Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 330 del 09/05/2017
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SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL SENATORE DIVINA
SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 396
La Commissione difesa,
esaminato l’atto del Governo in titolo,
constatato che:
il provvedimento presenta diversi elementi di criticità;
in particolare, lo schema di decreto legislativo sottoposto alla Commissione prospetta un’ulteriore contrazione degli organici alle armi e tenta di arginare il fenomeno dell’invecchiamento degli organici "aspirando" verso l’alto gli appartenenti al ruolo dei militari di truppa in servizio permanente effettivo, con l’effetto di appiattire la "piramide" gerarchica;
quando l’intervento di riordino sarà completato, in effetti, le Forze Armate si troveranno ad avere 75 mila tra ufficiali e sottufficiali, sergenti inclusi, su un totale di 168 mila effettivi;
nuove nella medesima direzione dello schiacciamento della piramide gerarchica anche l’attribuzione di funzioni dirigenziali, oggi spettanti dal grado di colonnello in su, a partire dagli ufficiali che ricoprano il grado di maggiore ed equivalenti, circostanza che di per sé sarà anche fonte di ulteriori aumenti stipendiali;
alcuni interventi prefigurati per svuotare il ruolo dei militari di truppa in servizio permanente suscitano forti risentimenti, com’è il caso di quello che permetterebbe a questi ultimi di accedere al ruolo marescialli con la sola licenza media ed appena tre mesi di corso, scavalcando sergenti con decenni di anzianità di servizio;
i marescialli risentiranno altresì negativamente dell’istituzione del grado di luogotenente, che implicherà di fatto una retrocessione gerarchica e funzionale per migliaia di marescialli aiutanti e primi marescialli;
il continuo ridimensionamento dello strumento militare finisce così con il generare risparmi modesti e notevoli malumori, a fronte di minacce crescenti, una minore disponibilità statunitense a svolgere l’essenziale funzione di garanzia della sicurezza internazionale e l’evanescenza dei disegni concernenti la realizzazione di una vera integrazione europea nel campo della Difesa;
non viene ipotizzata nessuna riorganizzazione seria della mobilitazione, che miri ad assicurare al Paese la disponibilità anche solo temporanea di uno strumento militare più consistente;
non viene neanche esplorata l’idea di ripristinare una leva addestrativa breve, che pure potrebbe rivelarsi utile tanto nella prospettiva dell’espansione del bacino dei mobilitabili, quanto dell’impiego in funzioni di concorso alle attività della protezione civile;
non si viene incontro alla legittima aspirazione degli allievi degli istituti di formazione militare a vedersi riconoscere lo status di frequentatori;
permangono inoltre a carico di coloro che vogliono entrare a far parte dei gruppi sportivi militari requisiti inutilmente più rigorosi di quelli richiesti ad esempio a coloro che accedono alle Fiamme Gialle, cui non si applicano più gli stessi coefficienti di massa metabolica e si impone un titolo di studio più basso;
esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:
che in sede di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate si provveda a prevedere la possibilità di una riattivazione di una leva breve, con funzioni addestrative limitate alla difesa territoriale e al concorso alla protezione civile, delineando almeno il ruolo dei coscritti;
che si provveda a tutelare il morale di importanti settori del personale militare, rinunciando alla predisposizione di un sentiero di carriera che permetterebbe a personale di truppa dotato di licenza media di accedere al ruolo marescialli, con l’effetto di far loro scavalcare un gran numero di appartenenti al ruolo sergenti, persone spesso dotate di grande anzianità di servizio, tra le quali è forte il malumore;
che si rifletta adeguatamente sulla compatibilità dell’introduzione del grado di luogotenente con il mantenimento di consolidati equilibri interni al ruolo marescialli, con l’obiettivo finale di evitare la retrocessione gerarchica e funzionale di migliaia di marescialli aiutanti e primi marescialli;
che agli allievi di tutti gli istituti di formazione militari sia riconosciuto lo status di frequentatori;
che agli aspiranti atleti dei gruppi sportivi militari siano imposti requisiti di accesso meno duri di quelli previsti per la truppa, in particolare in termini di titoli di studio e massa metabolica, allineando le Forze armate alla Guardia di finanza.