nel 2009 con sede a Torino, attiva sul suolo africano. A seguito delle tragedie del 2015, ritenendo ipocrita il prestare soccorso in loco trascurando l'assistenza in mare, l'associazione ha iniziato a operare prima nell'Egeo (con circa 45 medici)  e poi nel Mediterraneo centrale. In tale quadro collabora con Jugend Rettet, fornendo il personale sanitario.

            L'oratore ribadisce quindi che Rainbow for Africa è finanziata solo da donazioni private in piena trasparenza e che i suoi membri, tutti volontari non retribuiti, sono medici o infermieri animati da un preciso imperativo deontologico: salvare delle vite umane. Tenuto conto di ciò, appare pertanto - a suo avviso - inaccettabile e vergognoso il clima di sostanziale 'criminalizzazione' in cui le organizzazioni non governative si sono trovate, di fatto, a dover operare, con ripecussioni anche sulla vita privata degli operatori.