Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 330 del 09/05/2017
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Il senatore ARRIGONI (LN-Aut) si pone problematicamente sull'argomentazione che vedrebbe le ONG sanare una lacuna degli operatori istituzionali: ciò non spiegherebbe, infatti, come mai nel 2015 vi sia stato un minor numero di morti contemporaneamente a un minor numero di sbarchi.
Dopo aver rimarcato i tre profili di illegalità connaturati al fenomeno migratorio (immigrazione clandestina, possibili interessi della malavita italiana in ordine all'accoglienza e traffico di esseri umani) e aver sottolineato quanto dichiarato dal procuratore di Catania in ordine a potenziali effetti negativi dell'attività delle ONG sulle attività investigative, domanda chiarimenti su una lettera aperta al direttore esecutivo di FRONTEX presente sul sito web di Jugend Rettet, che accuserebbe gli attori istituzionali di aver fatto intervenire, nel drammatico fine settimana di Pasqua del presente anno, una sola nave in operazioni di salvataggio in mare, a fronte di ben 11 operanti nell'area, domandando se tale accusa coinvolga solo la citata Agenzia europea ovvero sia estensibile ad altri attori italiani ed europei.
Muovendo da quanto riferito dal citato sito web di Jugend Rettet, secondo il quale nel 2016 l'associazione avrebbe salvato 6526 vite, domanda quante persone siano state salvate nell'anno in corso, rilevando altresì che sul medesimo sito non sembrano reperibili né i bilanci né l'elenco dei donatori.
Dopo aver chiesto se vi siano anche donatori pubblici, conclude domandando come mai, ancorché l'organizzazione operi da Malta, non abbia mai chiamato il centro di soccorso di quel Paese.
Lena WALDHOFF precisa di avere personalmente redatto la lettera aperta al direttore Leggeri e che il predetto documento non contiene accuse, bensì semplici domande. L'interlocutore, peraltro, avrebbe invitato le ONG a discutere della vicenda.
Jackob SCHOEN precisa quindi che nel 2016 l'organizzazione da lui rappresentata ha compiuto sette missioni con oltre 6000 vite salvate. Nell'anno in corso, invece, le operazioni sono riprese a marzo e - sino a oggi - sono state effettuate quattro missioni di circa due settimane l’una (l'ultima è in corso), con oltre 3000 vite salvate in mare.
Con riferimento agli episodi della scorsa Pasqua, critica l'inerzia degli attori istituzionali, che non riguarda solo l'Italia ma anche l'Europa, osservando che l'Italia è stata sostanzialmente lasciata sola nella gestione del fenomeno migratorio e lamentando l'assenza di un preciso mandato di soccorso a livello europeo.
Ribadisce quindi che il bilancio dell'associazione è pubblico, nonché sottoposto alle rigide procedure di trasparenza richieste dalla legislazione tedesca.
L'oratore prosegue precisando che l'IMRCC di Roma viene contattato in quanto quello attivo nell'area. Malta, infatti, respinge il salvataggio dei profughi in mare aperto.
Contesta quindi i rilievi iniziali mossi dal senatore Arrigoni, precisando che ciò che è aumentato proprio a seguito dell'intensificarsi delle operazioni di salvataggio, non è il numero di morti in mare, bensì quelli rilevati.
Conclude rilevando che Jugend Rettet non riceve finanziamenti da alcun ente pubblico.