Legislatura 17ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 480 del 09/11/2015

            La relatrice ZANONI (PD), intervenendo in replica anche a nome della correlatrice, senatrice Chiavaroli, ringrazia tutti gli intervenuti in discussione generale per la ricchezza del dibattito che ha preso spunto anche dai temi sollevati dai soggetti auditi nella scorsa settimana. Un primo esame degli emendamenti presentati al disegno di legge di stabilità riflette infatti l'importanza dei temi affrontati nelle sedute dedicate alle audizioni. Esprime condivisione per i temi richiamati dal senatore D'Alì il quale ha trasformato in emendamenti alcune delle questioni dibattute in materia di agricoltura e di esenzione fiscale sulla prima casa. Riguardo, poi, al dibattito che si è svolto sulle risorse destinate alle regioni e alle province rammenta che nei giorni scorsi Governo e regioni hanno raggiunto un'intesa di cui la Commissione potrà tenere conto. Rimane, al contrario, ancora aperto il confronto fra il Governo e le province. La Commissione si farà pertanto carico di verificare quali siano i margini per venire incontro alle richieste di questi enti. Sottolinea che molti interventi sono stati dedicati alla questione del Mezzogiorno e che molti Gruppi hanno presentato emendamenti sulla materia. A suo parere, invece, nel disegno di legge di stabilità sono già presenti numerose misure volte a rilanciare l'economia delle regioni meridionali. Il dibattito in Commissione sarà pertanto l'occasione per introdurre miglioramenti alla proposta del Governo.

            Rammenta, infine, come sia condivisibile l'esigenza, da alcuni sottolineata, di una riforma del catasto immobiliare. In assenza di tale riforma ritiene pertanto condivisibile la proposta del Governo di togliere la tassazione sulla prima casa.

 

            Il vice ministro MORANDO svolge il proprio intervento di replica sottolineando un profilo che considera di carattere generale: in diversi interventi si è messo in dubbio il carattere espansivo della manovra di bilancio; tale questione non pare dotata di fondamento, come è chiaramente dimostrato dal maggiore impatto delle misure in termini di indebitamento netto rispetto alla legislazione vigente. Non può dunque revocarsi in dubbio il carattere espansivo della legge di stabilità, a prescindere dal giudizio che si intenda formulare sul contenuto e sulla scelta delle singole misure. Si tratta, a suo modo di vedere, di una manovra che coniuga le esigenze di stabilità finanziaria con quelle di promozione della crescita economica, ed è, in tal senso, evolutiva rispetto alle politiche perseguite fino a qualche anno addietro che si limitavano a perseguire, stanti le condizioni di contesto, un consolidamento di bilancio non eccessivamente penalizzante per le esigenze del sistema economico. La centralità dello sviluppo rappresenta il segno delle nuove politiche anche nell'ambito delle istituzioni europee, come è dimostrato dal rilevante impatto degli interventi della Banca centrale europea tramite la leva monetaria e dall'atteggiamento politicamente più attivo della Commissione europea rispetto alla valutazione dei bilanci nazionali.

            Le riforme strutturali messe in atto dall'Italia sono state apprezzate in campo internazionale e costituiscono la base essenziale, nel loro complesso, per determinare un impatto rilevante delle misure di bilancio sul tessuto economico e sociale. Il tutto all'interno delle regole di finanza pubblica dell'Unione, senza alcuna deroga, come è dimostrato dal carattere eventuale delle misure che si basano sul riconoscimento di un margine di flessibilità in relazione all'emergenza derivante dall'immigrazione. Passa, dunque, ad alcune osservazioni più puntuali in riscontro alle sollecitazioni provenute dai senatori durante la discussione generale. In primo luogo riprende le censure mosse dal senatore D'Alì, il quale sosteneva che il settore agricolo abbia tratto detrimento anziché vantaggio dal testo del disegno di legge di stabilità: ritiene non veritiera tale conclusione, atteso che al venir meno dell'IMU agricola per tutti i contribuenti corrisponde una imposta di registro che viene introdotta per i soli proprietari non agricoltori. Confuta altresì le critiche imperniate sull'assenza di misure di favore per le imprese: l'intervento sull'IRAP e le prospettive di revisione del carico IRES ammontano nel complesso a più di 5 miliardi di euro, con effetti attesi sia sulla domanda aggregata che sull'offerta. Tale opzione deriva dalla consapevolezza del Governo circa l'estrema gravità del calo del volume di investimenti registrato negli scorsi anni finanziari. Replica anche a coloro che hanno criticato la scelta di diminuire l'imposizione sulla prima casa, sottolineando che altre parti politiche hanno sostenuto di avere la paternità di tale tipo di intervento, senza poter però vantare una coerenza con quanto effettivamente realizzato proprio da quei governi. Illustra, poi, la situazione attuale delle clausole di salvaguardia: per l'anno entrante esse vengono eliminate in radice, e non sono affatto rinviate come da taluni sostenuto. Parte delle misure utilizzate per compensare le clausole per l'anno 2016 hanno, peraltro, carattere strutturale, con un evidente effetto di riduzione del carico di tali clausole anche sugli anni finanziari successivi. E' innegabile che il carico di 15 miliardi di euro per il 2017 e di 20 miliardi per il 2018, in termini di residue clausole di salvaguardia, rappresenti un'incognita pesante per le politiche di bilancio, tuttavia, l'insieme delle politiche del Governo ha come obiettivo quello di fornire strumenti di supporto finanziario idonei ad eliminare questo ulteriore carico. Cita, in particolare, la prospettiva di una quantificazione dei risparmi attesi dalla riforma della pubblica amministrazione in via di attuazione e di un affinamento degli strumenti di lotta all'evasione dell'IVA. Ricorda come sia stato citato in diverse occasioni il tema del sostegno al Mezzogiorno: in primo luogo ritiene che alcune misure nazionali già presenti nel testo avranno un effetto più rilevante al sud che al centro-nord; dichiara, tuttavia, la disponibilità del Governo a ragionare di ulteriori interventi mirati allo sviluppo delle aree meridionali: si può ipotizzare, tra l'altro, un credito d'imposta rafforzato da affiancare agli ammortamenti di beni strumentali, da finanziare eventualmente con i fondi strutturali, oppure una accentuazione del bonus per le nuove assunzioni attualmente prolungato, su base nazionale, con un contributo al 40 per cento. Riscontra, poi, la richiesta di chiarimenti del senatore Azzollini sulle prospettive dell'ILVA di Taranto: è ferma intenzione del Governo mantenere la centralità dell'obiettivo di garanzia della continuità della produzione, intervenendo però con le misure di adattamento degli impianti agli standard ambientali, non ulteriormente rinviabili. Ciò avverrà sia con fondi pubblici sia con le somme rimaste disponibili e derivanti dal precedente periodo di gestione privata. Quanto alla tematica della finanza locale, sottolinea il carattere particolarmente espansivo della manovra per i bilanci dei comuni, mentre ammette l'indirizzo restrittivo per il settore delle regioni. A tale ultimo proposito conferma che è in via di pubblicazione un decreto-legge volto a venire incontro alle esigenze fatte presenti dalle regioni, con la prospettiva di recepire il relativo testo nella legge di stabilità. Richiama, poi, le problematiche rappresentate dalle province, sottolineando il segno moderatamente espansivo della manovra rispetto alla legislazione vigente, senza escludere però la possibilità di ulteriori interventi, puntualmente rivolti in particolare a supportare gli enti di area vasta nell'adempimento delle funzioni fondamentali loro rimaste in materia di viabilità ed edilizia scolastica. Riprende, poi, i rilievi formulati sul tema del finanziamento a patronati e Caf, invitando a distinguere le due fattispecie: nel caso dei patronati è necessario monitorare la recente riforma volta a contrastare le forme di malversazione, collegando la riduzione delle risorse allo stato di avanzamento della relativa attuazione. Quanto ai Caf, ritiene imprescindibile un approfondimento sugli effetti della dichiarazione dei redditi precompilata: in una prima fase possono ritenersi possibili effetti di aggravio sui centri di assistenza, mentre nel medio periodo è logico attendersi una riduzione degli oneri a loro carico. Conclude con un riferimento al settore del pubblico impiego: le risorse per i rinnovi contrattuali dovranno collocarsi  a valle dell'emanazione dei decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, pena un paradossale effetto di ostacolo al cambiamento e alla crescita della produttività delle strutture pubbliche.

 

            Il PRESIDENTE, prima di passare all'illustrazione degli emendamenti al disegno di legge di bilancio, pubblicati in allegato al resoconto, dichiara l'inammissibilità degli emendamenti 8.Tab.8.1.5, 8.Tab.8.2.5, 8.Tab.8.3.5, 8.Tab.8.4.5, 13.Tab.13.1.5, in quanto riferiti a variazioni all'interno della medesima tabella.

            Informa, altresì, che sono stati presentati gli emendamenti 16.154 (testo 2), da parte del senatore Uras, e 24.1 (testo 2), da parte della senatrice Bulgarelli, che saranno pubblicati nell'allegato al resoconto delle sedute di domani.