Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 330 del 09/05/2017
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Ad avviso del senatore ALICATA (FI-PdL XVII) il parlare di 'criminalizzazione' delle organizzazioni non governative sarebbe decisamente scorretto. La Commissione, infatti, ha avviato un'indagine più che legittima su una tematica assai delicata dagli elevati costi socio-economici per il Paese (circa 4 miliardi e 600 milioni di euro stanziati nel 2017 per le operazioni di accoglienza dei migranti), basandosi su importanti rilievi mossi dall'agenzia europea FRONTEX e dall'autorità giudiziaria che non possono essere passati sotto silenzio e che meritano, per contro, assoluto rispetto.
Pur riconoscendo le nobili motivazioni alla base dell'azione umanitaria, esprime profondo disaccordo con le conclusioni rese da Stefano Spinelli, che non terrebbe conto sia dei costi per l'Italia, sia dell'esistenza di un pull factor in capo all'attività delle ONG.
Conclude domandando se l'organizzazione Jugend Rettet abbia mai ricevuto comunicazioni o chiamate dirette dalla terraferma libica o dalle imbarcazioni dei migranti.
Lena WALDHOFF precisa che gli interventi introduttivi svolti, nel parlare di "criminalizzazione" dell'operato delle ONG, non si riferivano in alcun modo all'attività di indagine della Commissione, bensì alla campagna di discredito posta in essere da alcuni organi di stampa, basata sulla formulazione di accuse che Jugend Rettet respinge fermamente.
Stefano SPINELLI ribadisce quindi che l'organizzazione opera in piena trasparenza senza avere nulla da nascondere. Per contro, le recenti campagne mediatiche di discredito hanno intaccato perfino la stessa immagine dei singoli operatori nella società civile, con gravi ripercussioni anche nella loro vita sociale, nonché messo in pericolo l'intero settore del volontariato a fini umanitari.
Ribadisce quindi sia la mancanza di concrete evidenze atte a dimostrare l'esistenza di un 'fattore di attrazione' determinato dalla presenza delle ONG in mare, sia la piena estraneità a ogni dinamica politica dell'operato delle ONG stesse, le quali agiscono nei limiti di un preciso e circoscritto imperativo morale che impone di salvare delle vite a prescindere da considerazioni di altra natura.
Jackob SCHOEN precisa quindi che Jugend Rettet non ha mai ricevuto chiamate dalla terraferma libica, interfacciandosi solo con l'IMRCC di Roma (questa mattina hanno partecipato a una riunione presso la sua sede) ovvero con altre ONG.
Conferma quindi, quanto già detto dalla signora Waldhoff sugli ingressi effettuati nelle acque territoriali della Libia.